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Punto Tremila

Prima che qualcuno sia tratto in inganno dal titolo e pensi ad una svolta gossip di Punto Informatico, preciso solamente che oggi – come segnala Paolo – il più autorevole quotidiano di informazione su Internet e Tecnologia in Italia è arrivato al numero 3.000 (traguardo raggiunto in dodici anni).

 
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Pubblicato da su 23 Maggio 2008 in news

 

Europei, convocazione con nomination

E’ risaputo quanto poco mi interessi il calcio, ma la partecipazione della nazionale italiana ad un torneo importante non mi sfugge. Ciò che mi sfugge, invece (probabilmente sempre per il mio scarso interesse alla materia), è il motivo per cui nelle convocazioni agli Europei è stato seguito uno schema da reality-show: Roberto Donadoni ha convocato 24 calciatori, ma la lista definitiva da consegnare all’UEFA annovererà solo 23 nomi.

Insomma, uno di loro è stato scelto, domenica andrà a Coverciano insieme a tutti gli altri e dopo un paio di giorni – comunque prima degli Europei per cui è stato chiamato – verrà salutato e tante grazie. Sembra di essere al Grande Fratello, quando nella casa vengono fatte entrare 13 persone, una delle quali viene però eliminata subito.

Ma come si decide chi lasciare a casa? Con un’attenta valutazione delle sue condizioni psico-fisiche, unite al contributo che riuscirà a dare al team che si sta preparando? Con un’estrazione a sorte? Con il televoto?

Alcuni articoli pubblicati nei giorni scorsi danno per probabile la nomination (e la conseguente eliminazione dalla lista) di Montolivo. Certo, se tra gli altri convocati qualcuno si dovesse infortunare il suo posto sarebbe salvo… per cui non mi stupirei se a quest’ora – in risposta a tutte ‘ste gufate – stesse già preparando riti voodoo con 23 bamboline.

 
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Pubblicato da su 22 Maggio 2008 in news

 

Non c’è un messaggio per te, non chiamare l’899

L’Antitrust, sabato scorso, ha annunciato di aver emanato un provvedimento d’urgenza (datato 7 maggio 2008 ) per vietare l’invio di SMS ingannevoli agli utenti con l’invito a chiamare una numerazione a sovrapprezzo 899 (ne ho parlato in questo articolo). Nel testo del provvedimento si leggono le motivazioni della disposizione dell’Authority, che sono in sostanza due: la mancanza, nei messaggi di testo, di indicazioni sui costi della telefonata (scrivere “info e costi su http://www.eccetera.biz” non assolve affatto all’obbligo di informativa, dal momento che – tra l’altro – un utente potrebbe non avere la possibilità di accedere ad Internet) e l’ingannevolezza del messaggio (scrivere “un amico ha lasciato un messaggio per te” spinge a credere ad un messaggio in segreteria telefonica, mentre lo scopo reale è di indurre l’utente a chiamare un numero a sovrapprezzo per pagare un servizio mai richiesto).

Di conseguenza, questo messaggio ricevuto stamattina è stato inviato in violazione del provvedimento dell’Antitrust:

Messaggi per te! Un amico ti ha invitato su xxxxxx. Chiama da telefono fisso 89-9xx-xx-xx e ascolta la voce registrata. Info-costi del servizio http://www.nomedelsito.tv

C’è l’indicazione dei costi? No. C’è un messaggio per me? Più o meno: non me l’ha lasciato un amico, ma un’azienda che, con la telefonata, vende (attenzione, non propone, vende proprio) un pacchetto di 300 SMS (da utilizzare nella quantità di 10 al giorno) per 15 euro (il costo della telefonata). La questione non verte sul fatto che l’offerta sia più o meno vantaggiosa, bensì sul fatto che l’utente venga spinto all’acquisto di un servizio che non ha richiesto.

Aggravante: il sito è scritto esclusivamente in italiano e non ottempera ad alcun obbligo di trasparenza (tanto per dire due cose non c’è il nome della società, ne’ la partita IVA) e sembra proprio che faccia capo ad una società estera… il TLD del sito è tv – che significa Tuvalu – e la registrazione è avvenuta con Tucows da un reseller canadese. Tutto questo è poco indicativo (anch’io potrei registrarmi un sito così), ma lo è di più il mittente dell’SMS che si presenta con il numero +601939xxxyx (+60… Malaysia?). L’899 però l’hanno ottenuto da una società italiana.

