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Le mani di Vodafone su Tele2

E’ ufficiale: Vodafone ha siglato un accordo con Tele2 per rilevare l’attività italiana e quella spagnola del gruppo svedese al prezzo di 775 milioni di euro. Cosa significa per Vodafone? Qualche numero da RaiNews24:

Alla data del 30 giugno 2007, Tele 2 Italia conta 2,6 milioni di clienti, di cui oltre 400 mila clienti nella banda larga mentre Tele2 Spagna conta invece 550 mila clienti, compresi 240 mila clienti nella banda larga.

Vodafone diventa così, nei due Paesi, una compagnia telefonica fisso-mobile sia sul piano residenziale che su quello business. Prevedibile l’integrazione dell’offerta Vodafone Casa Libera con una soluzione che includa connettività Internet in banda larga, un’arma in più per competere con Telecom sul piano della convergenza.

Tele2 aveva motivato la vendita delle due business unit con una redditività al di sotto delle aspettative. Di certo, il calo delle tariffe telefoniche non ha giovato ad un’azienda che – pur vantando un discreto numero di clienti – non avrebbe mai potuto contare su un traffico telefonico considerevole come quello delle grosse compagnie telefoniche. Ma questo è un sintomo di evoluzioni poco positive, perché Tele2 potrebbe non essere l’unica azienda a decidere di lasciare il posto a qualcun altro, visti i margini risicati che si possono ottenere in un mercato dove, tra l’altro, l’incumbent è titolare della rete d’accesso principale.

E’ quello che già succede nel settore della banda larga: il rischio è quello di vedere i pesci piccoli mangiati da quelli grossi e, in assenza di una regolamentazione per un mercato più concorrenziale, di avere un mercato oligopolistico, in mano a pochi player che dettano le regole. A svantaggio degli utenti.

 
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Pubblicato da su 6 ottobre 2007 in Mondo, news

 

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Come registrarsi al Corriere…

…e avere la sensazione di essere schedati, dopo una procedura dal vago sapore di raggiro e un retrogusto di polite-fucking, anche grazie ad un terzo grado che, ai fini di una registrazione online per i commenti, sembra completamente superfluo. E dopo aver dato le risposte ritenute opportune e aver selezionato svariati bottoncini truffaldini per accettare – volente o nolente – di diventare un gigantesco spam-repository, Gaspar Torriero osserva:

Che furbizia da volponi! Che acume! Che vannamarcata! Ma è il sito del Mago di Brusuglio o quello del più grande gruppo editoriale italiano? Comunque: per amore della scienza, ho cliccato “accettato di farmi spammare a morte da cani e porci, anche telefonicamente”, e ho proseguito

(…)

Insomma ti chiedono di tutto di più, ti carpiscono l’autorizzazione a spammarti, ma non guardano se sei un bot, un troll o un essere umano. Ma allora a che scopo tutto questo bizantinismo procedurale, se poi non controllano niente?

Vedi che ho fatto bene a registrarmi come Piero Ostellino?

Applauso 😉

 
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Pubblicato da su 5 ottobre 2007 in media, news

 

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Regno Unito, WiFi unito

FON e British Telecom hanno annunciato una partnership che ha l’obiettivo di riempire la Gran Bretagna di BT FON Spot.

Fin dall’inizio i Fonero hanno creduto nel principio della condivisione e nella possibilità da parte di ognuno di noi di creare qualche cosa di importante di cui avrebbero beneficiato tutti. British Telecom è un ISP e una delle società di telecomunicazioni più importanti a livello mondiale: grazie anche a British Telecom, le vostre convinzioni si sono rivelate fondate.
E ovviamente, la migliore notizia per tutti i Foneros nel mondo e’ quella di potersi connettere gratis ai nuovi Hotspot della BT FON community!

Questo è parte di quanto Luis Hernández ha postato oggi nel FON Blog italiano, a beneficio degli utenti italiani che – a motivo della normativa vigente (legge Gasparri + decreto Pisanu) – non possono ancora vedere realizzata un’iniziativa analoga in patria. Non è detto che la situazione non possa cambiare: la questione dell’illegalità di Fon è ben nota al Ministero delle Comunicazioni. Ma di evoluzioni, al momento, non se ne vedono.

