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Informazioni su db

Tecnico informatico, sono stato consulente aziendale per la gestione dei sistemi informativi e di telecomunicazioni e ho lavorato in realtà di ogni dimensione (dalle PMI alle multinazionali). Attualmente mi occupo dei sistemi informativi e di telecomunicazioni di un gruppo industriale. Oltre alla mia attività professionale, collaboro con varie testate e siti di informazione tecnologica. Computerworld e Punto Informatico sono le testate specialistiche con cui in passato ho collaborato molto frequentemente, mentre ora mi occupo sempre di tematiche tecnologiche per The New Blog Times, il primo blornale italiano dedicato a tecnologia e scienza, e per il Corriere delle Comunicazioni in relazione all'iniziativa AgendaDigitale.eu. Collaboro con RCI Radio.

Da Google, Sony e Intel nasce GoogleTV

Le mire espansionistiche di Google non conoscono confini e spingono gli interessi di business della profittevole raccolta pubblicitaria anche all’intrattenimento televisivo. D’altro canto, nonostante oggi sia possibile vedere la TV su vari dispositivi (dal PC allo smartphone), nulla batte la godibilità di uno schermo di dimensioni ragionevoli da godersi comodamente seduti.

Da questi interessi nasce la GoogleTV, un dispositivo HD prodotto dall’alleato Sony dotato di una CPU Atom di Intel (fa parte della stessa famiglia di processori che equipaggia i netbook) e un bel lettore per DVD e Blu-ray Disc. L’utente troverà a bordo il sistema operativo Android e il browser Chrome per accedere ad Internet e ovviamente ad Android Market, ricco di app, giochi e – verosimilmente – contenuti fruibili mediante il nuovo device.

 
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Pubblicato da su 21 Maggio 2010 in Internet, Life, media, Mondo, news, tecnologia, Tv & WebTV

 

Waterworld Revenge

Ai tempi di Waterworld, nel budget del film erano stati inclusi anche i costi per lo sviluppo e la realizzazione di un impianto per la depurazione dell’acqua marina. Kevin Costner, che fin da qull’epoca aveva contribuito a finanziare il team di ricercatori guidati dal fratello Dan entrando nella Ocean Therapy Solutions. Ora BP ha deciso di di utilizzare sei di quelle speciali centrifughe nel tentativo di porre parziale rimedio al disastro ambientale del Golfo del Messico.

 
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Pubblicato da su 20 Maggio 2010 in Life, Mondo, news, tecnologia

 

Street View e privacy, il Garante indaga

Prima conseguenza italica dell’inconsapevole raccolta di dati effettuata da Google dalle reti WiFi aperte, dal comunicato stampa del Garante della Privacy:

Google: Garante Privacy avvia istruttoria su Street View

[…] Il procedimento dell’Autorita’ e’ stato aperto in merito alla raccolta effettuata dalla societa’ sul territorio italiano e che, secondo quanto ammesso dalla stessa Google Italia, ha riguardato, oltre che immagini, anche dati relativi alla presenza di reti wireless e di apparati di rete radiomobile, nonche’ frammenti di comunicazioni elettroniche, eventualmente trasmesse dagli utenti su reti wireless non protette. Riguardo a quest’ultima tipologia di dati, l’Autorita’ ha invitato la societa’ a sospendere qualsiasi trattamento fino a diversa direttiva dello stesso Garante.

Bene. Però Mi da l’impressione che potrebbe trattarsi della classica bolla di sapone, perché…

Con particolare riferimento a tutti i dati eventualmente “captati” dalle “Google cars”, la società dovrà comunicare al Garante la data di inizio della raccolta delle informazioni, per quali finalità e con quali modalità essa è stata realizzata, per quanto tempo e in quali banche dati queste informazioni sono conservate.

Non vedo problemi per le finalità ufficiali che Google dovrà dichiarare (non c’era finalità, ha dichiarato che si è trattato di un errore), ne’ per i tempi e per le banche dati in cui i dati sono stati conservati e (come Google ha assicurato) segregati.  Però…

Google dovrà chiarire, inoltre, l’eventuale impiego di apparecchiature o software “ad hoc” per la raccolta di dati sulle reti WiFi e sugli apparati di telefonia mobile. La società dovrà comunicare, infine, se i dati raccolti siano accessibili a terzi e con quali modalità, o se siano stati ceduti.

