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Michael Arrington, pausa di riflessione

Posso comprendere molto bene che Michael Arrington, papà di TechCrunch, non riscuota simpatia e ammirazione da parte di molte persone. Ma fino a ieri non avrei mai pensato che qualcuno potesse volergli sputare in faccia. Il New Blog Times spiega che gli è accaduto martedì scorso, a Monaco di Baviera, all’uscita della DLD Conference. Un episodio che, come si capisce dal suo racconto, è arrivato dopo numerose altre angherie:

In passato sono stato afferrato, tirato, maltrattato in altri modi in occasione di alcuni eventi, ma nessuno mi aveva mai sputato addosso. Penso di essere arrivato al punto di dover tracciare una linea.

Una linea di stop, dunque una pausa di riflessione. Che forse può essere opportuna, per riorganizzare le idee… però potrebbe assecondare il gioco di chi gli vuole male: io non posso certo definirmi un fan di Arrington, ma episodi come quelli che ha raccontato non dovrebbero accadere.

 
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Pubblicato da su 30 gennaio 2009 in news

 

Il Facebook che non mi piace

Facebook è uno strumento di comunicazione che ha molti pregi e molti difetti. Uno degli elementi che ne agevolano la diffusione (e che potrebbe essere considerato un pregio) è la sua gratuità, che è basata sulla raccolta pubblicitaria. Peccato che a volte ci si imbatta in inserzioni come questa, che ricorda tanto quegli sgradevoli messaggi che talvolta capita di trovare nella mailbox:

chefacebook

 
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Pubblicato da su 21 gennaio 2009 in Internet, media, Mondo

 

Se Obama avesse viaggiato con Trenitalia…

Anche stamattina i pendolari che devono raggiungere Milano in treno devono sopportare molti disagi, a causa di ritardi (anche pesanti) e soppressioni di convogli. Io non conosco i criteri (ammesso che esistano) con cui Trenitalia e RFI hanno concepito il nuovo orario ferroviario entrato in vigore a dicembre, ma il miglioramento del servizio e l’efficienza promessi – per ora – hanno lasciato al caos il ruolo di sovrano.

All’alta velocità – che collega le città italiane – si contrappone la bassa velocità (unita alla scarsa efficienza) che collega la provincia ai capoluoghi, e mi viene in mente un parallelo fortunatamente improbabile: se negli USA i treni avessero i problemi che abbiamo in Italia, oggi Barack Obama non sarebbe ancora arrivato a Washington per l’insediamento, ma fermo fuori città in attesa di un autobus sostitutivo.

 
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Pubblicato da su 20 gennaio 2009 in Mondo, news

 

Internet, politica e media

A coloro che si interessano dei rapporti tra politica e media vecchi e nuovi, segnalo un articolo di Jay Rosen che spiega ruolo ed effetti di Internet proprio in tema di politica e media, riassunti nel concetto di vittoria dell’atomizzazione dell’utenza:

Why the Internet Weakens the Authority of the Press (da Mediachannel, via lsdi)

 
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Pubblicato da su 19 gennaio 2009 in Internet, media, Mondo

 

Reporting 2.0

New York: un aereo della US Airways rompe le acque del fiume Hudson. Grazie al pilota, il comandante Chesley B. “Sully” Sullenberger III, equipaggio e passeggeri si salvano. Questa è la vera grande notizia che giustamente si è guadagnata gli onori della cronaca da parte di tutti i media del mondo.

Di contorno, un segno dei tempi: a bordo di uno dei ferry che si recano con tempestività sul luogo dell’incidente c’è Janis Krums, che con il suo iPhone scatta una fotografia alla scena che gli si presenta di fronte, le fa fare il giro del mondo via Twitter (con tanto di didascalia scritta “a caldo”: C’è un aereo nell’Hudson. Sono sul battello che va a prendere i passeggeri. Pazzesco). Ora quella foto compare su molti dei media che intutto il mondo parlano di questa vicenda.

aereohudson

 
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Pubblicato da su 16 gennaio 2009 in Internet, media, Mondo, news, tecnologia

 

Titolari dormienti, svegliatevi

Andrea D’Ambra ci segnala come scoprire di essere titolari di conti correnti, fondi comuni, certificati di deposito, azioni e obbligazioni con importo superiore ai 100 euro fermi da dieci anni (gli interessati possono utilizzare l’apposito motore di ricerca). Vengono chiamati depositi dormienti, ma i veri dormienti sono i loro titolari e credo valga la pena darsi una svegliata:

Secondo i dati diffusi dal Ministero, il numero dei conti dormienti al 15 novembre è di 1.071.590 per un ammontare complessivo pari a 798.404.099,50 euro.

