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Italia.it? Un’eredità

Quella di Italia.it è una vicenda nella quale il nuovo Governo ha una competenza ereditaria…

Così parlò Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione istituzionale e del Governo, in un’intervista rilasciata a Punto Informatico. In cui si legge inoltre che il portalone della discordia Italia.it deve essere giudicato nel tempo e considerando tutte le scelte precedenti. Il Governo, come dimostra anche la gestione del portale principale, ha scelto la strada dell’economia e si prepara ad abbracciare, è una notizia che mi fa piacere dare, l’open source.

 
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Pubblicato da su 23 luglio 2007 in news

 

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Elitel, la svolta è rimandata

Come ho scritto per PI Telefonia di domani, il Tribunale di Milano non si è ancora pronunciato sulla vicenda Elitel: le speranze sono per una decisione circa l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria (che implica la nomina di un commissario da porre alla guida della gestione aziendale e un riavvio delle attività, con un temporeneo congelamento del debito pregresso).

La prossima puntata, quindi, è solo rimandata.

Elitel, l’utenza è sospesa

 

Il Tribunale di Milano si riserva di decidere sulla richiesta di ripristino delle linee tagliate da Telecom Italia

Milano – Sono ancora tutti con il fiato sospeso: gli utenti, i dipendenti e i vertici di Elitel dovranno ancora attendere, per conoscere il pronunciamento del tribunale di Milano. I giudici si sono infatti riservati di decidere sulla richiesta di Elitel di sospensione del taglio delle linee telefoniche avviato da Telecom Italia.

Questa settimana non ci sarà alcuna decisione sull’ormai celebre “Caso Elitel”. L’azienda, come noto, si è rivolta al Tribunale meneghino per chiedere che all’incumbent venga imposto il ripristino delle linee, tagliate in seguito al pesante stato di insolvenza in cui versa Elitel, debitrice di 106 milioni di euro nei confronti del suo principale fornitore. Telecom Italia, appunto.

Il tribunale, dunque prende tempo. Ma questo non scoraggia i vertici dell’azienda: “La comunicazione di oggi del tribunale di Milano – ha dichiarato Giorgio Fatarella, Presidente Elitel – lascia intatta la nostra speranza di riprendere al più presto le attività; siamo fiduciosi di poter continuare a offrire i servizi erogati in questi anni ai nostri clienti”.

“Attendiamo con grande urgenza la decisione del tribunale – ha proseguito Fatarella – che speriamo sia depositata in tempi brevissimi. Confidiamo nel fatto che i giudici possano valutare positivamente la nostra richiesta e consentirci di riprendere l’attività salvaguardando i posti di lavoro degli oltre 2.000 collaboratori, tra dipendenti diretti e lavoratori parasubordinati che sarebbero stati stabilizzati secondo la legge Damiano”.

Le speranze convergono nella possibilità di accedere all’amministrazione straordinaria, una procedura concorsuale applicabile alle grandi imprese in potenziale stato di fallimento, che prevede la conservazione del patrimonio produttivo attraverso “prosecuzione, riattivazione o riconversione delle attività imprenditoriali”. Per potervi accedere, un’azienda deve dimostrare di avere (da almeno un anno) almeno 200 dipendenti subordinati e “debiti per un ammontare complessivo non inferiore ai due terzi tanto del totale dell’attivo dello stato patrimoniale che dei ricavi provenienti dalle vendite e dalle prestazioni dell’ultimo esercizio”. Se il secondo requisito non sembra un problema, lo è però il primo: nonostante si parli di oltre 2mila collaboratori nell’ambito dell’intero gruppo, nessuna azienda del gruppo Elitel – presa singolarmente – raggiunge i 200 dipendenti. E anche questo elemento contribuisce, probabilmente, a rendere difficoltoso un pronunciamento dei giudici.

 
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Pubblicato da su 19 luglio 2007 in Mondo, news

 

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La vendetta dell’URLatore

Devo dire che il mio post sull’intervista di Turani al dg di Vodafone ha riscosso un discreto successo. Più per un aspetto secondario (scoperto per caso) che per il main matter, in verità, ossia l’originalissimo URL con cui qualcuno ha pensato bene di pubblicare l’articolo, lasciando ai lettori un dubbio da insonnia (a chi mai sarà stato diretto cotanto complimento?).

