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Italia.it 2.0 (ossia: secondo atto)

Grazie all’amico Aghost mi sono accorto della pubblicazione online della nuova versione del portalone turistico Italia.it. Il prodotto appare corposo e probabilmente è necessario investire un po’ di tempo per capirne bene la qualità, ma a prima vista già si possono formulare alcuni commenti.

Innanzitutto l’impatto visivo è nettamente migliore del precedente. Aghost ha ragione, ci voleva poco, ma se non altro l’arretratezza tecnologica che caratterizzava il vecchio Italia.it è finalmente superata.

Sui contenuti credo ci sia ancora da lavorare. Volendo parlare con cognizione di causa, come Aghost si è fiondato a vedere la sua regione (il Trentino – Alto Adige), io mi sono buttato per qualche minuto sulla mia, la Lombardia, che peraltro è la stessa del Ministro del Turismo che ha voluto firmare il sito (siglando le “cartoline” che compaiono in testata – per inciso, io avrei scritto “Ministero” anziché “Ministro”, giusto per rendere la cosa più impersonale).

Dicevo: nel testo della mia regione ho trovato, con meraviglia, imprecisioni evitabili. Ne segnalo due immediatamente evidenti:

il Lago d’Iseo che include la zona della Franciacorta – in verità la Franciacorta è una zona che comprende l’area meridionale del lago d’Iseo, non è certo il lago ad includerla…

La Lombardia ha una vasta offerta di località sciistiche, basti pensare alla Valsassina ed alla Valtellina, con le rinomate località turistiche di Livigno e Medesimo per citarne solo alcune – Medesimo in realtà si chiama Madesimo, ma forse – parlando di stazioni sciistiche – sarebbe stato meglio non dimenticare località molto note come Bormio e Ponte di Legno…

Più avanti approfondirò la consultazione del portalone, al momento però il giudizio iniziale dice “senza infamia, senza lode”.

 
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Pubblicato da su 17 luglio 2009 in Internet, media, Mondo, mumble mumble (pensieri), news

 

Happy Birthday, Nikola Tesla

Credo che anche a Redmond diano un’occhiatina a Google almeno una volta al giorno, per cui oggi non dovrebbe sfuggire a nessuno l’anniversario della nascita di Никола Тесла, ossia Nikola Tesla, celebrato dal motore di ricerca con un logo ad hoc per la giornata:

GoogleTesla

Un tributo a colui che è stato definito l’uomo che inventò il Ventesimo secolo. Il suo nome non è certo popolare quanto quelli – ad esempio – di Marconi, Meucci, Bell o Edison, eppure ha dedicato la sua vita allo sviluppo della scienza, dando un apporto fondamentale a tecnologie utilizzate a tutt’oggi. Se non avesse rifiutato per due volte il premio Nobel forse oggi godrebbe di maggiore notorietà. Qualche notizia al suo riguardo: Nikola Tesla on Wikipedia.

 
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Pubblicato da su 10 luglio 2009 in news

 

La giornata del silenzio fa rumore

Filippo Facci ha dedicato un editoriale alla giornata di silenzio dei blog organizzata per protestare contro i contenuti del ddl intercettazioni che coinvolgono i “siti informatici” (sigh) e promuovere la libertà di espressione e informazione, che va salvaguardata anche – ma non solo – su Internet.

Il tenore dell’editoriale di Facci è intuibile dal titolo “Decreto Alfano: chissenefrega dello sciopero dei blogger”. La visione proposta su questo tema, francamente, sembra piuttosto semplicistica, ad esempio laddove considera che i blogger o sono ragazzini o sono ragazzini dentro, spesso scelgono di non filtrare nulla e di non moderare il proprio blog e di fottersene insomma del codice civile e penale che riguarda quella retroguardia che è il resto del mondo, generalizzando in modo non pienamente realistico, a mio parere.

Mi spiego: è oggettivamente doveroso che, nel pubblicare un testo su Internet, l’autore si debba assumere la piena responsabilità di ciò che ha scritto e sia obbligato a rimuovere o correggere ciò che non risponde a verità. Ma il problema di fondo, almeno dal mio punto di vista (e credo anche di chi ha organizzato la protesta), non è il mantenimento della Rete in una condizione di zona franca e di sicura impunità: il ddl Alfano contiene una norma che, per come è stata scritta dal legislatore, pone tutti i siti web allo stesso livello di oneri e responsabilità a cui sono soggette le testate giornalistiche regolarmente registrate.