 
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Pubblicato da su 16 gennaio 2009 in news

 

Bloomberg alimenta la paura del beige

John Gruber ha ragione: ne’ Bloomberg, ne’ i medici che ha interpellato possono dire di sapere quali sono i reali problemi di salute che affliggono Steve Jobs, il papà di Apple che in questi giorni ha annunciato che si assenterà dall’azienda fino a giugno “per sottrarsi alle luci della ribalta e concentrarsi sulla sua salute”. Le presunte notizie che riferiscono di un probabile intervento di rimozione del pancreas – organo al quale cinque anni fa era stato operato per un cancro – sono pure speculazioni.

L’effetto è immediato, le azioni Apple perdono terreno in borsa e riaffiora quella che qualcuno ha chiamato la paura del beige (il colore che contraddistingueva i prodotti Apple nel difficile periodo in cui Steve Jobs non era al timone dell’azienda).

Chissà di che colore sarà davvero il futuro della mela… In bocca al lupo, Steve Jobs!

 
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Pubblicato da su 16 gennaio 2009 in news

 

Tracce di Lufthansa

Da Alfonso Fuggetta:

Sono su un volo AirOne per Roma. sulla carlinga dell’aereo c’è la scritta “partner of Lufthansa” e lo speaker ha detto che il volo è effettuato in partnership con Lufthansa.

Non sfugga a nessuno che AirOne, insieme alle ceneri di Volare e della vecchia Alitalia (Linee Aeree Italiane SpA in amministrazione straordinaria) ha dato vita alla nuova Alitalia della CAI e che la compagnia era partner Lufthansa.

 
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Pubblicato da su 15 gennaio 2009 in news

 

Lo Zoo ha sbagliato, ma…

A volta il confine tra goliardia e imbecillità può essere molto sottile… Dal Corriere:

«Gli animali? Seviziateli così» E Radio 105 sospende il suo «Zoo»

Hanno fatto una cretinata e chi ama gli animali ha avuto ottime ragioni a dar loro contro. Quelli dello Zoo dichiarano di aver capito l’errore, ne accetteranno le conseguenze e faranno ammenda. Detto questo, ora il pubblico può tornare ad indignarsi per scandali, ingiustizie, violenze e guerre – che avvengono nel clamore o nel silenzio – più meritevoli di attenzione , che accadono ogni ora e ogni giorno in quel grande zoo che è il mondo.

 
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Pubblicato da su 15 gennaio 2009 in media, Mondo, news

 

ANSA da prestazione

Nel Disinformatico, Paolo Attivissimo segnala questa perla dell’ANSA che merita qualche riflessione.

La notizia come è stata pubblicata dall'ANSA il 12 gennaio 2008

La notizia come è stata pubblicata dall'ANSA il 12 gennaio 2008

La notizia, che è stata ripresa as is anche da altre testate (tra le quali il Giornale, il Mattino, Key4biz) e che l’agenzia di stampa ha mantenuto inviariata fino ad oggi, dice che è stata sviluppata una nuova tecnologia “codec” che – per spiegarla in termini concreti – consente di stipare su un floppy disk da 1,44 MB addirittura “20 minuti di filmato in qualità DVD, che pesano 3,1 Gigabyte”, con una capacità di archiviazione di 3-4 volte superiore a quella che si ottiene oggi.

Se quanto riportato dall’ANSA corrispondesse a verità, la notizia meriterebbe grande risalto, quantomeno per tributare gloria e onori (e proposte contrattuali) a chi ha sviluppato la mirabolante tecnologia. Il problema è che la verità è un’altra e ridimensiona (parecchio) la notizia, che rimane comunque interessante, al netto delle dovute precisazioni.

E’ sufficiente conoscere ciò di cui si sta parlando per capire che c’è qualcosa che non va. Tanto per cominciare, codec non è il nome proprio della tecnologia in questione, come un lettore poco preparato potrebbe essere indotto a credere: per codec si intende un dispositivo (anche software) utile a codificare o decodificare un segnale audio o video in forma digitale (nonché a comprimerne o decomprimerne i dati). Qualche dettaglio in merito è reperibile qui.

Chi poi è convinto che la matematica non sia un’opinione, sappia che in questo caso è stata addirittura interpretata: se si tratta di una tecnologia che offre una capacità di archiviazione di 3-4 volte superiore a quelle utilizzate oggi, significa che in un dischetto da 1,44 MB sarà possibile conservare contenuti che oggi occupano dai 4 ai 5,5 MB, non certo 3,1 GB (che se non erro è oltre 500 volte tanto).

