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Archivi categoria: truffe&bufale

Authority antibufala per tutti (non solo per Internet)

informazioneverificataattendibile

Mi fa piacere che il contrasto alla diffusione delle notizie false stia diventando (finalmente) d’attualità. Però va trattato cum grano salis.

Ho letto l’articolo del Financial Times che descrive la proposta formulata da Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Agcm (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, o Antitrust), di sollecitare i Paesi UE all’istituzione di una rete di agenzie statali che, sotto il coordinamento di Bruxelles, siano in grado di identificare agevolmente manipolazioni e notizie fasulle, farle rimuovere e applicare sanzioni laddove necessario. Pitruzzella ritiene che debba essere lo Stato ad occuparsi del problema delle false informazioni su Internet, anziché i social media come Facebook. In pratica la sua proposta consisterebbe nella costituzione di una rete di Authority – potremmo chiamarli Garanti dell’Informazione – con l’attribuzione di determinati poteri che oggi, per quanto riguarda il settore dell’informazione, sono già esercitati da forze dell’ordine e autorità giudiziaria.

A me non dispiacerebbe un ente in grado di controllare l’attendibilità delle informazioni, purché la sua sfera di competenza potesse includere non solo Internet, ma tutti i media, indipendentemente da ciò che dichiara beppegrillo.it, ossia che i giornali e i tg siano davvero i primi fabbricatori di notizie false nel Paese. Perché una notizia falsa è falsa, quando viene diffusa da un giornale, un tg, un blog, un social network o qualunque altro mezzo di comunicazione. Pertanto troverei corretto che questo Garante dell’Informazione potesse avere facoltà di rendere pubblico, con il massimo risalto possibile, il risultato delle proprie analisi sull’attendibilità delle notizie esaminate, mentre troverei inappropriato che avesse potere di imporre la rimozione di contenuti – quindi esercitare una censura foriera di molti falsi martiri – ed applicare sanzioni. Eventualmente si potrebbe pensare all’assegnazione di un ranking reputazionale (come la patente a punti per gli automobilisti).

Non troviamo traccia di queste funzioni censorie nemmeno tra i compiti dell’Agcom, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che anzi è l’organo di vigilanza per quanto riguarda l’art. 21 della Costituzione, che sta lì proprio perché “tutti godano del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione” e affinché “la stampa non venga ad essere soggetta ad autorizzazioni o censura”. Non va inoltre dimenticato che l’Agcom ha anche il compito di difendere i principi della comunicazione tramite internet (art. 4 del D.L. n. 259/2003).

Eventualmente si potrebbe pensare all’assegnazione di un ranking reputazionale (come la patente a punti per gli automobilisti). Impraticabile, invece, la soluzione proposta da Grillo di “una giuria popolare che determini la veridicità delle notizie pubblicate dai media. Cittadini scelti a sorte a cui vengono sottoposti gli articoli dei giornali e i servizi dei telegiornali”. La sorte potrebbe anche scegliere i creduloni che rilanciano tutto ciò che capita loro a tiro, magari leggendo solo i titoli.

Conoscete la mia posizione su questo argomento, io non sopporto che si diffondano notizie false, ne’ che vengano condivise in modo acritico sui social network. Chi ha il cervello per utilizzare un computer o uno smartphone e vuole condividere notizie, può usarlo benissimo per sincerarsi della loro attendibilità. Gli strumenti oggi non mancano e i motori di ricerca sono molto d’aiuto: esistono Google, Bing e altri servizi, tra cui vi consiglio molto volentieri DuckDuckGo (che non traccia gli utenti, non ne memorizza le informazioni personali e non contamina i risultati delle ricerche con la pubblicità). Chi condivide senza approfondire pecca di superficialità, avvantaggia altre persone (anche economicamente) e contribuisce a impoverire l’informazione e il suo valore.

