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Fumo negli occhi

Dal post La fiera dei luoghi comuni di Roberto Dadda:

Da ieri la versione di Google del Regno Unito ha lo sfondo nero.

Dicono di volere richiamare l’attenzione sul problema del risparmio energetico. Peccato che nei video LCD, la stragrande maggioranza, la retroilluminazione resta comunque accesa e il mantenimeto di un pixel al nero consuma molta più energia di quanto non consumi un pixel bianco!

In altre parole per sensibilizzare gli inglesi sul problema del consumo energetico li si porta a consumare più energia. Bizzarro!

Sottoscrivo e aggiungo che non ho ancora capito se questa trovata dal black background è frutto di ignoranza, oppure è semplicemente un modo per conquistare il consenso delle persone poco competenti in materia. Già, perché per raggiungere questo obiettivo è molto più facile paragonare lo sfondo nero ad una luce spenta, che offrire una spiegazione completa di come stanno realmente le cose (che in questo caso non è poi così complicato).

Nel medesimo post, Dadda sottolinea poi quanto sia stato gonfiato a dismisura l’allarmismo sulla mozzarella di bufala campana e, tra le righe, c’è un suggerimento per fare un buon affare:

In un bellissimo negozio del centro di Milano ieri mi sono comperato due mozzarellone di bufala campana ad un terzo del prezzo al quale mi erano state vendute l’altro ieri perché la gente non la compera più per via del fatto che in qualche allevamento sono stati trovati 3 picogrammi/grammo di diossina più del permesso senza tenere conto che si tratta comunque di una quantità infinitesima e che di diossina probabilmente ne assumo molta di più passeggiando per Milano e mangiando salmone e maiale. Quello che davvero è pericoloso nella mozzarella, se si esagera, è il grasso e per esagerare basta mangiarne MOLTO meno di quanto non renda pericoloso consumarla anche con la diossina a 6 pg/g (il valore massimo riscontrato a fronte di un massimo consentito nei latticini di 3).

Se i prezzi sono scesi così anche nei negozi della mia zona, domani vado a comprarmi anch’io un paio di mozzarellone (il pesce lo mangiavo anche prima).

 
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Pubblicato da su 30 marzo 2008 in (dis)informazione, Internet, media, Mondo

 

Maldestro e comico, ma comunque da evitare

Ho già parlato in varie occasioni di phishing, ossia di quei messaggi di posta elettronica spediti massivamente per carpire dati sensibili (coordinate bancarie, numeri di carta di credito, credenziali di autenticazione, eccetera). E’ vero che ogni tanto capita di imbattersi in alcuni phisher davvero scaltri, ma mi è capitato di citare – anche su queste pagine – vari casi di phishing maldestro, in cui il truffatore confeziona talmente male le sue mail truffaldine che cascarci è un’impresa da utonti. Quella che ho ricevuto oggi, però, va oltre e mi fa sbellicare dalle risate:
malmacom.jpg

A parte il fatto che si tratta della classica traduzione automatica (che sarebbe inutile, se il mittente fosse effettivamente Poste Italiane), anche Thunderbird – il mio client di posta elettronica – nutre fondati sospetti che il messaggio in questione “possa essere un tentativo di frode”. Ma per tutti quei messaggi che possono generare dubbi nell’utente, ricordo una cosa fondamentale: un istituto bancario, una compagnia di assicurazion, Poste Italiane o altre organizzazioni non chiederebbero mai all’utente una conferma dei dati personali attraverso un link in una mail.

Quindi, se ricevete mail del genere, cestinatele. Prima, però, vi invito ad inoltrare una segnalazione alla Polizia Postale e delle Comunicazioni e ad Anti-Phishing Italia. Il phishing è un reato e chi se ne rende colpevole rischia l’arresto.

 
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Pubblicato da su 29 marzo 2008 in Internet, media, truffe&bufale

 

Completezza d’informazione

L’ANSA (probabilmente la più nota agenzia di stampa italiana) oggi riporta:

Test identifica influenza in 2 ore

Messo a punto nel National University Hospital di Singapore

(ANSA) – CATANIA, 24 MAR – Un nuovo test molecolare e’ in grado di diagnosticare rapidamente l’influenza: un paio di ore invece di diversi giorni. Le prove di valutazioni sul primo lab-on-chip, denominato VereFlu, sono state eseguite positivamente nel National University Hospital di Singapore. Il sistema e’ in grado di identificare e differenziare, con un singolo test, ceppi di virus influenzali umani A e B, compreso il ceppo dell’influenza Aviaria H5N1.