Detto questo devo dire che .mau. ha ben analizzato l’originalità con cui la redazione web di Affari & Finanza attribuisce i nomi dei file html ai corrispondenti articoli, ma non sono d’accordo sul fatto che sia lo sfogo di qualcuno che, in procinto di andarsene, intenda togliersi un sassolino dalla scarpa.

E’ vero, nel numero di lunedì ci sono le varie amenità, tra le associazioni nomi-titoli, che .mau. ben descrive. In più ho trovato un 034fetente.html abbinato all’articolo Home Depot, utili in discesa.

Ma anche la scorsa settimana c’erano legami nomi-titoli a dir poco stupefacenti, come il file 001kolabrodo.html per l’articolo La signora del private equity. Ma anche un altro colpo vibrato nei confronti di Turani. Qui, per questa ‘ntervista (c’è scritto così, anche senza apostrofo) sono ricorso al link visualizzato dal mio browser in basso a sinistra:

turarep2.jpg

Considerando che sono url che hanno vita breve (una settimana online più qualche altro giorno in cui la cache di Google li salva da un oblìo definitivo), ritengo si tratti solamente di sfoghi goliardici. Che vanno sempre bene, di solito, finché non si scade nell’insulto…

 
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Pubblicato da su 19 luglio 2007 in Mondo, news

 

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Blog-doping

Per bloggers che si sentono incompresi o che credono di parlare al vento, oggi c’è Buy Blog Comments dot com. E’ una società che vende pacchetti di commenti, con offerte niente affatto speciali: 100 commenti a 24,99 dollari, 500 a 123,99 dollari e 1000 commenti a 239,99 dollari (praticamente niente sconti sulla quantità). Un mercimonio delle opinioni, verrebbe da pensare.
Vittorio Pasteris scrive “Per favore arrestateli!!!”. Dal mio punto di vista, chiunque siano questi rivenditori di commenti, dico semplicemente ignorateli.

Da quando ne ha scritto Pasteris a oggi i prezzi sono già aumentati, e questo significa che si tratta di un mercato fluttuante e inaffidabile 😉

Valerio Mariani, nei commenti al post, scrive:

Secondo il mio modestissimo parere, questa è una notizia da non sottovalutare.

In fondo non ci vorrà molto prima che ci paghino per il numero di commenti che riusciamo a “produrre” con una notizia.

E, in fondo, il sistema di ranking di ogni aggregatore di blog, Google docet, è da sempre basato su link trasversali e sulla popolarità, poteva essere un sistema democratico perché automatico e, dunque, oggettivo. Non lo è assolutamente, perché gli algoritmi si aggirano.

Probabilmente Mariani ha ragione, ma solo in parte. A quelli come me, che non scrivono su un blog per guadagnare visibilità finalizzata al puro business, ma semplicemente per condividere opinioni in modo genuino e senza artifici di sorta (di aggirare gli algoritmi mi importa proprio nulla), questa sembra proprio una forma di doping che non suscita alcun interesse. E non credo di essere il solo a pensarla così.

Tra l’altro, a me questa idea di Buy Blog Comments dot com fa ricordare un episodio di Mr. Bean, in cui lui festeggia il proprio compleanno al ristorante e si compiace per il biglietto di auguri che si è scritto da solo poco prima.

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2007 in Mondo, news

 

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Una cassaforte da taschino

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Un tecnologo che si rispetti non può non essere dotato di accessori all’altezza del suo status. Uno di questi è senz’altro il portafoglio metallico realizzato dal designer Theo Stewart-Stand: non è una scatoletta, ma un vero e proprio portafoglio in fibra d’acciaio inossidabile che, pur conservando le caratteristiche dei tradizionali portamoneta (flessibilità, maneggevolezza, dimensioni contenute)  è in grado di proteggere, oltre al denaro, anche documenti e moneta di tipo elettronico.

Questa cassaforte da taschino in pratica è una piccola Gabbia di Faraday e, come spiega Wired, consente di schermare carte elettroniche e dispositivi RFID, proteggendoli da campi elettrostatici e altre insidie (come il furto di informazioni personali e riservate attraverso gli appositi scanner utilizzati dai borseggiatori del terzo millennio).

Costa tra gli 80 e i 125 dollari (in funzione della versione) e si può acquistare online, oppure, se siete a Brooklyn, presso lo Stewart/Stand store. Altrimenti, potete cercare un rivenditore.

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2007 in Mondo, news

 

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Uno stop al phishing Bancoposta?