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2017 in (dis)informazione, truffe&bufale

 

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Phishing poco furbo: l’account della procace ragazzotta

invitoinstagram

Da qualche tempo non passa giorno senza che Instagram mi segnali l’account di una presunta procace ragazzotta che avrebbe iniziato a seguirmi. Parlo di persone a me completamente sconosciute, con nomi probabilmente inventati di sana pianta da persone che creano account ad hoc con foto ammiccanti – quando non provocanti – allo scopo di catturare a loro volta il maggior numero possibile di follower.

Non riesco a capire quanto sia vincente questa tattica di phishing, dal momento che nel giro di pochi minuti scopro che l’account non esiste più (nemmeno nella mia lista di follower), ma – se ne riceveste anche a voi – suggerisco di cancellare senza remore, prima di scoprire di aver seguito qualche account poco raccomandabile.

Forse è la declinazione social dei vecchi tentativi di aggancio via mail, che però – a mio avviso – potevano essere leggermente più efficaci:

Ciaoooo !! Mi chiamo *****a! Hai ricevuto le mie immagine? Ho letto il tuo lettera e ti replico subito. 
Spero che mi ricordi??? attendo una responso  con impazienza. Ho mandato a te qualche nuove foto. Esse ti sono piaciute? 
Saro contenta se mi manderai le tue nuove foto. Ho 35 anni, lo sai? Sono una donna sola e nubile. Non ho figli. 
abito con i genitori. Vorrei trovare l.altra meta per costituire una focolare... 

Ho cancellato il mio profile dal sito di amicizia.  Se mi risponderai, ti inviero piu mie foto. 
Aspetto una risposta  con impazienza.

Se mi risponderai, ti inviero piu mie foto. Scrivi a me la mia e-mail personale, che ho inviato la foto - 
r********@*****.com !!

Buona serata!! La tua *****a!!
 
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Pubblicato da su 22 novembre 2016 in truffe&bufale

 

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Mai accettare zip dagli sconosciuti (ma nemmeno pdf, rtf, doc…)

Phishing4500

Mittente sconosciuto.

Allegato con nome generico.

Testo del messaggio vago, generico e senza alcun presupposto (non fa seguito a nulla che il destinatario si aspetti). Quelle in rosso sono mie aggiunte.

Sono tutti fattori che portano ad un unico risultato: phishing, un’esca per far abboccare chi riceve il messaggio, una trappola in cui è opportuno non cadere. Cliccando sull’allegato (o su un eventuale link) per aprirlo, si attiva qualcosa di malevolo.

CESTINATELO. Sempre. Senza se e senza ma, direbbe qualcuno.

 
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Pubblicato da su 2 novembre 2015 in truffe&bufale

 

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Non esiste una (nuova) tassa per i possessori di SIM

depositphotos_13838471-SIM-and-gold-coins-illustration-design[1]

Da qualche giorno vedo in circolazione una notizia travisata che spiega come nel DDL 109/2015 sarebbe stata approvata “la nuova tassa per tutti i possessori di SIM card”, una “tassa di  possesso pari a 3,50 euro per i privati e 7 euro per titolari di partita Iva (deducibile all’80%)”.

Per essere precisi, la Legge 109/2015 è la “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 21 maggio 2015, n. 65, recante disposizioni urgenti in materia di pensioni, di ammortizzatori sociali e di garanzie TFR”. Non c’entra con le SIM card, ne’ lei ne’ alcun altro provvedimento.

Invece di perdere tempo ed energie con queste bufale, sarebbe utile pensare all’eliminazione della tassa di concessione governativa per i contratti di telefonia mobile in abbonamento. Quella esiste realmente, e realmente non ha più senso.

 
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Pubblicato da su 13 ottobre 2015 in truffe&bufale

 

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Bufala, se la conosci la eviti

Bufale varie

Le bufale esistono da prima che esistesse il world wide web, che però consente loro una propagazione più agevole, amplificata ulteriormente con l’avvento dei social network, al punto che esse entrano in circolazione, si mimetizzano tra le notizie e non vengono riconosciute.

Naturalmente per bufale intendo notizie false, senza fondamento, diffuse per scopi distanti dal fare informazione.

