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Telvia può rialzare la testa

Stefano Quintarelli segnala che il Tribunale di Bologna Roma ordina in via provvisoria alla Telecom Italia S.p.A. di riprendere immediatamente l’esecuzione di tutti i contratti in essere con la Telvia S.r.l.

Con Elitel, il Tribunale di Milano aveva invece rigettato il reclamo sporto contro Telecom. I giudici emiliani hanno evidentemente ravvisato una situazione diversa per quanto riguarda Telvia.

 
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Pubblicato da su 1 agosto 2007 in news

 

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Effetto domino sull’ADSL italiana

Il problema delle TLC italiane si allarga, assumendo proporzioni sempre più drammaticamente ampie. Le voci in circolazione in questo momento sono davvero poco confortanti. Tra la crisi Elitel e l’annunciata disattivazione dei servizi di Vira, si inserisce una terza azienda in sofferenza: Telvia (che nulla a che vedere con quella Telvia srl che è stata costituita alcuni mesi fa per acquisire, con Vive La Vie, proprio il controllo di Elitel).

In meno di un mese sono tre gli ISP che cadono sotto il peso dei debiti accumulati nei confronti del principale fornitore di connettività, che nel liberalizzato (di nome) mercato delle TLC italiane è il monopolista (di fatto, in quanto operatore dominante riconosciuto dall’Agcom) Telecom Italia. Ecco perché non sbagliereste comunque, se la vista vi dovesse ingannare e se il titolo di questo post vi apparisse come “Effetto dominio sull’ADSL italiana”.

La prima avvisaglia di cui ho notizia è una segnalazione pervenuta a Punto Informatico da parte di un lettore che ha scritto nel forum di PI Telefonia:

Sono un Cliente Telvia SPA, da ieri, 30/07/2007, la telecom mi ha tagliato la linea adsl, l’ho saputo dopo aver contattato il call center Telvia, che ha ammesso che la telecom lo sta facendo arbitrariamente, per ora solo sul territorio romano, da dove provengo io.

A questa segnalazione sono seguite altre mail e telefonate, che confermano la situazione e la gravità delle condizioni in cui versa il mercato. Si va verso lo stallo? L’Authority TLC prenderà altre decisioni come quella relativa alla vicenda Elitel?

UPDATE: Noto che le voci sono giunte anche alle orecchie di Stefano Quintarelli.

 
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Pubblicato da su 31 luglio 2007 in news

 

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ADSL a rischio: tocca a Vira?

L’estate 2007 sembra caratterizzata da una serie di emergenze e allarmi, tutti molto seri. Dopo il caldo, la siccità e gli incendi, scongiurato (almeno sembra) il rischio black-out, sembra invece ormai certo l’arrivo di un’emergenza connettività.

Siamo nel pieno della crisi che ha colpito Elitel (l’operatore messo in ginocchio da oltre 100 milioni di debiti maturati verso Telecom Italia, che da quasi un mese gli ha tagliato le linee) e all’orizzonte si profila la caduta di altri operatori alternativi. A lanciare l’allarme ora è Intratec, che ha spedito ai propri clienti, utenti dei servizi Vira, questa comunicazione che suona quasi come un testamento spirituale:

Gentile Cliente,                  

come avra’ avuto modo di leggere dai pochi organi di stampa che hanno riportato le notizie di cessazioni di servizi  unilaterali gia’ “inflitti”  a Societa’ concorrenti a Telecom Italia , constatiamo che è in atto da parte della stessa societa’ una politica  di “riappropriazione” della Clientela tale da portare ad una sempre piu’ difficile sopravvivenza degli Operatori Alternativi che, come Intratec, hanno sempre creduto nella qualita’  dei servizi e nella professionalita’. Telecom Italia sta utilizzando diversi strumenti di pressione derivanti dalla sua posizione dominante, non ultimi quelli delle pressioni finanziarie per annullare, di fatto, la concorrenza che si è creata in questi anni passando per l’oramai famosa “tassa” sulle linee solo dati che si prevede debba essere addebitata in maniera retroattiva sin dal febbraio 2006 sino ad arrivare ai sistematici  guasti e disservizi  che fanno disperare i Clienti e i tecnici della nostra azienda. Cio’ sta comportando  una sempre maggiore attivita’ di “ostacolo” alle attivita’ dei concorrenti e di polverizzazione dei gia’ esigui margini, con azioni quali, la cessazione della fornitura di servizi ai Clienti Wholesale e la conseguente privazione di connettivita’ agli utenti finali.

