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Il rifiuto è speciale? Il cassonetto non vale

Quando sentiamo parlare di emergenza rifiuti, non pensiamo solo alla Campania (e comunque non pensiamo nemmeno che lì il problema sia risolto, se non credete al sottosegretario Bertolaso – che prospetta tempi ancora lunghi – chiedetelo a chi ci vive). L’emergenza riguarda tutto il mondo, perché accanto ai rifiuti che possono essere riciclati (e che spesso non vengono trattati in modo opportuno), ci sono tantissime tonnellate di rifiuti non riciclabili e speciali, di cui molti ignorano ancora l’esistenza o – per comodità – fingono di non esserne a conoscenza.

Mi è capitato di parlare tempo fa su Punto Informatico di alcuni particolari rifiuti speciali, i RAEE (Rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) o WEEE (acronimo inglese che sta per Waste of Electric and Electronic Equipment). Si tratta di materiali non biodegradabili, con componentistica solo in parte riciclabile e contenenti sostanze tossiche per l’ambiente. Ne abbiamo ovunque: elettrodomestici, televisori, impianti stereo, telefoni cellulari, computer, giocattoli… molti non ne sono consapevoli e, al termine della loro vita utile, li buttano via nell’immondizia comune, in un qualunque cassonetto (quando non vengono gettati, da parte dei più incivili, in un bosco o dall’argine di un fiume).

Di campagne di sensibilizzazione, su questo tema, non ne ho viste ne ho viste pochine: il problema esiste e non accenna a diminuire, per cui servono un’adeguata informazione e un’opportuna mobilitazione da parte di chi può agire. In proposito mi fa piacere sapere che ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e Centro di Coordinamento Raee hanno sottoscritto, la scorsa settimana, un Accordo di Programma che si prefigge lo scopo di “razionalizzare il sistema di raccolta dei RAEE, consentendo il definitivo passaggio di competenze sulla gestione di questa tipologia di rifiuti dai Comuni ai Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, che se ne fanno carico attraverso i Sistemi Collettivi afferenti al Centro di Coordinamento RAEE”.

Già oggi sono i Comuni che hanno l’obbligo della raccolta differenziata dei RAEE domestici e della gestione dei Centri di Raccolta. Il nuovo accordo prevede che questo obbligo rimanga, ma sarà poi compito dei Sistemi Collettivi dei Produttori pensare a ritirarli presso i Comuni, assicurandone il trasporto con mezzi idonei e il trattamento più opportuno. Il tutto a costo zero per le municipalità.

Per cui, se vi dovete liberare di un frigorifero, un computer, un televisore o un altro apparecchio, non buttatelo nel primo posto che capita: se non sapete come disfarvene correttamente, chiamate in comune e chiedete come dovete comportarvi. Tenete in considerazione che ora sono stati previsti dei “premi di efficienza” crescenti, da 25 a 50 euro alla tonnellata, all’aumentare della popolazione servita da ogni Centro di Raccolta. Il premio sale a 300 euro a tonnellata per i RAEE gestiti dal 2008.

Visto che si tratta di informazioni utili alla collettività e agli enti preposti, linko qui la documentazione resa disponibile dall’ANCI.

 
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Pubblicato da su 22 luglio 2008 in news

 

Discussioni o passaparola?

Sono trascorsi pochi giorni dalla riapertura di Blogbabel, ed è già percepibile un certo brusìo nella blogosfera. E’ oggettivamente un ritorno che fa discutere: oltre a chi – come il sottoscritto – manda lo staff in bocca al lupo, c’è chi si congratula per il ritorno, chi formula osservazioni e critiche costruttive, chi solleva il problema dell’attendibilità, guardando con sospetto i criteri seguiti nella composizione della classifica di BlogBabel e di quella di Wikio.

Non è mia intenzione discutere di questi criteri, ne’ sono nella posizione di criticarli, perché non ne conosco le dinamiche e non avrei comunque l’opportunità di svolgere verifiche sui risultati rilevati. Qualche giorno fa, Boh ha ribadito qui che BlogBabel “ha dei parametri chiari e validi per tutti” e non ho alcun motivo di credere il contrario. Qua e là, però, leggo riflessioni e osservazioni che – a mio avviso – non possono non essere prese in considerazione quando si parla di queste classifiche.

