RSS

Chi ha orecchie per fraintendere…

Ecco a voi l’ultima performance di Luca Giurato, giornalista televisivo che si presenta in TV tutti i giorni entrando nelle case degli italiani durante UnoMattina: in questo episodio non solo mostra di avere problemi di udito peggiori di quelli testimoniati dal suo modo di parlare (sempre che non ignori l’esistenza dei gechi), ma dimostra anche di non riuscire neppure a comprendere il senso dei discorsi che sta ascoltando. Striscia la mestizia!!!

A me, invece, danno fastidio i tordi.

 
1 Commento

Pubblicato da su 17 aprile 2008 in news

 

Quando il motore è verde

Non sto parlando di motori a scoppio alimentati a benzina verde, ma di motori di ricerca.

Domanda: i motori di ricerca inquinano? Non direttamente (più sotto capirete cosa intendo). Ma almeno fanno qualcosa per l’ambiente? Dipende: se un utente fa una ricerca su Internet e memorizza tutto ciò che trova senza stampare ne’ fotocopiare niente, dal punto di vista ambientale c’è un risultato positivo. Ma c’è chi vuol fare di più e andare oltre, come piantare alberi per contrastare le emissioni di gas serra e il carbonio presente nell’aria: è questa l’idea che ha fatto nascere Ecocho, presentato come il primo search engine ecologico della rete.

Ma dov’è il DNA ecologico di questa idea? Semplice: Ecocho, che tecnologicamente si “poggia” su due leader come Google e Yahoo, promette di piantare due alberi ogni mille ricerche effettuate. Il costo degli alberi viene coperto dalle inserzioni pubblicitarie pubblicate.

In homepage sono stati inseriti due counter: uno è il numero degli alberi piantati fino a quel momento, l’altro rappresenta l’anidride carbonica potenzialmente assorbita dagli alberi stessi.

L’idea alla base del progetto sembra buona, ma soprattutto è in grado di attirare l’attenzione di un vasto bacino di utenza e ha un approccio ambientalistico più diretto di Gigablast, altro motore di ricerca che si presenta come enviromentally friendly, basandosi su un presupposto più tecnico: secondo quanto descritto sul sito, l’algoritmo di ricerca di Gigablast è leggero ed efficiente, per cui implica l’utilizzo di un minor numero di server e, di conseguenza, un minor consumo di corrente elettrica.

La nuova frontiera dei servizi Internet è verde? Staremo a vedere…

 
Commenti disabilitati su Quando il motore è verde

Pubblicato da su 15 aprile 2008 in news

 

Exit poll 2008

Visto che questo post di due anni fa è molto gettonato, ne ho ripetuto il titolo, attualizzandolo.

In merito agli exit poll la parola d’ordine di quest’anno, segnala Mantellini, è stata prudenza. In merito ai risultati, invece, direi che ha dominato il fair play: avete presente la regola non scritta definita “hanno vinto tutti”? Quasi sempre rispettata, è quella regola non scritta che vede un politico sconfitto esprimersi comunque con soddisfazione per il risultato raggiunto, anche quando si tratta di una sostanziale débâcle, che fa rosicare per tutta la legislatura a venire. Ecco, quest’anno è stata in gran parte disattesa:

  • Walter Veltroni: “Come avviene in tutte le democrazie occidentali ho telefonato a Berlusconi per dargli atto della vittoria e fargli gli auguri di buon lavoro”. Tanto per rimanere nell’ambito delle citazioni storiche, nessuno ha ancora parlato di Walterloo, vero?
  • Fausto Bertinotti: “La mia vicenda di direzione politica termina qui, purtroppo con una sconfitta”.
  • Enrico Boselli: “Attendiamo la fine delle votazioni ma all’interno di questa durissima sconfitta della sinistra ci siamo pure noi”
  • Giuliano Ferrara: “Berlusconi ha ottenuto una vittoria a valanga. Catastrofico, invece, il risultato della mia lista”.

Comunque c’è anche chi la pensa diversamente, non so quanto a ragione o a torto. Comunque chapeau a chi sa ammettere la sconfitta senza troppi giri di parole e metafore poco comprensibili.

Ma tutto questo garbo non sarà una nuova forma d’arte politica?

 
1 Commento

Pubblicato da su 14 aprile 2008 in news

 

Un blog per le elezioni

No, non c’entra il blog del candidato politico che tenta la carta del web per attirare l’attenzione degli internauti: è il Blog di Reuters, con cui la famosa agenzia di stampa informa i propri utenti (in inglese e in italiano) sulle elezioni italiane. Tentando la carta del web per rinfrescare il proprio modo di fare informazione.