L’obbligo di rettifica di un testo non veritiero è indubbiamente da mantenere, ma le regole fissate nel decreto rendono possibile l’eventualità – ad esempio – che un cittadino, nella limitata visibilità del proprio sito amatoriale, sia colpito da una sanzione di oltre 12mila euro per aver scritto nel proprio blog un testo contenente un’inesattezza o una critica mossa nei confronti di un’altra persona, al pari di una testata di rilevanza (e mole di lettori) nazionale.

Inoltre, non riesco a cogliere la pertinenza di un’altra questione evidenziata nell’editoriale di Filippo Facci: l’anonimato dietro il quale milioni di cuor di leoni abitualmente lanciano sassate e nascondono la tastiera. In teoria non dovrebbe essere così già ora: le leggi sulla diffamazione infatti già riguarderebbero anche loro, dovrebbero rispondere cioè di insulti e falsità come chiunque altro. Esatto. Ma in questa considerazione si dimentica che la giornata di silenzio dei blog è stata organizzata e sposata da persone che si sono presentate con tanto di url, nome e cognome. E quindi, come il ddl Alfano mette sullo stesso piano entità diverse, così anche l’articolo scritto da Facci contiene un’equiparazione non congrua: quella fra chi espone il proprio pensiero presentandosi con la propria identità, e chi lo fa in modo anonimo.

In effetti, una considerazione poteva essere legittimamente formulata, in merito alla giornata del silenzio: essendo partita dai blogger, come ha osservato Dario Salvelli, corre effettivamente il rischio di essere percepita – in modo fuorviante – come un’iniziativa tesa alla salvaguardia dei diritti di un determinato gruppo di persone (i blogger, appunto), e non finalizzata a porre l’attenzione sui contenuti (anche sanzionatori) di un provvedimento nato per regolamentare le intercettazioni. Anzi, viste le reazioni direi che ormai il rischio si è concretizzato.

Per questo motivo credo che tutte le iniziative (più o meno efficaci) promosse finora possono contribuire al raggiungimento di un buon risultato: dall’ordine del giorno parlamentare proposto dall’onorevole Palmieri e dal senatore Malan, alla strada dell’emendamento, fino alla giornata di silenzio dei blogger. Se poi quest’ultima iniziativa dovesse essere revocata per il conseguimento del risultato auspicato da tutti, tanto meglio.

 
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Pubblicato da su 7 luglio 2009 in news

 

Spiragli sull’obbligo di rettifica

Alcune settimane fa, alla Camera, è stata approvata – in seno al “DDL intercettazioni” – una norma che estende a tutti i “siti informatici” l’obbligo di rettifica previsto per l’editoria. In seguito a questa iniziativa è nata l’idea della giornata di silenzio dei blog.

A quanto si apprende dall’onorevole Antonio Palmieri, però, sembra esserci qualche novità interessante: in collaborazione con Marco Camisani Calzolari e Stefano Quintarelli, l’on. Palmieri ha contattato il senatore Lucio Malan, che ha condiviso e accettato l’idea di presentare un ordine del giorno che renda chiara la reale interpretazione del testo di legge, per chiarire che laddove è stato scritto “siti informatici” si deve intendere che l’oggetto dell’argomento sono i “giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5”, che è in pratica il risultato a cui si è giunti con il wiki aperto allo scopo di rendere meno vincolante il provvedimento.

Ora, fatto salvo il principio che chi pubblica un contenuto deve attenersi alla realtà e non divulgare informazioni non vere, se questa soluzione fosse sufficiente a ridare serenità alla Rete, dovremmo solo auspicare che a blog e siti amatoriali non venga esteso l’obbligo di registrazione 😉

Il problema, però, non si esaurisce qui. Guido Scorza ci ricorda:

Un ordine del giorno parlamentare (qui la ermetica spiegazione contenuta sul sito del Senato) non è altro – ed è bene sottolinearlo – che un atto di indirizzo parlamentare attraverso il quale i rappresentanti del potere legislativo indicano al potere esecutivo (Governo) la propria volontà che una determinata norma di legge venga interpretata in un certo modo. E’ noto, tuttavia, che le leggi le applicano i giudici e che questi ultimi – per fortuna – non sono, almeno per il momento, soggetti al Governo.