Mi sembra che Roberto Dadda abbia offerto in questo post un interessante spunto di riflessione, analizzando il concetto di discussione, che BlogBabel evidenzia – almeno questo è ciò che percepisco – identificando una fonte (per esempio il post di un blog, una notizia di una testata giornalistica, una voce di Wikipedia) e tracciando i blog che la linkano, quando i link raggiungono una dimensione ritenuta significativa. Luca De Biase, venerdì, osservava che “Le discussioni emergono quando molti blogger linkano la stessa pagina. La posizione in classifica di un blog migliora – tra l’altro – se quel blog viene linkato da altri” con il presupposto che “le pagine apprezzate vanno linkate, senza se e senza ma”.

Questo potrebbe dunque significare (correggetemi se sbaglio, non ho la presunzione di lanciare critiche inappellabili) che, se un coro di blogger dovesse “lapidare” a suon di post – e di link – un altro blogger, quest’ultimo potrebbe scalare la classifica e posizionarsi anche molto in alto, proprio in virtù dei molti link che lo citano, sebbene legati a critiche e dileggi (e questo potrebbe spiegare il successo di siti come il “blog” Beppegrillo.it, che raccoglie molti consensi, ma anche parecchie critiche).

Resta inoltre, a mio avviso, la distorsione di fondo di cui parla Roberto Dadda sull’accezione di discussione che, nei termini analizzati da BlogBabel, sembra avere più propriamente il connotato del passaparola. Che può rendere effettivamente popolare un blog. “Se è usata bene – dice ancora Luca de Biase – Blogbabel sostiene il flusso della conversazione”. A questo punto la domanda che mi sorge è: ma chi usa effettivamente BlogBabel? La usano i blogger, magari inconsapevolmente, fungendo da driver di questi flussi di link? E come la mettiamo con coloro che si disinteressano di BlogBabel, ma che da essa sono comunque censiti e di conseguenza vi contribuiscono loro malgrado?

 
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Pubblicato da su 21 luglio 2008 in news

 

Burp! Prot!

iStan sembra il nome dell’ennesima trovata di Apple (non stona con iTunes, iPod, iPhone). Invece non c’entra nulla: si tratta di uno specialissimo manichino – annuncia una notizia ANSA – destinato alle sperimentazioni degli studenti: “puo’ sanguinare, vomitare, simulare un infarto” perché “replica l’anatomia dell’uomo, dallo scheletro alle pupille, queste ultime in grado di dilatarsi e contrarsi”, inoltre – precisa la velina –“puo’ sudare, farsi venire la pelle d’oca, soffrire di un collasso polmonare; poi le sue budella emettono rumori realistici”. Tipo questi insomma

 
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Pubblicato da su 21 luglio 2008 in news

 

Abuso di traduzione automatica

Ecco cosa accade ad affidarsi ai traduttori automatici e a non leggere con attenzione le bozze. Questa, ci racconta Boing Boing, è l’insegna di un ristorante cinese.

(sarei curioso di leggerne il menu)

L’esempio può sembrare estremo e gli scettici hanno più di una ragione a ritenerla incredibile. Nei commenti del post pubblicato da Boing Boing si legge però che esiste, in molti altre realtà (esercizi commerciali cinesi e non solo), un numero astronomico di errori come questo.

 
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Pubblicato da su 20 luglio 2008 in news

 

iPope

Ok, il Papa che brandisce un iPhone (in una proiezione sulla torre del ponte del porto di Sidney) è un fotomontaggio. Ma non è un valido motivo per non trovare irritante questa immagine che pubblicizza (anche) un servizio di SMS attivo in questi giorni a beneficio dei pellegrini accorsi in Australia per la Giornata Mondiale della Gioventù, che potranno ricevere sul proprio telefonino un messaggio di fede

 
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Pubblicato da su 19 luglio 2008 in news

 

Off topic (2)

Allora, vorrei chiarire subito che io non ce l’ho con Google. Però, sinceramente, anche se sotto il logo di Google News Italia c’è scritto beta (attributo utile a perdonare eventuali bug e magagne per servizi in fase di sperimentazione finale), non trovo giustificate certe sviste (vedere categoria e news sottostante):

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2008 in news

 

Ritorno al futuro?

BlogBabel è di nuovo online e devo dire che – come si dice dalle mie parti quando, seduto a tavola, ti viene proposto un piatto dall’aspetto interessante – ha una bella faccia. E questo probabilmente si deve, esteticamente, alla nuova grafica. Ma le novità promesse sono molte, per cui… in bocca al lupo e buon lavoro a tutti!

