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Archivi categoria: Net neutrality

E’ nato l’Osservatorio sulla censura di Internet in Italia

Qualche numero dall’Osservatorio sulla censura di Internet in Italia realizzato da Marco d’Itri:

5.495 siti web sono attualmente censurati in Italia

  • 45 con singoli provvedimenti dell’autorità giudiziaria o di organi amministrativi
  • 1.153 dal CNCPO (Centro Nazionale per il Contrasto della Pedopornografia Online).
  • 4.297 da AAMS (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, già Azienda Autonoma dei Monopoli di Stato).

Come spiega la pagina Tecnologie del sito dell’Osservatorio, la censura in Italia viene attuata dagli Internet Service Provider con una o entrambe questi sistemi:

  • Falsificazione del dominio – L’ISP configura i name server usati dai propri clienti in modo che rispondano che il dominio non esiste, oppure che dirigano la richiesta verso specifici server web contenenti una pagina di errore.
  • Intercettazione del traffico verso l’IP – L’ISP agisce sulla propria rete in modo che il traffico diretto al IP del server che ospita il sito censurato non sia inoltrato a destinazione.

E’ utile sottolineare che la censura attuata con questi metodi è facilmente aggirabile, utilizzando name server alternativi. Molti utenti, per motivi assolutamente legittimi, fanno già uso di servizi differenti che non risentono del provvedimento censorio e anche per questo motivo – come conclude oggi Marco Valerio Principato su The New Blog Times – la censura attuata in questo modo è solamente un meccanismo dall’efficacia nulla e dai costi tutt’altro che nulli, sia per i provider, sia per le Istituzioni.

 
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Pubblicato da su 9 gennaio 2013 in Internet, Net neutrality

 

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L’Olanda riconosce per legge la Neutralità della Rete

L’Olanda è il primo Stato d’Europa a riconoscere nella propria legislazione il principio della neutralità della rete. La norma approvata nei giorni scorsi stabilisce che i service provider non possano limitare o inibire agli utenti l’accesso ad un sito web o a servizi erogati su Internet (leggi il post su NNSquad.it)

 
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Pubblicato da su 9 Mag 2012 in Internet, Net neutrality, news

 

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Delibera AGCOM, pessimismo e fastidio…

Sul sito dell’Agcom stamattina è comparsa la delibera che apre la consultazione pubblica sul nuovo – e lungamente discusso – schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica.

A dispetto di quanto comunicato dall’Autorità nei giorni scorsi, restano fermi alcuni aspetti per nulla confortanti: il testo prevede l’assunzione – da parte della stessa Authority – di poteri regolatori e sanzionatori e la facoltà di rivestire un ruolo che dovrebbe appartenere all’autorità giudiziaria. Interessanti i rilievi di Guido Scorza su LeggiOggi.it:

Il procedimento finalizzato all’ottenimento della rimozione di un contenuto ritenuto in violazione del diritto d’autore, rimane eccessivamente sommario – il gestore del sito [n.d.r. e non l’uploader] avrà, infatti, a disposizione solo 48 ore per difendersi.

Preoccupante anche la circostanza che il ruolo dell’Autorità giudiziaria sia solo eventuale: l’AGCOM si attribuisce il potere di sostituirsi ai giudici salvo che una delle parti coinvolte nel procedimento non adisca il Giudice ordinario prima del completamento del procedimento sommario.

Allarmante, inoltre – sebbene inevitabile conseguenza dei poteri di accertamento ed adozione dei citati provvedimenti – il potere sanzionatorio di irrogazione di multe salate per centinaia di migliaia di euro che l’Autorità si riserva qualora i propri provvedimenti sommari non vengano adempiuti.

La sommarietà del procedimento sta in questo aspetto: chi gestisce il sito ha solo due giorni (un tempo irrisorio) per rivolgersi all’AGCOM e deve farlo tramite PEC (Posta Elettronica Certificata), ammesso che sappia cos’è e ne sia dotato. Sempre entro 48 ore, chi si trovasse a dover subire il procedimento dell’Authority dovrà preoccuparsi di eliminare spontaneamente da Internet il contenuto incriminato (in mancanza, riceverà un’ingiunzione).