Dal sito della Guardia di Finanza:

Arresti per Phishing

La Guardia di Finanza di Milano ha arrestato 26 persone per associazione a delinquere per lo sfruttamento di dati personali degli utenti dei servizi bancari informatici. I componenti dell’organizzazione appartenevano a due associazioni collegate (composte da 18 italiani e 8 cittadini dell’Est europeo).

L’hacker, di soli 22 anni, inviava i messaggi di posta elettronica come se fossero provenienti dalle Poste italiane. I dati acquisiti dai destinatari delle e-mail truffa confluivano su un server operante all’estero. Entrato nei conti correnti degli utenti truffati, li svuotava trasferendo le somme su carte postepay attivate da membri dell’organizzazione. Le somme di denaro venivano “monetizzate” acquistando fiches in diversi casinò in Italia e all’estero.

Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore di Milano Francesco Cajani e costituiscono “il primo tentativo di affrontare in modo organico sul piano investigativo e anche contestando reati associativi, il fenomeno delle organizzazioni criminali dedite sistematicamente all’attività di phishing” come evidenziato nell’ordinanza emessa dal Gip Guida Salvini.

Vedi comunicato stampa

 

(via il Disinformatico)

 

Questa notizia mi conforta perché, sinceramente, ero parecchio stufo di ricevere mail fasulle da Poste Italiane o Bancoposta che mi segnalavano presunti accessi fraudolenti, nuovi servizi antispam, Premi fedeltà solo per carpirmi le credenziali di accesso, peraltro inesistenti (non sono cliente delle Poste, se non per la corrispondenza che ricevo o spedisco).

 

Non so se la rottura di queste mail finira, ma non c’è pace, comunque. Ora infatti mi arrivano nuovi messaggi, che sparano nel mucchio con miglior mira, giocando sul fatto che molti di noi possiedono almeno una carta di credito (cliccate per ingrandire):

phishingcartasi.jpg

 

E’ il caso di ricordare che CartaSi non c’entra nulla con mail di questo genere? No, vero?

 

 

 

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2007 in news

 

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Web is now e l’IM: “qui lo dico e là lo nego”

Oggi su Repubblica c’è un’intervista di Giuseppe Turani a Paolo Bertoluzzo, direttore generale di Vodafone Italia. Il file html dell’articolo è stato battezzato in un modo quantomeno singolare, ma non è di questo che voglio parlare qui (intanto però ho lanciato l’amo, se qualcuno deve delle spiegazioni le darà a chi di dovere 😉 ).

turarep.jpg

Il cuore dell’intervista è l’argomento “Internet dal cellulare”, che traina la presentazione della nuova offerta di connettività Internet Mobile lanciata da Vodafone con lo slogan Web is now. Domani su PI Telefonia ne parlerò più diffusamente, qui mi limito a due osservazioni.

La prima, una sottolineatura, riguarda il fatto che la tariffa (5 euro al mese, più 25 centesimi per ogni connessione) è applicata solo per la navigazione effettuata dal cellulare, ossia consultando il web dal display dell’apparecchio, e non vale per chi preferisce navigare dal PC utilizzando il cellulare come modem.

Anche la seconda osservazione, in realtà, è una sottolineatura. Nell’intervista si legge:

Turani: (…) Immagino che navigare su Internet con il cellulare possa essere un’esperienza dolorosa per le finanze di ciascuno di noi. Insomma, magari divertente, ma molto costosa.
Bertoluzzo: Non è così. In realtà, abbiamo studiato delle tariffe speciali. Si pagano 5 euro al mese e poi ci sono 25 centesimi per ogni accesso. Non è una cifra proibitiva. E’ una cifra che può consentire anche allo studente di chattare con i suoi amici o a lei di andarsi a leggere le notizie di Repubblica e del Corriere.

Chattare? Significa che con questa connessione è possibile scambiarsi messaggi con applicazioni di Instant Messaging? In realtà sembra proprio di no, dal momento che la stessa Vodafone – nella presentazione della promozione sul sito web – dice con molto chiarezza:

L’offerta non è utilizzabile usando il cellulare come modem, utilizzando Internet come protocollo di comunicazione (ad esempio VOIP, instant messenger, peer to peer) o per l’utilizzo di applicazioni non certificate da Vodafone.

UPDATE: il file html all’articolo è stato rinominato in modo meno originale ma più opportuno e polite. Ringrazio comunque Mantellini per avermi ispirato a conservare l’immagine che riporta l’url originale (onde evitare accuse di allucinazioni).