Ma è così difficile identificare una bufala? A volte sì, ma spesso no. Molte hanno caratteristiche ripetitive, che si ripetono di bufala in bufala. Ad esempio l’assenza delle fonti, la citazione di dichiarazioni inesistenti e non riscontrabili, l’utilizzo di termini gergali e poco attendibili. Quasi sempre trattano un argomento di forte impatto (salute, economia, politica) e toccano corde facili per catturare con immediatezza l’attenzione delle masse di lettori che – colpiti dall’argomento – contribuiscono a loro volta alla loro propagazione, condividendola quanto più possibile. Quelle verosimili sono più difficili da riconoscere, ma documentandosi si può arrivare a capire qualcosa di più.

Il problema sta nella condivisione acritica: c’è chi partecipa al passaparola semplicemente dopo aver letto un titolo ma non l’articolo, c’è chi lo legge – superficialmente o con attenzione – e poi lo condivide, e c’è chi lo diffonde aggiungendo proprie considerazioni. In moltissimi casi lo si fa ritenendo che la fonte sia attendibile e senza porsi domande. Per evitare di diventare complici inconsapevoli degli spacciatori di bufale talvolta è sufficiente porsi una prima domanda: da dove proviene ciò che sto leggendo? E’ una fonte attendibile? Cita fonti verificabili, oppure parla di qualcosa che può avere riscontri?

Ad esempio, io ho rilevato che se la notizia è vaga e racconta un aneddoto senza dettagli, quasi sempre è inattendibile. Se vi leggete “lo ha dichiarato il ministero …” oppure “lo ha reso noto l’ente…”, diventa abbastanza facile verificare (è sufficiente cercare l’argomento sul web, ad esempio sul sito web di quel ministero, o di quell’ente). Quindi, se ritenete giusto condividere una notizia perché l’argomento vi sta a cuore, è altrettanto giusto spendere qualche secondo in più per fare una prima verifica e capire se condividerla è un’azione utile alla collettività, oppure se è utile solo a chi l’ha pubblicata. Ritenete di non avere gli strumenti per verificare? Ve la faccio ancora più semplice: in un motore di ricerca, digitate la parola “bufala” seguita dal titolo della notizia roboante che state leggendo.

La bufala è sostanzialmente un amo, gettato da qualcuno che vuole solo pescare la maggior attenzione possibile. Alle spalle di questo primo obiettivo c’è il vero scopo: la ricerca della visibilità, del consenso politico, oppure del vantaggio economico (“cliccate sulle pubblicità presenti sulle mie pagine, tanto mi fanno guadagnare un tanto al click”). Abboccare all’amo significa diffondere informazioni fasulle favorendo interessi altrui, alimentati in modo ingannevole, senza ottenere alcun vantaggio reale. Vale la pena lavorare gratis per favorire altri, sacrificando la propria faccia?

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2015 in news, truffe&bufale

 

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Specchietti per allodole sprovvedute

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A volte mi chiedo se, per gli autori di questi messaggi di phishing maldestro, valga ancora la pena spedire massivamente queste esche ingannevoli con l’obiettivo fraudolento di raccogliere dati personali (da nomi e indirizzi fino agli estremi di carta di credito e/o conto corrente).

Davvero esiste qualcuno che casca in un tranello scritto in modo così approssimativo (ma soprattutto pessimamente tradotto) da far capire subito che si tratta di una truffa senza appello?

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2014 in Buono a sapersi, security, truffe&bufale

 

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Spam e phishing al tempo dei social network

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Da quando i messaggi di Facebook sono diventati a tutti gli effetti messaggi di posta elettronica (da fine 2010 chiunque può spedire messaggi a tali indirizzi), non c’è da stupirsi se nelle mailbox Facebook.com arriva spam, phishing e quant’altro rappresenti posta indesiderata.

Ricevete roba simile? Prima di cedere a qualsiasi tentazione, segnalatela.