(via Pandemia)

 
1 Commento

Pubblicato da su 13 aprile 2008 in news

 

Anniversari: Google ricorda Meucci

Il logo di oggi su Google

Il 3 marzo aveva ricordato Alexander Graham Bell. E come avevo auspicato, oggi – per par condicioGoogle dedica il suo logo ad Antonio Meucci, nel bicentenario della sua nascita.

E qui scatta il Meucci Day, o Meucci Blog Day 🙂

Senza il telefono e senza linee telefoniche, Internet non esisterebbe.

UPDATE: Contrariamente a quanto è stato fatto in occasione dell’anniversario della nascita di Bell, il logo dedicato a Meucci compare solamente nell’edizione italiana di Google, ossia Google.it, mentre in quella internazionale (Google.com) non ce n’è traccia. Un “contentino” agli italiani?

Come “riconoscimento” è un po’ poco, considerando il fatto che il Congresso degli Stati Uniti (e non un tribunale italiano) l’11 giugno 2002 ha ampiamente riconosciuto il lavoro di Meucci nell’invenzione del telefono, dichiarando: “if Meucci had been able to pay the $10 fee to maintain the caveat after 1874, no patent could have been issued to Bell” (traduzione più o meno letterale: se Meucci fosse stato in grado di pagare la tariffa di 10 dollari per mantenere la registrazione dopo il 1874, nessun brevetto sarebbe stato rilasciato a Bell).

 
6 commenti

Pubblicato da su 12 aprile 2008 in news

 

Tag:

Scippa la notizia

Mi sembra rappresenti una pesante caduta di stile da parte di Striscia la Notizia, il fatto di aver mandato in onda, giovedì sera, un servizio sulla bufala degli abiti griffati George Clooney utilizzando contenuti video realizzati da Blogosfere senza citarne la fonte (e quindi lasciando supporre allo spettatore che fosse tutta farina del sacco di Antonio Ricci & C.).

Tra l’altro, Striscia è stata davvero poco tempestiva. Dopo il lavoro di ricerca dell’equipe di Blogosfere e ancor prima che la trasmissione televisiva mandasse in onda quel servizio, anche Vincenzo Mollica si è dedicato brevemente alla vicenda: la scorsa settimana il giornalista ha mostrato a Clooney – durante un’intervista – l’invito per la partecipazione alla fantomatica sfilata della griffe GC prevista per il 20 aprile. Risposta di George Clooney: “insane” (folle).

Probabilmente questo è solo il più recente episodio di una lunga serie di citazioni mancate. Ma stupisce che stavolta la protagonista sia una trasmissione televisiva che negli ultimi 20 anni ha consolidato una reputazione di integrità e onestà proprio per essere riuscita spesso a smascherare bufale e altre magagne.

Per chi si fosse perso qualcosa, Blogosfere descrive con efficacia l’accaduto in questo post.

 
5 commenti

Pubblicato da su 12 aprile 2008 in news

 

ICT, l’Italia fa quattro passi indietro

Il nostro Paese è classificato fra i più influenti nel mondo, tanto da meritarsi un posto nel forum dei G8. Però arretra in molte classifiche a livello mondiale: l’ultima retrocessione di cui si ha notizia, come si può leggere su Punto Informatico, è nella classifica del Network Readiness Index (presente nell’IT Global Report, stilato dal World Economic Forum). E’ un indicatore molto importante, perché rileva (uso le parole di PI perché centrano molto bene il concetto) “la capacità dei singoli paesi di abbracciare l’era digitale, di essere pronti all’adozione operativa, culturale ed economica delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie”.

Come siamo messi quest’anno? Malaccio, in 42esima posizione. Davanti ci sono nazioni come Cipro, Thailandia, Porto Rico, Barbados, Ungheria, repubblica Ceca, Tunisia, Cile. Lo scorso anno l’Italia si era posizionata 38esima, in miglioramento rispetto al 45esimo posto dell’anno precedente.

Sapete dove siamo forti, secondo il WEF? Per le tariffe dei servizi di telefonia mobile e dei servizi di connettività a banda larga, e non andiamo male neppure in tema di utilizzo dell’ICT da parte del Governo:

L'indice dell'ICT nel Governo

Sugli altri indici abbiamo ancora da correre parecchio: 94esimi per la qualità delle istituzioni scientifiche, 97esimi per quanto riguarda le capacità del Governo di promuovere l’ICT, 66esimi nella libertà di stampa.