 
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Pubblicato da su 16 luglio 2007 in media, Mondo, news

 

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Tempo al tempo

Stavamo giusto considerando, in famiglia, sul fatto che siamo al 12 luglio, la temperatura è decisamente vivibile e le previsioni di inizio anno davano per certa un’estate torrida. Ma ecco che il colonnello Giuliacci ci rovina la festa di questa conversazione da ascensore (o da parrucchiere, o da fila alla cassa del supermercato):

(ANSA) – ROMA, 12 LUG – ‘I primi sei mesi del 2007 sono i piu’ caldi degli ultimi 400 anni’. La notizia arriva da Mario Giuliacci, esperto del Centro Epson Meteo. ‘E’ sempre piu’ credibile l’ipotesi del Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) all’inizio dell’anno che prefigurava il 2007 come l’annata piu’ calda da sempre, o almeno da quando esistono i rilevamenti termometrici. C’e stato un aumento – spiega Giuliacci – di 0,79 gradi centigradi rispetto alla media del periodo 1951-1980′.

 
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Pubblicato da su 12 luglio 2007 in media, Mondo, news

 

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Agcom per la tutela degli utenti Elitel

Notizia letta oggi su MF-Dow Jones News:

TLC: Calabrò, Elitel informi clienti su servizio telefonico

ROMA (MF-DJ)–Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, ha esaminato i profili di tutela dell’utenza derivanti dalla risoluzione contrattuale avviata da Telecom Italia nei confronti di Elitel che ha determinato, per molti clienti di quest’ultima società, la disattivazione del servizio di telecomunicazioni.

L’Autorità, informa una nota, ha ribadito la necessità che gli operatori provvedano a porre in essere tutte le opportune misure e a fornire tutte le informazioni per evitare che si verifichi la cessazione del servizio telefonico. L’Agcom ha ordinato formalmente a Elitel di fornire immediatamente ai propri clienti dettagliate informazioni sulle modalità con le quali possono continuare ad usufruire del servizio telefonico di base o passare ad altro operatore nel caso in cui non vengano ripristinate le condizioni originarie.

Telecom I. dovrà collaborare con Elitel per gli utenti ad accesso diretto e, a sua volta, informare gli utenti in CPS (Carrier PreSelection) della stessa Elitel, tramite un messaggio fonico, della possibilita’ di effettuare chiamate in uscita premettendo, alla digitazione del numero, il codice di selezione (CS) dell’operatore con il quale sia stato sottoscritto un contratto, oppure quello di Telecom Italia. com/pev

L’Agcom impone dunque a Elitel di spiegare ai propri clienti in che modo possono continuare a telefonare e che, in alternativa, possono migrare ad un altro operatore (come possa fare a spiegarlo agli utenti che sono rimasti telefonicamente isolati non viene chiarito, quindi Elitel si deve arrangiare).

Si legge anche che l’Authority TLC chiede a Telecom Italia di andare in soccorso agli utenti Elitel, ma c’è un’utile comunicazione di servizio (che praticamente ottempera a quanto detto nel precedente paragrafo): gli utenti Elitel con preselezione automatica possono telefonare, instradando le proprie chiamate sulla rete di Telecom Italia.

Per completare l’opera bastava aggiungere una semplice indicazione: è sufficiente anteporre il prefisso 1033 al numero telefonico da comporre (se dovete chiamare lo 02 555 555 555, dovete comporre il numero 1033 02 555 555 555).

 
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Pubblicato da su 11 luglio 2007 in news

 

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Elitel commissariata. Ora che succede (e che succederà)?

Punto Informatico è l’unica testata giornalistica ad aver dato risalto, in più occasioni (giovedì e lunedì), alla vicenda Elitel. E tanto per non smentirsi, ecco un nuovo articolo – di Alessandro Longo – con importanti aggiornamenti.

Elitel, ecco cosa sta succedendo
1. La situazione
Elitel è in crisi aperta, ormai è ufficiale: ieri i consigli di amministrazione di tutte le società del gruppo hanno chiesto il commissariamento. È il passo estremo per evitare il fallimento, per la difficoltà a far fronte ai 106 milioni di euro di credito telefonico (servizi voce e Adsl all’ingrosso) vantati da Telecom Italia. Il sottosegretario Alfonso Gianni del ministero dello Sviluppo Economico in queste ore nominerà un commissario ministeriale che si occuperà di gestire la società. È una buona notizia per i dipendenti (150 dipendenti e 1850 parasubordinati): per ora nessuno perderà il lavoro. Elitel però ha appena chiesto (contro il volere dei sindacati) una proroga di cassa integrazione per 30 dipendenti. Il 9 luglio sono infatti tornati al lavoro 50 che erano in cassa integrazione.