Il che significa che l’ordine del giorno, nei fatti, non impedirebbe comunque ad un giudice di imporre, al gestore di un blog o sito web “incriminato”, l’obbligo di rettifica previsto dal provvedimento.

La dimostrazione di buona volontà, data dall’ordine del giorno parlamentare, è un buon segnale. Ma sarebbe più efficace e sicura la strada dell’emendamento. Magari con il supporto dei membri del gruppo parlamentare Intergruppo 2.0, che si dichiarano consapevoli di una grande verità: “prima di legiferare bisogna capire e dialogare”.

 
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Pubblicato da su 5 luglio 2009 in Blogosfera, Internet, Mondo, news

 

Malattie 2.0

Quando una voce di Wikipedia prende uno o più colpi d’aria di rinnovamento dei contenuti, può presentare sintomi particolari:

recentismo

P.S.: No, non è sulla pagina di Michael Jackson. E’ su quella di Farrah Fawcett.

 
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Pubblicato da su 2 luglio 2009 in Internet, Mondo

 

Morto un pirata se ne fa un altro

Ben due news su The Pirate Bay nel giro di pochi giorni:

  1. il processo non si rifarà
  2. TPB viene acquisita da Global Gaming Factory con una transazione operazione che fa pensare e discutere, visti gli intenti dichiarati dalla nuova proprietà di remunerare i titolari dei diritti sul materiale scaricato…
 
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Pubblicato da su 30 giugno 2009 in news

 

Phishing maldestro e pericoloso

In un messaggio con oggetto per rafforzare l’immunita, un phisher che si presenta con il mittente Medicinali mi scrive:

phish20090630

A parte la traduzione approssimativa e ridicola, non oso – nemmeno per curiosità – cliccare sul link che mi propongono, per non rischiare di riempire il mio PC di porcherie e schifezze varie. E voi che leggete, mi raccomando… occhio ai link selvaggi, c’è ancora gente che ci casca mani e piedi. E ricordate: con i medicinali acquistati via web senza alcun supporto medico, c’è stato anche chi ci ha lasciato le penne.

 
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Pubblicato da su 30 giugno 2009 in Internet, security, truffe&bufale

 

Son soddisfazioni

Computer in tilt? Premere ctrl+alt+del non da’ alcun risultato? Ecco la soluzione radicale:

Esasperato dal computer troppo lento, gli spara contro cinque colpi di pistola e i vicini, allarmati, chiamano i carabinieri. Protagonista della vicenda un 68enne di Cavasso Nuovo, in provincia di Pordenone, che, secondo la ricostruzione dei militari, in un momento d’ira, ha tirato fuori dal cassetto della sua scrivania la sua calibro 22 regolarmente denunciata e ha cominciato a urlare e a sparare contro il pc ‘impallato’ che non voleva saperne di ricominciare a funzionare.

(via Adnkronos)

 
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Pubblicato da su 29 giugno 2009 in news

 

La Maturità ai tempi dei social network

Studenti.it riporta le tracce dei temi sottoposti oggi ai maturandi. Ce n’era una alquanto social…

“Internet ed i social Network.
Alla luce della recente evoluzione dei social network a livello mondiale, ripercorrere l’evoluzione sociologica dei sistemi di comunicazione di massa.
Porre l’accento sul cambiamento formale e sostanziale nei rapporti interpersonali: il concetto di privacy mantiene il suo significato originale?
E’ richiesto l’apporto di esempi concreti”.

 
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Pubblicato da su 25 giugno 2009 in news

 

Comunicazione di servizio

Scazzo? Ferie non annunciate? Degenza imprevista? Niente di tutto questo: agli imprevedibilmente numerosi amici che mi hanno scritto (grazie ragazzi), chiedendomi motivo del mancato aggiornamento del blog nell’ultima decina di giorni, volevo solo rispondere che mi trovo in un periodo in cui il lavoro sta assorbendo molta parte del mio tempo. Mantengo sempre almeno un occhio sulla Rete, ma se non ho scritto nulla è perché il resto del corpo, del cuore e della mente hanno preferito dedicarsi alla famiglia e alla casa, che altrimenti avrei trascurato.