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2008 in news

 

TLC, ecco perché gli italiani si lamentano

Note a margine della Relazione Annuale dell’Agcom con alcuni interessanti dettagli in questo articolo teste’ pubblicato su Punto Informatico.

Nota di colore: in questo momento la mia ADSL sta andando a singhiozzo.

 
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Pubblicato da su 15 luglio 2008 in news

 

Bellino, ma…

Suona la marcia trionfale, Apple, dopo solo tre giorni di vendita del suo nuovo iPhone 3G. Ieri l’azienda di Cupertino ha infatti dichiarato:

Apple ha annunciato oggi di aver venduto il suo milionesimo iPhone 3G domenica, solo tre giorni dopo il suo lancio avvenuto venerdì 11 luglio. iPhone 3G è ora disponibile in 21 nazioni—Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Germania, Hong Kong, Irlanda, Italia, Giappone, Messico, I Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti – e sarà in vendita in Francia il 17 luglio.

Steve Jobs ricorda che “c’erano voluti 74 giorni per vendere il primo milione di iPhone di prima generazione”. Che però era stato lanciato solo negli USA, il 29 giugno 2007. Non voglio certo sminuire il successo di vendita del nuovo dispositivo Apple, che è indubbiamente clamoroso. Dico solo che va rapportato ai mercati in cui è stato lanciato e che, sotto molti punti di vista, a mio avviso questo successo è esagerato.

Non perché molti utenti abbiano avuto problemi di registrazione (più che altro in USA e UK), questo è anzi un indice del successo riscosso dall’apparecchio (che però fa capire quanto sia poco utile lasciarsi trasportare dalla foga e avventarsi nei giorni del lancio). Il punto (a mio avviso, ribadisco) è un altro: il nuovo iPhone, rispetto alla versione precedente, offre connettività 3G, GPS, un design e un’interfaccia decisamente cool e trendy (o cul e trendi). Non per fare a tutti i costi lo schizzinoso o il bastian contrario, ma ho potuto maneggiarne uno per qualche ora (no, non lo compro) e – benché sia molto accattivante per molti aspetti – secondo me lo si poteva dotare di qualche funzione più avanzata: tanto per dire due/tre cosine, penso che già una fotocamera da 5 Megapixel con funzione camcorder, gli MMS e il supporto Flash per quando si naviga in Internet (visto che parliamo di uno spartphone nato per la Rete) avrebbero migliorato la situazione.

Poi qualcuno prima o poi troverà una soluzione a queste lacune eh… ma non sarebbe stato male che fossero state subito disponibili e made by Apple.

Sui prezzi non mi esprimo, attendo che a settembre esca l’offerta annunciata da 3 per un confronto più definitivo. Ma credo che Suzukimaruti abbia già pensato alla soluzione vincente.

 
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Pubblicato da su 15 luglio 2008 in news

 

Sto tornando

Sì, mi sono fatto un po’ di vacanze (più che altro dal blog). In posti decisamente meno interessanti (sia geograficamente che tecnologicamente) di quelli in cui è stato Roberto Dadda (in uno di questi, tanto per dire, ho trovato uno smagliante Ezio Greggio in procinto di registrare sei puntate di Veline in una sola serata).

Ne ho approfittato per trascorrere più tempo con la mia famiglia e ci ho preso gusto 😉

Ricollegandomi in Rete ho constatato, come al solito, che sono accadute molte più cose degne di nota di quelle che sono state riportate da giornali e TG. Non sto cascando dal pero: so benissimo che la cosiddetta informazione mainstream oggi è, per così dire, molto veicolata. In condizioni normali io seguo poche testate (cartacee e televisive) e divoro le fonti informative disponibili in rete (senza distinzioni di colori politici, simpatie o orientamenti vari). Ma mi rendo sempre più conto che se uno è abituato ad informarsi in questo modo, quando poi si trova (volutamente) offline per un po’ di tempo e le uniche fonti a cui attingere notizie sono la TV e ciò che si trova in edicola, il risultato che si ottiene è mooolto limitato.