Nulla da dire sugli studi condotti dal National University Hospital di Singapore. Però manca qualcosa, di cui fortunatamente da’ notizia ZDNet nelle sue Tech News: il lab-on-chip è stato sviluppato da STMicroelectronics, che per i test e la realizzazione del dispositivo ha lavorato a Singapore (in collaborazione con Veredus Laboratories).

Come sottolinea puntualmente Alfonso Fuggetta evidenziando il lavoro di ST, si tratta di un bel risultato per la nostra azienda (“nostra” intendo italiana). Questa considerazione mi trova pienamente d’accordo ed è un peccato che un’agenzia di stampa italiana non abbia ritenuto opportuno (ne’ importante) sottolinearlo. Sarebbe stato sufficiente sintetizzare quanto comunicato dalla stessa ST.

 
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Pubblicato da su 24 marzo 2008 in news

 

Vista? Service Pack 1? Ma che fretta c’è?

 Da Punto Informatico, oggi:

Vista SP1 bisticcia con alcuni driver Intel

Vista SP1 incompatibile con un driver Intel molto diffuso

Roma – Nella lista dei driver con cui il Service Pack 1 (SP1) di Windows Vista non va d’accordo c’è anche quello del chipset 945G Express di Intel, un componente assai diffuso sui PC consumer.

Questo chipset con grafica integrata viene oggi impiegato da praticamente tutti i maggiori produttori di PC, e lo si trova su centinaia di modelli di desktop e di notebook. Microsoft ha fatto sapere che fino a che non risolverà l’incompatibilità, gli utenti di PC basati su 945G Express non potranno installare l’SP1 via Windows Update o Aggiornamenti automatici.

Alcuni utenti dell’SP1 hanno segnalato anche altri problemi, alcuni dei quali riportati in questo post del Windows Vista Team Blog.

Io manterrei la dicitura Beta ancora per qualche mese…

 
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Pubblicato da su 24 marzo 2008 in Internet, Mondo, news

 

Blogbabel dice basta

Non so se la temporanea sospensione di Blogbabel (di cui ho appreso tramite Mantellini) sia una trovata pubblicitaria, come osserva Dario Denni. L’attività di BB, che la si apprezzi o meno, resta uno studio e un progetto interessante. Non voglio entrare nei dettagli di ciò che sta dietro al bailamme della vicenda, mi domando solo se qualcuno non stia soffrendo di ansia da prestazione.

P.S.: ma adesso qualcuno volterà pagina e rivolgerà la propria attenzione verso Wikio? Riconsidererà Technorati?

 
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Pubblicato da su 23 marzo 2008 in Blogosfera, Internet

 

Buona Pasqua

Settimana di passione sotto molti punti di vista, quella che si sta chiudendo. Ma per fortuna si sta chiudendo in serenità. E proprio su quest’onda auguro a tutti voi una serena Pasqua e una rigenerante Pasquetta. Ovunque voi siate o andiate.

 
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Pubblicato da su 22 marzo 2008 in Mondo

 

Il cellulare? Uno scaldino

Poi dicono di noi italiani… cito testualmente da Punto Informatico:

Assolto: usava il cell per scaldarsi

Il camionista era stato fermato dalla polizia tedesca con l’accusa di aver guidato mentre parlava al telefonino

Roma – Suscita interesse e una qualche ironia il fatto che un camionista tedesco sia riuscito ad evitare una pesante sanzione per guida col cellulare, sostenendo che il telefonino lo usa per scaldarsi.

In particolare, al magistrato ha dichiarato che quando è stato “pizzicato” col telefonino sull’orecchio tutto quello che stava facendo era tentare di scaldare la parte, sofferente per un dolore cartilagineo proprio all’organo uditivo.

Quando è stato fermato dalla polizia gli agenti non devono avergli creduto perché ha dovuto ripetere la sua storiella dinanzi al tribunale di Hamm, dove invece ha trovato… ascolto. “Avevo un dolore all’orecchio – ha dichiarato – e peggiorava perché la cabina non si era ancora scaldata, sul mio camion ci mette un po’. Così ho afferrato il cellulare che era rimasto in carica e l’ho attaccato al mio orecchio, proprio nel momento in cui la polizia mi ha fermato”.