Dal testo si legge comunque che l’Autorità, per quanto riguarda i siti esteri, potrà richiamarli a rimuovere contenuti ritenuti illegali in materia di tutela del diritto d’autore e, in mancanza di risposta, rivolgersi alla magistratura. Anche su questo aspetto, però, manca chiarezza laddove si legge che “l’organo collegiale può ordinare al fornitore di servizi di media audiovisivi o radiofonici attivo in Italia la cessazione della trasmissione o della ritrasmissione di programmi audiovisivi diffusi in violazione delle norme sul diritto d’autore”

Ok, la consultazione pubblica è aperta. 

 

 

 

 

 

 
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Pubblicato da su 8 luglio 2011 in business, diritto, Internet, Net neutrality, news, News da Internet, tecnologia

 

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Aiutiamo gli arruffapopolo a fermare gli ammazzarete

E’ prevista per domani, mercoledì 6 luglio, l’entrata in vigore della delibera dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) con cui si prevede la cancellazione – sommaria e d’autorità (ma senza alcun controllo giudiziario) – dei contenuti pubblicati su Internet ritenuti non rispettosi del copyright, un provvedimento che potrà essere applicato “a tutti i siti, i portali, i blog, gli strumenti di condivisione di file in rete, le banche dati, i siti privati che siano sospettati di contenere anche un solo file in grado di violare il diritto d’autore”.

Personalmente mi trovo perfettamente d’accordo con quanto scritto al riguardo da Massimo Mantellini, che nella sua saggia considerazione sottolinea come la nuova norma porti all’Authority un potere che la pone – per il tema della tutela del copyright – addirittura al di sopra della magistratura. Soprattutto, però, evidenzia la scarsa autorevolezza di quella stessa Authority, rappresentata da un presidente come Corrado Calabrò (secondo il quale i diritti degli autori sono diritti di proprietà) e da commissari come Antonio Martusciello e Stefano Mannoni. I due commissari hanno difeso la posizione di una norma sostanzialmente ammazzarete e parlato degli autori e promotori di quell’ottimo lavoro intitolato Libro Bianco su copyright e tutela dei diritti fondamentali sulla rete internet definendoli, con un manierismo manzoniano alquanto raffazzonato, degli arruffapopolo che indulgono in tirate di propaganda e disinformazione.

Io mi auguro realmente che vada come prevede Massimo (che a questo punto meriterebbe d’ufficio di essere annoverato tra gli “arruffapopolo”):

Ovviamente non funzionerà, come non funziona la disciplina dei tre colpi in Francia e come è stata infine bocciata una ipotesi simile in Spagna, ma questo è un altro discorso. Il discorso di oggi è assai più elementare: Corrado Calabrò e i suoi commissari della Authority senza autorevolezza non rappresentano gli interessi dei cittadini italiani. Non ne hanno titolo, lo hanno dimostrato più e più volte. Qualsiasi loro decisione per nostro conto, semplicemente, non vale niente.

Però, come osserva Marco Pierani, anche a me piacerebbe sapere perché non sono mai state pubblicate dall’AGCOM le risposte e le osservazioni ricevute dai vari stakeholders sulla consultazione pubblica sul provvedimento. Tutto lascia supporre che l’Authority non ritenesse importante rendere noti i motivi per cui è stato deciso di arrivare di corsa, come scrive Marco, “in piena estate mettendo all’ordine del giorno del Consiglio del 6 luglio l’approvazione di un articolato che, peraltro, il Presidente Calabrò nell’incontro di venerdì 24 giugno con la delegazione di Altroconsumo, Adiconsum, Assoprovider, Agorà Digitale, aveva riferito a Fulvio SarzanaLuca NicotraMarco Scialdone Giovanbattista Frontera e al sottoscritto sarebbe stato definitivo, senza alcuna ulteriore consultazione”.

La Notte della Rete partirà oggi dalle 17,30, anche in diretta videostreaming. Partecipate e firmate la petizione da presentare all’Agcom all’indirizzo www.sitononraggiungibile.it e mandate un messaggio ai membri dell’Agcom qui: http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio.

Per aggiornamenti, approfondimenti e ulteriori notizie, visitate http://www.agoradigitale.org/nocensura.

Aiutiamo gli arruffapopolo a fermate gli ammazzarete.