C’è una buona notizia anche per i 400 mila utenti Elitel (molti dei quali aziende e professionisti, per un totale di 250 mila contratti di servizio): “la nuova gestione commissariata avrà innanzi tutto l’obiettivo di garantire gli utenti di Elitel sull’ordinaria prosecuzione del servizio”, spiega a Punto Informatico Bruno Casati, assessore alle crisi industriali e occupazionali presso la Provincia di Milano. È appunto con la Provincia e i sindacati (Fiom e Slc Cgil) che Elitel ha firmato, ieri, un documento quadro per cercare di superare la crisi.

Di conseguenza, ieri stesso il ministero dello Sviluppo Economico ha inviato a Telecom Italia una lettera firmata dal sottosegretario Alfonso Gianni per sollecitare la riattivazione delle linee Elitel. “Stiamo ora valutando la comunicazione del ministero”, fanno sapere da Telecom a Punto Informatico. Beninteso, il ministero riconosce che il credito vantato da Telecom vada tutelato; le linee sarebbero riattivate mentre l’amministrazione straordinaria cercherà anche una soluzione al debito. È proprio quest’ultimo la causa di tutti i problemi di Elitel. È un debito che si accumula dal 2002, subito dopo la costituzione di Elitel ed è raddoppiato negli ultimi due anni. Parte di quei 106 milioni – cioè 95 milioni di euro – è un debito che Telecom considera già scaduto, dopo due tentativi falliti di Elitel di ristrutturarlo.

“È così che siamo giunti alla decisione di staccare tutte le linee progressivamente a partire dal 3 luglio, dopo aver mandato l’ultima diffida a Elitel a fine maggio, dandole 30 giorni di tempo per ripagare il debito”, spiegano da Telecom. Ieri, 10 luglio, Telecom ha completato il distacco delle linee. Tutti gli utenti Elitel sono quindi in panne, eccetto alcuni casi delicati (farmacie, uffici comunali) che in accordo con Telecom sono rimasti attivi.

“Non ci limiteremo ad aspettare che Telecom voglia riattivare le linee”, aggiunge Giorgio Fatarella, amministratore delegato di Elitel. “Ci stiamo organizzando per riattivarle tramite altri fornitori, tra cui alcune società del gruppo”. Non ci sono tuttavia tempi certi. Così come non è sicuro che la gestione commissariale vada liscia: per prima cosa dovrà accertare che la situazione commerciale di Elitel sia sostenibile; cioè se, debito a parte, abbia le carte giuste per essere profittevole. “Dai dati che abbiamo visto- dice Casati – in realtà Elitel ci sembra un’azienda solida, che con l’amministrazione Fatarella è arrivata all’attivo”. È quanto mostra lo stesso Fatarella, in una bozza di bilancio, che però ancora non è stato pubblicato: l’ultimo a uscire è stato quello del primo semestre 2006. La mancata pubblicazione del bilancio 2006 è il motivo per cui il titolo Elitel è stato sospeso dalla Borsa di Londra (Aim) il 28 giugno 2007.

Molti punti della questione sono poco chiari; sistemare i nodi della vicenda sarà compito della gestione commissariale che, se andrà avanti, durerà per i prossimi due anni. “Dovrà valutare anche eventuali responsabilità di Telecom Italia in questa crisi – dice Casati, che ha parole dure – ritengo che distaccare gli utenti, causando loro un danno, sia stata una vigliaccata. Non è giusto che soffrano loro per i debiti del proprio operatore. Il commissario valuterà se Telecom ha fatto il possibile per trovare un accordo con Elitel”.
“Telecom ha distaccato le linee rispettando le norme”, ribattono però dall’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom), che ora sta “cercando di far dialogare le parti nell’interesse degli utenti restati senza linea”. Il dialogo, se non ci fosse stato l’intervento del Ministero, sarebbe tuttavia in stallo: Elitel ha detto di non avere proposte aggiuntive per ripagare il debito e Telecom ha rifiutato tutte quelle precedenti.

