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Archivi categoria: social network

Dal 15 settembre, Diaspora

In maggio – l’ultima volta in cui ne ho parlato – era ancora un progetto. Ma nel campo della tecnologia, e soprattutto in Internet, lo sviluppo dei progetti può essere breve e ora Diaspora sembra già maturo per partire: presentato come social network innovativo,  open source, che consente all’utente un reale controllo delle proprie relazioni in una piattaforma di condivisione trasparente, prenderà il via il 15 settembre.

Come spiegano i quattro studenti Ilya, Raphael, Maxwell e Daniel – che si erano prefissati l’obiettivo di raccogliere almeno 10mila dollari attraverso Kickstarter per finanziare l’avvio del progetto –  il codice è pronto, i test (condotti dai quattro studenti e da un gruppo di amici) sono stati soddisfacenti e presto si potrà contare su una degna interfaccia utente. Il 15 settembre sarà il giorno in cui verrà reso pubblico il codice e si darà avvio alle iscrizioni al nuovo social network. Con il plus di poter scegliere, di volta in volta,  chi tra gli “amici” potrà vedere che cosa, senza alcun rischio di consegnare dati personali al mondo del marketing.

La partenza è promettente per due fattori fondamentali: i primo è che Diaspora, con queste premesse, sembra rispondere alle esigenze dei detrattori di social network come Facebook, sempre più orientato al business derivante dalla monetizzazione delle relazioni dei propri iscritti. Il secondo è il consenso finora riscosso dal progetto: a fine agosto, i 10mila dollari fissati come primo traguardo sono stati ampiamente superati – scrive Dave Rosenberg su Cnet – da un capitale raccolto pari a 200mila dollari. 

Curiosamente, tra i primi donatori figura anche un certo Mark Zuckerberg, il papà di quel Facebook che, secondo il Financial Times, oggi vale 33,7 miliardi di dollari. Il fatto è curioso proprio perché l’inaspettato consenso conseguito dal progetto Diaspora sembra essere in buona parte legato all’insoddisfazione degli utenti per la percepita disattenzione verso la loro privacy da parte di Facebook e altri social network.

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2010 in Internet, Life, media, Mondo, news, privacy, security, social network, tecnologia

 

Anche Facebook geolocalizza

Evidentemente stanco di favorire il business altrui vedere i propri utenti aggiornare il proprio status con check in effettuati con applicazioni di terze parti (come Brightkite, Gowalla, Foursquare), Facebook ha lanciato la sua piattaforma di geolocalizzazione: si chiama Places, ma al momento in italiano è presentata con la traduzione Luoghi.

La nuova applicazione non fa molto di diverso dalle piattaforme che ho citato sopra: alla base di tutto c’è il check in, da fare in un determinato luogo onde poterlo condividere con i contatti con cui si ha una relazione sul popolare social network. Così facendo, l’utente di Facebook potrà comunicare ai propri amici la propria posizione attraverso uno smartphone. In caso più amici si trovassero nella medesima posizione, potranno essere taggati  (come quando si trovano nella stessa foto).

Problemi di privacy? Certo che sì, perché nonostante sia possibile impostare correttamente le modalità di aggiornamento dei check in, è possibile taggare altri utenti presenti nel medesimo luogo anche quando non lo desiderano. Ma è verosimile pensare a breve all’introduzione di un’opzione che risolva questo vulnus.

Naturalmente sarà possibile indicare punti di interesse e qui si intravede all’orizzonte il business della pubblicità georeferenziata (all’utente che fa il check in in piazza Mazzini e lo condivide potrebbero essere proposti suggerimenti di attività commerciali in quella zona). Infatti, come ha precisato al New York Times Michael Sharon, che di Places è il product manager, il servizio serve a “sapere quali amici si trovano nelle vicinanze e che possono aiutarti a scoprire luoghi nelle vicinanze”.

 
 

E’ arrivata la TV di Facebook

Il suo nome è Live, è la web-tv che è stata lanciata venerdì da Facebook e ha – almeno inizialmente – lo scopo dichiarato di mostrare agli utenti cosa accade dietro le quinte (ma forse sarebbe più appropriato dire dietro ai server) del noto social network, in diretta da Palo Alto.

In uno studio da mini talk-show, in occasione di ogni evento (che può consistere nel lancio di una nuova funzionalità, un aggiornamento, ma anche un appuntamento particolare), gli utenti avranno la possibilità di dialogare con il corrispondente responsabile Facebook (il project manager che ha sviluppato una feature, un portavoce che spiega l’introduzione di una nuova policy) o con un ospite.