E’ sufficiente, inoltre, approfondire l’argomento per saperne qualcosa di più: con una semplice ricerca si può sapere chi ha realizzato questa tecnologia (la Eco Controllo), che ne ha presentato i risultati lunedì scorso, specificando che su un floppy è possibile archiviare un filmato di 20 secondi (non minuti).

Intendiamoci, non è affatto un risultato trascurabile, anzi. Però, se l’argomento vi interessa, approfonditelo direttamente con Eco Controllo, oppure con il consorzio CeRICT: un progetto che ha alle spalle un investimento di 5 milioni di euro, finanziati per il 60% dal ministero per lo Sviluppo Economico, merita attenzione. Sotto molti punti di vista.

 
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Pubblicato da su 14 gennaio 2009 in media, Mondo, news, tecnologia

 

La certezza della news

Premessa: lo so, sto per sottoporvi una notizia futile. Però ciò che è accaduto (e resta sotto gli occhi dei lettori) da’ la misura di quanto le notizie riportate dalla stampa siano sempre da prendere con le pinze.

Il fatto è che le redazioni di Repubblica.it e Tgcom sono eccezionali. Non solo riescono a contraddirsi su temi di rilievo (come segnalava Massimo Mantellini, a inizio anno ad esempio evidenziavano dati opposti sui conti pubblici, probabilmente riferiti a periodi differenti), ma sono in grado di esprimersi diversamente anche su (non)notizie fondate su dati oggettivi. La vicenda di Reina Hardesty, una 13enne californiana che è riuscita nell’effimera impresa di scambiare con amici e parenti oltre 14mila SMS in un mese, è stata infatti proposta in due versioni, che differiscono in un paio di punti salienti.

Ecco cosa si legge nella versione di Repubblica.it:

  • In un solo mese la ragazza, una tredicenne californiana, ha scambiato più 14.529 sms.
  • Escluse le ore di sonno infatti, l’adolescente ha scambiato un messaggio ogni due minuti. Un buco nel tempo, ma anche nel portafogli, considerando che a un costo di 20 centesimi a sms, lo sfortunato papà ha dovuto sborsare circa 2,900 dollari.

Questi invece i dati resi noti dalla versione di Tgcom:

  • sembra che una ragazzina della California abbia proprio battuto ogni record, inviando 14.528 sms nel mese di dicembre
  • Per sua fortuna aveva scelto una tariffa che prevede sms illimitati, altrimenti avrebbe avuto da pagare circa 3 mila dollari di messaggini.

La fonte originale è una news pubblicata da OCRegister.com e firmata dal padre della ragazza, dalla cui lettura emergono i medesimi dati indicati da Tgcom, qui leggermente più accurato e fedele di Repubblica.it (che però, riferendosi agli SMS non dice “spediti” ma “scambiati”, che è più corretto, dato che il numerone include sia i messaggi inviati che quelli ricevuti).

In effetti non ha importanza se sul telefonino della giovane Reina sono transitati 14.528 o 14.529 SMS in un mese: un messaggino in più o in meno non cambia il fatto che si tratta di un numero spropositato. Nemmeno l’effettivo importo della bolletta ha importanza, perché il cuore della notizia è nel numero di messaggi. Le inesattezze sul contorno, verosimilmente, possono essere frutto di superficialità – o di scarsa dimestichezza con l’inglese – da parte di chi ha letto la notizia, d’accordo. Ma se è possibile riportare in modo errato una stupidaggine come questa, cosa può accadere con notizie di maggiore importanza?

 
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Pubblicato da su 12 gennaio 2009 in media, news, telefonia

 

Quo vadis, Eutelia?

E’ nato un piccolo giallo sulle sorti di Eutelia, azienda italiana attiva nel settore delle telecomunicazioni che sta vivendo momenti di difficoltà (come molte altre telco in questo periodo): la società, con un comunicato stampa diffuso mercoledì scorso, ha reso noto che il CdA ha deliberato la dismissione delle attività IT del gruppo, precisando che la dismissione delle attività IT renderà più snella l’intera struttura del gruppo Eutelia che si concentrerà d’ora in avanti sul comparto delle Telecomunicazioni.

A questo quadro già piuttosto grigio, però, Max aggiunge una pennellata di rilievo, citando una nota diffusa dall’ASCA di cui probabilmente anche Alex aveva avuto notizia:

In realtà non è così: le rappresentanze sindacali Fiom-Cgil infatti hanno reso noto che l’azienda “si e’ presentata all’incontro annunciando la dismissione di tutto il settore IT, intendendo tutte le attivita’ anche quelle TLC, ma individuate dall’azienda come IT”.