 
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Pubblicato da su 4 ottobre 2007 in Mondo, news

 

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50 anni fa, lo Sputnik

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Anche Google celebra l’anniversario del lancio dello Sputnik, il primo satellite artificiale della storia che fu mandato in orbita dall’Unione Sovietica esattamente 50 anni fa, in piena guerra fredda, segnando l’inizio di una nuova era. Spaziale, ma anche digitale

Serghei Koroliov, a capo del programma spaziale, ammise che fu costruito in tutta fretta (in una decina di settimane), perché gli Stati Uniti erano ad un passo dall’obiettivo della conquista dello spazio: lo Sputnik era un pallone del peso di 83 Kg e del diametro di 58 cm, in cui c’erano “due stazioni radio, due spie per pressione e temperatura, un ventilatore rudimentale per mescolare l’azoto, in forma di ghiaccio secco”. Il suo viaggio durò tre mesi: il 3 gennaio 1958 si disintegrò al rientro in atmosfera.

Se voleste saperne di più e Lecco non fosse troppo lontana, domani sera alle 21 nella sala conferenze del Planetario si terrà la conferenza

IL BIP-BIP CHE CAMBIO’ IL MONDO: 50 ANNI DAL LANCIO DELLO SPUTNIK
Relatore: GIUSEPPE DI CHIARA – Director Assistant del Mars (Microgravity Advanced Research and Support Center) formatore degli astronauti dell’Esa

a cura del Gruppo Astrofili DEEP SPACE

 
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Pubblicato da su 4 ottobre 2007 in Mondo

 

Street View fotografa Londra?

Google Street View, dopo l’introduzione negli USA, è pronto all’esplorazione dell’Europa.  Almeno stando a Dvorak Uncensored, che riferisce infatti di una New Beetle che circola per le strade di Londra armata dell’attrezzatura fotografica stereoscopica necessaria a produrre le ambientazioni da proporre nel nuovo plug-in di Google Maps per curiosi e turisti virtuali.

Arriveranno anche in Italia? E’ possibilissimo, ed è probabile che farà notizia come qualcosa di inatteso, suscitando reazioni contrastanti: l’entusiasmo di coloro che accettano di buon grado tutte le novità proposte dalla grande G di Mountain View e l’indignazione di coloro che riterranno lesa la propria privacy nel vedersi ritratti nelle fotografie pubblicate su web. Magari dimenticando il fatto che lo StreetView de noantri esiste già.

 
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Pubblicato da su 3 ottobre 2007 in media, Mondo, news

 

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TLC sana in scorporo sano

Avete presente la vexata quaestio dello scorporo della rete Telecom? Da argomento per addetti ai lavori è diventato – per usare le parole di Stefano Quintarelli – un tema mainstream.

L’URL dice gia’ molto. Workshop a Bruxelles il 17 ottobre 2007 (accetto sponsor). Si parla di aspetti regolamentari, finanziari e impatti su NGN.

Devo dire che sono proprio contento, perche’ i “miei” temi sono diventati mainstream.

Even where there is no immediate regulatory threat, network separation is being considered by shareholders as it may unlock value

…using separation to unlock hidden value, looking specifically as the differences between functional and operational separation and the impact of each on rating changes, as well as other key issues for both operators and investment firms.

 
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Pubblicato da su 3 ottobre 2007 in Mondo, news

 

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Radiohead, scacco alle major?

Terremoto commerciale sulla scena musicale: la band britannica dei Radiohead ha deciso di aprire online le prevendite del nuovo album In Rainbows, in uscita il 10 ottobre. L’album sarà disponibile per il donwload a questo indirizzo e – novità assoluta, almeno per una band di calibro internazionale come i Radiohead – saranno gli acquirenti a stabilire il prezzo: nel carrello, infatti, non c’è alcuna indicazione e la cifra da pagare è lasciata a discrezione di chi compra. Pochi centesimi? Qualche euro? Va bene ugualmente.

