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Wind? Russa

Vento di cambiamento in Wind: la compagnia telefonica ha annunciato l’avvio di un’operazione di fusione tra l’egiziana Weather Investments e la russaVimpelcom, che assumerà il pieno controllo di Wind Telecomunicazioni, oltre ad avere una quota di maggioranza (51,7%) in Orascom Telecom.

[via The New Blog Times]

 
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Pubblicato da su 6 ottobre 2010 in business, Life, Mondo, news, News da Internet, TLC

 

Due facce dell’Italia vista dall’estero

L’Italia è un Paese eccezionale: riesce a far parlare di se’, all’estero, sia nel bene che nel male e in questo caso riesce a farlo per due notizie di rilievo per tematiche ambientali.

Mercoledì scorso Tocco da Casauria, un paese abruzzese di 2700 abitanti, si è guadagnato un articolo di lode sulla prima pagina del New York Times per il suo impianto di produzione di energia eolica che, realizzato tra il 2007 e il 2010, consente di conseguire grandi benefici economici, che finora si sono tradotti nell’adeguamento sismico della scuola locale, nella ristrutturazione del castello ducale e in risorse utilizzate per le nettezza urbana.

Solo tre giorni dopo, altri riflettori si accendono sull’Italia, che si guadagna l’attenzione del Time, con un articolo dedicato all’irrisolto problema dei rifiuti che da tempo affligge (e mai abbandona) la città di Napoli.

A Radio anch’io, pochi giorni fa, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso osservava: “Non si capisce per quale ragione oggi ci sia a Napoli la spazzatura nelle strade, c’è qualcosa che non mi torna“. Stando alle testimonianze raccolte, il problema sembra di proporzioni più vaste di quanto chiunque si aspetti e secondo il professor Angelo Genovese dell’Università di Genova, il centro di Napoli è l’area urbanizzata con la più alta produzione di rifiuti per metro quadro che esista al mondo.

Quindi, nonostante le varie soluzioni adottate, sembra che questi volumi facciano sì che qualcosa debba sempre tornare: i rifiuti.

 
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Pubblicato da su 4 ottobre 2010 in Life, media, Mondo, news, News da Internet

 

Forse non tutti gli utenti di Android sanno che…

Due terzi delle applicazioni disponibili su Android Market possono costituire un rischio per la privacy degli utenti che le utilizzano. Lo sottolinea una ricerca condotta da un team formato da ricercatori provenienti dalla Duke University e dalla Penn State University in collaborazione con Intel Labs su un campione di software diffusi dalla piattaforma riservata agli smartphone dotati del sistema operativo made by Google.

Tra le applicazioni da analizzare sono state scelte quelle che richiedono l’accesso a dati personali e quelle di geolocalizzazione (una trentina di applicazioni in tutto sulle 358 selezionate fra le più diffuse), che spesso hanno come effetto collaterale l’invio frequente di informazioni a server esterni. Un’attività di cui l’utente finale, spesso, non è affatto consapevole.

L’analisi è stata svolta con l’utilizzo di TaintDroid, una soluzione che consente di tenere sotto controllo le applicazioni e le informazioni che trasmettono fin dal momento della loro installazione, che ha fatto emergere come determinati software acquisiscano e trasmettano numeri di telefono, ID dell’apparecchio, posizionamento dell’utente.

La giustificazione di Google – che si discolpa trasferendo all’utente la responsabilità della fuga indesiderata di informazioni a causa di applicazioni da lui stesso scelte – non sembra sufficiente ai ricercatori, che auspicano maggiore trasparenza sulle dinamiche di funzionamento delle applicazioni.

Sul piano formale, a mio avviso, Google e il team di sviluppo di Android possono al massimo essere ritenuti corresponsabili, insieme agli sviluppatori delle applicazioni: questi ultimi dovrebbero dare modo agli utenti di conoscere le implicazioni derivanti dall’utilizzo dei loro programmi; l’Android Market, dal canto suo, potrebbe imporre questa trasparenza e fissarla come requisito indispensabile per ottenere la distribuzione delle applicazioni.