2. Il debito con Telecom

Insomma, il giallo di tutta questa vicenda è proprio il debito con Telecom (a cui vanno sommati altri 25 milioni di euro che Elitel deve ad altri fornitori, come detto a Punto Informatico). Com’è possibile che un’azienda che nel 2005 ha fatturato 150 milioni di euro possa arrivare a un debito di tale entità? A riguardo, Elitel non ha dubbi: “Telecom ha violato le norme e per questo motivo ho sporto oggi contro di lei denuncia penale (ieri per i lettori, Ndr.)”, dice a Punto Informatico Giorgio Fatarella, amministratore delegato di Elitel. Ne è alla guida da marzo, “i 95 milioni di euro di debiti scaduti vengono dalla passata gestione”.

Per capirci qualcosa bisogna sapere che in questo business Telecom dovrebbe dare all’operatore un credito telefonico (per i servizi all’ingrosso) proporzionato alle effettive capacità di quell’operatore di ripagarlo nel tempo. “Telecom invece per anni ha dato un credito superiore alle garanzie, a Elitel come ad altri operatori. Ci aveva inoltre promesso lo stralcio di parte di quel debito, ma si è rimangiata la parola distaccando le linee”, dice Fatarella. Qui si entra nel terreno delle polemiche e delle contrapposte opinioni: solo un giudice potrà stabilire la verità.

Quello che c’è di certo è una notizia che è stata ripresa pochissimo dalla stampa. È di fine giugno: quattro alti funzionari di Telecom Italia e di Tim sono indagati dalla Procura di Roma per concorso in bancarotta fraudolenta aggravata. In sostanza (si legge nella nota d’agenzia Radiocor), “secondo gli inquirenti i quattro continuavano a erogare crediti telefonici per conto di Telecom e Tim ad alcune società (la Tc Spa, già Teleque Communications Spa e la Carteque Italia) insolventi, contribuendo a causarne il fallimento e arrecando alle proprie aziende un ammanco di circa 76 milioni”. La tesi di fondo (che sta dietro all’indagine) è che un’azienda in difficoltà non dovrebbe ricevere un credito elevato da Telecom, altrimenti la sua posizione debitoria si aggrava e si contribuisce alla bancarotta.

È come se un’azienda con poche garanzie ottenesse da una banca un super-prestito ingiustificato; se lo tira dietro per anni, non riuscendo mai a ripagarlo, fino a essere costretta (per il peso del debito e dei relativi interessi) a dichiarare bancarotta. Senza prestito, si sarebbe invece limitata a chiudere (senza bancarotta). A che pro Telecom avrebbe avuto manica larga nel concedere crediti? Perché mantenere in vita, forzosamente quanto inutilmente (vista la bancarotta successiva) quegli operatori? È da scoprire, ma secondo Fatarella lo scopo era di ottenere ritorni più alti scommettendo sulla crescita futura del fatturato degli operatori.

La vicenda è stata ricordata ieri anche da Davide Caparini, deputato della Lega Nord, che per fare chiarezza ha presentato un’interrogazione parlamentare in Commissione trasporti e telecomunicazioni e ha chiesto che sia sentito il parere dell’Autorità Garante delle Comunicazioni. La tesi di Caparini e di Fatarella è che Telecom abbia distaccato Elitel, rispettando alla lettera le norme e senza concedere altro credito all’operatore, appunto perché scottata dall’indagine della Procura; per evitare, insomma, di ricreare le condizioni che vedono indagati i quattro dirigenti. Telecom invece nega che il caso Elitel sia collegabile a quell’indagine. La partita in corso è un campo di nebbia che ha appena cominciato a schiarirsi.

L’articolo di Alessandro delinea un quadro abbastanza dettagliato. Però mi sorge una riflessione: tra i dirigenti coinvolti dall’indagine per bancarotta fraudolenta (Alessandro Talotta, Riccardo Delleani, Walter Ibba e Lorenzo Ferrante) ci sono manager di Telecom Wholesale. Talotta in particolare, come ricorda Stefano Quintarelli, “è il responsabile dei servizi all’ingrosso nazionali (colui che è responsabile di gestire le forniture all’ingrosso a tutti i concorrenti, che devono essere non discriminatorie)”. L’inchiesta ha preso il via l’anno scorso, portando ad alcuni arresti (come riporta una news Radiocor) già nel febbraio 2007. Vive La Vie e Telvia, guidate da Giorgio Fatarella, hanno rilevato il controllo di Elitel a marzo 2007. mentre l’inchiesta era in pieno svolgimento (anzi aveva cominciato a dare i suoi “frutti”). Dunque, a rigore di logica, la divisione Wholesale di Telecom già in quel periodo avrebbe dovuto essere quantomeno guardinga nei confronti di una Elitel già indebitata che cambiava proprietà. Perché non lo è stata? Anche questo dovrà essere chiarito.