Perché le auto dotate di impianto fotografico panoramico e di apparati wireless erano in grado di raccogliere i dati in transito sulle reti WiFi aperte che si trovavano nel loro raggio d’azione? Non avrebbero dovuto limitarsi ad interfacciarsi con dispositivi Google dedicati al servizio?

 
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Pubblicato da su 19 Maggio 2010 in Internet, news, privacy, security

 

Attivate? Richieste? Certificate?

Nella homepage del sito postacertificata.gov.it – dati aggiornati ad oggi, ore 9.30 – sono state dichiarate 63.373 caselle di Posta Certificata attivate, su un totale di 204.856 richieste. Nel blog del ministro Renato Brunetta – in un post pubblicato alle 9.42 di oggi – si legge invece: “sono 197.412 le caselle di Posta elettronica certificata (Pec) attivate dai cittadini fino ad oggi”.

Soprassedendo sul fatto che non si tratta precisamente di una casella PEC – come spiegato qui – ma volendo comunque ricevere una notizia attendibile da fonte autorevole, quale dobbiamo prendere?

 
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Pubblicato da su 18 Maggio 2010 in Mondo, news

 

ZombieTV

La città in cui vivo è annoverata tra i comuni lombardi in cui oggi – entro le 10.00 – Rai2 e Rete4 sarebbero dovuti passare definitivamente al digitale terrestre. Questo, almeno, è quanto mi risulta.

Per quale motivo stasera, a casa mia, vedo ancora benissimo entrambi i canali con segnale analogico?

 
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Pubblicato da su 18 Maggio 2010 in media, news, tecnologia

 

Táonews

La conferma che l’Apple MacBook sta per essere aggiornato arriva ancora una volta dal Vietnam, con uno scoop che proviene dal forum Tinhte, lo stesso su cui è comparso l’iPhone 4G qualche giorno fa.

 
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Pubblicato da su 17 Maggio 2010 in computer, Internet, Mondo, news

 

Street View: volti, targhe, reti WiFi

Negli ultimi anni, il nome di Street View – il servizio panoramico di Google Maps – è stato spesso legato, non a torto, a problemi di privacy. Ne sa qualcosa chi ha visto in Internet i dettagli di casa propria, e chi – osservando le foto in rete – si è addirittura riconosciuto. Il servizio si è guadagnato l’attenzione anche di alcune istituzioni, come la Swiss Federal Data Protection and Information Commission, che si era opposta all’accesso delle auto di Google alle strade elvetiche, motivando la propria contrarietà con problematiche di riservatezza per la facile identificabilità di volti e targhe di automobili.

In definitiva, molti si erano accorti dei rischi legati all’indiscrezione di Street View. Ma non tutti sapevano che la curiosità di Google si spingeva oltre:

Street View memorizza dati wi-fi aperte . ANSA

Il servizio di Google Street View ha raccolto ‘per errore’, per 3 anni, mail, password e altre informazioni scambiate su reti Wi-Fi aperte. Lo ammette il colosso del web, spiegando come il servizio che offre mappe fotografiche navigabili abbia carpito tramite le Google Street View Car questi dati, in totale circa 600 gigabytes, pero’ ‘mai stati utilizzati in nessuno dei prodotti di Google’. L’azienda californiana intende cancellarli e assicura di non avere memorizzato dati di reti protette.

Bellissima questa precisazione letta in una news Reuters:

L’azienda ha detto di essere in contatto con le autorità di regolamentazione di diversi importanti Paesi tra i quali Stati Uniti, Germania, Francia, Brasile e Hong Kong in Cina, per stabilire come disfarsi di questi dati, che Google dice di non aver mai usato.

Le dichiarazioni ufficiali non permettono di capire se l’interruzione delle intercettazioni sia avvenuta in seguito allo stop da parte di un’autorità che si è accorta della reiterata violazione o per un ravvedimento operoso (per il quale sarebbe da riconoscere la trasparenza di Google per aver ammesso l’errore).