Purtroppo, nonostante i ripetuti sforzi da parte di Intratec S.p.A. per scongiurare  tale malaugurata ipotesi, Telecom Italia ha notificato in data odierna alla societa’ scrivente l’intenzione di procedere all’interruzione unilaterale dei servizi Wholesale a far data dal 2 Agosto 2007, con un margine di preavviso pressoché inesistente, creando un danno irreversibile ad Intratec spa.

La nostra azienda si opporra’ con ogni mezzo a questa palese violazione delle normative nazionali ed internazionali a tutela in primis della propria clientela, ma tuttavia ci corre l’obbligo di avvisare la stessa del possibile distacco dei servizi di connettivita’ forniti dalla scrivente Societa’, onde permettere al Cliente stesso di trovare, se lo desidera, una soluzione equivalente.

Siamo spiacenti per le conseguenze di questo disservizio derivante da forza maggiore ed  imputabile esclusivamente alla volonta’ di Telecom Italia e vogliamo sottolineare che questa comunicazione viene effettuata al fine di garantire i livelli di servizio sempre rispettati da Intratec ed al fine di rendere minimi i disagi inevitabilmente occorsi.

Desideriamo altresi’  rendere noto che l’eventuale sospensione o annullamento del servizio adsl non interferisce con il regolare funzionamento del servizio Voce Voip che potra’ essere usufruito a prescindere dall’operatore scelto per la connessione adsl.

Con viva cordialita’

Intratec Spa

Il blog di Mario e quello di Stefano Quintarelli  sono stati probabilmente i primi a segnalare questa nuova emergenza. E come scrive oggi PI Telefonia in un articolo dedicato al problema, non ci si può non chiedere come possa accadere che in un mercato così decisivo per lo sviluppo del Paese, quello della banda larga, nel giro di poche settimane molte migliaia di utenti di ben due diversi operatori, privati e aziendali, si trovino improvvisamente, praticamente da un giorno all’altro, dinanzi alla disconnessione da un servizio che il ministro delle TLC Paolo Gentiloni solo pochi mesi fa ha insistito a descrivere come servizio universale, ossia come diritto di ogni cittadino.

Ovviamente la soluzione non consiste nel lasciare che gli operatori alternativi accumulino milioni di debiti verso il proprietario della rete. Evidentemente la questione deve essere affrontata a monte, ad esempio con operatori assoggettati a condizioni paritetiche e una rete d’accesso indipendente e slegata dagli interessi di un solo operatore monopolista.

 
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Pubblicato da su 30 luglio 2007 in news

 

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Italia.it: quadratura dei conti in vista

Finalmente qualcuno della sfera istituzionale comincia a parlare dei conti relativi a Italia.it, il contestato e discusso portale varato quest’anno dal Governo e sul quale, finora, non sono mai tornati i conti tra investimenti, stanziamenti, denaro già speso e da spendere.

A onor del vero non sono mai quadrati perché le informazioni su questo denaro (soldi pubblici, quindi provenienti dalle tasche dei contribuenti) non sono mai state date in modo limpido e univoco. Qualcuno ha chiesto chiarimenti al Governo, visto il risultato deludente di un portale che si presentava come il motore di un imponente rilancio turistico e che – dalle cifre diffuse fino allo scorso anno – doveva poter contare sulla forza propulsiva di 45 milioni di euro. Le risposte non sono arrivate, ma ci sono novità dal blog ScandaloItaliano:

Ove si risveglia questo blog per narrare di alcune precise domande rivolte via e-mail a Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione istituzionale del Governo, a proposito della situazione contabile di italia.it, e si espongono le risposte da lui ricevute.
Ove si apprende, tra le altre cose, che tra le cifre stanziate ci sono altri due milioni di euro che non conoscevamo, per un totale finale di circa 58 milioni, e che di questi, ancora da impegnare, ne rimangono circa 22.