 
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Pubblicato da su 10 luglio 2007 in Mondo, news

 

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Scivolato su una fontana

Vittorio Feltri, intervistato da Francesco Brancatella per il TG1 delle 20, descrive la sua Bergamo e, parlando della città alta, dice:

…Piazza Vecchia è il cuore portante, la fontana è del Bernini

Mi dispiace contraddire, e forse deludere, il dottor Feltri, ma la fontana che sorge in Piazza Vecchia a Bergamo Alta non risulta essere del Bernini (Gian Lorenzo Bernini, I suppose). Tale fontana è infatti chiamata del Contarini in quanto si tratta di un dono che il nobile veneziano Alvise Contarini fece alla città nel 1780 (cent’anni dopo la morte del Bernini), quando la lasciò dopo esserne stato Podestà e Rettore per conto della Repubblica Serenissima.

Per la cronaca, le fontane del Bernini sono queste: la Fontana dei Quattro Fiumi e la Fontana del Moro in piazza Navona, la Fontana del Tritone e la Fontana delle Api in piazza Barberini, e la Fontana della Barcaccia in piazza di Spagna. Tutte a Roma.

 
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Pubblicato da su 10 luglio 2007 in Senza categoria

 

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Atti di Italia.it: la risposta è NO

Luca Carlucci di ScandaloItaliano segnala che la Commissione per l’accesso agli atti della pubblica amministrazione non ha concesso l’accessibilità agli atti relativi al portale Italia.it:

Riassunto: scandaloitaliano scrive al governo chiedendo, come atto di buona volontà e di trasparenza, l’accesso agli atti della P.A. relativi a progettazione e realizzazione di italia.it. Risponde un alto funzionario del DIT appellandosi a tutti gli impicci della legislazione vigente, anticipando un “no” ma rimandando la decisione alla pronunciazione di una certa Commissione per l’accesso agli atti della pubblica amministrazione.
Oggi scandaloitaliano ha ricevuto la risposta definitiva sulla scorta della pronunciazione della Commissione: la risposta è, appunto, “NO

 
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Pubblicato da su 10 luglio 2007 in media, Mondo, news

 

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iPhone, in Italia dopo Natale?

Sarà vero che nella slitta di Babbo Natale non c’è posto per gli iPhone degli italiani?

Mi spiego: secondo il Financial Times, Vodafone non figura tra i favoriti ad aggiudicarsi la commercializzazione del music-phone di Apple in Europa. Si parla di un lancio 2007 che vedrà in pole position O2 (Telefonica) nel Regno Unito, T-Mobile (Deutsche Telekom) in Germania e Orange (France Telecom) in Francia. Si dice inoltre:

Apple is not expected to launch the device in other European markets until next year.

Se il FT avesse ragione, il mercato italiano potrebbe accogliere l’iPhone solo nel 2008. Ergo, molti potrebbero dover cambiare idea e ripiegare su altro, per i regali natalizi. Almeno finché non salterà fuori qualche nuovo colpo di scena.

Qualche italiano comunque ce l’ha.

 
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Pubblicato da su 9 luglio 2007 in Mondo, news

 

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La storia di Berenice

Conoscete la storia di Berenice, figlia del re di Cirene (quella della chioma di Berenice)?

Se vi interessa ve la racconta Stefano Quintarelli, attualizzata. Interessante.

 
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Pubblicato da su 9 luglio 2007 in news

 

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Elitel è in crisi

Update: martedì 8 gennaio 2008 ho scritto un nuovo post sulla vicenda. E’ a questo indirizzo (fine update)
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E’ in crisi la rete di Elitel, e ne sono bene a conoscenza tutti i suoi utenti da martedì mattina. Che sono a loro volta in crisi, perché il blackout del network li isola dal mondo: basti pensare agli utenti – magari business – che hanno un contratto VoIP + ADSL…

La causa del blackout? Secondo Elitel (che ho interpellato in seguito ad alcune segnalazioni di utenti – conoscenti, amici e familiari) si tratta di un rilevante guasto tecnico, di cui non è ancora possibile stimare i tempi di ripristino.