 
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Pubblicato da su 30 settembre 2013 in news, security, social network, truffe&bufale

 

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Riassunto delle bufale precedenti

Riassunto delle BUFALE ricevute – dall’inizio del 2013 fino ad oggi – via mail, social network o sistemi di messaggistica vari. L’obiettivo di questo post è proporre un condono tombale: so benissimo che continuerò a riceverne. Ma chiudiamo almeno il capitolo di queste, che sono trite e ritrite! Naturalmente aggiornerò il post con segnalazioni di bufale che ho rimosso, più o meno consapevolmente…

Di seguito, i messaggi-bufala che si rincorrono in rete:

  • Non accettate richieste di amicizia da (nomi vari)! Stanno Cercando di accedere Alle foto dei Bambini. Copia e incolla sulla tua bacheca! URGENTISSIMO….fate girareeeeeee…Grazie fate girare e anche in fretta. Cestinatelo e seguite il buon senso: accettate amicizie da chi conoscete.
  • 1374668117742_polonord[1]Foto di un “lago” formatosi a luglio al Polo Nord che testimonierebbe il riscaldamento globale. Piccolo particolare: la foto non è stata scattata al polo, ma  a 600 km più a sud. In quella zona il ghiaccio si scioglie e si riforma continuamente. Basta controllare le webcam sul posto. Si potrà capire, inoltre, che le dimensioni del “lago” sono ben più ridotte di quanto l’effetto ottico potrebbe mostrare (e la profondità è poco più di mezzo metro).
  • In fondo ai tubetti di dentifricio c’è una barra colorata che permetterebbe di capire se si tratta di prodotti “naturali” o “chimici”. COLORIIII-900x450[1]La barra colorata esiste (non sempre), ma in realtà viene utilizzata negli impianti automatizzati di confezionamento, per capire dove tagliare e sigillare ogni tubetto.
  • Il latte invenduto confezionato nei tetra-pak potrebbe essere ritrattato (ribollito) e rimesso in vendita perché la legge lo consentirebbe, e i numeri stampati sul fondo della confezione testimonierebbero i cicli di ribollitura. latte-tetrapak[1]Peccato solo che la legge non lo consenta affatto: se lo ribollite come descrivono nella bufala, il latte cambia colore (dal giallo al marrone). I numerini stampati sul fondo? Contraddistinguono solo la bobina dell’imballaggio utilizzata per il confezionamento.
  • Video dei Vescovi che ritraggono la mano per nonstringerla al Papa (emerito) Benedetto XVI. In realtà il video in versione integrale mostra (dal minuto 5:00) il presidente tedesco che tende la mano per presentare i ministri al Papa , quindi in questo momento della presentazione formale tocca ai ministri stringere la mano al pontefice (mentre in un altro momento il Papa passa davanti ai Vescovi per presentare loro il presidente tedesco, ed è a lui che questi dovevano stringere la mano, non certo al pontefice).
 
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Pubblicato da su 5 agosto 2013 in truffe&bufale

 

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Attenzione al nuovo ransomware (mittente apparente Euronics)

EuronicsRansomware

Ho testé ricevuto via mail un messaggio con oggetto Fattura 400468976 apparentemente spedito da Euronics, con allegato un file Fattura.zip e il testo seguente, chiuso da un disclaimer molto verosimile:

Gentile Utente,

alleghiamo fattura relativa al Suo ordine.

La preghiamo di conservare tale fattura per eventuale necessità di assistenza in garanzia.

Cordiali saluti.

Il Servizio Clienti di Euronics Acquista Online

L’avete ricevuto? Ok, cestinatelo senza cedere alla tentazione di aprire l’allegato.

Ovviamente non è necessario eliminare ogni mail ricevuta in cui trovate una fattura in allegato. Ma quando ne ricevete una da un’azienda dalla quale non avete acquistato nulla, ponetevi la domanda: perché ricevo questa fattura?

In questo caso specifico, non c’è nessun errore da parte di Euronics, che è assolutamente estranea all’invio di questo tipo di mail: si tratta di un messaggio truffaldino, il cui allegato nasconde un malware, non ancora identificato da tutti gli antivirus (ma la copertura è in aggiornamento). In realtà si tratta di un trojan, più precisamente di un ransomware, ossia di un particolare software malevolo che blocca alcune funzioni del PC (o l’accesso ad alcuni file) ed esige dall’utente il pagamento di una determinata somma per ottenerne lo sblocco.