Come osserva Luca Annunziata su Punto Informatico, questo tipo di iniziativa potrà essere fonte di preoccupazione per le case discografiche. E’ vero, è necessario attendere gli esiti di questa iniziativa, ma i Radiohead sono fiduciosi. Del resto, non hanno legami con le major e si sono permessi di chiudere le porte in faccia ad iTunes di Apple. Ed è eloquente l’osservazione del produttore americano di alcuni artisti rap pubblicata in questo articolo del Times, che ritiene che il mercato sia ad una svolta:

I Radiohead sono la migliore band al mondo; se è possibile pagare ciò che si vuole per avere la musica della migliore band del mondo, perché pagare 13 dollari o 99 centesimi per qualcun altro dotato di minor talento? Una volta aperta quella porta, e cominciato a distribuire musica legalmente, non sono certo esista un modo per tornare indietro.

 
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Pubblicato da su 2 ottobre 2007 in media, Mondo, news

 

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Telecom e Vodafone fanno la convergenza

Telecom Italia e Vodafone hanno finalmente scoperto le proprie carte sul fronte della convergenza fisso-mobile, un argomento non nuovo a chi è già passato da queste parti.

Le offerte sono state presentate oggi: quella di Telecom si chiama Unica (e questa non è una novità). Quella di Vodafone, anziché chiamarsi Numero Fisso (come previsto inizialmente), prende il nome di Vodafone Casa Libera.

Non sono la stessa cosa: entrambe propongono all’utente di utilizzare un unico apparecchio telefonico (il cellulare), con cui sarà possibile rispondere alle chiamate che normalmente arriverebbero al numero di casa. Ma l’offerta di Telecom si spinge oltre, aggiungendo ADSL, Alice Voce e Alice Home TV. Ne parlo domani su PI Telefonia.

Osservazioni: Se uno non ha copertura ADSL, Unica non ha senso. Ma non ha senso nemmeno se uno ha a disposizione una ADSL scarsa: Alice Home TV richiede una connessione muscolosa (Alice 20 Mega, per esempio). E tutto questo non è certo gratis.

Anche Vodafone Casa Libera ha qualche criticità: la Casa è Libera dai cavi telefonici perché prevede l’uso del cellulare. E la connessione a Internet? Be’, con la copertura HSDPA il problema sarebbe risolvibile (basta usare il cellulare come modem). Ma sarebbe opportuno che ci fosse la copertura HSDPA. E anche una tariffa dati realmente flat e realmente conveniente… Insomma, anche qui, niente è gratis.

Alla fine, convergenza fa davvero rima con convenienza?

 
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Pubblicato da su 1 ottobre 2007 in news

 

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Quando il backup prende il volo

Anche io, come Aghost, rimango un po’ perplesso di fronte a questa storia (da BBC News):

Coppola plea after computer theft

Film director Francis Ford Coppola has appealed for the return of his computer backup device following a robbery at his house in Argentina on Wednesday.

Al celeberrimo Francis Ford Coppola hanno rubato i computer e altre attrezzature dalla sua casa in Argentina, che è anche la sede della Zoetrope Argentina Studio, backup compresi. Il regista e produttore lancia un appello proprio perché gli siano restituiti almeno i backup. Tra i dati persi, una grande quantità di filmati, foto e il materiale per il prossimo film, intitolato Tetro. “15 anni di lavoro”, commenta amaramente Coppola.

Anche il Corriere ne ha dato notizia, forse in modo un po’ semplicistico (ritraendo Coppola come un novellino che, perso il notebook, ha perso tutto il suo lavoro), ma la questione non cambia poi di molto: sarebbe stato sufficiente, innanzitutto, avere più supporti di backup e conservarne almeno uno completo altrove, per non perdere 15 anni di lavoro.

Per un regista, o una casa di produzione, è un accorgimento tutt’altro che superfluo, che tutela dalla perdita di dati anche in caso di incidenti o catastrofi naturali. Probabilmente ora Coppola e il suo entourage alla Zoetrope lo hanno imparato.

 
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Pubblicato da su 30 settembre 2007 in Mondo, news

 

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WiMax: allora?