Non si tratta che di una piattaforma video dotata di chat, ma naturalmente questo non è che un primo passo verso qualcosa di più ambizioso: un vero e proprio canale web-televisivo, con appuntamenti che ogni utente potrà condividere nel proprio profilo, invitando altri amici a far parte dell’audience e a condividerlo a loro volta.

Già ora, nei momenti di talk-show vero e proprio (nell’immagine, la replica di un’intervista all’attrice America Ferrera, protagonista – tra l’altro – della serie Ugly Betty), l’obiettivo dell’intrattenimento convive evidentemente con quello più social di mostrare «che cosa c’è di nuovo agli utenti». Con oltre 500 milioni di utenti iscritti, Facebook si presta certamente ad essere una piattaforma di visibilità e gli inserzionisti pubblicitari non chiedono di meglio.

 
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Pubblicato da su 15 agosto 2010 in Internet, Life, media, Mondo, news, social network

 

Social intelligence

Se uno è cretino e ha un account su Facebook, prima o poi sua moglie lo verrà a sapere. Non che ha un account, ma che è un cretino:

Scopre su Facebook che il marito si è sposato – Ansa.it

Da tempo aveva il sospetto che il marito la tradisse. Così una psicologa americana del lavoro dopo essere riuscita a risalire al nome della presunta amante ha provato a fare una ricerca su Facebook. E lì ha scoperto oltre duecento fotografie delle nozze del marito con la rivale. E’ successo a Lynn France, 41 anni, di Westlake, un sobborgo di Cleveland, in Ohio.

Secondo quanto da lei stessa denunciato nella pratica di divorzio, per dimostrare che il marito la tradiva ha fornito come prova nientemeno che duecento foto del matrimonio con l’amante: lui e lei al Walt Disney World, circondati da testimoni e invitati, elegantissimi nei loro abiti da sposi. A sua difesa, l’uomo ha replicato che quel matrimonio era fatto per gioco e che non aveva intenzione di sposarsi davvero. Lei si è comunque decisa per il divorzio.

 
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Pubblicato da su 6 agosto 2010 in Internet, Life, Mondo, social network

 

Social changing

Facebook inizia a tentare di porre rimedio a quel sacco di errori commessi sulla gestione della privacy, che Mark Zuckerberg ha riconosciuto qualche giorno fa: ieri sono state presentate le nuove impostazioni che nelle prossime settimane gli utenti potranno modificare, definendo – in modo dichiaratamente semplice – i dati e i contenuti che verranno resi pubblici e in quali direzioni (a tutto il social network, agli amici, agli amici degli amici, a siti Internet e applicazioni).

I criteri scelti dall’utente saranno applicati su tutto ciò che è stato pubblicato finora e anche “alle impostazioni dei nuovi prodotti che lanceremo”. Le novità non finiscono qui, dunque, anche se la cosa non ci stupisce: alle sorprese da parte di Facebook ci stiamo abituando, e proprio di questo – visto che spesso si sono tradotte in minacce alla riservatezza degli utenti – molti si stanno stancando, tanto da aver organizzato il Quit Facebook Day.

Mark Zuckerberg ha realizzato di non potersi permettere la diffidenza dei propri utenti, ci mette la faccia (in questo periodo si espone molto di più di quanto abbia fatto negli anni scorsi) e prova a correggere il tiro con l’obiettivo di placare critiche e proteste.

E’ un passo nella direzione giusta, ma Dick Costolo di Twitter è decisamente più avanti. E, a motivo di alcune novità che lo riguardano, anche Twitter è da tenere sott’occhio quanto a chiarezza e trasparenza (ma siamo ben lungi dai perplimenti problemi di privacy di Facebook): nelle nuove condizioni di servizio si prevede, con una certa vaghezza, la richiesta di un compenso per gli utenti (aziende) che utilizzeranno la piattaforma di microblogging per fare pubblicità e marketing. In sostanza c’è un’idea di estensione del business ancora da definire, fondamentalmente basata su un principio di revenue sharing., che potrebbe essere interessante analizzare nel prossimo futuro.

 
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Pubblicato da su 27 Maggio 2010 in Internet, Mondo, news, privacy, social network

 

Crediamoci

Mail scritta da M. Zuckerberg a R. Scoble

Resosi conto di qualche problemino di Facebook in ordine alla privacy, in una mail scritta a Robert Scoble, il fondatore Mark Zuckerberg ammette “Sappiamo di aver commesso un sacco di errori” e promette un’inversione di rotta già da questa settimana.

 
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Pubblicato da su 24 Maggio 2010 in Internet, news, privacy, social network

 

La privacy diminuisce, Facebook rallenta

Le continue evoluzioni del sistema e la disinvoltura con cui Facebook tratta il tema della privacy dei propri utenti iniziano a stufaresecondo Danny Sullivan di Search Engine Land la crescita sta rallentando e la partecipazione degli utenti sta diminuendo.