 
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Pubblicato da su 5 luglio 2011 in business, Internet, Life, media, Mondo, Net neutrality, news

 

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Internet, diritto umano

Attaccato a computer, tablet o smartphone per tutta la settimana, spesso nei week-end rimango offline (non proprio del tutto, ma quasi) per una forma di disintossicazione. E’ una scelta personale: decido io quando connettermi, quando essere attivo (ad esempio scrivendo, come ora) e quando staccare la spina (mantenendo però il contatto con e-mail e notizie), ma fondamentalmente mantengo sempre la possibilità di connettermi a qualunque ora del giorno o della notte, se necessario, perché trovo che Internet sia uno strumento importante, di enorme utilità, a cui tutti dovrebbero avere accesso.

Per questo motivo ritengo che ogni istituzione dovrebbe fare propria questa convinzione: è l’argomento di un recente rapporto delle Nazioni Unite, che include l’accesso a Internet nei diritti umani e, su questi presupposti, bolla come violazioni dei diritti umani i provvedimenti di disconnessione previsti dalle leggi varate da Francia e Regno Unito a contrasto delle attività di violazione di copyright e di pirateria.

Come evidenzia Wired.com, oltre a soluzioni di blocco e filtraggio per negare l’accesso degli utenti a contenuti specifici su Internet, questi Stati hanno inoltre adottato misure per tagliare completamente l’accesso a Internet, provvedimento che il Relatore Speciale ritiene sproporzionato, a prescindere delle motivazioni addotte, ravvisando quindi una violazione dell’articolo 19, paragrafo 3, della International Covenant on Civil and Political Rights. Nel rapporto, inoltre, il relatore invita tutti gli Stati a garantire in ogni momento la possibilità di accedere a Internet, “anche durante i periodi di agitazione politica” e li esorta “ad abrogare o modificare le leggi vigenti sul copyright intellettuale che permettono le disconnesso degli utenti da Internet, e ad astenersi da tali leggi”.

 
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Pubblicato da su 6 giugno 2011 in computer, diritto, Internet, Life, Mondo, Net neutrality, news, News da Internet, TLC

 

WWW: World Wide Wiretrapping

USA/ Il governo vuole intercettare tutto – The New Blog Times:

Gli Stati Uniti hanno in itinere una proposta di legge alquanto minacciosa per le libertà fondamentali dei cittadini: vogliono poter intercettare tutte le comunicazioni, comprese le email scambiate tramite smartphone e il traffico tra social network, insomma tutto ciò che passa per Internet.

Le autorità, infatti, ritengono che criminali e terroristi vadano “cacciati” proprio laddove hanno trovato rifugio per sottrarsi alle intercettazioni ordinarie. Proprio per questo, stando a un circostanziato rapporto pubblicato dal New York Times, vogliono avere il potere di spingere il wiretapping in quelle aree attualmente ritenute un autentico paradiso per le comunicazioni “segrete”.

Ma come riusciranno a ispezionare le conversazioni con soluzioni peer-to-peer come Skype?

 
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Pubblicato da su 28 settembre 2010 in Mondo, Net neutrality, news, security

 

3 Italia, banda larga più elastica

Prima o poi doveva accadere: ecco cosa si legge in calce alle note delle condizioni praticate da 3 Italia sulle proprie offerte di connettività mobile (un clic per ingrandire)

La frase non sembra brillare per nitidezza (e il colore grigino certo non aiuta), ma nemmeno per chiarezza oggettiva, tutto sommato, anche se fa capire di cosa si tratta: l’operatore si preoccuperà di limitare la banda agli utenti quando rileverà “modalità di utilizzo tali da pregiudicare le prestazioni della rete stessa”. Non si parla esplicitamente di peer-to-peer, ne’ di altri casi in cui la rete possa raggiungere picchi di saturazione: solo di eventualità genericamente ritenute in grado di pregiudicare le prestazioni della rete, che in realtà possono essere anche indipendenti dal tipo di utilizzo che l’utente fa della propria connessione (dal momento che l’azienda precisa che “ciò può accadere durante l’utilizzo di servizi che impiegano in maniera intensa le risorse di rete e/o in zone con un numero particolarmente elevato di connessioni”).

3 Italia in pratica ha ufficializzato una limitazione analoga a quella – ad esempio – introdotta da Vodafone l’anno scorso. Ma pur considerando che la banda disponibile sulle reti mobili non è certo infinita, sarebbe preferibile (dal punto di vista degli utenti, ovviamente) che gli operatori – anziché praticare traffic management – risolvessero il problema della congestione della rete attraverso investimenti sulle proprie infrastrutture e proponendo offerte commerciali: non dimentichiamo infatti che le compagnie telefoniche devono garantire a tutti la massima trasparenza nelle condizioni applicate agli utenti.