Ma guardiamo la testa della classifica (e rosichiamo):

Le prime 15 posizioni

 
2 commenti

Pubblicato da su 10 aprile 2008 in news

 

Allarme Google: Street View viola la privacy?

A volte il mondo è davvero troppo piccolo…

Quasi un anno fa, parlando di Street View (il servizio legato a Google Maps che offre la possibilità di avere visuali fotografiche “terrestri”), scrivevo:

non mancheranno polemiche inerenti alla salvaguardia della privacy delle persone che si trovano ritratte nelle immagini disponibili su web.

Appunto: è di queste ore la notizia che i signori Aaron e Christine Boring di Pittsburgh, Pennsylvania, hanno aperto un’azione legale proprio nei confronti di Google. Il motivo? Le foto scattate presso la loro abitazione sarebbero state troppo indiscrete e avrebbero ripreso la casa, il vialetto d’ingresso, la piscina. Il tutto avrebbe provocato alla coppia “una grande sofferenza mentale”: la coppia ha acquistato la casa nel 2006, scegliendola perché ritenuta isolata e sicura. L’ideale, per due persone che soffrono di ansia e tengono alla propria privacy. Ma quando i due sono venuti a sapere che Google Maps, con le foto di Street View, metteva “in vetrina” la loro abitazione, hanno immediatamente denunciato BigG, chiedendo – oltre alla cancellazione delle immagini – un risarcimento danni di 25mila dollari. Il tutto si basa sul fatto che all’inizio del viale che porta alla villa c’è un cartello che dice “strada privata” e le macchine fotografiche di Google non avevano il permesso di entrare.

In effetti le immagini mostrano un livello di dettaglio impressionante e inquietante. Quella che sembra una strada è in realtà in vialetto – su terreno privato – che porta alla villa.

Cosa otterranno? Sicuramente la rimozione delle fotografie della loro casa: Larry Yu, portavoce di Google, ha dichiarato che l’azienda ha rispetto “di chi non gradisce alcune immagini sul sito”, ma ha aggiunto che la denuncia non ha alcun fondamento: “Le immagini per Street View sono prese da strade pubbliche”, ha dichiarato, aggiungendo che “tutto ciò che qualunque persona può facilmente vedere o catturare è di pubblico dominio”.

Due considerazioni:

  • i Boring (ironia della sorte, il termine in inglese significa noiosi) amano la privacy, ma oggi sono sulla bocca di tutti. L’ideale, per due persone che soffrono di ansia e tengono alla propria privacy. Speriamo non denuncino tutti i media che parlano della loro vicenda.
  • Che senso ha, per Google, pubblicare su Internet queste immagini?
 
6 commenti

Pubblicato da su 8 aprile 2008 in news

 

Grid farà invecchiare la banda larga? E chi non ce l’ha?

Leggo da più fonti della rete telematica sperimentale GRID, una tecnologia talmente potente da rendere obsolete le soluzioni broad band fino ad oggi utilizzate da noi poveri tapini: GRID infatti è “10mila volte più veloce di Internet” (o meglio, di un collegamento a banda larga) ed è stata progettata dal CERN di Ginevra, “che la metterà in funzione questa estate – riferisce l’ANSAper registrare i dati del Large Hadron Collider (LHC), il nuovo acceleratore di particelle progettato per analizzare come è nato l’universo” (e che alcuni studiosi ritengono foriero del poco trascurabile rischio di distruzione della Terra, o Apocalisse qual dir si voglia).

Qualche computer al CERN

E’ stato calcolato che gli esperimenti effettuati con l’LHC genereranno un’immane mole di dati, l’ordine di grandezza è di 10 PiB (Pebibyte) di dati all’anno (qualcosa come 10 milioni di miliardi di byte). GRID è stata realizzata innanzitutto per far viaggiare questi dati, ma la tecnologia utilizzata per il suo sviluppo potrà avere risvolti interessanti: “Con questo tipo di potenza informatica – spiega David Britton, fisico dell’Università di Glasgow – le generazioni future avranno la capacità di collaborare e comunicare in modi che le persone più anziane come me non possono nemmeno immaginare”. Una potenza tale da consentire, tanto per intenderci e ingolosire gli internauti che inseguono i download più veloci, di scaricare immagini molto elaborate, giocare in rete con centinaia di migliaia di navigatori e compiere videotelefonate ad alta definizione a costi ridotti”, spiega sempre l’articolo dell’ANSA. di stampa.

