RSS

Wolfram|Alpha, pronto a stupire

Ho provato ad avventurarmi un po’ in Wolfram|Alpha, il motore computazionale semantico che interpreta le domande poste da un utente e propone risposte mirate, basando le proprie elaborazioni su ricerche in Internet e su database privati.

wolfram

Mi sono trovato di fronte a una stupefacente capacità di aggregare e fornire informazioni come nessun altro servizio web può fare (ne’ un motore di ricerca come Google, ne’ una risorsa come Wikipedia, quantomeno nell’approccio). Esistono, come sottolinea Paolo, dei vincoli dovuti alle fonti da cui vengono attinti i dati, ma sono convinto che nei prossimi tempi attirerà sempre più utenti, la sua capacità di elaborazione crescerà e assumerà un ruolo da protagonista della Rete (problemi di copyright delle fonti permettendo).

Le domande a cui WA è in grado di rispondere (al momento io ho provato solo ad esprimermi in inglese perché purtroppo al momento è l’unica lingua supportata) sono molte: volete sapere le previsioni del tempo per il prossimo weekend a Venezia? Provate a scrivere “weather venice next weekend” (potete chiedere la stessa informazione per altre località nel mondo) e lui ve le fornirà. Vi serve conoscere la lunghezza del Golden Gate? Scrivete length golden gate bridge e lui risponderà (esprimendola in varie unità di misura). WA vi saprà dire anche, ad esempio, quando sarà Pasqua nel 2010 o nel 2100. Opportunità non trascurabile, è possibile avere in formato PDF la scheda relativa alla risposta ottenuta.

Provatelo anche voi, sbizzarrendovi con le vostre curiosità… Per adesso può essere preso come un gioco, ma presto potrebbe diventare una preziosa fonte di informazione e conoscenza. Teniamolo sott’occhio e, intanto, vediamo cosa c’è dietro:

 
3 commenti

Pubblicato da su 21 Maggio 2009 in Buono a sapersi, Internet, media, Mondo, news

 

Google pedala e cammina

La GoogleCar, quella strana auto che gira per le strade con un’apparecchiatura fotografica montata sul tetto per immortalare il mondo e riproporlo su StreetView, non può andare dappertutto: in Vicolo Stretto, come in tutti i passaggi stradali interdetti al traffico automobilistico, non può passare. Per questo motivo, oltre che per le numerose lamentele ricevute per l’eccessiva altezza delle fotocamere (possono violare la privacy altrui) Google ha trovato una soluzione: un poco vistoso triciclo per adulti.

Ma c’è una soluzione per i percorsi che si rivelano difficili anche per le tre ruote, che taglia la testa al toro (e a ogni GoogleVehicle): Mantellini (via Matteo Bordone su FF), segnala l’avvistamento di un GooglePawn a Venezia, dove mi sarei aspettato un GoogleFerry

 
Commenti disabilitati su Google pedala e cammina

Pubblicato da su 19 Maggio 2009 in Internet, media, Mondo, news

 

Google News, Beta nell’anima

Google News non è più Beta: la precaria indicazione, come segnala il New Blog Times, è scomparsa dall’intestazione delle varie edizioni internazionali del sito, la cui livrea si allinea alle altre edizioni che già erano definitive. L’etichetta rimane per alcune versioni (ad esempio cinese e coreana).

Qualche imperfezione, però è rimasta: che ci fanno certe notizie nella sezione Spettacolo?

GnewsNoBeta

 
2 commenti

Pubblicato da su 14 Maggio 2009 in Internet, news

 

Approvata la dottrina Sarkozy

E’ alquanto dirompente l’impatto generato in Rete dall’approvazione della dottrina Sarkozy, prossima a diventare legge dello stato francese. Accantonando i titoli convenzionali delle news (del tipo “La Francia dichiara guerra ai pirati informatici” o “Internet, approvata la legge anti-pirateria in Francia”), in Internet c’è un variegato arcobaleno di commenti di esperti e utenti che esprimono speciale apprezzamento verso il provvedimento e chi l’ha voluto:

In breve il provvedimento, se mai sarà applicato, consentirà ad un’Authority amministrativa (HADOPI) di disporre il distacco della connessione Internet (fino a un anno) agli utenti che saranno identificati come colpevoli di atti di pirateria attuati attraverso download illeciti di materiale protetto da copyright, secondo l’iter dei three strikes (al primo rilievo di un download ritenuto illecito, l’utente viene ammonito via e-mail; al secondo rilievo riceve una raccomandata; al terzo rilievo gli viene distaccata la connessione, ma dovrà continuare a pagarne i canoni fino alla scadenza naturale dell’abbonamento sottoscritto con il provider).