A sostenere la sua tesi anche la bolletta con il dettaglio delle chiamate, dalla quale si dovrebbe dedurre che il telefonino non era in uso quando è stato fermato dalla stradale.

Forse era meglio un paraorecchie

 
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Pubblicato da su 18 marzo 2008 in media, Mondo

 

Elitel sta svanendo

Dopo un periodo alquanto tormentato, Elitel – operatore di telecomunicazioni appartenente al gruppo ViveLaVie – è in agonia: per la società, in liquidazione stando a quanto reso noto da un comunicato sindacale, è previsto un progetto di concordato preventivo presso il Tribunale di Milano, mentre presso quello di Roma pende un progetto di concordato preventivo per Elitel Telecom SpA. Anche in casa ViveLaVie la situazione è tutt’altro che facile: ViveLaVie, dalla scorsa settimana, in base ad un provvedimento emesso dal Tribunale di Milano a seguito di un ricorso presentato in base all’art. 2409 del Codice Civile, risulta essere sottoposta all’attività di controllo di un amministratore giudiziario, finalizzata a chiarire determinati episodi di gestione della Società.

Nel frattempo, Plexia – operatore di comunicazioni con sede a Genova – ieri ha diffuso un comunicato stampa annunciando di aver rilevato da Elitel i suoi 20mila clienti business.  Tra questi clienti non sembrano rientrare gli utenti consumer, ossia i privati (e a quanto pare ne esistono ancora, anche se in dichiarate situazioni di difficoltà, come si legge qui), ma non è chiaro nemmeno se nei numeri del porting tra Elitel e Plexia rientrino anche gli utenti dei servizi di posta, o i clienti di servizi di hosting e housing.

Oggi chi cerca il sito http://www.elitel.it / http://www.elitel.biz (domini storicamente legati al gruppo di cui portano il nome), viene condotto ad una subdirectory del sito Plexia.com. Elitel sta dunque scomparendo, anche dal web. Quindi, se qualcuno oggi non sapesse più a chi rivolgersi per capire come regolare (ripristinare o cessare) il proprio rapporto con Elitel, credo non possa fare altro che rivolgersi a Plexia, dal momento che l’azienda – nella pagina web a cui si giunge digitando http://www.elitel.it – dichiara:

PLEXIA acquisisce la titolarità dei contratti di Elitel S.r.l.

A seguito della cessione del business commerciale di Elitel S.r.l. a PLEXIA S.p.A., quest’ultima diventa titolare del vostro contratto, senza variare in alcun modo le condizioni generali sottoscritte.

In bocca al lupo, dunque, agli ex utenti Elitel e a Plexia!

 
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Pubblicato da su 18 marzo 2008 in Internet, Mondo, news, telefonia, TLC

 

FTTH, per dare propulsione all’economia italiana

Negli ultimi anni  Cinquanta la politica ha ritenuto essenziale, per lo sviluppo economico del Paese, realizzare l’Autostrada del Sole. Nel 1964 il presidente Moro ha inaugurato l’Autostrada del Sole. Ecco: il costo di una rete in fibra, che colleghi tutte le abitazioni di tutti gli italiani, quindi un progetto enorme, capillare, costa – probabilmente – circa come l’Autostrada del Sole. Probabilmente meno. E sarebbe un motore che darebbe una propulsione enorme all’economia italiana.

(Stefano Quintarelli)

Io stasera, nel giro di due ore, ho avuto l’ADSL di casa a singhiozzo. Tempo di connessione complessivo: 32 minuti (nell’arco di due ore). Alle 20.30 mi ha abbandonato del tutto (ora sono in dial-up con il fido modem a 56 kbps).

Ultimamente la cosa si ripete con una certa frequenza. Con un’infrastruttura di telecomunicazioni in queste condizioni, dove vogliamo andare, noi italiani?

 
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Pubblicato da su 17 marzo 2008 in Internet, Mondo, tecnologia, TLC

 

In viale Mazzini c’è ancora l’amianto

Settimana impegnativa questa, e probabilmente anche la prossima. Tempo per il blog, poco o nulla.

