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E’ partita la PITV

pitv.jpgNon è un errore di battitura (no, non volevo scrivere IPTV): quando avete tre minuti di tempo da investire, guardate il nuovo webgiornale di Punto Informatico

pitv.jpg

Ovviamente lo si può vedere anche dalle pagine di PI. Di che cosa si tratta? Sicuramente il direttore di PI lo spiega meglio del sottoscritto:

pi + n3tv = pi..tv

parte oggi per pi l’avventura videoweb con n3tv, un gran bel progetto che è da una parte tutta sperimentazione e dall’altro una somma di competenze diverse e molto innovative, messe insieme da tommaso e dalla sua inesauribile energia e voglia di fare.

per pi significa collaudare questo genere di iniziativa e iniziare a dar corpo al suo pivideo, una cosa tutta da costruire che oggi muove il suo primo passo.

la prima puntata è online nella home page di pi (cliccando sul titolo si può vedere in dimensioni “maggiorate”) ma mentre scrivo soffre ancora di qualche problemino di visualizzazione. la macchina si è messa in moto, ora bisogna lavorare perché possa accelerare puntata dopo puntata, chissà che non spicchi il volo un giorno o l’altro.

 
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Pubblicato da su 18 settembre 2007 in media, Mondo, news

 

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Il blog di Grillo nella Web Trend Map

grillowtm.jpg

L’amico Maximilian (citato in cotal guisa con il suo consenso) mi segnala che il blog di Beppe Grillo non passa inosservato nella websfera internazionale e si guadagna una posizione nella Web Trend Map. Si tratta di una rappresentazione grafica realizzata da Information Architets che, con lo stile di una mappa della metropolitana, propone una fotografia delle interconnessioni che legano i 200 più importanti siti web. E’ un’interpretazione come un’altra: nata sulla base della Tokyo metro map nella sua prima versione, è stata profondamente rivista per questa seconda release, che è già comparsa – tra gli altri – su Wired e BoingBoing.

Al di là dell’interpretazione che si vuole dare a questa mappa, resta il fatto che la popolarità del blog di Grillo ha assunto proporzioni piuttosto importanti, il che significa che lui, con il suo staff, ha capito come utilizzare la Rete per veicolare i messaggi che desidera trasmettere con il blog, i MeetUP eccetera, anche senza vivere la blogosfera. La Rete è anche questo. E di certo, dopo l’accresciuta popolarità che ha fatto seguito al V-day (che i media avrebbero prima snobbato e poi seguito), le prossime iniziative (come “I comuni ai cittadini”) potranno contare su un audience notevole.

 
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Pubblicato da su 16 settembre 2007 in media, Mondo, news

 

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Moda o tv fuori controllo?

Accade molto raramente che io segua trasmissioni sportive in TV. Lo sport parlato non mi ha mai entusiasmato e quelle rare volte che mi è capitato di vedere una di queste trasmissioni ero in casa d’altri, oppure a casa mia, ma su richiesta altrui.

Per questo, dopo aver fugacemente dato un’occhiata alla puntata di Controcampo di oggi, sono molto contento di non esserne mai stato un assiduo spettatore: la rissa verbale tra Giampiero Mughini ed Elisabetta Canalis (di cui trovate un’efficace cronaca su Daveblog), se non rimane un episodio isolato, potrebbe aver riaperto una nuova stagione di becerezza televisiva, di cui sinceramente non avevo sentito la mancanza in questi mesi di palinsesti estivi.

Dicendo questo non prendo le parti di nessuno dei due interlocutori, che stimo per motivi diversi; semplicemente dico che non mi piace vedere in TV gente che litiga. Secondo me fa scadere la qualità della trasmissione.

 
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Pubblicato da su 16 settembre 2007 in media, Mondo

 

Cristina D’Avena star di eBay

Collezionismo maniacale o feticismo? Da Sorrisi e Canzoni TV:

Battuto all’asta su eBay per 1.210 euro un cd di Cristina D’Avena

Sembra che si tratti del secondo CD nella classifica delle più costose aste italiane di eBay. Il primo è un CD degli Aerosmith, venduto a 2499 euro.