 
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Pubblicato da su 15 luglio 2008 in news

 

Sta tornando

La pagina ci siamo stufati è ancora online, ma in realtà Blogbabel è in dirittura di arrivo. O di partenza, vedete un po’ voi. E mentre Vittorio Pasteris (via Orientalia4all) segnala che la nuova piattaforma (si parlerà di BlogBabel 2.0?) è quasi pronta, a Marco Camisani Calzolari girano un po’ gli zebedei (fortunatamente c’è ancora qualcuno che si esprime con schiettezza) dopo aver constatato che Blogbabel non annovera il suo blog nei primi 50 della classifica, mentre in quella di Wikio è tredicesimo.

L’esistenza di due classifiche identiche e perfettamente sovrapponibili non avrebbe senso (in caso di criteri di posizionamento identici ne basterebbe una sola), poiché è chiaro che Blogbabel e Wikio adottano criteri differenti per confrontare i blog. L’importante è che significato e obiettivo delle classifiche siano chiari: se fra i criteri adottati ci fosse la simpatia degli editor (concetto decisamente soggettivo e non misurabile univocamente), ovviamente a quel punto ognuno di noi potrebbe stilare il proprio indice di gradimento. E creare una vera blogbabilonia

 
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Pubblicato da su 26 giugno 2008 in news

 

Bye bye Bill

Questa settimana Bill Gates lascia il trono di Microsoft a Steve Ballmer. Nel salutarlo con affetto, lo ricordiamo nel decimo anniversario di un memorabile evento, accaduto il 25 giugno 1998

 
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Pubblicato da su 25 giugno 2008 in news

 

Sono cose che spiazzano

Per me è controproducente.

 
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Pubblicato da su 25 giugno 2008 in news

 

Associated Press 2.0

Sembra che AP abbia deciso di porre rimedio alla questione delle citazioni che la stava contrapponendo alla blogosfera. Come spiega Marco

…la mareggiata è rientrata: “In risposta alle questioni circa l’impiego di contenuti Associated Press sul sito Drudge Retort, AP ha potuto fornire informazioni addizionali al titolare del sito, Rogers Cadenhead, giovedì scorso. Tali informazioni erano orientate a fornire a Mr. Cadenhead la possibilità di far rientrare i contenuti citati sul suo sito nei limiti delle policy che egli stesso ha fissato per i suoi collaboratori. Entrambe le parti ritengono dunque la questione chiusa”, si legge sul WP.

Ma c’è anche una piccola ciliegina. Spiega ancora il WP: “Inoltre, AP ha avuto un costruttivo scambio di pareri questa settimana con la comunità dei blogger circa le relazioni tra i fornitori di contenuti e i blogger stessi e tale dialogo continuerà. La soluzione di questo caso dimostra che l’interesse dei blogger può essere assecondato anche rispettando i diritti sulla proprietà intellettuale dei fornitori di contenuti”.

I tariffari per le citazioni sono sempre online, ma la loro applicazione potrebbe subire qualche ridimensionamento.

 
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Pubblicato da su 21 giugno 2008 in news

 

Paga e cita

A molti blogger – se non a tutti – è capitato almeno una volta nella vita di scrivere un post su una notizia diffusa da una testata giornalistica o da un’agenzia di stampa, commentandola e citandola testualmente, quantomeno in parte, per argomentare meglio un’osservazione o una riflessione.

Ultimamente questa pratica risulta piuttosto indigesta all’Associated Press: due giorni fa il New York Times ha raccontato infatti che la popolare agenzia di stampa si è scagliata contro un blogger accusandolo di aver citato nei propri post ampi stralci di veline AP superando i limiti del fair use. Luca de Biase, a tale proposito, scriveva:

L’Ap dichiara di non voler imitare l’industria della musica con azioni legali indiscriminate. Ma vuole difendere il suo copyright. E’ il labirinto dell’economia della conoscenza. Se ne esce solo cambiando logica. Ma ci vorrà tempo.

Intanto AP si è organizzata facendo della citazione una sorta di modello di business: da oggi, chi vuole citare una sua notizia riportandone più di quattro parole deve mettere mano al portafogli. Esistono ben tre listini, da applicare in funzione di quale utilizzo si fa della citazione.

Listino standard:

words Fees
5-25 $ 12.50
26-50 $ 17.50
51-100 $ 25.00
101-250 $ 50.00
251 and up $ 100.00

Ci sono poi il listino educational e quello non-profit (entrambi prevedono 5 dollari di sconto sulla tariffa standard, citando fino a 50 parole, ma prevedono le stesse tariffe del listino standard dalle 51 parole in poi).

 
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Pubblicato da su 18 giugno 2008 in news