Tra le cose lette oggi, mi ha colpito questa segnalazione di Dario Denni:

Interessante articolo di Alberto Guarnieri su Il Messaggero di oggi.Si da notizia che la Rai ha venduto la sede di Venezia e che il progetto di dismissione degli immobili non ha solo fini organizzativi o di risanamento delle casse di Viale Mazzini. No, c’è altro…

Il fatto è che a viale Mazzini c’è l’amianto.
Nel 2008.
L’amianto.
Il cavallo è d’amianto? Che ridere…

Rai
(cliccare per ingrandire)

Purtroppo c’è ancora in giro parecchio amianto, giusto dalle finestre di casa mia vedo un paio di tetto in fibrocemento che sarebbero da sostituire completamente. E sono molte le aziende che non hanno provveduto alla bonifica dei propri capannoni. Fra le realtà che sono rimaste agli stessi livelli ve ne sono molte appartenenti alla pubblica amministrazione e il fatto che ci sia una sede Rai satura di amianto purtroppo non suscita meraviglia ne’ fa notizia nel 2008… basta guardare quanto spazio ha dedicato il Messaggero a questa cosa.

Come mai fino ad oggi in Rai non sia ancora stato rimosso l’amianto presente, non è dato saperlo. Il sospetto che mancassero i soldi mi era sorto a gennaio.

 
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Pubblicato da su 16 marzo 2008 in Mondo

 

Wikiteca

Qualche giorno fa alcuni giornalisti dell’Observer, parlando del blog di Beppe Grillo, sono riusciti a prendere fischi per fiaschi. Ma non compatiamo le testate estere, guardiamo anche le nostre: PdA segnala quella che definisce una nuova imperdibile chicca di Corriere.it, contenuta in un articolo che parla del raduno dei wikipediani italiani: 

Un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di Internet che in numero di contatti supera anche YouTube

Son tanto prolifici, i wikipediani, che il debutto è lontano, ed è cosa remota, superflua, vacua. Finanche per i novizi. Tipo «Pietro Dn» e «Ramac», 13 e 14 anni. «L’esordio? Boh. Deve sapere che spediamo un’infinità di informazioni tecniche che traduciamo dall’inglese ». Ah. E le vostre mamme lo sanno?

E io che pensavo che fosse un’enciclopedia ibera. Ma secondo voi, tra i due vocaboli che riporto qui sotto (definizioni tratte dal dizionario De Mauro), quale definisce meglio Wikipedia, fermo restando l’aggettivo virtuale?

bi|blio||ca
s.f.
1 AU sala o edificio in cui sono raccolti e ordinati i libri destinati a consultazione, lettura, studio e sim.: studiare, far ricerche in b.; b. civica, nazionale, capitolare, universitaria | estens., raccolta ordinata di libri: b. pubblica, privata, di famiglia | fig., spec. scherz., b. ambulante, vivente, persona eruditissima e che sa tutto
2 BU collana di libri simili per argomento e formato o destinati a un pubblico particolare: b. dei classici, dei libri per ragazzi
3 BU libreria, mobile a scaffali per la collocazione dei libri

en|ci|clo|pe||a
s.f.
1 AD opera che raccoglie ed espone organicamente tutto il sapere o specifici ambiti di esso: e. sistematica, organizzata secondo un ordine logico; e. alfabetica, organizzata secondo l’ordine alfabetico | solo sing., per anton., spec. con iniz. maiusc., l’Encyclopédie francese di Diderot e d’Alembert | BU enciclopedismo, cultura enciclopedica
2 CO fig., scherz., persona di vastissima cultura: essere un’e. ambulante
3 TS ling., insieme delle esperienze e conoscenze acquisite che integrano la competenza linguistica del parlante

 
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Pubblicato da su 11 marzo 2008 in Internet, media, news

 

Mario??

Chi mi conosce sa che le classifiche relative ai blog – che osservo con rispetto – non generano in me interessi particolari, ne’ tensioni o aspettative.

Però mi sembra che quella dell’Observer sia condita di imprecisioni. Un esempio:

“Grillo’s name for Mario Mastella, leader of the Popular-UDEUR centre-right party, is Psychodwarf.” 

(via Wittgenstein)

 
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Pubblicato da su 10 marzo 2008 in Internet

 

Reo confesso

Stefano Quintarelli segnala che secondo il garante della concorrenza Catricalà, le multe dell’Antitrust sono poco efficienti

Sul Sole 24 Ore di oggi:

l’Antitrust è sempre più convinta che per dare un’iniezione di concorrenza gli impegni vincolanti assunti dalle aziende sotto indagine siano preferibili al “vecchio” sistema delle multe (spesso contestate, ridotte o annullate dalla giustizia amministrativa).