Evitate gente, evitate!

 
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Pubblicato da su 28 maggio 2013 in truffe&bufale

 

Sandy a New York: bufale e verità nelle foto sul web

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Se avete visto sul web immagini impressionanti sull’uragano Sandy mentre si abbatte su New York e sui suoi effetti, sappiate che potrebbero essere dei fake, cioè delle bufale, realizzate ad arte con fotomontaggi, o più semplicemente con immagini che riguardano luoghi ed eventi differenti accaduti in passato. Alexis C. Madrigal ne fa un piccolo (ma utile) resoconto in un articolo su The Atlantic.

È un ennesimo promemoria per ricordare a tutti di non prendere per oro colato tutte le verità che girano in rete. Le bufale sensazionalistiche sono davvero inutili, soprattutto se la realtà supera la fantasia di chi le ha concepite…

 
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Pubblicato da su 30 ottobre 2012 in media, Mondo, News da Internet, truffe&bufale

 

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Notizie contaminate da bufale

La cosiddetta “notizia” che parla di ostie allucinogene distribuite dal parroco don Achille alla Comunione durante una messa celebrata nella “Chiesa del Santo Spirito” di Campobasso ha tutti gli elementi di una discreta bufala. Uno su tutti: che quel parroco e quella chiesa non esistono.

 
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Pubblicato da su 23 febbraio 2012 in News da Internet, truffe&bufale

 

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Italia-programmi, se lo conosci lo eviti

Ha senso pagare denaro per ottenere qualcosa che già è disponibile gratuitamente? Ovviamente no. Quindi, se navigando in Internet vi siete imbattuti nel sito Italia-programmi e siete stati anche lievemente tentati di iscrivervi, ignoratelo e andate oltre senza indugi.

Si tratta di un portale che propone ai propri iscritti il download di software gratuiti. Unica condizione, appunto, l’iscrizione, che comporta la sottoscrizione di un abbonamento della durata di due anni al costo di 8 euro al mese, con pagamento anticipato della quota annuale (96 euro). Italia-programmi sta mietendo numerose vittime facendo leva sulla genuina, innocente e legittima ignoranza (intesa come mancanza di conoscenza) di coloro che non hanno molta confidenza con alcune dinamiche elementari di Internet e non conoscono, ad esempio, concetti come shareware, freeware o open source, oppure – cosa più frequente di quanto non si pensi – non comprendono la differenza tra la barra degli indirizzi di un browser e la casella di ricerca di un motore di ricerca.

Italia-programmi sembra voler raccogliere l’eredità del suo predecessore Easy Download, gestito dalla società Euro Content Ltd che – avendo operato con modalità pressoché identiche – nel 2010 fu colpita da una sanzione di 960mila euro per pratiche commerciali scorrette. Molti utenti di Italia-programmi (a cui l’Antitrust ha già intimato la sospensione dell’attività) nei mesi scorsi si sono iscritti nella convinzione di non dover pagare nulla (in effetti il sito riporta chiaramente le condizioni di iscrizioni solo dal mese di settembre) e hanno ricevuto una richiesta di pagamento dal gestore Estesa Ltd (con sede a Mahe, Repubblica delle Seychelles). Che fare? Semplice: non pagare nulla. E se avete ricevuto una lettera di sollecito che minaccia azioni legali nei vostri confronti non fatevi intimorire, non vi accadrà nulla: la Polizia di Stato sa già che si tratta di richieste indebite, come ha segnalato nel sito Commissariato di P.S. online, precisando che “è comunque in atto un’azione coordinata tra Postale, Procura e Antitrust per tutelare, nel rispettivo ambito di competenza, gli interessi di coloro che sono stati coinvolti nella vicenda”.

Chi avesse già pagato la propria quota, come vittima di una pratica commerciale scorretta ha tutto il diritto di pretendere la rescissione del contratto, scrivendo a Italia-Programmi.net a cui sarà opportuno allegare la comunicazione dell’Authority del 25 Agosto 2011. In mancanza di riscontri, volendo comunque tutelare i propri interessi, dovrà presentare alla Polizia una denuncia nei confronti della società che gestisce il sito.