 
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Pubblicato da su 16 settembre 2007 in news

 

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Google vuole la Luna?

Leggo sull’Official Google Blog che a Mountain View c’è un’iniziativa abbastanza ambiziosa:

Google sponsorizza Lunar X PRIZE per lanciare la corsa spaziale della nuova generazione – Per i vincitori in palio una borsa complessiva di 30 milioni di dollari

Ossia?

“Moon 2.0”, la seconda fase dell’esplorazione lunare, non si limiterà a piantare bandierine e lasciare impronte umane sulla superficie: l’obiettivo stavolta e andare sulla Luna per rimanerci. La Luna è il trampolino di lancio verso il resto del sistema solare, oltre ad essere una fonte di soluzioni ad alcuni dei problemi ambientali più impellenti che si trova a dover affrontare oggi il nostro pianeta, ad esempio l’autonomia energetica e il cambiamento climatico. L’importanza dell’esplorazione lunare è riconosciuta ormai da governi di tutto il mondo e le agenzie spaziali di nazioni come Stati Uniti, Russia, Cina, India, Giappone e dei Paesi dell’Unione Europea progettano già l’invio di sonde sulla Luna nel prossimo decennio.

Chiunque fosse interessato a prendere parte al progetto, deve partire da qui.

Ma perché Google punta alla luna? Potrebbe avere ragione FinanzaWorld, con questa chiave di lettura: l’azienda è finanziariamente sana e vale 151 miliardi di dollari. IBM è avanti di poco (182 miliardi di dollari), mentre Microsoft con i suoi 252 miliardi di dollari è ancora lontana (ma non lontanissima)

Chi avesse investito nella IPO di Google si troverebbe oggi ad aver guadagnato almeno 5 volte il valore del capitale iniziale.

Google sta ancora crescendo, ed è già ad alti livelli, con azioni che hanno un prezzo esagerato. Ma non può permettersi di fermare la sua crescita, e la soluzione è proporre qualcosa di innovativo, straordinario e stupefacente. Se il progetto andrà bene, Google ne risulterà l’ispiratore e avrà un grande ritorno. Se nessuno riuscirà nell’intento, non le sarà costato nulla, ma la pubblicità montata attorno a questo progetto sarà comunque stata enorme.

Intanto c’è chi si muove da Oriente: il Giappone ha già inviato la sua prima sonda allo scopo di trovare nuove prove per capire l’origine e l’evoluzione del satellite, mentre la Cina prevede di inviare la sonda Chang’e One entro fine anno. All’appello non manca l’India, che ha in cantiere un missile per spedire una propria sonda entro il prossimo anno. Tutti questi Paesi prevedono una missione lunare con astronauti a partire dal 2020.

La Luna come “fonte di soluzioni ad alcuni dei problemi ambientali più impellenti” mi fa venire in mente questo:
[Youtube=http://www.youtube.com/watch?v=DfL4NV0pHFs]

 
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Pubblicato da su 14 settembre 2007 in media, Mondo, news

 

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Elitel, come stanno le cose?

Update: questo post è del 14 settembre 2007. Martedì 8 gennaio 2008 ho scritto un nuovo post sulla vicenda. E’ a questo indirizzo (fine update)
———-

Elitel vive un periodo alquanto controverso. In seguito alla crisi di luglio, l’azienda ha molte questioni in sospeso: dalle pendenze con Telecom Italia (debiti per oltre 100 milioni di euro, a causa dei quali l’ex monopolista le ha tagliato le linee) alla possibilità di accedere alla procedura concorsuale di amministrazione straordinaria.

Come ha ricordato Alessandro Longo, alla fine di agosto Elitel – che a quanto pare non ha ancora chiesto l’ammissione al commissariamento – stava continuando a riattivare gli utenti (grazie ad altri fornitori di connettività), contando di riallacciare rapporti (e linee) con i clienti residenziali in questo mese. Ad oggi, i clienti Elitel che conosco io non sono stati nemmeno contattati, ma forse si tratta di pochi sfortunati. Però so che non sono gli unici.