Il Corriere titolaWimax, Gentiloni accelera. Ma gara in salita”. Non ho capito su cosa si sia accelerato, in primavera si parlava dall’apertura della gara entro l’estate (e ormai siamo in autunno, come dicevo in questo articolo).

A mio avviso c’è qualcuno che, più che accelerare, sembra voler mantenere la distanza di sicurezza. Impressione confermata da Morse che spiega:

Poco piú di una settimana fa avevamo pubblicato in esclusiva la notizia che qualcuno stesse contestando la liceitá del regolamento di gara steso da AGCom.
Nel frattempo, il sottosegretario Vimercati aveva dichiarato a Key4biz che entro pochi giorni (ieri, in teoria) la gara sarebbe stata pubblicata, ma questo non é invece avvenuto.
Per quale motivo? É molto semplice: oggi scadono i termini di legge per impugnare la delibera AGCom sui termini della gara, ed il Ministro Gentiloni ha preferito far passare questa data per essere certo di non trovarsi impugnata la cornice all’interno della quale si collocherá il bando, che a questo punto ci si puó attendere che uscirá tra pochi giorni.

Ció non toglie, naturalmente, che ad essere impugnato potrebbe essere il bando in sé. Ma per saperlo bisognerá attendere di leggerlo e di conoscere le reazioni delle aziende interessate.

Forse la prossima settimana si saprà qualcosa di più. Nel frattempo, sempre il Corriere, riferisce che per le casse dello Stato “la stima di entrata è tra i 60 e gli 80 milioni di euro per ogni licenza nazionale assegnata”. 

 
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Pubblicato da su 28 settembre 2007 in Mondo, news

 

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iPhone, iGreed

L’iPhone – come noto – è bloccato, nel senso che viene venduto con l’operator-lock. In USA ora la versione da 8 GB viene venduta a 399 dollari (-200 dollari rispetto al prezzo di lancio) cioè circa 290 euro. In Europa, T-Mobile, O2 e Orange lo vendono a 390 euro. Inoltre, Apple chiede all’operatore esclusivista una percentuale sui profitti derivanti dai servizi iPhone fruiti dall’utente. Adesso chi sblocca l’iPhone rischia di non poterlo più usare.

E no, mo’ basta! Ha ragione Alfonso Fuggetta: “perché esagerare sempre?”

 
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Pubblicato da su 25 settembre 2007 in Mondo, news

 

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Mode e modi della telefonia mobile

Questo è l’LG Phone by Prada

Questo non ha bisogno di presentazioni, comunque è l’iPhone di Apple:

Questo, invece, è il cellulare Giorgio Armani-Samsung presentato in questi giorni:

E’ vero, manca la tastiera, sostituita dal display touch-screen. Le differenze estetiche tra questi modelli sono piccoli dettagli. Un utente poco esperto li può tranquillamente confondere, per via del nuovo corso stilistico dei telefoni cellulari di alto livello. Che mal si sposa con le mie dita non proprio da pianista.

A voi quale piace di più?

 
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Pubblicato da su 24 settembre 2007 in news

 

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La rete che cambia la comunicazione

Quanto dista l’informazione convenzionale, di stampa e TG, da quella che viene dai blog? Si può arrivare fino a 36 ore. Da Blogosfere:

Giovedì pomeriggio, verso le 15.00, il sito TheRegister parlava di un pdf con tutti i segreti della Ferrari pubblicato sul sito FIA per errore. Si tratta del verbale del Consiglio del 13 settembre nel quale si è deciso di multare e punire la McLaren in merito alla spystory che ha visto la Ferrari come vittima. A causa di una incredibile svista della FIA tutte le informazioni secretate (con delle banali pecette) sono visibili con un semplice copia/incolla su Blocco Note. L’errore ha scatenato la blogosfera. Verso le 18.00 DownloadBlog riportava la notizia che poi è finita anche su Internet e qualche minuti dopo su Blogosfere e Mondo Auto.

Pensavamo che facesse il giro di tutti gli organi di informazione, ma ci sbagliavamo. Infatti nella mattinata di venerdì solo i blog parlavano del pdf incriminato e di questa incredibile vicenda.