La situazione non è chiara, ma certamente non è rosea e lo testimonia la preoccupazione espressa dai dipendenti della stessa Eutelia nel blog Eutelia Workers, che annuncia mobilitazioni. Speriamo che su questa vicenda si faccia chiarezza: credo sia indispensabile, per gli utenti e per i dipendenti.

P.S.: Alberto, nei commenti a questo post, sottolinea l’importanza che la chiarezza in merito è necessaria anche per le sorti delle soluzioni VoIP utilizzate da molti utenti italiani che di Eutelia sono utenti diretti o indiretti (per aver sottoscritto un contratto presso un operatore che rivende EuteliaVoIP).

Questo mi ricorda, tra l’altro, che verso la fine del 2007 una parte dell’utenza ex Elitel era passata ad Edisontel, azienda del gruppo Eutelia. Se il comparto TLC di questo gruppo fosse a rischio, ci si troverebbe di fronte ad una nuova transumanza forzata e ciò sembra dimostrare, ancora una volta, quanto il mercato italiano delle telecomunicazioni stia vivendo un momento di grave crisi.

 
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Pubblicato da su 12 gennaio 2009 in Mondo, news, TLC

 

Palm pronta a far tremare l’iPhone?

Sembrava che Palm fosse una delle aziende destinate a rimanere nell’ombra, dopo che Apple, con il suo iPhone, aveva introdotto nella telefonia mobile il nuovo trend del touch-phone. E invece adesso sfodera il nuovo modello Pre.

meglio dell'iPhone?

Il nuovo Palm Pre: meglio dell'iPhone?

Un pallido tentativo di emulare il melafonino e rientrare in gioco nel mercato degli smartphone? Tutt’altro: secondo Robert Scoble (che non è esattamente il tipo che si ferma in superficie) Palm è riuscita a fare ciò di cui Nokia, RIM e Microsoft non sono state capaci, realizzando uno smartphone che offre un’esperienza di utilizzo migliore di altro touch-phone, dopo aver strappato ad Apple alcuni personaggi del team che ha sviluppato l’iPhone.

Siete curiosi di vedere com’è questo Pre? Eccolo:

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Pubblicato da su 10 gennaio 2009 in news

 

Oltre il Decreto Pisanu

Ha un sapore d’altri tempi, a mio avviso, l’immagine dei poliziotti indiani che girano per Mumbai con il laptop in mano in cerca di reti WiFi aperte.

Sembra infatti che le forze dell’ordine della metropoli indiana, a breve, pattuglieranno strade, uffici e residenze cittadine alla ricerca di reti wireless non protette, per imporre ai rispettivi proprietari di proteggerle opportunamente, con l’obiettivo di contrastare sul nascere eventuali iniziative terroristiche. La notizia è stata riferita ieri dal Times of India, che oggi spiega come alcuni mesi fa alcuni terroristi abbiano sfruttato connessioni WiFi aperte per inviare e-mail di rivendicazione e minaccia.

 
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Pubblicato da su 10 gennaio 2009 in Internet, Mondo

 

NNSquad Italia – Per una rete neutrale

Rilancio qui volentieri la notizia – diffusa da Stefano Quintarelli – della nascita di NNSquad Italia, costola italiana dell’iniziativa made in USA NNSquad.org che persegue l’obiettivo della neutralità della rete e ha, quindi, lo scopo di contribuire a mantenere Internet libera da restrizioni irragionevoli.

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Stefano scrive:

In accordo con Lauren (nnsquad.org), abbiamo deciso di fare, oltre a quella in inglese, anche una mailing list in italiano. Cerchiamo un volontario per organizzarla. Se disponibili, potete scrivere direttamente a me (stefano (at) quintarelli.it)

Il progetto remade in Italy è coordinato da due nomi autorevoli: Vittorio Bertola e Stefano Quintarelli. Per saperne di più, l’indirizzo da cui partire è www.nnsquad.it

Se siete interessati a partecipare all’iniziativa, diffondete questa notizia. Se intendete sottoscriverla perché credete che l’obiettivo della neutralità della rete sia cosa buona e giusta, potete farlo a questo indirizzo.

Ah, per completezza di informazione: sempre allo scopo di far conoscere questo progetto, è stato creato anche un gruppo su Facebook, se voleste scatenarvi nel passaparola anche attraverso questo social network…

P.S.: se avete – o leggete – notizie interessanti sul tema della net neutrality e ritenete che meritino di essere evidenziate su NNSquad.it, segnalatele pure a me 😉

 
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Pubblicato da su 4 gennaio 2009 in Buono a sapersi, Internet, Mondo, news, tecnologia