Il quadro delineerebbe insomma una condizione di estrema difficoltà. Ma evidentemente mi sono perso qualche passaggio: oggi, sul Corriere della Sera, pubblicato tra le inserzioni di ricerca del personale di Trovolavoro a pagina 43, si legge questo annuncio su cui fa capolino il logo Elitel:

Sono Giorgio Fatarella,
Amministratore Delegato di Elitel
, Gruppo italiano di eccellenza nei servizi tecnologici e soluzioni ICT. A seguito della sostenuta crescita del traffico ed utilizzo dei servizi da parte dei clienti, nell ambito di un importante piano di rafforzamento e sviluppo, per la gestione delle nostre aziende clienti ricerco:

i migliori

Area Manager Senior / Area Manager Junior

(omissis)

 

Cosa mi sono perso? Innanzitutto il rientro nel CdA di Elitel di Giorgio Fatarella, che neanche un mese fa, in una nota richiamata nella homepage del sito Elitel.biz, informava il mondo sulle sue dimissioni da Presidente, scrivendo:

Oggi 27 agosto 2007 vengo sostituito alla guida del Gruppo per volontà degli azionisti (…) Lascio con il dispiacere nel cuore per non aver potuto portare a termine il progetto inteso al salvataggio delle attività aziendali, regolarmente approvato in CDA e che si stava perseguendo giorno dopo giorno.

A quelle dimissioni faceva seguito la nomina di un nuovo CdA, formato dal nuovo presidente Roberto Aguiari e dai consiglieri Marco Artiaco e Generoso Galluccio. Oggi Fatarella recluta personale in prima persona (più o meno come Ennio Doris negli spot tv in cui cerca family banker per Mediolanum) presentandosi in veste di Amministratore Delegato. Ok, non è più Presidente, ma sembra sia ancora in sella, alla guida dell’azienda (per cui la frase “lascio con il dispiacere nel cuore” a cosa si riferiva, se è ancora lì?).

Ma mi sono perso, soprattutto, “la sostenuta crescita del traffico ed utilizzo dei servizi da parte dei clienti” di Elitel, dichiarata nell’annuncio di ricerca del personale e “dettagliata” in un grafico accessibile dalla homepage dell’azienda (che però non fornisce dati, solo date). Sarebbe da capire da quale livello si registra la crescita: dalla clientela mantenuta fino a giugno (250mila clienti) o dal taglio delle linee di luglio (zero clienti connessi)?

Sarebbe anche da capire da chi si approvvigiona Elitel in termini di connettività. Ufficialmente dalla consociata Elinet (entrambe fanno parte del gruppo Elitel Telecom), che risulta essere titolare dell’infrastruttura di rete e dell’accordo di interconnessione con Telecom Italia. Le linee sono sempre prese in wholesale da Telecom? Se è così, cos’è cambiato, dunque, da luglio?

In attesa di aggiornamenti chiarificatori, un sincero in bocca al lupo a tutti gli utenti e i dipendenti di Elitel.

 
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Pubblicato da su 14 settembre 2007 in news

 

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Il Principe cerca rogne

Ce l’ha con la rete, Prince. Con YouTube, con eBay, con The Pirate Bay. Motivo: hanno pubblicato migliaia di suoi video. Suoi, nel senso che gli appartengono (dice) e per questo motivo ha scagliato un manipolo di avvocati contro i nuovi media della rete. Cito da Punto Informatico:

Le prime denunce, fanno sapere i legali della società antipirateria Web Sheriff, saranno presentate negli USA e nel Regno Unito. Secondo la ditta il livello di pirateria online è ormai ridicolo, stando a quanto dichiarato al Guardian.

“Qualcuno deve fare qualcosa e noi sappiamo che quanto facciamo avrà un impatto importante, moltissimi artisti ci seguiranno. Dobbiamo costruire – continuano gli esponenti della società – un modello da 21esimo secolo per l’industria dell’intrattenimento”. E in questo senso i siti citati sarebbero l’avanguardia del fonte pirata.

L’ultimo album di Prince si intitola Planet Earth. Che a me personalmente non piace molto (salverei giusto un paio di brani, apprezzando il “richiamo alle armi” di alcuni elementi dei Revolution come Sheila E. e Wendy & Lisa), ma che ha avuto una tiratura che ha superato – nel Regno Unito – tre milioni di copie (grazie tante, a luglio era allegato al Mail On Sunday).