 
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Pubblicato da su 14 Maggio 2010 in Internet, news, privacy, social network

 

Diaspora

Social network decentralizzato, su piattaforma open source, con dati personali protetti con crittografia. Questo e altro tra le feature di Diaspora, il nuovo servizio che – a metà strada tra Facebook e Twitter – potrebbe (o almeno vorrebbe) raccoglierne il testimone e traghettarne gli utenti su una nuova sponda social.

Per il momento è ancora un progetto, ma si prevede che debutti già dalla prossima estate. Appena esce proviamo a farci un giro e poi vediamo 😉

 
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Pubblicato da su 10 Maggio 2010 in Internet, media, news, privacy, social network

 

Facebook ha messo una patch alla chat

Chi usa Facebook per chattare, ieri potrebbe essersi accorto di un’interruzione del servizio, dovuta alla sistemazione di un bug che permetteva agli utenti di vedere le conversazioni intrattenute dagli amici. Messa in sicurezza, la chat è stata ripristinata. E speriamo che la soluzione sia definitiva, visto che presto anche Messenger la supporterà e che si tratta di un non trascurabile problema di privacy

 
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Pubblicato da su 6 Maggio 2010 in Internet, news, privacy, social network

 

Nuove frontiere nelle indagini di polizia

Tutte le polemiche in circolazione in questi giorni sulle intercettazioni presto saranno un ricordo: a che serve complicarsi la vita con cimici e ordinanze di controllo delle utenze di telefonia, quando basta collegarsi a Facebook e sfruttare alcune elementari regole di social engineering?

Da una notizia ANSA:

Gli uomini della squadra mobile di Crotone assieme a quelli del Servizio centrale operativo (Sco) della polizia scientifica sono arrivati a lui proprio grazie ad internet: Manfredi, infatti, usava una chiavetta per collegarsi a Facebook, che utilizzava non solo per lavoro. Gli agenti dello Sco sono così riusciti ad intercettarlo e a capire dove si trovava e stanotte poco dopo le tre è scattato il blitz.

Dario Salvelli segnala inoltre un bell’esempio di intraprendenza, sempre da parte delle forze di Polizia, che hanno sfruttato Facebook per catturare un rapinatore in latitanza:

Uno degli agenti, stando alla ricostruzione della polizia, si e’ finto donna avvenente su Facebook il social network al quale lo stesso Sorio era iscritto. Nei panni di donna fatale l’agente e’ riuscito a contattare Sorio e ad appurare il luogo dove questi si nascondeva nel tentativo di sottrarsi alle ricerche delle forze dell’ordine che da piu’ di un mese erano sulle sue tracce. Una volta individuato gli agenti del Commissariato di Afragola sono intervenuti per arrestare, a colpo sicuro, il latitante.

 
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Pubblicato da su 16 marzo 2010 in Internet, Life, Links, Mondo, news, privacy, social network

 

Se Facebook sa dove trovarti

Entro alcune settimane, Facebook attiverà nuove opzioni di geolocalizzazione, che consentiranno agli utenti di condividere con gli amici (ma anche con gli amici degli amici, eccetera) la propria posizione.

Ovviamente questa opportunità ha senso per gli utenti in movimento, ossia che si connettono a Facebook via cellulare o con un netbook collegato su rete mobile o wireless.

Ovviamente è possibile che queste opzioni vengano utilizzate anche a scopo di marketing e advertising: comunicando la mia posizione, potrei ricevere pubblicità mirata su servizi o esercizi commerciali che si trovano nelle vicinanze, così come potrei essere monitorato insieme ad altre persone, consentendo di identificare una zona più popolata o trafficata rispetto ad altre. Che potrebbe essere evitata da chi non ama l’affollamento, oppure bombardata da chi cerca una location piena di persone a cui sottoporre una proposta pubblicitaria.

Insomma, i risvolti di questa novità possono essere molto interessanti, quanto noiosi e indesiderati. Io ve l’ho detto, voi regolatevi 😉

 
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Pubblicato da su 11 marzo 2010 in Internet, Life, mumble mumble (pensieri), news, privacy, social network

 

Confusioni 2.0

In Facebook nascono ogni giorno migliaia di gruppi dedicati agli argomenti e agli ideali più svariati, da quelli degli estimatori della foca fino ad arrivare a quelli che invitano a sostenere organizzazioni umanitarie. Ne consegue che, accanto alla vetrina offerta a iniziative nobili e lodevoli, nel mare magnum di un social network può capitare di trovare anche le espressioni più idiote dell’essere umano, e non credo fosse necessario l‘intervento del ministro Mara Carfagna che ha acceso i riflettori su un social network in cui si possono leggere cose che si trovano anche in alcune scritte sui muri.