Chi può fare come il sottoscritto, cioè andare a visitare il sito web indicato, può accorgersene e non cadere nel tranello. Ma uno che riceve l’SMS mentre si trova, ad esempio, mentre è in auto, o sta correndo a prendere il treno o l’autobus, o mentre si trova al supermercato a fare la spesa, crede semplicemente che qualcuno gli abbia lasciato un messaggio in segreteria (“torna indietro, hai dimenticato le chiavi” oppure “comprami anche un etto di prosciutto crudo”, con il rischio aggiuntivo di essere ignorati dal salumiere). E se non dispone di alcun accesso ad Internet non può fare alcuna verifica.

E’ ingannevole? Secondo me sì e per questo va segnalato all’Antitrust. Cosa che ho appena fatto, allegando tutte le informazioni che ho potuto ottenere.

 
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Pubblicato da su 22 Maggio 2008 in news

 

iPhone 3G, conferme ufficiose

Ne avevo già parlato in altre occasioni (qui, quo e qua): l’ipotesi più accreditata sulla nuova versione 3G dell’iPhone (quella che sarà dotata di supporto almeno UMTS) è che il lancio da parte di Apple avvenga in occasione dell’Apple Worldwide Developers Conference. Oggi Gizmodo ne sembra particolarmente sicuro e annuncia:

L’avevamo sospettato tutti, ma adesso è confermato: qualcuno molto, molto vicino all’iPhone 3G ci ha detto che Apple annuncerà il nuovo modello durante il keynote del WWDC il 9 giugno prossimo. La seconda generazione di iPhone sarà disponibile in tutto il paese già dal giorno successivo, o addirittura, poche ore dopo.
Il nuovo smartphone arriverà a breve distanza dal lancio ufficiale anche in Europa e avrà schemi di lancio simili. In Spagna, per esempio, sarà disponibile dal 18 giugno, giorno dell’inaugurazione del megastore di Telefonica nella storica palazzina della Gran Via di Madrid. Questo avvalora la nostra tesi secondo la quale giugno è anche il mese in cui arriverà in Italia.

Secondo altre fonti, l’iPhone 3G non sarà più in vendita ad un prezzo imposto, almeno in alcuni paesi, e il suo lancio sarà accompagnato dall’avvio delle nuove politiche di vendita. Ciò significa, probabilmente, che dato che ormai è un prodotto affermato sul mercato, potrà permettersi di essere integrato nel normale sistema di vendita degli operatori, con offerte speciali, servizi inclusi, sconti per chi cambia operatore e cose del genere.

 
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Pubblicato da su 21 Maggio 2008 in Ipse Dixit, telefonia

 

Meglio una gallina domani

A quanto pare non tutti gli studenti hanno gradito la presenza di Steve Ballmer – CEO di Microsoft – invitato per un seminario alla Budapesti Corvinus Egyetem (l’Università Corvinus di Budapest):

(notare la camicia del contestatore e la generale indifferenza degli astanti).

La prossima volta sarà meglio spiazzare tutti ed entrare in scena con più verve:

 
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Pubblicato da su 20 Maggio 2008 in news

 

Inter Net Citizen

Chi lo legge via feed potrebbe non essersene accorto, ma il blog di un propugnatore della net neutrality oggi sfoggia una livrea decisamente poco neutrale 😀

 
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Pubblicato da su 19 Maggio 2008 in news

 

Quo vadis Yahoo?

Riassunto delle  puntate precedenti: Microsoft vuole Yahoo e formula una mega-offerta di 44,6 miliardi di dollari per rilevarla. Yahoo rifiuta (“perché io valgo” è, in sostanza, la sua risposta). Microsoft allora rilancia (“va be’, mettiamo sul piatto altri 5 miliardi in più. contenti? ci state?”), ma Yahoo ri-rifiuta (“ma per chi c’avete preso?”). Fine dei giochi? Giammai! Ecco, da Blogosfere High Tech, gli ultimi aggiornamenti sulla telenovela:

La situazione di Yahoo! è ancora in stallo dopo l’uscita di Carl Icahn, o meglio l’entrata di Icahn che intende riportare la società sulla retta via della fusione con Microsoft prendendo le redini del cda.

Ma chi è Carl Icahn? E’ uno degli uomini più ricchi del mondo, ma questo è ovvio visto che si è detto disposto a investire 50 milioni di dollari in azioni Yahoo!, così da avviare una scalata interna alla società di cui già è azionista.