Ma quando parla di pirateria, mi viene da pensare che farebbe bene a guardarsi allo specchio, soprattutto visto l’ultimo album: intendiamoci, non ha plagiato i lavori di nessuno… solo i suoi successi del passato. Per cui, se qualcuno cerca su YouTube i suoi video di 15 o 20 anni fa, non lo fa per dispetto, ma per conoscere (o non dimenticare) un Prince innovativo e creativo.

 
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Pubblicato da su 13 settembre 2007 in media, Mondo, news

 

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V-day, impressioni di settembre

Avrei voluto parlare prima del V-day, ma me ne è mancato il tempo. Sono però riuscito a toccarlo con mano, ieri, a Bergamo.

In termini numerici non so quanto consenso abbia realmente ricevuto questa iniziativa (a parte gli oltre 222mila iscritti evidenziati nel sito di Beppe Grillo). Ma è stato davvero impressionante vedere quante persone, ieri, in una singola città, abbiano partecipato ad un progetto che non ha avuto, da parte dei media tradizionali, alcun tipo di rilievo o propaganda. Già, perché – come evidenziava Punto Informatico venerdì scorso – “è la prima volta che un evento politico di queste dimensioni, che scorre in parte sulla rete, da forum, a blog, a Second Life, e in parte nelle piazze italiane, viene organizzato ponendo Internet al centro”.

Evento di rilevanza politica, ma anche sociale. La mia impressione è che il V-day abbia raccolto molte adesioni proprio perché – senza l’appoggio dei media tradizionali – si è diffuso tramite Internet in modo trasversale, e questo è sicuramente l’inizio di un modo nuovo di raccogliere il consenso della popolazione su temi di interesse comune (dovrebbe essere il compito di chi ci rappresenta in Parlamento, no?), la partecipazione ha coinvolto persone di tutti i colori politici, che si sono mosse contro un certo tipo di politica.

Qualcuno fa finta di non capire. Paolo, nel suo blog, evidenzia le parole di Giorgio Merlo (Ulivo):

“Tocca al Pd e alla sua classe dirigente farsi interprete di una politica che sia capace di battere l’antipolitica alimentata dai vari capipopolo e ripristinare, al contempo, la democrazia rappresentativa e la credibilita’ delle istituzioni”

In queste parole c’è il palese riferimento a Beppe Grillo, annoverato tra i vari capipopolo che i politici di oggi vedono come elementi di disturbo e non comprendono (o fingono di non comprendere) che esiste, ed è diffuso, un malessere comune provocato proprio dalla politica condotta dalla classe dirigente di oggi.

Il V-day può essere considerato l’inizio di un nuovo modo di fare propaganda, sociale o politica. Che, con il tempo, otterrà il giusto riconoscimento. Oggi questo riconoscimento viene dai cittadini, ma non dai media, come ha osservato Stefano Quintarelli (di cui cito l’impressione):

Al Tg1 di oggi hanno parlato del V-Day.

Foto di Grillo dal palco, foto e citazione di Bersani, foto e citazione di Casini.

Mi ha dato l’impressione del “non possiamo non parlarne, allora minimizziamo”

A me pare che un privato che organizza un evento in moltissime citta’ italiane, cui partecipano 300 mila persone (anche fossero “solo” 100.000), mi pare che sia una notizia rilevante, piu’ dei dibattiti delle feste di partito che godono di ben piu’ ampia copertura e talvolta sono “affollati” da qualche decina di persone.

Non una parola sui contenuti della proposta di legge di iniziativa popolare.

Temo che sara’ improbabile che venga calendarizzata. Non immagino come si possa superare a breve questo distacco tra la societa’ e una sfera politica che mi pare piu’ votata alla autoconservazione ed al confronto al suo interno che al sostegno dello sviluppo e, in particolare, dell’innovazione.

E’ vero, c’è un enorme distacco tra la società e una sfera politica che pensa a salvaguardare se stessa, prima di pensare al Paese che dovrebbe rappresentare. Ma se i media tendono a minimizzare il successo di un’iniziativa come il V-day, forse significa che qualcuno ne ha compreso la pericolosità e per questo motivo ne parla senza enfasi e sottolineature.