L’applicazione di questa legge impone la realizzazione di un’imponente struttura di controllo della Rete, in grado di fare una radiografia di ogni scambio di comunicazione intercorrente tra tutti gli utenti. Un simile sistema comporta però costi estremamente elevati e per la sua complessità qualcuno ha espresso dubbi sulla reale possibilità di implementare questo Grand Frère. Il presidente della “Commissione per la liberazione della crescita, l’economista Jacques Attali, ha definito la legge inapplicabile e assurda:

 
Commenti disabilitati su Approvata la dottrina Sarkozy

Pubblicato da su 14 Maggio 2009 in news

 

Message in a Shuttle

Intorno alla missione STS-125 dello Space Shuttle Atlantis si è venuta a creare, a mio parere, un’atmosfera particolarmente coinvolgente, soprattutto per chi si interessa di tecnologia e di cultura digitale. Non so se sia merito di iniziative come la diretta streaming o il thread live realizzati da Forumastronautico.it (bravi!), ma questa missione sembra trovare nelle nuove forme di comunicazione un nuovo veicolo di interesse.

Non dimentichiamo inoltre che l’astronauta Mike Massimino si è aggiudicato un primato non trascurabile, il primo messaggino via Twitter inviato dallo spazio (verificabile dal suo account):

“Dall’orbita: il lancio è stato perfetto! Mi sento benissimo, lavoro duramente, e sto godendo di una magnifica vista, l’avventura di una vita è iniziata!

 
2 commenti

Pubblicato da su 13 Maggio 2009 in Internet, media, Mondo, news, tecnologia, TLC

 

Divieto d’accesso a Facebook: un rimedio contro i “fannulloni”?

Leggendo le news di questi giorni e il commento di Massimo Mantellini sul divieto di accesso a Facebook per i dipendenti di alcune Pubbliche Amministrazioni (ultimo in ordine di tempo in Friuli Venezia-Giulia), si potrebbe pensare ad un aumento del potere della lobby dei distributori automatici di bevande.

 
Commenti disabilitati su Divieto d’accesso a Facebook: un rimedio contro i “fannulloni”?

Pubblicato da su 11 Maggio 2009 in news

 

Sempre caro mi fu questo Android

android-logosvgIl signor Erich Specht, che nel 2002 ha registrato i marchi legati ai nomi di due soluzioni di content management e di e-commerce, Android Dungeon e Android Data Corp, ha pensato bene di sfruttare la situazione aprendo un’azione legale per rivendicare la paternità del nome Android e l’esclusiva sui diritti di utilizzo, contro Google, la Open Handset Alliance e altre 45 aziende che utilizzano lo stesso nome.

Google, nel 2007, ha presentato regolare domanda per acquisire i diritti di utilizzo del nome Android per il sistema operativo per dispositivi mobili che stava sviluppando. Il 14 febbraio del 2008, il PTO (Patent and Trademark Office, ossia l’ufficio brevetti) l’ha rigettata, rilevando che poteva generare confusione con un marchio già registrato in precedenza, Android Data. Nonostante questo, il 2 aprile 2008 il colosso di Mountain View ha presentato il sistema operativo per dispositivi mobili, battezzato con il nome incriminato, sulle cui possibilità di utilizzo l’ufficio brevetti si è espresso con un nuovo e definitivo rifiuto il 20 agosto 2008.

I nomi registrati nel 2002 non sarebbero più utilizzati, ma il signor Specht avrebbe presentato presso l’ufficio brevetti un documento con cui dichiara di aver continuato e continuare ad usarli. La battaglia legale ha quindi come oggetto un nome presuntamente utilizzato da un legittimo titolare precedente, che ora – stando a quanto riferisce Forbes –  chiede la somma di 94 milioni di dollari a titolo di risarcimento danni per l’utilizzo indebito del proprio marchio.

Chissà come andrà a finire… Meno male che la querelle sul nome Android rimane chiusa nel mondo dell’informatica, altrimenti ci potrebbero essere altre rivendicazioni (senza andare a scomodare Sant’Alberto Magno, accreditato come primo utilizzatore nel 1270).

 
1 Commento

Pubblicato da su 6 Maggio 2009 in Mondo, news

 

Zambardino VS Zuckerberg

Stamattina Vittorio Zambardino, nel proprio blog, in un post intitolato “Oggi denuncio Facebook” ha raccontato l’improvvisa disabilitazione del suo account sul popolare social network avvenuta il primo maggio, per motivi a lui sconosciuti.

Cos’è successo? Nulla di nuovo, purtroppo, non sono che uno dei tanti cui Facebook ha cancellato l’account senza alcun “warning” o avviso preventivo: centinaia di messaggi personali, decine di testi e foto, 859 contatti. Il tutto senza dare spiegazioni, senza dirmi il motivo del provvedimento. Ho perciò deciso di fare di questa vicenda il terreno di una battaglia non personale ma di diritto. Non si tratta di riavere indietro le mie poche carabattole digitali.