L’ha comunicato lo stesso Icahn con una missiva, l’ennesima dell’affaire MicroHoo dopo quelle di Ballmer e le relative risposte di Yang. Ecco la lettera di Icahn, pubblicata anche dal solito TechCrunch, che comincia così:

  • “Dal mio punto di vista è chiaro che il cda di Yahoo! ha agito irrazionalmente e ha perso la fiducia degli azionisti e di Microsoft. E’ abbastanza ovvio che l’offerta di Microsoft di $33 per azione sia una prospettiva migliore per Yahoo! rispetto alla posisbilità di continuare da soli”.

Icahn continua (qui la lettera integrale, in inglese) dicendosi perplesso e giudicando irresponsabile la scelta del management di nascondersi dietro a prospettive largamente ottimistiche.

Ma soprattutto risulta incomprensibile la scelta di non consultare gli azionisti che non hanno potuto valutare un’offerta comunque positiva, dato che premiava Yahoo! riconoscendogli un 72% in più rispetto al valore di $19 per azione, registrato in borsa nel rpimo giorno di trattative.

Nel frattempo è arrivata la (lunghissima) risposta di Yahoo!.

VentureBeat la definisce un poema alla Guerra e Pace, mentre la lettera di Icahn assomigliava di più a un’agile novella, senza troppi peli sulla lingua. La risposta di Yahoo, nella persona di Roy Bostock, Chairman of the Board, sostiene che la posizione di Icahn si basi si un fraintendimento.

Riuscirà il colpo di coda di Icahn a riportare Ballmer sui suoi passi? Si aspettano repliche da Microsoft, che se ancora interessata a Yahoo! non tarderà a farsi sentire.

Ma mentre Jerry Yang tenta di calmare le agitate acque di casa Yahoo (“ragazzi, non sta succedendo niente, continuate a lavorare”), ecco che il New York Post diffonde la notizia di un accordo imminente. Con Microsoft? No, con Google.

Alla prossima puntata…

 
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Pubblicato da su 16 Maggio 2008 in news

 

Provacy ancora Google

Sbarcano nel Vecchio Continente i problemi di privacy di Google Street View, la feature di Google Maps che consente di “visitare” virtualmente un luogo. Come riferisce Punto Informatico, Peter Hustinx – supervisore europeo per la protezione dei dati – non vede di buon occhio il servizio:

“Fare foto su una strada in molti casi non è un problema, ma far foto ognidove è senz’altro destinato a causare alcuni problemi. Sono sicuro che [a Google] lo sappiano”.

Lo sanno, dal momento che hanno introdotto un sistema di riconoscimento facciale per apporre una provvidenziale sfocatura sui volti delle persone ritratte nelle foto. Il problema è che il sistema è automatico e, come ogni automatismo, non è perfetto:

 
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Pubblicato da su 16 Maggio 2008 in news

 

CBS si mangia Cnet

Il mercato dell’informazione si sta concentrando e globalizzando, i giganti dell’editoria diventano colossi. Dopo l’acquisto di Reuters da parte di Thomson (un’operazione da 17 miliardi di dollari) e del Wall Street Journal da parte della News Corp di Rupert Murdoch (5 miliardi di dollari), ecco un altro accorpamento, di minore rilevanza finanziaria, ma comunque di notevole impatto, visto che coinvolge un protagonista della Rete: CBS, uno dei maggiori network USA ha acquistato per 1,8 miliardi di dollari Cnet, una società quotata al NASDAQ che è nota come uno dei più grandi Internet News Provider, di cui fanno parte anche ZDNet, TV.com, MP3.com, news.com, TechRepublic, Search.com, GameSpot.com.

Con i suoi 160 milioni di utenti al mese in tutto il mondo, Cnet è un gran bel boccone per CBS che, con questa operazione, entrerà nella Top 10 delle Internet Companies degli Stati Uniti.

 
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Pubblicato da su 15 Maggio 2008 in news

 

Intempestivamente

Oggi il mio operatore di telefonia mobile mi ha inviato questo SMS:

La informiamo che stanno circolando SMS che invitano a chiamare numeri a pagamento 899: le suggeriamo di non contattare tali numeri. Info gratis al (omissis).