(qui il post in versione integrale, da leggere con i relativi commenti)

Forse la strada per la trasparenza è stata imboccata.

 
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Pubblicato da su 27 luglio 2007 in media, news

 

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Il giallo sul successo dell’iPhone

Dopo il giallo sul sito iPhone.com, ecco un altro appassionante enigma per l’estate: quanti iPhone ci sono in giro?

AT&T e Apple diffondono cifre discordanti: la telco – per bocca del portavoce Mark Siegel – dichiara di averne attivati 146mila, mentre da Cupertino dichiarano 270mila apparecchi venduti nello stesso periodo, ossia le prime 30 ore di commercializzazione.

Ma non erano 500mila???

 
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Pubblicato da su 27 luglio 2007 in Mondo, news

 

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Theseus, Quaero 2.0?

Avete presente Quaero, il motore di ricerca europeo che doveva fare le scarpe, spaccare le ossa e farsi un sol boccone di Google? Dopo aver ricevuto qualche critica per i cospicui finanziamenti ricevuti, inversamente proporzionali alla scarsezza consistenza dei risultati raggiunti, era rimasto lì, congelato a livello di progetto.

Scaricati i compagni francesi, i partecipanti tedeschi al progetto si sono dati da fare per mostrarsi über alles e – con il supporto di aziende come Sap e Siemens, hanno lavorato ad un progetto parallelo: Theseus. Anche lui gode di un certo credito: l’Unione Europea ha appena approvato un finanziamento di 120 milioni di euro (proposto dal Governo Tedesco) per supportare fino al 2011 lo sviluppo di nuove tecniche di ricerca basate su algoritmi di tipo semantico (1) in grado di filtrare e contestualizzare le richieste formulate dagli utenti.

Nonostante Theseus (come in precedenza Quaero) sia da più parti definito un Google-killer, alcuni analisti – come Trip Chowdhry di Global Equities Research – ritengono che il search-engine europeo possa invece portare benefici a BigG: “Non la vedo come una minaccia a Google – dice Chowdhry – anche se dovessero tirare fuori un web semantico, Google lo potrebbe indicizzare e creare ricerche su di esso come fa ora con Wikipedia”.

“L’analista – spiega Dario D’Elia su Punto Informatico – è infatti convinto che il colosso statunitense attenderà l’avvento delle soluzioni semantiche emergenti e poi ne approfitterà, valutandone “l’appeal sul mass-market, la semplicità d’uso e le potenzialità di integrazione con la sua piattaforma marketing AdWords”… per poi farne un sol boccone. E così al Vecchio Continente non rimarrà che consolarsi con la Biblioteca Digitale Europea, sempre che Sua Googlità lo permetta”.

(1) per il concetto di Web semantico, leggere questa pagina di Wikipedia.

 
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Pubblicato da su 26 luglio 2007 in media, Mondo

 

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Italia.it? Un’eredità

Quella di Italia.it è una vicenda nella quale il nuovo Governo ha una competenza ereditaria…

Così parlò Lelio Alfonso, responsabile della comunicazione istituzionale e del Governo, in un’intervista rilasciata a Punto Informatico. In cui si legge inoltre che il portalone della discordia Italia.it deve essere giudicato nel tempo e considerando tutte le scelte precedenti. Il Governo, come dimostra anche la gestione del portale principale, ha scelto la strada dell’economia e si prepara ad abbracciare, è una notizia che mi fa piacere dare, l’open source.

 
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Pubblicato da su 23 luglio 2007 in news

 

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Elitel, la svolta è rimandata

Come ho scritto per PI Telefonia di domani, il Tribunale di Milano non si è ancora pronunciato sulla vicenda Elitel: le speranze sono per una decisione circa l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria (che implica la nomina di un commissario da porre alla guida della gestione aziendale e un riavvio delle attività, con un temporeneo congelamento del debito pregresso).