E’ una questione di trasparenza e di legalità negate.

Nulla di nuovo, scrive Zambardino: ha ragione, è accaduto a molte persone, persino al mitico Robert Scoble. Non conosco i motivi per cui lo staff di Facebook abbia disabilitato il suo account, ma senz’altro Zambardino – che stasera se lo è visto riabilitare (cosa ottenuta anche da Scoble) – ha diritto ad una spiegazione su quanto realmente è accaduto e da Facebook hanno il dovere di dargliela. Il fatto che si tratti di un servizio gratuito e che esistano delle specifiche condizioni di utilizzo sottoscritte da ogni utente è rilevante solo fino ad un certo punto: ad ogni account corrisponde un’identità a cui, con il passare del tempo, si legano altre identità, con collegamenti ad informazioni personali – sotto forma di testi o immagini – che la legge tutela a prescindere da ogni licenza. Ogni iscritto può pretendere di conoscere che tipo di dati personali vengono utilizzati e come sono trattati, ma anche di chiederne la cancellazione. Non dimentichiamo che i dati sono degli utenti, non di Facebook.

La vicenda ha avuto risonanza in alcuni blog e in alcuni commenti ho letto pareri critici sulla questione, da quelli di chi ha ricordato che Facebook è gratuito per cui non ci si può lamentare a quelli che dicono che in casi come questi è inutile fare del vittimismo e che un giornalista dovrebbe occuparsi di questioni più importanti. Perché, i dati personali e l’identità digitale non sono questioni importanti?

 
1 Commento

Pubblicato da su 4 Maggio 2009 in Internet, Mondo, news

 

Good news: abrogato l’emendamento D’Alia

Buone nuove dal Parlamento: il contestatissimo emendamento D’Alia è stato abrogato.

 
1 Commento

Pubblicato da su 29 aprile 2009 in Internet, Mondo, news

 

Si allunga la vita del diritto d’autore

Come scrive Gaia su Punto Informatico, il Parlamento Europeo ha votato a favore dell’estensione a 70 anni della durata del diritto d’autore, dai precedenti 50 anni:

gli attuali 50 anni di tutela e di raccolta delle royalty non permetterebbero ai canuti artisti e ai loro eredi di godere dei frutti dell’estro artistico che li animava in passato. Balere e nostalgici dovrebbero continuare a sfamarli, a garantire loro un sereno invecchiare. Si tratterebbe in primo luogo di una questione di caratura morale. McCreevy proponeva un sostanziale raddoppio della durata della raccolta delle royalty, da 50 anni a 95 anni di tutela a partire dalla pubblicazione.

Non ho ancora le idee chiare su come questa novità possa essere recepita in Italia, ne’ se possa riguardare anche opere per cui il diritto d’autore si è appena estinto, ma sarei curioso di sapere – tanto per fare un esempio non trascurabile – se questa estensione consentirà agli eredi di Modugno (e a Franco Migliacci) di chiedere le royalties sull’esecuzione di Nel blu dipinto di blu (Volare) per altri vent’anni.

 
Commenti disabilitati su Si allunga la vita del diritto d’autore

Pubblicato da su 24 aprile 2009 in Mondo, news

 

Google va verso il social networking?

Così pare, vista l’introduzione dei nuovi e più ricchi profili utente (nuove forme di identità elettronica) che consentono la condivisione di dati personali e contenuti pubblicati con altri iscritti. Somiglia un po’ a Facebook e ad altri servizi analoghi, anche se per Google questo sembra essere uno strumento in più per veicolare i propri utenti verso specifiche inserzioni di AdSense.

Del resto, la pubblicità è l’anima del commercio, e per Google il commercio e la pubblicità sono business.

 
1 Commento

Pubblicato da su 22 aprile 2009 in Inchieste, media, Mondo, news

 

Al buio di un polmone

Da qualche giorno circola in rete, diffusa dalle agenzie di stampa, la notizia di un abete di cinque centimetri rimosso dal polmone di un uomo russo di 28 anni.

Il giovane era stato sottoposto ad intervento chirurgico perché gli era stato diagnosticato un tumore maligno, che si è poi scoperto essere una piccola conifera, un abete rosso. I medici pensano che l’uomo possa aver inalato un seme, che sarebbe poi germogliato nel polmone.