Alle 15:30 finalmente è stato Corriere.it ha dare il via alle “danze” piazzando la notizia in apertura sulla homepage. Poi è toccato a Gazzetta.it, Repubblica.it, LaStampa.it, IlGiornale.it e a molti altri portali di informazione. Verso le 19:00 anche Televideo Rai e Mediavideo ne parlavano. Insomma circa 24 ore dopo la blogosfera anche gli organi di informazione tradizionale si sono attivati. Alle 19:01 SkyTg24 dava per la prima volta la notizia, inserita anche nella scaletta dei vari telegiornali serali (relegata però a news di seconda fascia). Fino ad arrivare ai giornali che solo oggi regalano uno spazio ai segreti non più segreti della spystory Ferrari-McLaren (senza citare blog e blogosfera). Quindi la differenza tra blog e informazione cartacea sta tutta qui: 36 ore. Questo ci fa riflettere. Dovrebbe far riflettere tutti…

Fa riflettere eccome. Anche perché, come osserva Sergio Maistrello su Apogeonline (in un articolo assolutamente centrato, da leggere), “le grandi testate d’informazione italiane guardano a Internet con curiosità. Morbosa, perlopiù, tant’è che non perdono occasione per raccontarne la cronaca nera più improbabile. Costituiscono un’eccezione le dichiarazioni istituzionali di quanti sentono l’urgenza di regolamentare, vincolare, proibire, restringere, codificare – inutilmente, ma loro non lo sanno. E le improbabili celebrazioni di anniversari che nessuno, dentro alla Rete, festeggia davvero”.

Internet e i blog stanno trasformando le strade dell’informazione: dai politici ai gruppi armati, dal marketing alle università, sono sempre di più quelli che vivono e scelgono la Rete per comunicare con il mondo e, forse, per gettare le fondamenta necessarie a cambiarlo, nonostante ci sia chi se ne accorge e tenti di eliminare il problema alla radice.

 
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Pubblicato da su 22 settembre 2007 in Links, media, Mondo, news

 

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La FIA inciampa nelle pecette

Marco Montemagno, a blog unificati, riprende la notizia data da download|blog che evidenzia come la FIA sia riuscita ad incappare in un errore di grossolana trasparenza. Scrive Leo23:

Non ci riesco ancora a credere, ma la notizia è proprio qui sul sito di TheRegister.com.
Secondo quanto scritto la FIA oggi avrebbe erroneamente pubblicato sul suo sito web il documento PDF del verdetto sulla Spy-Story, completo delle mitiche 115 pagine riguardanti i segreti Ferrari.

Un PDF con le “pecettine”, il cui testo – con un copia + incolla – torna subito in chiaro, vanificando ogni secretazione:

fia.jpg

They revealed Mike Coughlan’s salary at McLaren (£300-400K), Ferrari’s work on optimising weight distribution on the 2007 specification Bridgestone tyres, McLaren’s work on the same, Ferrari’s work on a rear braking system and more.

Immediato il ricordo del rapporto Calipari, diffuso dall’amministrazione americana con alcune parti di testo censurate – con le ormai famose “pecette” – per questioni di riservatezza, che furono però svelate con estrema facilità.

Ma chi proprio vuole pubblicare estratti di documenti con le opportune censure, non potrebbe prendersi la briga di riportare il testo con omissis più seri? Sì, potrebbe.

 
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Pubblicato da su 20 settembre 2007 in media, news

 

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Buon compleanno :-)

19 settembre 1982 – 25 anni fa – nasceva lo smiley, ossia questo simbolo:

: – )

Il suo papà si chiama Scott E. Fahlman, docente dell’Università Carnegie Mellon, che in quel momento probabilmente non è consapevole di aver creato la prima di una seria di emotional icon (emoticon) che avrebbe spopolato nel mondo intero.

Sembra però che il prof. Fahlman sia stato preceduto, il 12 aprile 1979, da Kevin MacKenzie che, in un messaggio di posta elettronica inviato alla BBS MsgGroup propose di rendere meno freddi i testi dei messaggi con alcuni simboli. Uno di questi era una linguaggia, esemplificata così: )-

Bocciata.

 
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Pubblicato da su 19 settembre 2007 in Mondo, news

 

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