Chi fosse curioso di vedere TaintDroid al lavoro può dare un’occhiata qui:

 
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Pubblicato da su 1 ottobre 2010 in Buono a sapersi, cellulari & smartphone, Internet, Life, Mondo, news, privacy, security, tecnologia, telefonia

 

Facebook e Skype hanno stretto amicizia

Nel panorama del Web mancava proprio questa sana alleanza tra due aziende che hanno centinaia di milioni di utenti: Facebook e Skype ieri si sono stretti la mano e ora, da buoni amici, cammineranno insieme verso nuovi orizzonti, integrandosi reciprocamente (e intrecciando i contatti accumulati dagli utenti condivisi) cercando di allungare le distanze da Google.

 
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Pubblicato da su 30 settembre 2010 in business, Internet, Life, Mondo, news, privacy

 

Io l’avrei chiamato TabletBerry

Se è vero ciò che anticipa il Wall Street Journal, a breve dovremmo vedere il tablet di BlackBerry, che molti già chiamano BlackPad (visto il dominio che il produttore RIM ha recentemente acquistato), evidenziando l’assonanza con l’iPad di Apple, o Surfbook (visto il marchio registrato in Canada sempre dal produttore).

Mi incuriosisce, anche se intravedo già alcuni limiti, come l’assenza di connettività 3G (c’è però il WiFi), per la quale sarebbe costretto ad avvalersi di uno smartphone (ovviamente Blackberry) che funga da modem.

 
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Pubblicato da su 23 settembre 2010 in cellulari & smartphone, computer, Internet, Life, Mondo, news, tablet

 

Sul broad band sventola bandiera bianca

Dopo gli auspicati obiettivi del ministro Renato Brunetta (“Conto di avere due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010″), il Piano Romani che prevede(va) investimenti per 800 milioni di euro per la banda larga, il suo congelamento (“ma i fondi stanno lì”, disse Gianni Letta) la probabilità di un successivo scongelamento, l‘aggiunta di altri 600 milioni di euro da parte degli enti locali annunciata da Mario Valducci (presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera), un periodo di silenzio sull’argomento specifico, ecco cosa il Sole 24 Ore ci racconta:

Meno fondi alla banda larga: solo 100 milioni

Sul piano per la banda larga il governo lancia un sos alle regioni. Le risorse scarseggiano, così l’unica speranza di salvare almeno una parte del progetto di riduzione del “digital divide” è coinvolgere i governatori, già interpellati formalmente nella riunione della sede stabile di concertazione che si è svolta al ministero dello Sviluppo economico. Del piano nazionale sulla banda larga da 800 milioni si è nel tempo persa traccia e l’orientamento, di fronte all’esiguità dei fondi, sarebbe quello di concentrarsi soltanto sui distretti industriali. Con una dote, però, di soli 100 milioni divisi equamente tra finanziamento statale e cofinanziamento regionale.

Carmine Fotina, sempre dal Soleprecisa:

Il ministero fa “moral suasion” affinché le regioni, che entro ottobre dovranno presentare i bandi per accedere al cofinanziamento nazionale, prediligano tra i progetti quelli orientati alla diffusione della banda larga. Non che ci siano tanti soldi a disposizione, anzi: per tutte le regioni ci sono in palio circa 100 milioni divisi equamente tra finanziamento statale e cofinanziamento regionale. Molto meno delle ambizioni iniziali, fissate in 800 milioni e via via ridimensionate con il dirottamento di gran parte di questa dote verso diverse esigenze dettate dalla crisi economica.

I quattro signori ritratti sopra sono quelli che pubblicamente hanno più speso, in promesse, a favore della banda larga nell’ultimo anno. Certo, il periodo non è dei migliori, ma quelle promesse sono state formulate meno di un anno fa, nel bel mezzo di quella crisi economica le cui esigenze ora sembrano aver provocato il “dirottamento” di quella piccola dote prevista per la banda larga. Una visione più globale dei problemi e un impegno concreto per valicare il cumulo delle parole sarebbero i migliori presupposti per affrontare l’argomento.