AGGIORNAMENTO: La società è stata multata dall’Antitrust per 1,5 milioni di euro

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2012 in News da Internet, truffe&bufale

 

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Explorer e QI, il rapporto non esiste

HOAX

Nei giorni scorsi ha fatto letteralmente il giro del mondo la notizia di uno studio che la società AptiQuant ha dichiarato di aver condotto su 100mila internauti. Secondo tale studio, il quoziente intellettivo di chi utilizza Internet Explorer sarebbe inferiore a quello degli utenti che navigano con altri browser.

Dopo aver trovato ospitalità su innumerevoli testate, anche prestigiose, si è scoperto che si trattava di una bufala: lo studio non esiste e il sito web è stato costruito velocemente nelle scorse settimane con contenuti scopiazzati senza troppi scrupoli dal sito della francese Central Test (che era ignara di tutto e, quando ne ha avuto notizia, non l’ha presa proprio benissimo).

AptiQuant – come si legge nella homepage – è il nome di un’azienda inventata (da AtCheap.com) per lanciare una campagna, basata proprio sulla bufala, con l’obiettivo – tanto nobile quanto universalmente condiviso – di far conoscere al pubblico “le incompatibilità di IE6 e quanto stia rallentando l’innovazione” (dicono esattamente così).

Per cui ora potete smettere di utilizzare Flock o Camino, se ve li siete installati per elevarvi.

 
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Pubblicato da su 3 agosto 2011 in computer, Internet, news, News da Internet, truffe&bufale

 

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Crescono le fotobufale su Facebook e Twitter

Sul raid condotto in Pakistan, la Casa Bianca sta ancora valutando il materiale (foto, video) da rendere ufficiale. Di conseguenza, al momento, i vari tweet, le pagine su Facebook e altre fonti reperibili via web che annunciano scoop al riguardo sono falsi (anche questa è un falso).

Non chiedetevi perché lo fanno: per raccattare lettori, ultimamente pare sia sufficiente pubblicare una notizia presunta senza verificarla.

Dimenticavo la cosa forse più importante da segnalare: non lasciatevi incuriosire dalle presunte condivisioni di video su Facebook, sono foriere di virus. La notizia della morte del nemico pubblico numero uno ha scatenato la fantasia di qualche smanettone che ha pensato bene di diffondere un malware che prende di mira Facebook e la sua chat. Gli utenti del social network colpiti dal malware non si renderanno conto di nulla, mentre la loro rubrica di contatti verrà passata al setaccio e utilizzata per distribuire mail che segnalano il video. Contemporaneamente, sulla bacheca Facebook compariranno status update che linkano allo stesso video.

Ergo, non cliccate sui link a quel video (che non esiste( che potrebbero comparirvi nella bacheca Facebook o via mail, anche se provenienti da mittenti conosciuti. Cancellate e passate oltre.

 
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Pubblicato da su 4 maggio 2011 in (dis)informazione, Buono a sapersi, Internet, news, News da Internet, truffe&bufale

 

Credibile come una moneta da quattro euro

Non sia mai detto che non vi rendo partecipi delle mie fortune:

In una mail ricevuta oggi (cliccandoci sopra potete vederla in dimensioni leggibili), il sedicente signor Eric Cheung, a me sconosciuto, apostrofandomi con irritante confidenza si qualifica come direttore di una banca di Hong Kong e mi butta lì l’allettante proposta di condividere una transazione d’affari di 15,5 milioni di dollari.

Ovviamente è phishing e l’oggetto del messaggio è una truffa (senza se e senza ma, come direbbe qualcuno), per cui se ricevete messaggi simili potete cestinare senza pietà. Se però Moreno Morello fosse interessato a proseguire la trattativa per un’indagine (con la prospettiva di una nuova corsetta), resto a disposizione 😉

 
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Pubblicato da su 9 marzo 2011 in Buono a sapersi, Life, Mondo, truffe&bufale

 
 
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