L'(in)efficacia, più dell’inefficienza, delle sanzioni comminate dall’Antitrust è stata ampiamente dimostrata, almeno nel settore delle telecomunicazioni, dal fatto che gli operatori multati hanno da anni un comportamento recidivo (=continuano a violare le regole della concorrenza e della pubblicità ingannevole, vengono condannati a pagare le multe, ma non desistono dal comportarsi in modo scorretto). Questo significa che le sanzioni non hanno mai costituito una preoccupazione per le telco, essendo di importo irrisorio e ridicolo, soprattuto se confrontate con il loro volume d’affari. Fino a qualche mese fa il limite massimo per una sanzione pecuniaria in questi casi era di 100mila euro, recentemente è stato portato a 500mila. Una cifra ancora trascurabile, per i bilanci – ad esempio – di un’azienda come Telecom Italia.

Il presidente dell’Antitrust preferisce gli impegni vincolanti assunti dalle aziende sotto indagine. Ma quando questi non vengono rispettati, a che cosa si va incontro?

 
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Pubblicato da su 5 marzo 2008 in Mondo, news

 

I Nine Inch Nails in Creative Commons

Dopo l’iniziativa dei Radiohead, che hanno deciso di distribuire online il loro ultimo ultimo album a prezzo libero, ecco che i Nine Inch Nails mantengono la promessa (ne avevo fatto cenno qui) e – come annuncia trionfalmente Lawrence Lessig – rilasciano il loro nuovo lavoro con licenza Creative Commons. In verità, il lancio dell’album Ghosts I – IV è alquanto articolato: nel sito dedicato al loro ultimo lavoro, i NIN offrono svariate opzioni a fan e curiosi che lo vogliono ascoltare.

L’aspetto più interessante riguarda Ghost I, ossia le prime nove tracce (l’intero album è composto da 36 brani), per le quali viene concesso il download gratuito. Questa opzione, anche se non comprende l’intero album, dovrebbe essere in grado di accontentare i palati e le orecchie più esigenti. I NIN dichiarano infatti:

Your free download includes:

– High-quality MP3 files

– 100% DRM-free, playable on any device capable of playing MP3s.
– encoded with LAME at 320 kbps.

– A 40-page PDF book covering the whole release
– The digital extras pack, with wallpapers, icons, and other graphics for your computer, website, profile, etc.

Anche fra le altre opzioni di vendita, comunque, ci sono possibilità interessantissime: l’intero album Ghost I – IV, con tutti i 36 brani, è disponibile in download al prezzo di 5 dollari (3,2935 euro al cambio odierno). Stessa qualità, sempre DRM-free, possibilità di riproduzione con e senza iTunes. Chi vuole l’edizione “standard” in doppio CD spende 10 dollari (poco più di 6,5 euro), poi ci sono le edizioni DeLuxe (75 dollari) ed Ultra-DeLuxe (300 dollari) per i fan che non vogliono rinunciare alle reliquie.

La prima opzione è dunque un assaggio di buona qualità e se il motto chi assaggia ritorna corrisponde a verità, i NIN potrebbero presto guadagnare nuovi fan disposti ad acquistare anche gli altri brani dell’album. In effetti l’iniziativa è già un successo quantomeno a livello di hype, come riferisce una nota sulla pagina che descrive le opzioni di vendita:

NOTICE: We are experiencing an extremely high volume of traffic and orders right now. We are working nonstop to improve site performance. If you have any problems attempting to order or download, please try again later today. Thanks for your patience.

Niente da dire, la musica è cambiata.

 
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Pubblicato da su 3 marzo 2008 in Internet, media, Mondo, news

 

Anniversari

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Il logo di Google oggi celebra lo scienziato e inventore scozzese Alexander Graham Bell (nato il 3 marzo 1847), proponendone un simpatico ritrattino con il telefono in mano. Ovviamente mi aspetto che il 13 aprile ci sia un richiamo almeno analogo ad Antonio Meucci.

UPDATE: Marco Molinari propone, per il 13 aprile 2008 (bicentenario della nascita dell’inventore), il Meucci Blog Day 

13 aprile 2008

MEUCCI BLOG DAY 

 
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Pubblicato da su 3 marzo 2008 in Mondo, telefonia