PS: Questo post è stato scritto giovedì 16 settembre. Ma dato che è una brutta notizia che riguarda un Paese sconnesso, ma soprattutto sfigato, ho ritenuto opportuno postdatarlo simbolicamente a venerdì 17, per scaramanzia.

 
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Pubblicato da su 17 settembre 2010 in Buono a sapersi, computer, Internet, Life, Mondo, news, TLC

 

La metamorfosi di Twitter

Dai tweet da 140 caratteri alle foto (come quelle di Flickr) e ai video (come quelli di YouTube): Twitter, nel giro di qualche giorno, si trasformerà da piattaforma di microblogging a social network, anche se Evan Williams (uno dei papà di Twitter), rivendica l’originalità della formula: “non è un social network”. Però se farà condividere informazioni e contenuti, basandosi sul business della raccolta pubblicitaria, assomiglierà sempre di più alle piattaforme come Facebook.

 
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Pubblicato da su 16 settembre 2010 in business, Internet, Life, Mondo, news, social network

 

Microsoft Sicumera

I dipendenti Microsoft prevedono un colossale successo per Windows Phone 7, il nuovo sistema operativo per smartphone, al punto che hanno pensato di celebrare un funerale per quelli che sono considerati diretti concorrenti, cioè iPhone e BlackBerry, con carro funebre, feretri personalizzati e coreografia in stile Thriller:

Nel raccontare la tamarrata, TechCrunch evidenzia che l’iniziativa non menziona Android (presente però nello smartphone che ha immortalato alcuni momenti della toccante cerimonia).

Generalmente la sobrietà gioca a favore dei vincenti. Oltre che bizzarra, l’idea del funerale di due concorrenti – che al momento non sono nemmeno stati sfidati a duello – anticipa un po’ troppo i tempi. E chissà che il sogno dei dipendenti di Microsoft non allunghi invece la vita di chi vorrebbero vedere “defunto”…

 
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Pubblicato da su 13 settembre 2010 in cellulari & smartphone, Internet, Ipse Dixit, Life, Mondo

 

Record senza senso…

Visto che questa notizia è entrata – non si sa come – nella sezione Scienza e tecnologia di Google News, la cito per i miei due cent commento:

Due locali di piazza Bresca, a Sanremo, hanno realizzato, ieri sera (giovedì, ndb), il ‘mojito’ piu’ grande del mondo: 900 litri di cocktail, sbaragliando il precedente record registrato a Londra con 713 litri.

Oltre 900 litri del famoso cocktail nato a Cuba, miscelati a dovere in un’ora di lavoro fino a riempiere un bicchierone preparato con un telaio in ferro e vetro. Alla fine, sotto lo sguardo del notaio e’ sopraggiunto il verdetto favorevole. Ora si attende la ratifica dai vertici della Guinness World Records.

Bravi i barmen che lo hanno preparato in un bicchierone unico. Ma se è stato bevuto da più di una persona che senso ha? 😉

 
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Pubblicato da su 10 settembre 2010 in curiosità, Life, Mondo

 

Google Instant, un bel risparmio!?

Devo ancora capire se Google Instant è un’invenzione geniale o è soltanto qualcosa di più di un giochino divertente: il fatto che l’utente, mentre sta digitando l’oggetto della propria ricerca, possa già ottenere in forma dinamica i risultati che Google prevede possano interessargli, sembra una funzionalità sfiziosa, ma quali vantaggi reali porta?

Secondo le stime di Google, all’utente fa risparmiare mediamente dai due ai cinque secondi per ogni ricerca effettuata. Non trascurerei che allunga la vita del tasto Invio e dei pulsanti del mouse. E di questi tempi, si sa, ogni risparmio è un guadagno che non va buttato via.