La prossima puntata, quindi, è solo rimandata.

Elitel, l’utenza è sospesa

 

Il Tribunale di Milano si riserva di decidere sulla richiesta di ripristino delle linee tagliate da Telecom Italia

Milano – Sono ancora tutti con il fiato sospeso: gli utenti, i dipendenti e i vertici di Elitel dovranno ancora attendere, per conoscere il pronunciamento del tribunale di Milano. I giudici si sono infatti riservati di decidere sulla richiesta di Elitel di sospensione del taglio delle linee telefoniche avviato da Telecom Italia.

Questa settimana non ci sarà alcuna decisione sull’ormai celebre “Caso Elitel”. L’azienda, come noto, si è rivolta al Tribunale meneghino per chiedere che all’incumbent venga imposto il ripristino delle linee, tagliate in seguito al pesante stato di insolvenza in cui versa Elitel, debitrice di 106 milioni di euro nei confronti del suo principale fornitore. Telecom Italia, appunto.

Il tribunale, dunque prende tempo. Ma questo non scoraggia i vertici dell’azienda: “La comunicazione di oggi del tribunale di Milano – ha dichiarato Giorgio Fatarella, Presidente Elitel – lascia intatta la nostra speranza di riprendere al più presto le attività; siamo fiduciosi di poter continuare a offrire i servizi erogati in questi anni ai nostri clienti”.

“Attendiamo con grande urgenza la decisione del tribunale – ha proseguito Fatarella – che speriamo sia depositata in tempi brevissimi. Confidiamo nel fatto che i giudici possano valutare positivamente la nostra richiesta e consentirci di riprendere l’attività salvaguardando i posti di lavoro degli oltre 2.000 collaboratori, tra dipendenti diretti e lavoratori parasubordinati che sarebbero stati stabilizzati secondo la legge Damiano”.

Le speranze convergono nella possibilità di accedere all’amministrazione straordinaria, una procedura concorsuale applicabile alle grandi imprese in potenziale stato di fallimento, che prevede la conservazione del patrimonio produttivo attraverso “prosecuzione, riattivazione o riconversione delle attività imprenditoriali”. Per potervi accedere, un’azienda deve dimostrare di avere (da almeno un anno) almeno 200 dipendenti subordinati e “debiti per un ammontare complessivo non inferiore ai due terzi tanto del totale dell’attivo dello stato patrimoniale che dei ricavi provenienti dalle vendite e dalle prestazioni dell’ultimo esercizio”. Se il secondo requisito non sembra un problema, lo è però il primo: nonostante si parli di oltre 2mila collaboratori nell’ambito dell’intero gruppo, nessuna azienda del gruppo Elitel – presa singolarmente – raggiunge i 200 dipendenti. E anche questo elemento contribuisce, probabilmente, a rendere difficoltoso un pronunciamento dei giudici.

 
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Pubblicato da su 19 luglio 2007 in Mondo, news

 

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La vendetta dell’URLatore

Devo dire che il mio post sull’intervista di Turani al dg di Vodafone ha riscosso un discreto successo. Più per un aspetto secondario (scoperto per caso) che per il main matter, in verità, ossia l’originalissimo URL con cui qualcuno ha pensato bene di pubblicare l’articolo, lasciando ai lettori un dubbio da insonnia (a chi mai sarà stato diretto cotanto complimento?).

Detto questo devo dire che .mau. ha ben analizzato l’originalità con cui la redazione web di Affari & Finanza attribuisce i nomi dei file html ai corrispondenti articoli, ma non sono d’accordo sul fatto che sia lo sfogo di qualcuno che, in procinto di andarsene, intenda togliersi un sassolino dalla scarpa.

E’ vero, nel numero di lunedì ci sono le varie amenità, tra le associazioni nomi-titoli, che .mau. ben descrive. In più ho trovato un 034fetente.html abbinato all’articolo Home Depot, utili in discesa.