Grazie tante… Peccato che la piaga degli SMS truffaldini non sia una novità degli ultimi giorni: ne avevo parlato su Punto Informatico quasi un anno fa (giugno 2007), ma il tema è stato trattato anche dalla cosiddetta stampa generalista (ecco a titolo di esempio un articolo de L’Eco di Bergamo che ne ha parlato lo scorso novembre). Se l’utenza viene avvisata con questa tempestività, si fa in tempo a cascare in milioni di tranelli simili.

Un testo da tipico messaggio truffaldino dice:

Nella tua segreteria ci sono messaggi per te. Chiama al 899-(omissis), info e costi nella tua segreteria

L’SMS di avvertimento tardivo da parte dell’operatore mobile, che mi informa con molta cortesia di fare attenzione a questi inviti a chiamare numeri 899, arriva molto tempo dopo che utenti e associazioni di consumatori hanno bombardato di segnalazioni Autorità e Istituzioni, per informare del problema e chiedere una soluzione. Il problema è serio e va affrontato in parallelo sotto almeno due aspetti.

Il primo è la riservatezza: coloro che inviano SMS-truffa da dove hanno preso il nostro numero di cellulare? A che punto sono le indagini in merito alla questione della privacy? MAH.

Il secondo è molto più ampio: riguarda le modalità di assegnazione, gestione e utilizzo delle numerazioni 899 per i servizi a sovrapprezzo, che oggi avviene con molta (troppa) disinvoltura e che sta ormai generando, a ragione, una generalizzata diffidenza negli utenti. La letteratura in materia è molta e solo in tempi recenti le istituzioni hanno pensato a soluzioni che potessero tutelare gli utenti: l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha imposto alle compagnie telefoniche l’introduzione di un PIN con cui l’utente potrà abilitare o disabilitare il proprio telefono ad effettuare chiamate verso questi numeri (per evitare telefonate accidentali o fuori controllo, come quelle effettuate dai minori), mentre l’Antitrust ha impedito che le telco staccassero la linea agli utenti che non pagavano quelle bollette gonfiate da traffico riconosciuto come anomalo, originato da chiamate a numeri satellitari o 899, consentendo dunque agli utenti di non pagare gli addebiti corrispondenti a questo tipo di chiamate.

Anche questi provvedimenti sono estremamente tardivi, perché giungono quando ormai molti utenti, da mesi se non da anni, si vedono recapitare bollette di importo astronomico senza sapere bene perché (e pagano, per non avere ulteriori problemi, o per il cosiddetto quieto vivere, ahiloro) bollette di importo astronomico senza sapere bene perché.

Insomma, è la solita storia dell’allevatore che chiude le porte della stalla quando ormai i buoi sono scappati…

 
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Pubblicato da su 15 Maggio 2008 in news

 

P.A., la ricetta Brunetta

A me fa piacere che Renato Brunetta, neo-ministro senza portafoglio della funzione pubblica, voglia portare una ventata di novità nel Paese, con tempi da record. In 18 mesi, assicura, cambieranno molte cose, tra cui:

Tolleranza zero con i dipendenti pubblici fannulloni: «semplicemente vanno licenziati».

Un taglio deciso alle montagne di carta che invadono la Pubblica amministrazione: «non ci dovrà più essere la documentazione cartacea», promette il ministro, «le pagelle dovranno essere lette su internet, basta pagelle di carta».

Alleati gli uffici postali, le farmacie, le tabaccherie, perché «chi ha una rete possiede un tesoro. Se sapremo cambiare potremo spendere meglio e liberare importanti risorse da impieghi poco produttivi».

“Chi ha una rete possiede un tesoro”. Verissimo. Sacrosanto. Basti pensare a chi è titolare della più importante rete di telecomunicazioni sul mercato italiano e a come questa rete è stata gestita fino ad oggi, per capire quanto abbia ragione il professor Brunetta. Tra l’altro, buona parte di questi obiettivi non può prescindere dall’esistenza e dalla disponibilità per tutti gli utenti di una rete di comunicazioni assolutamente funzionale e accessibile.