Non so però come la prenderanno gli specialisti che ottimizzano la pagina web per un miglior posizionamento su Google..

 
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Pubblicato da su 9 settembre 2010 in Internet, Life, Mondo

 

Windows Phone 7, Microsoft ci crede davvero

Per capire in quale misura Microsoft intenda spingere il suo nuovo sistema operativo per smartphone, puntando a competere realmente con Android e iOS (di iPhone), basta sapere quanto intende investire in pubblicità:

It’s kind of funny when you can write about a company’s “billion-dollar question” and have it seem trivial, but such is the case for Microsoft and its larger high-tech peers. Still, news that Microsoft plans to spend $1 billion on the launch of its new Windows Phone 7 deserves a closer look. Is it too late for Microsoft to get back in the game, even with a massive marketing push?

Ma ricordiamo cosa dichiarò Steve Ballmer nel 2007 in merito all’iPhone appena presentato:

“Cinquecento dollari? Interamente sovvenzionato da un abbonamento? E’ il telefono più costoso del mondo e non interessa ai clienti business perché non ha una tastiera, che non ne fa una macchina molto buona per l’e-mail. Ora, potrebbe vendere molto bene oppure no, ma sapete, noi abbiamo la nostra strategia, e oggi sul mercato abbiamo grandi dispositivi Windows Mobile. Ora si può avere un telefono Motorola Q adesso per 99 dollari, è una macchina dalle grandi caratteristiche, legge musica, va su Internet, fa utilizzare l’e-mail e la messaggistica istantanea. Quindi gli do’ un’occhiata e dico, bene, la nostra strategia mi piace, mi piace molto”.

Certo, certo…

 
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Pubblicato da su 8 settembre 2010 in cellulari & smartphone, Life, Mondo

 

Google local spot

Tra le conseguenze che temo di più, in seguito all’imminente arrivo di Google TV nei nostri salotti, in primo piano vedo una rivoluzione del business trainante di tutto questo circo, cioè quello degli spot pubblicitari.

Letteralmente “in primo piano” perché prevedo banner pubblicitari posti in sovraimpressione ad ogni programma televisivo e diversificati per localizzazione: mentre guardiamo Cosmo in TV, io potrei vedere lo spot del Kebabbaro di largo Garibaldi, un romano in una zona residenziale potrebbe vedere quello di una boutique di via Condotti, un milanese di Città Studi quello della copisteria all’angolo.

Una consolazione ci sarebbe, però: non vedrei più quell’improbabile igienista che va a lavarsi i denti alla cascata, ne’ quei noiosi siparietti con Enrico Montesano che mendica il sorbetto a casa Clerici.

 
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Pubblicato da su 8 settembre 2010 in business, Internet, Life, media, Mondo, news, Tv & WebTV

 

3 Italia, banda larga più elastica

Prima o poi doveva accadere: ecco cosa si legge in calce alle note delle condizioni praticate da 3 Italia sulle proprie offerte di connettività mobile (un clic per ingrandire)

La frase non sembra brillare per nitidezza (e il colore grigino certo non aiuta), ma nemmeno per chiarezza oggettiva, tutto sommato, anche se fa capire di cosa si tratta: l’operatore si preoccuperà di limitare la banda agli utenti quando rileverà “modalità di utilizzo tali da pregiudicare le prestazioni della rete stessa”. Non si parla esplicitamente di peer-to-peer, ne’ di altri casi in cui la rete possa raggiungere picchi di saturazione: solo di eventualità genericamente ritenute in grado di pregiudicare le prestazioni della rete, che in realtà possono essere anche indipendenti dal tipo di utilizzo che l’utente fa della propria connessione (dal momento che l’azienda precisa che “ciò può accadere durante l’utilizzo di servizi che impiegano in maniera intensa le risorse di rete e/o in zone con un numero particolarmente elevato di connessioni”).