 
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Pubblicato da su 17 Maggio 2010 in Internet, news, privacy

 

La privacy diminuisce, Facebook rallenta

Le continue evoluzioni del sistema e la disinvoltura con cui Facebook tratta il tema della privacy dei propri utenti iniziano a stufaresecondo Danny Sullivan di Search Engine Land la crescita sta rallentando e la partecipazione degli utenti sta diminuendo.

 
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Pubblicato da su 14 Maggio 2010 in Internet, news, privacy, social network

 

Non solo peerateria

Tra i tantissimi esempi di impiego professionalmente utile del peer-to-peer, eccone uno fresco fresco: oggi non riuscivo a collegarmi in remoto con un PC di un’altra sede collegata ad Internet, a cui – normalmente – riesco ad accedere da una normale VPN. Dopo alcuni tentativi di bypassare il problema, grazie ad un amico ho provato con successo Hamachi, un sistema per creare una VPN gestita centralmente, e ho risolto il problema.

Il requisito da soddisfare è che i due PC da collegare devono essere connessi a Internet, Hamachi (installato su entrambe le macchine) permette di instaurare un collegamento diretto anche in presenza di NAT. Grazie ad esso è possibile controllare un PC da remoto e condividere dati e risorse (come le stampanti), attraverso un traffico peer-to-peer cifrato (la sicurezza del collegamento è data dal fatto che, una volta stabilito il collegamento, la comunicazione tra i client è diretta e sul server non transitano altri dati).

Giudizio critico: consigliato, da provare.

 
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Pubblicato da su 14 Maggio 2010 in Internet, news, security, tecnologia

 

iMushrooms

La storia dell‘iPhone 4G misteriosamente sfuggito ad Apple in aprile (con lo scoop di Gizmodo, il furto seguito dal pagamento di una sorta di riscatto, il nebuloso episodio dello smarrimento in una birreria, la lettera di Apple che sottintendeva la conferma che si trattasse davvero di un prototipo), mi aveva indotto a ipotizzare che tutto potesse essere frutto di un’operazione di comunicazione e di marketing, perché sulla disattenzione dell’azienda di Steve Jobs nutrivo alcuni dubbi.

Ora che l’apparecchio è misteriosamente ricomparso due volte – una in Vietnam, nelle foto pubblicate da un forum e ampiamente riproposte in rete, e una in un video in cui viene smontato da Smartphonemedic – ho qualche dubbio in più. Anche stavolta l’hype aumenta e non è un caso che la Worldwide Developer Conference 2010 sia sempre più vicina: per l’inizio giugno, in occasione dell’evento che sarà ospitato al Moscone Center di San Francisco, si prevedono novità. Come il nuovo sistema operativo iPhone OS 4.0, verosimilmente presentato sull’ultimo modello dello smarphone Apple. Che potrebbe chiamarsi iPhone 4G, o iPhone HD.

 
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Pubblicato da su 13 Maggio 2010 in Internet, media, Mondo, news

 

Divergenza fisso-mobile in Vaticano

Due notizie dal Vaticano in tema di telecomunicazioni.

La prima riguarda la connettività:

Tlc: accordo Telecom-Vaticano – Mondo – ANSA.it.

(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 11 MAG -Un accordo di tre anni, rinnovabile per i successivi 5,lega da oggi la Telecom e la Citta’ del Vaticano in un’opera imponente. La realizzazione di oltre 400 chilometri di collegamenti in fibra ottica ad alta velocita’ tra il piccolo Stato e le sue sedi extraterritoriali, incluse le Ville pontificie di Castel Gandolfo e la stazione radio di Santa Maria di Galeria, in provincia di Roma. L’intesa – informa un comunicato congiunto- e’ stata firmata questa mattina in Vaticano.

La seconda riguarda la telefonia mobile:

TLC: Vaticano passa a Vodafone per gestione mobile
(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 11 MAG – Il Vaticano si appresta a cambiare gestore per la telefonia mobile, passando da Telecom a Vodafone. Lo hanno anticipato fonti vaticane, precisando che il relativo accordo sarà firmato tra pochi giorni, il 14 maggio e che la telefonia fissa resterà comunque alla Telecom. La Vodafone si è aggiudicata una regolare gara. Finora la Santa Sede il Governatorato aveva un unico contratto con Telecom per la gestione di tutta la telefonia e, proprio questa mattina, ha stretto con Telecom un nuovo accordo per la realizzazione di una nuova rete di comunicazione integrata in fibra ottica.