Ma anche la scorsa settimana c’erano legami nomi-titoli a dir poco stupefacenti, come il file 001kolabrodo.html per l’articolo La signora del private equity. Ma anche un altro colpo vibrato nei confronti di Turani. Qui, per questa ‘ntervista (c’è scritto così, anche senza apostrofo) sono ricorso al link visualizzato dal mio browser in basso a sinistra:

turarep2.jpg

Considerando che sono url che hanno vita breve (una settimana online più qualche altro giorno in cui la cache di Google li salva da un oblìo definitivo), ritengo si tratti solamente di sfoghi goliardici. Che vanno sempre bene, di solito, finché non si scade nell’insulto…

 
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Pubblicato da su 19 luglio 2007 in Mondo, news

 

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Blog-doping

Per bloggers che si sentono incompresi o che credono di parlare al vento, oggi c’è Buy Blog Comments dot com. E’ una società che vende pacchetti di commenti, con offerte niente affatto speciali: 100 commenti a 24,99 dollari, 500 a 123,99 dollari e 1000 commenti a 239,99 dollari (praticamente niente sconti sulla quantità). Un mercimonio delle opinioni, verrebbe da pensare.
Vittorio Pasteris scrive “Per favore arrestateli!!!”. Dal mio punto di vista, chiunque siano questi rivenditori di commenti, dico semplicemente ignorateli.

Da quando ne ha scritto Pasteris a oggi i prezzi sono già aumentati, e questo significa che si tratta di un mercato fluttuante e inaffidabile 😉

Valerio Mariani, nei commenti al post, scrive:

Secondo il mio modestissimo parere, questa è una notizia da non sottovalutare.

In fondo non ci vorrà molto prima che ci paghino per il numero di commenti che riusciamo a “produrre” con una notizia.

E, in fondo, il sistema di ranking di ogni aggregatore di blog, Google docet, è da sempre basato su link trasversali e sulla popolarità, poteva essere un sistema democratico perché automatico e, dunque, oggettivo. Non lo è assolutamente, perché gli algoritmi si aggirano.

Probabilmente Mariani ha ragione, ma solo in parte. A quelli come me, che non scrivono su un blog per guadagnare visibilità finalizzata al puro business, ma semplicemente per condividere opinioni in modo genuino e senza artifici di sorta (di aggirare gli algoritmi mi importa proprio nulla), questa sembra proprio una forma di doping che non suscita alcun interesse. E non credo di essere il solo a pensarla così.

Tra l’altro, a me questa idea di Buy Blog Comments dot com fa ricordare un episodio di Mr. Bean, in cui lui festeggia il proprio compleanno al ristorante e si compiace per il biglietto di auguri che si è scritto da solo poco prima.

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2007 in Mondo, news

 

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Una cassaforte da taschino

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Un tecnologo che si rispetti non può non essere dotato di accessori all’altezza del suo status. Uno di questi è senz’altro il portafoglio metallico realizzato dal designer Theo Stewart-Stand: non è una scatoletta, ma un vero e proprio portafoglio in fibra d’acciaio inossidabile che, pur conservando le caratteristiche dei tradizionali portamoneta (flessibilità, maneggevolezza, dimensioni contenute)  è in grado di proteggere, oltre al denaro, anche documenti e moneta di tipo elettronico.

Questa cassaforte da taschino in pratica è una piccola Gabbia di Faraday e, come spiega Wired, consente di schermare carte elettroniche e dispositivi RFID, proteggendoli da campi elettrostatici e altre insidie (come il furto di informazioni personali e riservate attraverso gli appositi scanner utilizzati dai borseggiatori del terzo millennio).

Costa tra gli 80 e i 125 dollari (in funzione della versione) e si può acquistare online, oppure, se siete a Brooklyn, presso lo Stewart/Stand store. Altrimenti, potete cercare un rivenditore.

 
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Pubblicato da su 18 luglio 2007 in Mondo, news

 

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Uno stop al phishing Bancoposta?