3 Italia in pratica ha ufficializzato una limitazione analoga a quella – ad esempio – introdotta da Vodafone l’anno scorso. Ma pur considerando che la banda disponibile sulle reti mobili non è certo infinita, sarebbe preferibile (dal punto di vista degli utenti, ovviamente) che gli operatori – anziché praticare traffic management – risolvessero il problema della congestione della rete attraverso investimenti sulle proprie infrastrutture e proponendo offerte commerciali: non dimentichiamo infatti che le compagnie telefoniche devono garantire a tutti la massima trasparenza nelle condizioni applicate agli utenti.

In questo frangente, per esempio, qualche dettaglio in più non guasterebbe.

 

Un video su YouTube insegna ad ascoltare il cuore

Chi pensa a YouTube come ad una piattaforma di puro svago e intrattenimento, o ad un veicolo di cyberbullismo, si dimentica che è un semplice strumento di condivisione di contenuti multimediali e che, come tale, può avere anche impieghi utili. Questa funzione non è però oscura a Roberto Ferrari, presidente della European Society of Cardiology (Società Europea di Cardiologia), che ha pensato di sfruttarne le potenzialità realizzando un video in cui insegna come misurare il battito cariaco e pubblicandolo proprio sulla piattaforma di content sharing:

“Abbiamo questo scelto questo contenitore per raggiungere i giovani: è fondamentale che imparino le semplici regole per misurarsi correttamente la frequenza cardiaca a riposo e le insegnino ai genitori” ha spiegato il medico, che al congresso ESC di Stoccolma ha aggiunto: “La frequenza cardiaca è infatti un importante valore da tenere sotto controllo per combattere e prevenire le malattie cardiovascolari. E la sua importanza come fattore di rischio è dimostrata anche dallo studio Shift, il più grande al mondo mai condotto sullo scompenso cardiaco, presentato oggi in seduta plenaria al congresso ESC”.

Ecco la spiegazione fornita dal professore sulle due modalità di rilevamento:

Per prima cosa il rilevamento va effettuato la mattina, appena alzati e dopo essere rimasti a sedere per qualche minuto. La frequenza cardiaca, cioè numero di battiti in un determinato periodo di tempo, va misurata esercitando con due dita (indice e medio) una leggera pressione al centro del polso. Per capire esattamente in quale punto basta seguire la linea del pollice. Si possono contare i battiti in un minuto oppure limitarsi a 15 secondi per poi moltiplicare il numero per 4. Per capire se tutto è sotto controllo è bene annotare i risultati e ripetere il controllo frequentemente (ogni giorno o almeno 2/3 volte alla settimana).

Un’altra possibilità è effettuare la rilevazione tastando la carotide, la grossa vena che scorre lungo il collo. La media a riposo in una persona sana dovrebbe essere intorno ai 60 battiti al minuto. Se il valore supera i 70 il cuore può soffrire ed è bene correre ai ripari: correre in senso letterale, perché l’esercizio fisico è il modo migliore per abbassare la frequenza. L’esercizio fisico leggero ma costante nel tempo, abbassa i battiti cardiaci nell’arco della giornata. Dove questo non sia sufficiente è bene consultare un cardiologo.

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2010 in Buono a sapersi, Internet, Life, Mondo

 

Windows Phone 7, novità all’orizzonte

A vedere notizie e foto in circolazione in queste ore, riguardo ad alcuni prototipi di smartphone apparentemente dotati di Windows Phone 7 (HTC T8788, LG E900), si direbbe che Microsoft abbia intenzione di proporre un’interfaccia che non sia la solita riproduzione delle icone in stile iPhone.

Meno male. Non che l’interfaccia dello smartphone di Apple mi dispiaccia, anzi. Il problema è che finora molti produttori sembrano essersi concentrati nel clonarne aspetto e funzionalità, ma al di fuori di Android non si sono ancora viste vere e proprie re-interpretazioni del concetto di touch-phone.

Un aperitivo sul nuovo modello LG è offerto da questo video (di pessima qualità video, ma che svela qualche novità):

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2010 in business, cellulari & smartphone, Life, Mondo, news, telefonia, TLC