La differenza tra un gruppo imbecille creato da un social network e una scritta imbecille fatta su un muro è forse proprio la (rin)tracciabilità del suo imbecille autore.

Detto questo, la notizia della rimozione da Facebook di un gruppo aperto da un animale che si crede un ariano a me non fa ne’ caldo, ne’ freddo, ma pone un problema di principio. Non stiamo parlando di un media, con una sorta di palinsesto che gli utenti subiscono passivamente, ma di un social network e di un gruppo, del quale io – e molti altri utenti come me – non sarei mai venuto a conoscenza, se non fosse stato per stampa e telegiornali.

Vicende come questa non meritano spazio in cronaca, ne’ un link, perché metterle in evidenza asseconda le intenzioni dell’imbecille sopra citato e può scatenare spirito di emulazione. Inoltre, a chi ha poca confidenza con Internet, queste notizie fanno pensare che la Rete è piena di persone disgustose e fanno dimenticare che gli imbecilli esistono anche nel Mondofermo. Il risultato? Una confusione che aumenta, anche a livello istituzionale.

 
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Pubblicato da su 22 febbraio 2010 in Internet, Life, Links, Mondo, news, social network

 

Google mette una toppa a Buzz

Qualche considerazione su come Google ha tentato di porre rimedio agli errori di impostazione di Buzz e come, probabilmente, questo precedente dovrebbe motivare gli utenti ad essere più critici:

Buzz, Google ci ripensa – The New Blog Times

 
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Pubblicato da su 15 febbraio 2010 in Internet, Life, privacy, social network

 

BUZZate e troverete aperto

Questo Buzz che si è infilato da un paio di giorni nel mio account Gmail mi ha subito dato l’impressione di essere un grande impiccione: in primis per l’invadenza con cui si è insinuato tra le feature della posta, poi per l’automatismo con cui – senza chiedermi nulla – ha selezionato alcuni dei miei contatti (seguendo un criterio alquanto discutibile) per seguirne gli aggiornamenti.

La stessa cosa è stata evidentemente fatta anche sui loro account, dal momento che mi ritrovo ad essere seguito – inconsapevolmente, ho scoperto – da altri utenti, per cui se ne deduce che – nel poco circoscritto mondo Gmail – le liste dei contatti di ognuno di noi sono aperte e raggiungibili da altri, senza che i titolari abbiano fornito alcun tipo di consenso.

Ora, io non capisco perché per Buzz non sia stato deciso di seguire la stessa filosofia seguita dagli altri competitor (FriendFeed, Facebook, Twitter), ma a scanso di equivoci ho azzerato la situazione (non seguo gli update di nessuno e ho bloccato i miei update verso i miei ignari follower). E finché non si sarà dimostrato più rispettoso verso la mia e l’altrui privacy, la mia posizione verso Buzz rimarrà questa:

 
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Pubblicato da su 12 febbraio 2010 in Internet, Life, Mondo, mumble mumble (pensieri), news, privacy, social network

 

Ipnosi in formato MP3

Credo che l’esperimento di ipnosi collettiva condotto da Chris Hughes attraverso il sito www.socialtrance.com su migliaia di utenti (invitati tramite Facebook e Twitter) possa ben guadagnarsi il titolo di prima bolla di sapone del 2010 (con tutto il rispetto per chi, con le bolle, si esprime artisticamente). Non so se l’ipnotizzatore riuscirà a farlo registrare nel Guinness Book of Records, ma senz’altro è riuscito a far parlare di se’.

La struttura dell’evento ipnotico è stata diversa dal previsto: The Chris Hughes Hypnosis Webcast 2010 si è infatti concretizzato nella pubblicazione di un file in formato MP3 (la definizione di live webcast, non proprio centratissima, è rimasta sul sito web nonostante l’esperimento non potesse essere svolto in diretta).

Nella registrazione, la voce di Hughes porta l’utente a rilassarsi, per poi passare a pronunciare frasi motivanti, di quelle che danno la carica. Qualcosa di molto simile all’ascolto di un CD o una cassetta per il relax e l’autostima comodamente seduti in poltrona, con la differenza che ieri sera questa esperienza è stata vissuta contemporaneamente da migliaia di persone. Chi rimpiange  Giucas Casella ha tutta la mia comprensione.

 
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Pubblicato da su 5 gennaio 2010 in Internet, Life, Mondo, news, social network