Come questo fenomeno sia stato possibile non è dato saperlo. Non ho la competenza per affermare che si tratti di una bufala, ma ho qualche motivo – credo legittimo – di dubitare della notizia. Ne cito solo un paio:

  1. è vero che l’abete rosso resiste a bassissime temperature, ma a scuola mi hanno insegnato che una pianta come quella ha bisogno di luce per la fotosintesi clorofilliana e in un polmone c’è buio
  2. siamo in aprile e la notizia potrebbe essere in circolazione da 17 giorni

UPDATE

Poteva mancare un contributo scientifico? No. Ecco quello offerto da Paolo Attivissimo, che oltre a segnalare una trascrizione del 14 aprile che già riporta il parere categorico di un’esperta di botanica che definisce impossibile l’evento, aggiunge:

Per fortuna in questo panorama di giornalismo poco cauto spicca la canadese CBC News, che fa la cosa più logica: consulta gli esperti e scopre come stanno davvero le cose. Non solo i botanici confermano che un abete non può crescere in quel modo dentro un polmone umano, ma il radiologo contattato dalla CBC News nota che la radiografia mostra un abete ben più grande di quello mostrato nella foto e soprattutto nota che la spalla, nella radiografia, ha una zona di accrescimento nella spalla che non si è fusa e quindi appartiene a un paziente pediatrico, non a un ventottenne.

Dopo questi indizi, la CBC cala l’asso: la notizia è stata pubblicata dai giornali russi nel giorno che, nel calendario giuliano in uso in quelle regioni, corrisponde al primo d’aprile nel calendario gregoriano (quello usato in Occidente), come indicato qui. Sarà un caso?

 
1 Commento

Pubblicato da su 17 aprile 2009 in Internet, media, Mondo, news

 

Analogical Guru

Leggo da Aghost un nuovo esempio di malatelevisione:

Per caso sono incappato nel programma “Insieme sul Due” di Rai2, rotocalco quotidiano sui “temi caldi affrontati ogni giorno dalle famiglie italiane e l’incontro con la grande attualità e l’informazione” condotto da Milo Infante.

Mi sono fermato ad ascoltare perché si parlava di internet. Dopo pochi secondi si è capito subito il taglio del prato: “Internet è aberrante, Facebook tremendo perché è un sorrogato della realtà che viene sostituito dal virtuale…” e via con altre facezie simili.

Chi proclamava, con ammirevole sicumera, queste trite e ritrite stupidaggini? Sempre i soliti zombie del cimiteriale teatrino televisivo: Alba Parietti più siliconata che mai (è detta anche “Silicon Valley”), Francesco Alberoni noto più per il suo celebre riporto che per le “alberonate” scritte nei libri, la direttrice di scemenze “Diva e donna” Silvana Giacobini e l’attore (?) ormai arruolato carabiniere Andrea Roncato. Il programma, e non poteva essere diversamente, è un programma dell’ineffabile Michele Guardì.

Ora, che siano costoro, che sopravvivono solo grazie al canone obbligatorio, a fare la predica delle presunte aberrazioni di internet, è davvero grottesco. Proprio loro, che abitano da sempre nel teatrino virtuale televisivo, degli zombi che stanno insieme col silicone e che non potrebbero concepire, tra una pietosa ospitata e l’altra, null’altra esistenza al di fuori del tubo catodico, vengono a descriverci le aberrazioni di internet? Essù, un minimo di pudore no?

Meno male che non ho visto la trasmissione. Per superficialità di contenuti ed esperienza dei contributi, mi ricorda una puntata di Porta a Porta di un anno fa.

Un solo pensiero: Barack Obama, con il suo staff, ha organizzato una campagna elettorale di successo sfruttando i nuovi strumenti di comunicazione offerti da Internet per raccogliere ciò che la popolazione aveva da dire, e ancora adesso mostra di riconoscere la fondamentale importanza della Rete. Mi è già capitato in altre occasioni di considerare che Il mondo corre e l’Italia sta a guardare e quanto riferito da Aghost in ordine alla trasmissione da lui citata dimostra per l’ennesima volta che – ahimé – c’è una diffusa ignoranza sul tema.

Detto questo, voi come definireste una persona che ha un sito web (proprio, o strettamente legato alla propria attività professionale) e va in TV ad affermare “Internet è aberrante”?

 
Commenti disabilitati su Analogical Guru

Pubblicato da su 16 aprile 2009 in (dis)informazione, media

 

Serena Pasqua a tutti

resurrezione_fraangelico

In questo periodo non può essere buona per tutti, ma a tutti auguro una Pasqua serena.

 
Commenti disabilitati su Serena Pasqua a tutti

Pubblicato da su 11 aprile 2009 in Mondo

 

Giornalismo d’accatto

Cattiva Maestra segnala un servizio trasmesso da Matrix piuttosto imbarazzante. Per una trasmissione giornalistica.

 
Commenti disabilitati su Giornalismo d’accatto

Pubblicato da su 10 aprile 2009 in news