Ma, in altri ambiti, c’è chi parla di riflessi derivanti da una crisi finanziaria che va avanti da tempo. In effetti sembra tutto un precipitare di eventi: il down della rete arriva pochi giorni dopo la sospensione del titolo Elitel Telecom alla borsa di Londra. La società è infatti in difficoltà nel realizzare il suo progetto di ristrutturazione del debito contratto con vari fornitori, tra cui spicca Telecom Italia. E Forbes segnala che la sospensione del titolo azionario è motivata dalla mancata presentazione del bilancio certificato per l’esercizio 2006:

LONDON (Thomson Financial) – Elitel Telecom SpA said it cannot publish its full-year results by the deadline as talks with its creditors have not yet been concluded, resulting in the company shares being suspended from trading on AIM.

The Italian telecommunications group cannot finalise its results for the year to Dec 31 and thus cannot publish them by the June 30 deadline, as talks with its creditors to achieve a major restructuring of its debt have not yet been concluded.

Elitel added it expects that an agreement will be reached with creditors ‘shortly’, and the company will consequently publish their annual accounts and restore the dealing facility in due course.

Giusto un’ora fa ho ricevuto la mail di un utente, Achille, che nella sua posizione di ex dipendente Elitel (ora reseller) da’ la sua versione dei fatti (lo cito con il suo permesso):

Su Elitel, come società, grava un pesante indebitamento nei confronti di Telecom Italia, che sta passando al contrattacco con le sue armi commerciali: politiche di win-back (chiama i clienti Elitel e offre loro condizioni vantaggiose per riaccaparrarseli) e azioni a livello wholesale. Non è difficile pensare che le difficoltà “tecniche” degli utenti Elitel siano dovute a questi problemi.

La situazione sembra molto pesante a tutti i livelli: un altro lettore mi segnala tre video (primo, secondo e terzo) pubblicati qualche settimana fa su YouTube, che mostrano momenti di una manifestazione dei dipendenti dell’azienda. E nel forum di Punto Informatico legato alla notizia del down della rete Elitel, le voci che circolano sono assai poco confortanti.

Quattro mesi fa il controllo dell’azienda è passato dal fondo Kiwi II di Elserino Piol a quello di Vive La Vie e Telvia, sotto la guida di Giorgio Fatarella, che sembrava dover portare l’azienda sulla strada della serenità finanziaria. Serenità che non è arrivata, stando agli ultimi sviluppi. Ma se un’azienda che è stata rilevata quattro mesi fa adesso vive una situazione insostenibile c’è qualcosa di poco chiaro, finanziariamente, nell’operazione.

C’è da augurarsi che la situazione si risolva, per gli utenti ma anche per l’azienda (e i suoi dipendenti): guasto tecnico o crisi finanziaria, la situazione attuale ora ha come conseguenza la perdita di fiducia da parte di molti clienti.

Riflessione: sembra che in Italia, da parte dei media, ci sia un disinteresse generalizzato sulle condizioni di Elitel (Forbes ne parla perché l’azienda è quotata al London Stock Exhange), praticamente ne parla solo Alessandro Longo (scusa Alex, me ne sono accorto poco fa). E Stefano Quintarelli commenta:

Non ho alcuna informazione diretta, certo e’ che se prima poteva esserci una tolleranza da parte di TI, dopo le indagini per bancarotta fraudolenta che coinvolgono 4 dirigenti Telecom, di cui 3 della divisione wholesale, mi aspettavo che la manica si sarebbe stretta e mi chiedevo chi potrebbe essere stata la prima vittima.

Considerando che, a parte qualche caso che si conta sulle dita di una mano, gli operatori di TLC di rete fissa in Italia stanno tutti alla canna del gas o li’ vicino, un poblemino di sostenibilita’ della concorrenza probabilmente c’e’…

La crisi di Elitel è una delle conseguenze della crisi delle TLC italiane, che necessitano di operare in un regime di vera concorrenza e con una vera regolamentazione. Altrimenti la situazione degenererà molto rapidamente e ci saranno altre Elitel.

UPDATE di Sabato 7 luglio: Alex, che negli ultimi due giorni si è dato da fare non poco, è riuscito ad avere dettagli e conferme sulla situazione da parte della stessa Elitel. Ma molte cose devono ancora essere chiarite.

 
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Pubblicato da su 5 luglio 2007 in news

 

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