Per cui: dieci, cento, mille V-day!

 
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Pubblicato da su 9 settembre 2007 in media, news

 

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Nuovi iPod, nuovi iPrice. E un contentino.

ipodtouch.jpg

Nel presentare al mondo la rinnovata gamma iPod, Apple ha lanciato il nuovo iPod Touch, che ha il display touchscreen (con la possibilità di vedere filmati in widescreen), l’interfaccia multitouch, il supporto WiFi e il browser Safari. Per entrare, ad esempio, da Starbucks (che con Apple ha siglato un accordo in esclusiva) prendere un caffé e collegarsi all’iTunes WiFi Music Store. L’iPod Touch, in pratica, è un iPhone senza SIM, quindi Apple ha industrializzato – ne più ne meno – il risultato dell’hacking di DVD Jon (fatica sprecata, dunque).

Già che c’era, Steve Jobs ha pensato bene di annunciare i nuovi prezzi dell’iPhone: il modello da 8 GB costerà 399 dollari anziché 599, e quello da 4 GB uscirà dal listino. Molto probabilmente, questa notizia farà gioire chi – frenato dal prezzo effettivamente un po’ elevato – finora non aveva ancora osato acquistarlo. Chi invece lo ha appena comprato potrebbe invece meditare, insieme a DVD Jon, di organizzare un V-Day contro Steve Jobs.

Ma ecco il tentativo di salvataggio in corner: lo stesso Jobs, in una lettera aperta agli utenti, spiega i motivi dei nuovi prezzi e – per parare il colpo (degli utenti e della borsa) -offre agli utenti iPhone un buono sconto di 100 dollari da spendere nei negozi Apple.

Da Cupertino, un contentino. Basterà?

 
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Pubblicato da su 7 settembre 2007 in Mondo, news

 

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L’agonia degli ISP

Prima o poi doveva succedere: se le vicende di Elitel, Telvia e Intratec – a cui Telecom Italia , per i troppi debiti accumulati, ha staccato le linee concesse loro in regime wholesale – potevano essere considerate sintomi prodromici, ora ci troviamo in una situazione ben diversa. Le condizioni del mercato delle telecomunicazioni sono andate via via peggiorando fino ad incancrenirsi e stiamo per assistere alle prime crisi. Intratec, azienda con sede a Roma che si occupa di connettività, servizi voce e comunicazione su Internet operando con il marchio Vira, ha dato oggi un triste annuncio ai suoi clienti e alla collettività:

L’assemblea degli Azionisti della Intratec Spa ha deliberato, in data 30/07/2007, lo scioglimento della societa’ e ha nominato il Liquidatore. Il Registro delle Imprese di Roma ha pubblicato la variazione in data 29/8/07 dando quindi efficacia alla delibera.

Si tratta di una “Liquidazione Volontaria”, liberamente decisa dall’Assemblea degli Azionisti.

Quando una Societa’ delibera la Liquidazione, e’ obbligatorio variare la ragione sociale. Per Intratec adesso la Ragione Sociale e’ “Intratec SpA in Liquidazione”

Questa novita’ non comporta modifiche per l’utenza nell’erogazione dei servizi, poiche’ la mission della societa’ rimane quella di conservare l’azienda anche in questa fase. Al contempo rimane invariato quanto precedentemente comunicato in relazione al contenzioso con Telecom Italia.

Infatti, stante l’elevata qualita’ dei servizi erogati da Intratec, la Societa’ ha in corso – in stato avanzato – delle trattative per il subentro di altre Societa’ nei rami d’azienda. Non si puo’ comunque escludere che si possa andare anche verso altre direzioni incluso fusioni.

Teniamo a precisare che, come sempre, molta attenzione viene rivolta al preciso e puntuale pagamento dei servizi da parte dell’utenza.