Un esempio su tutti, che probabilmente non è nemmeno l’aspetto più complesso da affrontare: la volontà di trasformare la pagella cartacea in pagella elettronica da leggere su Internet, per essere trasformata in realtà, si fonda sul presupposto – ad oggi verosimilmente infondato – che tutte le famiglie italiane dispongano di un computer collegato ad Internet, possibilmente in banda larga. Una sfida che comporta un piano d’azione concreto (che va da adeguate infrastrutture TLC a piattaforme hardware e software per la gestione sicura delle registrazioni delle valutazioni scolastiche) che a mio avviso deve essere attuato in collaborazione con i responsabili dei dicasteri interessati da un progetto di questa portata: per citare solo quelli più direttamente coinvolti (ma so già di dimenticare qualcuno), Roberto Calderoli e Maurizio Balocchi (rispettivamente ministro e sottosegretario con delega alla Semplificazione normativa), Giorgia Meloni (ministro per le Politiche per i Giovani), Claudio Scajola (ministro per lo Sviluppo Economico), Paolo Romani (sottosegretario con delega alle Comunicazioni) e Mariastella Gelmini (ministro dell’Istruzione Università e Ricerca).

Non dico che non sia realizzabile. Dico solo… in bocca al lupo! L’appuntamento per la verifica del conseguimento di tutti questi obiettivi è per novembre 2009.

 
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Pubblicato da su 13 Maggio 2008 in computer, Internet, Ipse Dixit

 

WiFi e allarmismo

Report è una delle poche trasmissioni televisive che guardo con attenzione. Nei suoi servizi, laddove possibile, spesso riesce a sviscerare tematiche di interesse pubblico, portando alla luce informazioni utili che normalmente restano nell’ombra. Naturalmente ho guardato con interesse la puntata di domenica scorsa, in cui era programmato il servizio “WiFi: segnale d’allarme”, basato su un’inchiesta svolta per la BBC da Paul Kenyon. Ma ne sono rimasto deluso.

Ricordavo che l’inchiesta risaliva a circa un anno fa e che fu proposta su BBC One dalla trasmissione Panorama. A suo tempo ne parlò anche Paolo Attivissimo, sottolineandone già allora il carattere esageratamente allarmistico. In seguito all’inchiesta ci furono alcune contestazioni, che la BBC non poté fare a meno di raccogliere: lo ricorda sempre Paolo, che evidenzia anche la protesta dello scienziato Michael Repacholi (intervistato nel servizio):

[Repacholi] era stato presentato come voce minoritaria (unica voce scientifica a sostenere la non dimostrata pericolosità del wifi) contro tre scienziati e altri intervistati sostenitori della pericolosità, dando “un quadro ingannevole dello stato delle opinioni scientifiche sulla materia”. Non solo: “il contributo del professor Repacholi è stato presentato in un contesto che suggeriva agli spettatori che la sua indipendenza scientifica era in dubbio”, dice la BBC, “mentre gli altri scienziati sono stati presentati in modo acritico. Questo ha rinforzato l’impressione ingannevole ed è stato scorretto nei confronti del professor Repacholi”. Repacholi era stato accusato di aver preso soldi dagli operatori telefonici per tacere i rischi delle loro emissioni elettromagnetiche.

Report, in pratica, ha mandato in onda un’inchiesta della BBC di un anno fa, che nei mesi successivi la stessa BBC aveva aggiornato con revisioni sostanzialmente rilevanti, che ne sminuivano (e non poco) il contenuto allarmistico. Come ha scritto Stefano Quintarelli, Report non si è curata degli aggiornamenti ed è inciampata, cosa che era già successa – ricorda sempre il preciso Attivissimo – quando mandò in onda Confronting the evidence, documentario sulla tragedia dell’11 settembre che presentava una tesi complottista mal argomentata.

Ne traggo solo una considerazione: credo che Report dia il meglio di se’ quando propone servizi realizzati dalla propria redazione e non quando si affida all’attendibilità di materiale realizzato da terzi. Per quanto riguarda in particolare la trasmissione di domenica sera credo si sia persa l’occasione di approfondire meglio l’argomento, benché l’inchiesta abbia avuto il merito di mettere in evidenza il problema dell’ipersensibilità di alcune persone alle emissioni elettromagnetiche.

 
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Pubblicato da su 13 Maggio 2008 in news

 

iMarketing

Massimo Mantellini (via tuaw) osserva:

Gli iPhone sono ora indisponibili sugli store online di Apple in USA e UK. Difficile pensare che manchi molto alla presentazione dei nuovi modelli.

