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Elitel, la svolta è rimandata

19 Lug

Come ho scritto per PI Telefonia di domani, il Tribunale di Milano non si è ancora pronunciato sulla vicenda Elitel: le speranze sono per una decisione circa l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria (che implica la nomina di un commissario da porre alla guida della gestione aziendale e un riavvio delle attività, con un temporeneo congelamento del debito pregresso).

La prossima puntata, quindi, è solo rimandata.

Elitel, l’utenza è sospesa

 

Il Tribunale di Milano si riserva di decidere sulla richiesta di ripristino delle linee tagliate da Telecom Italia

Milano – Sono ancora tutti con il fiato sospeso: gli utenti, i dipendenti e i vertici di Elitel dovranno ancora attendere, per conoscere il pronunciamento del tribunale di Milano. I giudici si sono infatti riservati di decidere sulla richiesta di Elitel di sospensione del taglio delle linee telefoniche avviato da Telecom Italia.

Questa settimana non ci sarà alcuna decisione sull’ormai celebre “Caso Elitel”. L’azienda, come noto, si è rivolta al Tribunale meneghino per chiedere che all’incumbent venga imposto il ripristino delle linee, tagliate in seguito al pesante stato di insolvenza in cui versa Elitel, debitrice di 106 milioni di euro nei confronti del suo principale fornitore. Telecom Italia, appunto.

Il tribunale, dunque prende tempo. Ma questo non scoraggia i vertici dell’azienda: “La comunicazione di oggi del tribunale di Milano – ha dichiarato Giorgio Fatarella, Presidente Elitel – lascia intatta la nostra speranza di riprendere al più presto le attività; siamo fiduciosi di poter continuare a offrire i servizi erogati in questi anni ai nostri clienti”.

“Attendiamo con grande urgenza la decisione del tribunale – ha proseguito Fatarella – che speriamo sia depositata in tempi brevissimi. Confidiamo nel fatto che i giudici possano valutare positivamente la nostra richiesta e consentirci di riprendere l’attività salvaguardando i posti di lavoro degli oltre 2.000 collaboratori, tra dipendenti diretti e lavoratori parasubordinati che sarebbero stati stabilizzati secondo la legge Damiano”.

Le speranze convergono nella possibilità di accedere all’amministrazione straordinaria, una procedura concorsuale applicabile alle grandi imprese in potenziale stato di fallimento, che prevede la conservazione del patrimonio produttivo attraverso “prosecuzione, riattivazione o riconversione delle attività imprenditoriali”. Per potervi accedere, un’azienda deve dimostrare di avere (da almeno un anno) almeno 200 dipendenti subordinati e “debiti per un ammontare complessivo non inferiore ai due terzi tanto del totale dell’attivo dello stato patrimoniale che dei ricavi provenienti dalle vendite e dalle prestazioni dell’ultimo esercizio”. Se il secondo requisito non sembra un problema, lo è però il primo: nonostante si parli di oltre 2mila collaboratori nell’ambito dell’intero gruppo, nessuna azienda del gruppo Elitel – presa singolarmente – raggiunge i 200 dipendenti. E anche questo elemento contribuisce, probabilmente, a rendere difficoltoso un pronunciamento dei giudici.

 
5 commenti

Pubblicato da su 19 luglio 2007 in Mondo, news

 

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5 risposte a “Elitel, la svolta è rimandata

  1. VMM

    19 luglio 2007 at 23:09

    Ma Fatarella ha capito che, se Elitel viene ammessa all’amministrazione straordinaria, lui sparisce dall’organigramma e perde tutte le cariche?

     
  2. alf

    20 luglio 2007 at 08:15

    Ma si’, figuriamoci… sta solamente tentando di salvare la faccia!

     
  3. riflessioni e coincidenze

    22 luglio 2007 at 09:06

    L’unico quotidiano che ho trovato che ne parla e’ questo: la Voce d’Italia.

    Funzionari Telecom e Tim indagati per bancarotta fraudolenta Avrebbero causato un buco di 76 milioni Roma, 29 giu. – Avrebbero erogato crediti per conto di Telecom e Tim per 76 milioni di euro a società insolventi, causando così un grave danno all’ex monopolista pubblico. Oltre ai quattro funzionari del colosso delle comunicazioni, Alessandro Talotta, Riccardo Delleani, Walter Ibba e Lorenzo Ferrante, sarebbero indagate altre 14 persone legate alle società a cui venivano concessi crediti “facili”. Red. cro.

    Alessandro Talotta, Riccardo Delleani, Walter Ibba sta in Telecom Wholesale, Ferrante sta in TIM.

    Le relazioni esterne di telecom hanno fatto un grandissimo lavoro di “gestione della crisi”, non lo ho trovato su nessun giornale, anche se la voce girava. ERRATA CORRIGE: un trafiletto e’ apparso sul Sole 24 ore del 29/6.

    Vedremo le risultanze degli atti, per adesso ogni giudizio va sospeso.

    Se sfortunatamente si dovesse arrivare ad appurare che Alessandro Talotta che e’ il responsabile dei servizi all’ingrosso nazionali (colui che e’ responsabile di gestire le forniture all’ingrosso a tutti i concorrenti, che devono essere non discriminatorie) in associazione con altri, avesse messo in atto condotte tali da configurare un reato di bancarotta fraudolenta, sarebbe, a mio avviso, molto grave.

    Parrebbe che in questa inchiesta a febbraio scorso, su 18 indagati, 12 siano stati arrestati per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta fraudolenta, provvedimento che non avrebbe riguardato alcuna persona di Telecom.

     
 
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