Va però puntualizzato che cotanta mastodontica potenza sarà a disposizione delle istituzioni universitarie che sono a vario titolo collegate al LHC, prima di essere fruibile dalle telco (e da noi utenti tapini). Quindi passerà molto tempo, prima che si possa viaggiare in Rete a simili velocità da casa nostra. E questi bei discorsi, ovviamente, è meglio che non arrivino alle orecchie di chi è costretto a navigare con un modem a 56 Kbps (quando va bene) su linea analogica (e in Italia gli utenti in queste condizioni non sono pochi)…

Soprattutto dopo aver visto in televisione gli spot di Alice Home TV con Elena Sofia Ricci che, in ascensore, si vanta con la vicina di casa di avere una soluzione on demand e una cineteca di oltre 3mila film che può vedere come e quando le pare (ma senza Alice 20 Mega la visione non è che sia proprio un bijoux).

 
1 Commento

Pubblicato da su 7 aprile 2008 in news

 

Numeri da webusiness

E’ possibile incassare 2,6 milioni di dollari (quasi 1,7 milioni di euro) a fronte un investimento di soli 280 dollari, per di più dilazionato in 14 anni?

Possibile è possibile. Il “come” chiedetelo a Chris Clark: nel 1994, agli albori del world wide web e dell’e-commerce, ha registrato il dominio pizza.com, nella speranza di poterlo rivendere – attraverso la propria società di consulenza – ad un’azienda del settore, “a pizza firm”, come spiega BBC News.

Nessuna pizza firm si è però dimostrata interessata al dominio, ma Clark – che nel 2000 ha ceduto l’attività – ha continuato a tenersi il suo pizza.com, pagandone il canone annuo di 20 dollari e sfruttandolo a scopo pubblicitario. Dopo 14 anni, quando ha sentito che il dominio vodka.com era stato ceduto per 3 milioni di dollari nel 2006, ha pensato di metterlo all’asta. La prima offerta è stata di 100 dollari. L’ultima, quella decisiva, di 2,6 milioni.

E tu, che dominio avresti registrato negli anni ’90?

(via Punto Informatico)

 
3 commenti

Pubblicato da su 6 aprile 2008 in Internet, news

 

Fischi per fiaschi, Waterloo per Austerlitz

(Questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo)

Nei giorni scorsi mi ero perso la performance di Luca Luciani, ma l’ho vista ieri sera nella replica di Deejay chiama Italia (bellissima trasmissione televisiva, forse proprio perché fatta in radio). Il capo dei domestic mobile services di Telecom Italia si è ispirato ad un’epica impresa per parlare di riscossa e vittoria. Come ormai tutti sanno, Luciani ha raccontato che Napoleone, contro ogni previsione, a Waterloo compì il suo capolavoro da condottiero. Peccato che a Waterloo fu sconfitto, mentre la sua più bella vittoria fu quella della battaglia di Austerlitz.

Tutto questo cosa ci insegna? Probabilmente poco, probabilmente ci dice solo solo che ai manager di oggi, forse, manca una base culturale che un tempo era irrinunciabile.

Tra l’altro, ancor prima di averne sentito parlare a scuola (e di capire come erano andate le cose), io sapevo già della battaglia di Austerlitz fin da piccolo, per averne letto un riferimento in una storia letta su Topolino, che ricordo ancora oggi. E questo cosa mi dice? Anche in questo caso poco o nulla, ma se Luca Luciani avesse letto (e ricordato) quella storia pubblicata da Topolino tanti anni fa, oggi lui non sarebbe certo ricordato da tutti per una figuraccia da collezione!

 
6 commenti

Pubblicato da su 5 aprile 2008 in media, Mondo

 

Expo 2015: un altro portale è possibile

L’Expo 2015 è stato appena assegnato a Milano e già spuntano alcune piccole magagne. Intendiamoci, al momento non si tratta di nulla di critico e irrimediabile: si tratta di aspetti comunicativi e mediatici, che riguardano il modo in cui l’evento viene presentato su Internet.