Cordiali Saluti

Intratec SpA in Liquidazione

Non si tratta di una procedura concorsuale. Per intenderci, non è un caso di liquidazione coatta amministrativa (che viene decisa da un’autorità amministrativa che sorveglia l’operato dell’impresa, ad esempio in caso di insolvenza). E’ un atto volontario, un’operazione straordinaria che modifica lo scopo dell’impresa: la gestione, da adesso, non ha come fine il profitto, ma il realizzo dell’attivo patrimoniale e, di conseguenza, l’estinzione dei debiti e l’eventuale ripartizione ai soci di quanto rimane.

Intratec ha un debito con Telecom Italia che ammonta, se non erro, a circa un milione di euro. Non ha tentato soluzioni di finanza creativa, ne’ si è arrampicata sugli specchi di una quotazione in borsa per raccogliere capitali e ammortizzare debiti e perdite, ne’ ha camuffato i bilanci per vendersi al meglio. Si è messa in liquidazione, e comunque le deve essere costato parecchio.

Oggi, nello stesso giorno in cui Intratec ha comunicato la notizia ai clienti Vira, Assoprovider ha diffuso questo comunicato:

La strana moria dei concorrenti di Telecom Italia

Il numero di operatori alternativi, che anche per una gestione avventata, si ritrovano in difficoltà economiche verso Telecom Italia è, a quanto si legge sui giornali, in crescente aumento: ormai ad un ritmo serrato le aziende vengono letteralmente disattivate, pare per problemi di ordine debitorio, che erano comunque preesistenti, ed evidentemente sopportati con altro spirito. Ma i problemi sono causati anche dalle inefficienze di chi dovrebbe garantire un quadro regolamentare e tarfiffario chiaro: ad esempio i ritardi di Agcom nel prendere decisioni sui canoni sulle ADSL Naked hanno sicuramente aggravato tali situazioni debitorie: e la strana moria avviene, proprio mentre si discute della necessità di separare la rete dell’Incumbent dai servizi.

Questo a dimostrazione che in Italia non esiste una vera liberalizzazione del mercato, che quella che c’era arretra, e che le autorità preposte alla vigilanza, AGCOM e AGCM rimangono sovente a guardare senza colpo ferire.

Ma più complessivamente, tutta la classe dirigente del paese si dovrebbe preoccupare di questo arretramento nella liberalizzazione del settore delle Comunicazioni.

Assoprovider stima che con l’ introduzione del canone naked ed il conseguente aumento del 30% del costo delle adsl all’ ingrosso, il numero di aziende TLC in difficoltà aumenterà esponenzialmente con una drastica riduzione della concorrenza sul mercato e la perdita di decine di migliaia di posti di lavoro. A quel punto, la separazione della rete a quali superstiti concorrenti gioverà?

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2007 in Mondo, news

 

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Bocciato in italiano a settembre

Anche chi ha scritto questo articolo deve aver accumulato debiti. Formativi, però.
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(tratto da http://www.romagnaoggi.it)

 
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Pubblicato da su 5 settembre 2007 in media, Mondo, news

 

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Se Alitalia si autodirotta

Il piano industriale 2008-2010 di Alitalia include, tra i vari provvedimenti, una strategia di riposizionamento del network che prevede, a quanto pare, l’eliminazione di tutti i voli intercontinentali in partenza da Malpensa, che quindi partiranno tutti da Roma, ad eccezione di due destinazioni: New York e Tokio.

Considerazione di Alfonso Fuggetta:

Probabilmente devo andare a breve a Boston. Dovrei andare “giù” a Roma per poi tornare “su” verso gli USA. Lo stesso non vale per chi abita a Roma o nel Sud. Comunque devono “salire” per andare in USA: passando da Malpensa non farebbero deviazioni.

L’alternativa con Alitalia sarebbe di andare a New York, passare lì l’immigration e poi prendere una connection.

Non ci penso nemmeno lontamente: ovvio che andrò o a Amsterdam (KLM) o a Zurigo (Swiss) o a Monaco/Francoforte (Lufthansa). Air France (Parigi) non mi piace, anche perchè secondo me il De Gaulle è un casino. Con British dovrei passare da Heathrow che è ancora peggio.

Di sicuro, per quel po’ che mi riguarda, hanno perso un cliente. E lo faccio anche un po’ per principio.