In ogni caso, sto riemergendo… a presto!

 
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Pubblicato da su 22 giugno 2009 in Buono a sapersi

 

Francia, disarmata l’HADOPI

Dalla Francia arriva una buona notizia dal fronte della libertà di comunicazione e di espressione in Rete: il Consiglio Costituzionale, chiamato ad esaminare la dottrina Sarkozy, l’ha definita anticostituzionale per la parte in cui si dava all’HADOPI il potere di punire, con il distacco della connessione Internet, un utente ritenuto colpevole di download ritenuti illegali.

 
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Pubblicato da su 10 giugno 2009 in Buono a sapersi, Internet, media, Mondo

 

Da 3G a 3Gs

Fuori è praticamente identico a prima, dentro ha qualcosa in più: è il nuovo iPhone 3Gs, che preme l’acceleratore sul lancio delle applicazioni, offre funzionalità di photo/video-editing (e sharing), fotocamera da 3 Megapixel, controllo vocale, bussola digitale integrata (o magnetometro), i tanto attesi MMS e altre feature.

iphone3gs

One more thing per chi se lo aspettava: di Steve Jobs nemmeno l’ombra.

 
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Pubblicato da su 8 giugno 2009 in Mondo, news, telefonia, TLC

 

WTF is Snow Leopard?

Lunedì prossimo a San Francisco avrà luogo la Worldwide Developers Conference organizzata da Apple. Per che cosa sarà ricordato? Anche per questo evento è prevista una Notizia con la N maiuscola: sarà il ritorno di Steve Jobs sulla scena oppure (one more thing) un nuovo iPhone, magari in versione low-cost?

PS: Snow Leopard è il nome in codice di Mac OS X 10.6, l’ultima versione del sistema operativo sviluppato da Apple, i cui ultimi sviluppi dovrebbero essere oggetto di presentazione in occasione dell’evento di lunedì, in un keynote di Phil Schiller.

 
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Pubblicato da su 5 giugno 2009 in news, tecnologia

 

Il broadband sempre più mobile

Internet da rete mobile – da PC, non via cellulare – rappresenta una fetta di mercato molto più vasta di quanto si pensi: mocoNews riferisce infatti che l’11,6 % delle connessioni broadband in Europa avviene via HSPA (dati di fine 2008).

(via a Quinta’s weblog)

 
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Pubblicato da su 3 giugno 2009 in Internet, Mondo, tecnologia, telefonia, TLC

 

Quando il saggio indica la luna

…lo sciocco guarda il dito (proverbio orientale)

Nella vicenda che ha coinvolto una tredicenne sedotta dall’attore conosciuto su Facebook (Alessio Saro, alias Billy Ballo o Nick Malanno, per chi segue le produzioni demenziali di Maccio Capatonda & C.) si sono creati, come previsto, i gruppi di innocentisti e colpevolisti in entrambe le direzioni (c’è chi dice che lei, novella Lolita, ha sedotto l’attore che sarebbe la reale vittima del caso, oltre a chi vede, nel 33enne, l’orco che ha irretito la “bambina”).

Ma non è tutto: trasversalmente, come previsto anche qui, non poteva mancare la fazione formata da chi attribuisce al social network la responsabilità per aver creato un’occasione per far conoscere le due persone. A rigore di logica e buon senso, in effetti, questa fazione poteva, anzi doveva mancare, ma considerata la diffusa mancanza di cultura tecnologica e digitale non c’è da stupirsi.

Ne ho parlato in questo articolo: il problema, come al solito, è dato dal fatto che si confondono le azioni delle persone con gli strumenti. Il fatto che i due si siano conosciuti attraverso Facebook è irrilevante: se si fossero conosciuti in un pub o in spiaggia, l’opinione pubblica avrebbe mai ritenuto il pub o la spiaggia responsabili di quanto accaduto? Ho qualche dubbio…

 
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Pubblicato da su 25 Maggio 2009 in Internet, media, Mondo, news