Dal sito della Guardia di Finanza:

Arresti per Phishing

La Guardia di Finanza di Milano ha arrestato 26 persone per associazione a delinquere per lo sfruttamento di dati personali degli utenti dei servizi bancari informatici. I componenti dell’organizzazione appartenevano a due associazioni collegate (composte da 18 italiani e 8 cittadini dell’Est europeo).

L’hacker, di soli 22 anni, inviava i messaggi di posta elettronica come se fossero provenienti dalle Poste italiane. I dati acquisiti dai destinatari delle e-mail truffa confluivano su un server operante all’estero. Entrato nei conti correnti degli utenti truffati, li svuotava trasferendo le somme su carte postepay attivate da membri dell’organizzazione. Le somme di denaro venivano “monetizzate” acquistando fiches in diversi casinò in Italia e all’estero.

Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore di Milano Francesco Cajani e costituiscono “il primo tentativo di affrontare in modo organico sul piano investigativo e anche contestando reati associativi, il fenomeno delle organizzazioni criminali dedite sistematicamente all’attività di phishing” come evidenziato nell’ordinanza emessa dal Gip Guida Salvini.

Vedi comunicato stampa

 

(via il Disinformatico)

 

Questa notizia mi conforta perché, sinceramente, ero parecchio stufo di ricevere mail fasulle da Poste Italiane o Bancoposta che mi segnalavano presunti accessi fraudolenti, nuovi servizi antispam, Premi fedeltà solo per carpirmi le credenziali di accesso, peraltro inesistenti (non sono cliente delle Poste, se non per la corrispondenza che ricevo o spedisco).

 

Non so se la rottura di queste mail finira, ma non c’è pace, comunque. Ora infatti mi arrivano nuovi messaggi, che sparano nel mucchio con miglior mira, giocando sul fatto che molti di noi possiedono almeno una carta di credito (cliccate per ingrandire):

phishingcartasi.jpg

 

E’ il caso di ricordare che CartaSi non c’entra nulla con mail di questo genere? No, vero?

 

 

 

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2007 in news

 

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Web is now e l’IM: “qui lo dico e là lo nego”

Oggi su Repubblica c’è un’intervista di Giuseppe Turani a Paolo Bertoluzzo, direttore generale di Vodafone Italia. Il file html dell’articolo è stato battezzato in un modo quantomeno singolare, ma non è di questo che voglio parlare qui (intanto però ho lanciato l’amo, se qualcuno deve delle spiegazioni le darà a chi di dovere 😉 ).

turarep.jpg

Il cuore dell’intervista è l’argomento “Internet dal cellulare”, che traina la presentazione della nuova offerta di connettività Internet Mobile lanciata da Vodafone con lo slogan Web is now. Domani su PI Telefonia ne parlerò più diffusamente, qui mi limito a due osservazioni.

La prima, una sottolineatura, riguarda il fatto che la tariffa (5 euro al mese, più 25 centesimi per ogni connessione) è applicata solo per la navigazione effettuata dal cellulare, ossia consultando il web dal display dell’apparecchio, e non vale per chi preferisce navigare dal PC utilizzando il cellulare come modem.

Anche la seconda osservazione, in realtà, è una sottolineatura. Nell’intervista si legge:

Turani: (…) Immagino che navigare su Internet con il cellulare possa essere un’esperienza dolorosa per le finanze di ciascuno di noi. Insomma, magari divertente, ma molto costosa.
Bertoluzzo: Non è così. In realtà, abbiamo studiato delle tariffe speciali. Si pagano 5 euro al mese e poi ci sono 25 centesimi per ogni accesso. Non è una cifra proibitiva. E’ una cifra che può consentire anche allo studente di chattare con i suoi amici o a lei di andarsi a leggere le notizie di Repubblica e del Corriere.

Chattare? Significa che con questa connessione è possibile scambiarsi messaggi con applicazioni di Instant Messaging? In realtà sembra proprio di no, dal momento che la stessa Vodafone – nella presentazione della promozione sul sito web – dice con molto chiarezza:

L’offerta non è utilizzabile usando il cellulare come modem, utilizzando Internet come protocollo di comunicazione (ad esempio VOIP, instant messenger, peer to peer) o per l’utilizzo di applicazioni non certificate da Vodafone.