Qualora mi dovesse capitare un volo intercontinentale, seguirò anch’io queste rotte. E non vedo nulla di male a suggerirle: per condividere questa opinione credo basti razionalità e buon senso.

 
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Pubblicato da su 4 settembre 2007 in Mondo, news

 

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Compra un pc, ti offriamo da bere

Quando dovete comprare un computer, mettiamo un notebook, quale criterio di scelta seguite per l’acquisto? Un mix di requisiti, caratteristiche, prestazioni e prezzo, giusto?

Be’, per chi non lo sapesse, per convincere la gente a comprare un computer le tecniche di marketing sono arrivate oltre. Questa è la nuova campagna di Euronics (immagine ripresa da Shannon.it):

Campagna Acer/Burn/Euronics

Il bundle notebook + 24 lattine di una bevanda energizzante potrebbe realmente cambiare l’orientamento dell’ago della vostra bilancia? C’è davvero un valore aggiunto in questo tipo di offerta?

Questa iniziativa rientra nell’ambito di una promozione più ampia,  che include anche abbinamenti più allettanti, ma agganciare una bibita ad un computer mi sembra una forzatura e se questa campagna promozionale non portasse risultati significativi non mi meraviglierei. 

Tra parentesi, io avrei preferito qualche bottiglia di birra.

 
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Pubblicato da su 4 settembre 2007 in media, Mondo

 

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Problemi a casa eBay: il black-out di PayPal

Problemi di business continuity, quest’estate, per i servizi del gruppo eBay: dopo il black-out ferragostano di Skype, è andato in tilt PayPal, la piattaforma di pagamenti online.  Dalle indiscrezioni delle prime ore si è passati alle conferme. Ecco quella fornita dal PayPal Developer Blog, che ammette di aver rilevato un bug in seguito ad un aggiornamento dei servizi e ne dichiara la risoluzione:

Thanks to everyone for their patience over the last few days as the issue with Subscriptions payments has been investigated by our technology team. We made a significant site update last week, and a bug was introduced that caused scheduled subscription payments to be backlogged, and subsequently no payments were made for the past few days. This bug was first reported here in the community, and was quickly escalated to be a top-priority issue for us to fix.

Good news is that the bug has been resolved, and that backlogged payments have begun to be processed. We expect all backlogged payments to be settled within the next 24 hours.

We realize many of you depend on PayPal as a core payment processor for your business, and do not take outages such as this lightly. We will work to ensure this type of delay does not occur again in the future, and apologize for any inconvenience this may have caused you or your business.

Tutto risolto? Non proprio… l’utente nlangoi, nei commenti, scrive infatti:

This bug may have been resolved but it has caused something else: I logged in to my account today and saw that ALL of my active subscriptions had been cancelled! Every single one. Some I had just paid for; some I had very special pricing for. I am fairly upset – is Paypal going to resolve this?

Damon, l’autore del post, risponde:

We will continue to investigate the cancelled subscriptions behavior and post any updates to the main thread

Insomma, sembra proprio che ci sia qualcosa da sistemare. Ma sembra proprio che, anche in questo caso, sia difficile spiegare (e quindi capire) quale sia la causa che ha provocato il black-out. Le spiegazioni fornite da PayPal appaiono generiche e possono essere decisamente controproducenti: se un utente medio non ha modo di capire di quali problemi soffre un sistema che gestisce il suo denaro, potrebbe perdere fiducia e cercare soluzioni di pagamento alternative. Come GPay, il sistema di pagamento made by Google.

 
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Pubblicato da su 3 settembre 2007 in news

 

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Lutto nel web

Franco Carlini è una persona che non sono mai riuscito a conoscere di persona, ma che ho sempre stimato e potuto apprezzare per quanto ha detto, scritto o fatto. La notizia della sua scomparsa, oltre a rattristarmi (anche perché significa che non avrò più l’opportunità di conoscerlo), mi fa pensare che oggi Internet ha perso un grande protagonista italiano.

Di tanti ricordi, coccodrilli, notizie d’agenzia o quant’altro si possa leggere su un personaggio come Franco Carlini, qui mi piace linkare il ricordo che gli dedica Massimo Mantellini. Parole scritte con il cuore, non di circostanza.

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2007 in media, Mondo, news

 

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