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Spiragli sull’obbligo di rettifica

05 Lug

Alcune settimane fa, alla Camera, è stata approvata – in seno al “DDL intercettazioni” – una norma che estende a tutti i “siti informatici” l’obbligo di rettifica previsto per l’editoria. In seguito a questa iniziativa è nata l’idea della giornata di silenzio dei blog.

A quanto si apprende dall’onorevole Antonio Palmieri, però, sembra esserci qualche novità interessante: in collaborazione con Marco Camisani Calzolari e Stefano Quintarelli, l’on. Palmieri ha contattato il senatore Lucio Malan, che ha condiviso e accettato l’idea di presentare un ordine del giorno che renda chiara la reale interpretazione del testo di legge, per chiarire che laddove è stato scritto “siti informatici” si deve intendere che l’oggetto dell’argomento sono i “giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5”, che è in pratica il risultato a cui si è giunti con il wiki aperto allo scopo di rendere meno vincolante il provvedimento.

Ora, fatto salvo il principio che chi pubblica un contenuto deve attenersi alla realtà e non divulgare informazioni non vere, se questa soluzione fosse sufficiente a ridare serenità alla Rete, dovremmo solo auspicare che a blog e siti amatoriali non venga esteso l’obbligo di registrazione 😉

Il problema, però, non si esaurisce qui. Guido Scorza ci ricorda:

Un ordine del giorno parlamentare (qui la ermetica spiegazione contenuta sul sito del Senato) non è altro – ed è bene sottolinearlo – che un atto di indirizzo parlamentare attraverso il quale i rappresentanti del potere legislativo indicano al potere esecutivo (Governo) la propria volontà che una determinata norma di legge venga interpretata in un certo modo. E’ noto, tuttavia, che le leggi le applicano i giudici e che questi ultimi – per fortuna – non sono, almeno per il momento, soggetti al Governo.

Il che significa che l’ordine del giorno, nei fatti, non impedirebbe comunque ad un giudice di imporre, al gestore di un blog o sito web “incriminato”, l’obbligo di rettifica previsto dal provvedimento.

La dimostrazione di buona volontà, data dall’ordine del giorno parlamentare, è un buon segnale. Ma sarebbe più efficace e sicura la strada dell’emendamento. Magari con il supporto dei membri del gruppo parlamentare Intergruppo 2.0, che si dichiarano consapevoli di una grande verità: “prima di legiferare bisogna capire e dialogare”.

 
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Pubblicato da su 5 luglio 2009 in Blogosfera, Internet, Mondo, news

 

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