Questa è una chiave di lettura verosimile: più o meno tra un mese (in occasione dell’Apple Worldwide Developers Conference) è attesa la presentazione della versione 3G dell’iPhone e Apple potrebbe aver ripulito gli scaffali in preparazione al nuovo modello (per il quale ha rosee previsioni di vendita). E’ la stessa cosa che fa Microsoft, ad esempio quando sta per lanciare una nuova versione di Office.

Una considerazione: nei negozi del Regno Unito (dove l’iPhone viene venduto dalle reti commerciali di Carphone Warehouse e O2) gli iPhone sono spariti dalla circolazione già il 25 aprile, per poi ricomparire (almeno nella versione 16 GB) dopo qualche giorno. Questo potrebbe essere avvenuto per una strategia della stessa Apple, che potrebbe aver pensato ad un riassortimento a singhiozzo, alternando disponibilità e indisponibilità commerciale dell’apparecchio, per far supporre al pubblico che esista ancora una richiesta dell’iPhone talmente elevata da portare, ancora oggi, all’esaurimento delle scorte dei punti vendita.

Ma il motivo potrebbe essere un altro: la produzione dell’iPhone 2G si sta fermando e Apple sta contingentando le scorte.

Tutto questo non cambia la sostanza del fatto che il ciclo di vita della prima edizione dell’iPhone sta volgendo al termine e Apple, nel modo che ritiene più efficace, sta preparando la strada al nuovo modello.

 
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Pubblicato da su 11 Maggio 2008 in news

 

Redditi online, trasparenza opaca

Dopo alcuni giorni di meditazione, il Garante della Privacy ha stabilito che la pubblicazione online degli elenchi dei contribuenti con i loro redditi è illegittima e contraria alle normative in vigore.

Il Garante, con questo provvedimento

1) a conferma della sospensione della pubblicazione degli elenchi nominativi per l’anno 2005 dei contribuenti che hanno presentato dichiarazioni ai fini dell’imposta sui redditi e dell’imposta sul valore aggiunto, ai sensi degli artt. 143, comma 1, lett. c) e 154, comma 1, lett. a), b) e d), del Codice, inibisce all’Agenzia di:

a) diffondere ulteriormente in Internet detti elenchi con le modalità che il presente provvedimento ha stabilito essere in contrasto con la disciplina di settore attualmente vigente;

b) diffonderli in modo analogo per i periodi di imposta successivi al 2005, in carenza di idonea base normativa e della preventiva consultazione del Garante;

2) manda all’Ufficio di contestare all’Agenzia, con contestuale provvedimento, la violazione amministrativa per l’assenza di un’idonea e preventiva informativa ai contribuenti interessati;

3) dispone che l’Ufficio curi la più ampia pubblicità del presente provvedimento, anche mediante pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, al fine di rendere edotti coloro che hanno ottenuto i dati dei contribuenti provenienti, anche indirettamente, dal sito Internet dell’Agenzia, della circostanza che essi non possono continuare a metterli in circolazione stante la suesposta violazione di legge e che tale ulteriore messa in circolazione configura un fatto illecito che, ricorrendo determinate circostanze, può avere anche natura di reato.

Stamattina una trasmissione radiofonica ha detto che questo provvedimento sarebbe monco, dal momento che si rivolge solo all’Agenzia delle Entrate e che non contempla la diffusione nei circuiti peer-to-peer. Interpretazione errata e infondata: basta leggere il punto 3, laddove dice che

coloro che hanno ottenuto i dati dei contribuenti provenienti, anche indirettamente, dal sito Internet dell’Agenzia (…) non possono continuare a metterli in circolazione stante la suesposta violazione di legge e che tale ulteriore messa in circolazione configura un fatto illecito che, ricorrendo determinate circostanze, può avere anche natura di reato.

Ma provate voi a fermare il peer-to-peer…

 
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Pubblicato da su 7 Maggio 2008 in news

 

L’iPhone arriverà. Stop

Telecom Italia e Vodafone lo hanno annunciato in stereo, con due telegrammi asciutti comunicati stampa, a breve distanza l’uno dall’altro: l’iPhone arriverà in Italia entro l’anno.

Chi lo attende spasmodicamente da mesi dovrà accontentarsi di questa unica informazione ufficiale. Un orizzonte temporale più preciso? Non se ne parla. In versione 2G o in quella – attesissima – di terza generazione? Anche qui bocche cucite, ma si spera nella versione più aggiornata. Ma la questione più complessa a cui rispondere sarà: a quali condizioni commerciali?

 
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Pubblicato da su 6 Maggio 2008 in news