UPDATE: il file html all’articolo è stato rinominato in modo meno originale ma più opportuno e polite. Ringrazio comunque Mantellini per avermi ispirato a conservare l’immagine che riporta l’url originale (onde evitare accuse di allucinazioni).

 
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Pubblicato da su 16 luglio 2007 in media, Mondo, news

 

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Tempo al tempo

Stavamo giusto considerando, in famiglia, sul fatto che siamo al 12 luglio, la temperatura è decisamente vivibile e le previsioni di inizio anno davano per certa un’estate torrida. Ma ecco che il colonnello Giuliacci ci rovina la festa di questa conversazione da ascensore (o da parrucchiere, o da fila alla cassa del supermercato):

(ANSA) – ROMA, 12 LUG – ‘I primi sei mesi del 2007 sono i piu’ caldi degli ultimi 400 anni’. La notizia arriva da Mario Giuliacci, esperto del Centro Epson Meteo. ‘E’ sempre piu’ credibile l’ipotesi del Noaa (National Oceanic and Atmospheric Administration) all’inizio dell’anno che prefigurava il 2007 come l’annata piu’ calda da sempre, o almeno da quando esistono i rilevamenti termometrici. C’e stato un aumento – spiega Giuliacci – di 0,79 gradi centigradi rispetto alla media del periodo 1951-1980′.

 
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Pubblicato da su 12 luglio 2007 in media, Mondo, news

 

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Agcom per la tutela degli utenti Elitel

Notizia letta oggi su MF-Dow Jones News:

TLC: Calabrò, Elitel informi clienti su servizio telefonico

ROMA (MF-DJ)–Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presieduto da Corrado Calabrò, ha esaminato i profili di tutela dell’utenza derivanti dalla risoluzione contrattuale avviata da Telecom Italia nei confronti di Elitel che ha determinato, per molti clienti di quest’ultima società, la disattivazione del servizio di telecomunicazioni.

L’Autorità, informa una nota, ha ribadito la necessità che gli operatori provvedano a porre in essere tutte le opportune misure e a fornire tutte le informazioni per evitare che si verifichi la cessazione del servizio telefonico. L’Agcom ha ordinato formalmente a Elitel di fornire immediatamente ai propri clienti dettagliate informazioni sulle modalità con le quali possono continuare ad usufruire del servizio telefonico di base o passare ad altro operatore nel caso in cui non vengano ripristinate le condizioni originarie.

Telecom I. dovrà collaborare con Elitel per gli utenti ad accesso diretto e, a sua volta, informare gli utenti in CPS (Carrier PreSelection) della stessa Elitel, tramite un messaggio fonico, della possibilita’ di effettuare chiamate in uscita premettendo, alla digitazione del numero, il codice di selezione (CS) dell’operatore con il quale sia stato sottoscritto un contratto, oppure quello di Telecom Italia. com/pev

L’Agcom impone dunque a Elitel di spiegare ai propri clienti in che modo possono continuare a telefonare e che, in alternativa, possono migrare ad un altro operatore (come possa fare a spiegarlo agli utenti che sono rimasti telefonicamente isolati non viene chiarito, quindi Elitel si deve arrangiare).

Si legge anche che l’Authority TLC chiede a Telecom Italia di andare in soccorso agli utenti Elitel, ma c’è un’utile comunicazione di servizio (che praticamente ottempera a quanto detto nel precedente paragrafo): gli utenti Elitel con preselezione automatica possono telefonare, instradando le proprie chiamate sulla rete di Telecom Italia.

Per completare l’opera bastava aggiungere una semplice indicazione: è sufficiente anteporre il prefisso 1033 al numero telefonico da comporre (se dovete chiamare lo 02 555 555 555, dovete comporre il numero 1033 02 555 555 555).

 
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Pubblicato da su 11 luglio 2007 in news

 

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