Telecom Italia compensa quindi la perdita del mercato della telefonia mobile (in crescita, anche in Vaticano), con l’opera imponente che porta la fibra nel piccolo Stato e che, come sottolinea Stefano, vale lo 0,000011% della rete in rame esistente.

 
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Pubblicato da su 12 Maggio 2010 in Internet, news, tecnologia

 

Sgomitate nel mercato

La notizia dell’avvenuto sorpasso di Android su iPhone OS deriva dai risultati di una ricerca condotta da NPD Group sui dati di vendita USA degli smartphone nel primo trimestre del 2010, in cui BlackBerry OS di RIM – ancora in cima alla classifica – ha visto comparire alle proprie spalle il sistema operativo made-by-Google, che ha rimesso in terza posizione quello che equipaggia i touch-phone di Apple.

L’azienda di Steve Jobs rivendica però la propria leadership e la vuole vedere riconosciuta: per bocca della portavoce Natalie Harrison ha infatti dichiarato che la ricerca NPD avrebbe molti limiti, nel ristretto campione intervistato, che non terrebbe conto degli 85 milioni di utenti di iPhone e iPod touch (su cui gira appunto l’iPhone OS), della crescita sul mercato mondiale e ancora bla bla bla.

A parte il fatto che la ricerca NPD parla di sistemi operativi degli smartphone e l’iPod Touch è un lettore multimediale, si tratta di un’analisi condotta su un mercato eterogeneo: Apple vi prende parte con il suo iPhone, venduto negli USA in soli due modelli, vincolati – per scelta – alla rete AT&T; RIM è un produttore come Apple, che però ha in circolazione vari modelli di BlackBerry, collegati a più reti di telefonia mobile; Android gira sugli smartphone di vari produttori, operativi anch’essi su più reti mobili.

Volendo ritenere attendibili i dati NPD, alla fine – sul mercato degli smartphone – il “sorpasso” a livello di sistemi operativi potrebbe effettivamente essersi verificato. E’ però curioso che Apple si preoccupi solo ora di lamentarsi pubblicamente dell’attendibilità di una ricerca che viene aggiornata ogni trimestre: dopo i risultati dell’anno scorso non ho visto così tanti puntini sulle i. Forse ciò che le brucia di più è trovarsi alle spalle di Android, benché ciò non rappresenti affatto una debacle, visti i buoni risultati di vendita dei prodotti Apple.

 
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Pubblicato da su 12 Maggio 2010 in Life, Mondo, news, telefonia

 

Ehm, scusate… c’è un tecnico in rete?

Per adesso i costi sostenuti per tentare di arrestare la catastrofe della piattaforma di BP hanno raggiunto quota 350 milioni di dollari. E dal momento che finora non è stato possibile adottare alcuna soluzione efficace, la compagnia petrolifera ha deciso di raccogliere idee via Internet attraverso il sito deepwaterhorizonresponse.com.

L’immagine riportata qui sopra è stata scattata dalla ISS. Una photo-gallery sugli sviluppi del disastro è stata pubblicata dal Nasa Earth Observatory.

 
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Pubblicato da su 10 Maggio 2010 in Internet, Life, Mondo, news

 

Diaspora

Social network decentralizzato, su piattaforma open source, con dati personali protetti con crittografia. Questo e altro tra le feature di Diaspora, il nuovo servizio che – a metà strada tra Facebook e Twitter – potrebbe (o almeno vorrebbe) raccoglierne il testimone e traghettarne gli utenti su una nuova sponda social.

Per il momento è ancora un progetto, ma si prevede che debutti già dalla prossima estate. Appena esce proviamo a farci un giro e poi vediamo 😉

 
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Pubblicato da su 10 Maggio 2010 in Internet, media, news, privacy, social network

 

Google, il search ha un nuovo look

Un logo dai colori più vivi e il pannello che offre i risultati delle ricerche per categorie sono i più evidenti connotati della nuova interfaccia con cui Google si presenta agli utenti dopo quella che è stata annunciata come una metamorfosi di primavera. Con novità che arricchiscono le ricerche e, per alcuni aspetti, le avvicinano a quelle di Bing.

 
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Pubblicato da su 7 Maggio 2010 in Internet, Mondo, news