In questo frangente, per esempio, qualche dettaglio in più non guasterebbe.

 

Google e Verizon, molta net e poca neutrality

La proposta comune per una Open Internet stesa da Google e Verizon sta accrescendo sempre più la convinzione che il tema della net neutrality sia volutamente trattato con toni sfocati: a fronte di investimenti considerevoli per agevolare l’apertura della rete e lo sviluppo di infrastrutture per la banda larga, emergono idee sul broad band mobile che sembrano andare nella direzione opposta ai principi della neutralità della rete (infatti parlano di Open e non di Neutral… qualcuno direbbe “le parole sono importanti”).

L’obiettivo più o meno dichiarato sembra essere quello di avere una rete mobile meno assoggettabile a controlli, perché giovane e in fase di sviluppo, nonché base di un mercato più aggressivo di quello della connettività da rete fissa. Secondo molti addetti ai lavori, insomma, Google e Verizon sembrano intenzionate a lavorare insieme sul broad band mobile, in una posizione dominante e difficilmente raggiungibile dai competitor.

Realtà concreta o impressioni verosimili? Max ipotizza che la rete mobile possa essere un obiettivo di Google e sottolinea:

Indipendentemente da come la si pensi (Mante parla di vergogna, Luca si chiede perchè fisso e mobile dovrebbero essere diverse) e ricordando che nel nostro Paese esiste già un operatore mobile che fa traffic shaping (Vodafone individua la tipologia di traffico e blocca quello che non piace, come VoIP e P2P), a me sembra un segnale fortissimo da parte di Google.

Concordo, ho anche poco da aggiungere: solo che Vodafone, casualmente, oltre a fare traffic shaping è una delle due parent company di Verizon Wireless e detiene il 45% del capitale societario.

 
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Pubblicato da su 11 agosto 2010 in Internet, Life, Mondo, Net neutrality, news

 

Cile, la Net Neutrality è Legge dello Stato

Una volta tanto riesco ad anticipare l’amico Quinta nel dare una notizia che riguarda la net neutrality:

Cile: la neutralità della rete riconosciuta per legge – NNSquad.it

Il Cile è il primo Paese al mondo ad inserire nella propria legislazione il riconoscimento dei principi della neutralità della Rete.

Con un consenso che ha raggiunto un’ampia maggioranza, il parlamento locale ha varato una Legge che impone ai provider di garantire la libertà di accesso ad ogni tipologia di contenuti, servizi o applicazioni disponibili sulla rete, con un servizio che non possa applicare alcun tipo di discriminazione.

La stessa normativa obbliga i provider alla trasparenza delle condizioni praticate agli utenti e prevede un’oculata gestione dei parental controls, l’obbligo al consenso scritto per i servizi che prevedono pagamenti online e l’adozione di appropriate misure di sicurezza da parte degli ISP.

Il progetto di legge è stato presentato oltre tre anni fa con l’appoggio di schieramenti politici di diverso orientamento. Felipe Morande, ministro dei trasporti e delle telecomunicazioni, ha dichiarato che il governo cileno si impegnerà a dare a tutta la cittadinanza la possibilità di accedere ad Internet in banda larga entro otto anni.

 
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Pubblicato da su 28 luglio 2010 in Buono a sapersi, Mondo, Net neutrality, news

 

Ci vorrebbe la fibra

Interessante analisi di Stefano sulla condizione della Rete in Italia e l’importanza – in termini tecnici, ma anche economici – di dotare il Paese di una rete in fibra:

(Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli from Stefano Quintarelli on Vimeo)

 
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Pubblicato da su 14 giugno 2010 in Life, Mondo, Net neutrality, tecnologia, TLC

 

E ora spiegatevi con l’Agcom

A fine marzo Telecom Italia ha annunciato agli utenti l’avvio di un test di sei mesi, limitato ad una ristretta cerchia di utenti, relativo all’introduzione di tecniche di network management.

Ora, dal momento che l’iniziativa non mostra di avere connotati molto trasparenti, l’Agcom – spinta da una segnalazione dell’AIIP – le chiede i necessari chiarimenti.

 
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Pubblicato da su 5 Mag 2010 in Net neutrality, news, privacy, security, tecnologia, TLC

 
 
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