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Numeri da webusiness

06 Apr

E’ possibile incassare 2,6 milioni di dollari (quasi 1,7 milioni di euro) a fronte un investimento di soli 280 dollari, per di più dilazionato in 14 anni?

Possibile è possibile. Il “come” chiedetelo a Chris Clark: nel 1994, agli albori del world wide web e dell’e-commerce, ha registrato il dominio pizza.com, nella speranza di poterlo rivendere – attraverso la propria società di consulenza – ad un’azienda del settore, “a pizza firm”, come spiega BBC News.

Nessuna pizza firm si è però dimostrata interessata al dominio, ma Clark – che nel 2000 ha ceduto l’attività – ha continuato a tenersi il suo pizza.com, pagandone il canone annuo di 20 dollari e sfruttandolo a scopo pubblicitario. Dopo 14 anni, quando ha sentito che il dominio vodka.com era stato ceduto per 3 milioni di dollari nel 2006, ha pensato di metterlo all’asta. La prima offerta è stata di 100 dollari. L’ultima, quella decisiva, di 2,6 milioni.

E tu, che dominio avresti registrato negli anni ’90?

(via Punto Informatico)

 
3 commenti

Pubblicato da su 6 aprile 2008 in Internet, news

 

3 risposte a “Numeri da webusiness

  1. aghost

    6 aprile 2008 at 20:01

    io italia.it!!! 😀

     
  2. antgri

    6 aprile 2008 at 20:19

    Beh chi fa SEO (Searh Engine Omptimization) sa che nulla può battere un buon dominio!
    Anche se nel e-commerce quello che fa la differenza è l’usabilità dei servizi e la SEO praticata sulla struttura e i contenuti.
    Che dominio avrei registrato?
    http://www.giovannipaolosecondo.it 🙂

     
  3. Sergio Piano

    24 aprile 2008 at 23:31

    Regna molto confusione per quanto riguarda il mondo dei domini,anche tra giornalisti. Cybersquatting è una pratica illegale che consiste nel registrare un marchio(tipo coca cola.com o bbc.com) o nome noto di qualche personaggio famoso in malafede. Invece, registrare un nome generico(tipo pizza.com o vino.com ), non solo è lecito ma è un affare molto redditizio.
    Ormai all’estero capiscono che un nome di dominio è come un immobile “virtuale” dove si può costruire un’azienda o attività che potrebbero fare affari in tutto il mondo.
    2 millioni di euro per un terreno edificabile al centro di Milano non desterebbe grande sorpresa. Con pizza.com il proprietario può costruire un grattacielo nella piazza mondiale di internet. Un vero affare.
    La cosa che dovrebbe sorprendere e preoccupare è che se il proprietario avesse offerto il dominio in giro per l’Italia qualche giorno fa, avrebbe fato fatica a venderlo per 5000 euro a qualsiasi “imprenditore”. Rifletteteci. Non solo non l’abbiamo comprato il nome anni fa,qui nella terra della pizza, ma non comprendiamo nemmeno l’attuale mercato.
    Questo è il vero digital divide.

     
 
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