Il sito ufficiale, innanzitutto, pecca di cacofonia sintattica fin dal dominio: www.milanoexpo-2015.com. Il primo ad accorgersene è stato Marco Camisani Calzolari, osservando quanto sia improponibile e poco pronunciabile quel dominio con il trattino (già mi vedo scene del tipo “a che indirizzo lo trovo?” “vuvuvvù punto milano expò tutto attaccato trattino duemilaquindici scritto in cifre punto com” “eeeeeeeehhh??? trattino quello col meno o quello basso? ma dovevano proprio scriverlo così??”).

Ci sarebbe parecchio da dire anche sui contenuti: quando MCC ha scritto il suo post (ma anche il giorno dopo), il portale ancora non dava alcuna comunicazione sul fatto che Milano si fosse aggiudicata l’Expo. Un po’ di tempestività non avrebbe certo guastato, vista la portata dell’iniziativa.

Ma anche la forma non è esattamente il massimo: lunedì sera, nei commenti al post di MCC, ho scritto che – nell’insieme – il portale mi ricorda il fu portalone turistico Italia.it e vedo che la mia impressione è largamente condivisa, tanto che Lo Spremiagrumi boccia senza appello il nuovo portale dell’Expo 2015:

gia col sito italia.it avevamo fatto ridere il resto del mondo, questa volta riderà il resto dell’universo, apriamo una petizione per farlo chiudere, per farlo rifare … voglio un risarcimento morale … rovinate l’immagine del paese con queste operazioni di basso profilo!!!

Ed ecco che MCC riparte lancia in resta e da’ un seguito a questo grido di doloro, lanciando un’iniziativa (che secondo me stava già maturando) quantomai opportuna: Facciamo tutti insieme il sito dell’Expo 2015.

Un sito creato dalla blogosfera italiana sappiamo che sarà un ottimo prodotto, moderno, aperto e sempre aggiornato.
Organizziamoci con gli strumenti che conosciamo, creiamo un team forte, efficiente e strutturato, facciamoci pagare e poi dividiamo equamente/socialmente.

L’opera è importante e imponente, ma il tempo e le risorse per fare le cose bene, con criterio e qualità, non mancano di certo!

SPIGOLATURE

Apro qui una sezione con qualche appunto, ma credo che prima o poi nascerà qualcosa di più organico (un newsgroup, un blog), se segnalazioni e critiche costruttive aumenteranno.

L’ortografia è un’opinione? No, ma come sottolinea Aghost (qui e anche nei commenti di questo post), l’utilizzo degli accenti non è proprio da Accademia della Crusca...

Comunque nei testi l’accento è utilizzato in modo corretto (si scrive perché, non perchè).

 
11 commenti

Pubblicato da su 2 aprile 2008 in Internet, media, Mondo, news

 

Oggi pesce

(immagine tratta da Wikipedia

Cosa si saranno inventati oggi i media come pesci d’aprile?

(seguiranno aggiornamenti)

 
Commenti disabilitati su Oggi pesce

Pubblicato da su 1 aprile 2008 in Internet, Mondo

 

Ohiblog!

Avviso a tutti coloro che detengono un weblog. Marco Camisani Calzolari segnala:

“blog” è un marchio registrato

Facendo una ricerca ho scoperto che il termine “blog” è stato registrato nel 2005 da Giochi Prezioni S.P.A.
Tecnicamente potrebbero fare causa per usurpazione di marchio a chiunque lo utilizzi sul proprio… ehm… Diario online.

(cliccare per ingrandire)

Ma per cosa l’avranno registrato? Per una versione 2.0 di Cristal Ball?

 
1 Commento

Pubblicato da su 30 marzo 2008 in Blogosfera, Mondo

 

Della “chance” perduta

Doppia citazione, più un’aggiunta del sottoscritto

Vittorio Bertola riprende da Repubblica.it un titolo ortograficamente non corretto, sottolineando l’errore:

repubblica-veltroni-ortografia.png

Dopo un’oretta, la testata corregge il titolo. Lo rileva Stefano Quintarelli, che commenta “Nel dubbio ortografico, è più facile cambiare frase”:

Un refuso può capitare, ma la virata sull’italiano fa pensare anche a me – come a Stefano – che non si sapesse bene dove mettere quella H. Ma anche non sapendo bene come scrivere la parola chance (problema risolvibile anche in Rete, grazie a Google e ad un’infinità di altre soluzioni), dal momento che l’articolo cita Newsweek, perché non dargli un’occhiata?

chance.jpg

 
2 commenti

Pubblicato da su 30 marzo 2008 in Internet, media, Mondo, news