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La rete che cambia la comunicazione

22 Set

Quanto dista l’informazione convenzionale, di stampa e TG, da quella che viene dai blog? Si può arrivare fino a 36 ore. Da Blogosfere:

Giovedì pomeriggio, verso le 15.00, il sito TheRegister parlava di un pdf con tutti i segreti della Ferrari pubblicato sul sito FIA per errore. Si tratta del verbale del Consiglio del 13 settembre nel quale si è deciso di multare e punire la McLaren in merito alla spystory che ha visto la Ferrari come vittima. A causa di una incredibile svista della FIA tutte le informazioni secretate (con delle banali pecette) sono visibili con un semplice copia/incolla su Blocco Note. L’errore ha scatenato la blogosfera. Verso le 18.00 DownloadBlog riportava la notizia che poi è finita anche su Internet e qualche minuti dopo su Blogosfere e Mondo Auto.

Pensavamo che facesse il giro di tutti gli organi di informazione, ma ci sbagliavamo. Infatti nella mattinata di venerdì solo i blog parlavano del pdf incriminato e di questa incredibile vicenda.

Alle 15:30 finalmente è stato Corriere.it ha dare il via alle “danze” piazzando la notizia in apertura sulla homepage. Poi è toccato a Gazzetta.it, Repubblica.it, LaStampa.it, IlGiornale.it e a molti altri portali di informazione. Verso le 19:00 anche Televideo Rai e Mediavideo ne parlavano. Insomma circa 24 ore dopo la blogosfera anche gli organi di informazione tradizionale si sono attivati. Alle 19:01 SkyTg24 dava per la prima volta la notizia, inserita anche nella scaletta dei vari telegiornali serali (relegata però a news di seconda fascia). Fino ad arrivare ai giornali che solo oggi regalano uno spazio ai segreti non più segreti della spystory Ferrari-McLaren (senza citare blog e blogosfera). Quindi la differenza tra blog e informazione cartacea sta tutta qui: 36 ore. Questo ci fa riflettere. Dovrebbe far riflettere tutti…

Fa riflettere eccome. Anche perché, come osserva Sergio Maistrello su Apogeonline (in un articolo assolutamente centrato, da leggere), “le grandi testate d’informazione italiane guardano a Internet con curiosità. Morbosa, perlopiù, tant’è che non perdono occasione per raccontarne la cronaca nera più improbabile. Costituiscono un’eccezione le dichiarazioni istituzionali di quanti sentono l’urgenza di regolamentare, vincolare, proibire, restringere, codificare – inutilmente, ma loro non lo sanno. E le improbabili celebrazioni di anniversari che nessuno, dentro alla Rete, festeggia davvero”.

Internet e i blog stanno trasformando le strade dell’informazione: dai politici ai gruppi armati, dal marketing alle università, sono sempre di più quelli che vivono e scelgono la Rete per comunicare con il mondo e, forse, per gettare le fondamenta necessarie a cambiarlo, nonostante ci sia chi se ne accorge e tenti di eliminare il problema alla radice.

 
13 commenti

Pubblicato da su 22 settembre 2007 in Links, media, Mondo, news

 

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13 risposte a “La rete che cambia la comunicazione

  1. Alberto

    22 settembre 2007 at 22:33

    senza citare blog e blogosfera…
    Quindi oltre che poco etici sono anche incompetenti: cosa costa ad una grande testata giornalistica pagare una persona avvezza al mondo del web 2.0 per spulciare blog, twit e quant’altro in modo da avere notizie che nascono nella serata pronte per andare in stampa nella notte?

     
  2. Leo23

    23 settembre 2007 at 08:58

    Complimenti per l’articolo e forse riesco a spiegarti il segreto di quanto è successo.
    Penso che i giornalisti che scrivono su Gazzetta, Corriere e Repubblica, siano persone “vecchie”, tecnologicamente parlando. I blogger sono giovani, vivaci e senza niente da perdere, questo è quello che ci distingue. Abbiamo “capi redattori” altrettando giovani che perdono tempo ad insegnarci come mettere in piedi una notizia, che ci correggo il testo quando necessarrio, che ci criticano quando sbagliamo, ma che ci offrono sempre una seconda possibilità. Un tempo anche i “veri” giornali erano qualcosa di simile, ma ora non lo sono più.
    Sinceramente speravo che il nome del blog per il quale scrivo fosse citato tra quelle parole sulla FIA, ma non l’ho trovato neanche di striscio. Siamo stati i QUARTI nel mondo a pubblicare la NEWS e i PRIMI in italia, ma loro non ci hanno neanche degnato di uno sguardo anzi hanno addirittura sbagliato i riferimenti prendendo blog a caso (cmq contento per i questi blog) e qui si vede il divario tecnologico, non sono neanche stati in grado di cercare i blog giusti (Il titolo del Corriere.It è motlo simile a quello di DownLoadBog.it).
    Noi blogger siamo obbligati a citare la fonte, è una delle tante regole non scritte, una specie di “Se Vinco Io, Vinci Tu”.
    Alcuni se lo dimenticano, altri copiano persino il testo cambiando qualche parola qua e là, ecco questi non sono blogger sono solo finti giornalisti.
    Personalmente questo è il secondo scoop che faccio, il primo era legato all’hacker che diceva di essere in possesso del libro di HARRY POTTER prima della sua uscita ufficiale e anche in precedenza nessuna citazione.
    GIORNALI…SVEGLIAAAAAAAA!

     
  3. Ferd

    23 settembre 2007 at 10:39

    concluderei dicendo che i blog salveranno l’informazione 🙂

     
  4. db

    23 settembre 2007 at 17:47

    Ferd, il tuo commento sarà sicuramente gradito a molti 😉

    Il fatto è che, a mio avviso, non possiamo semplicemente affermare che i blog sono più avanti delle testate tradizionali.

    In questo momento lo sono potenzialmente, e spesso anche di fatto, ma come dice Leo23 esiste una sorta di digital divide, un vero e proprio gap tra chi guida le testate giornalistiche e chi vive in rete, dove l’informazione – per forza di cose – gira molto velocemente.
    I blog sono anche più avanti nel rispetto della fonte dell’informazione, concetto spesso sconosciuto o ignorato da molti media tradizionali. E questo, sempre a mio avviso, li rende più attendibili. Sull’autorevolezza possiamo sempre discutere, ma resta il dato di fatto che è in atto un cambiamento radicale nel modo di fare informazione e la rete, con il mondo dei blog (vogliamo chiamarlo blogosfera?), stanno giocando un ruolo determinante.

     
  5. Oscar Ferrari

    23 settembre 2007 at 19:52

    D´accordissimo sul “digital divide”, ma in molti giornali locali non vi è solo quello. Un blogger può scrivere delle eventuali malefatte di un imprenditore locale ma un giornalista difficilmente avrà la voglia e la possibilità di spulciarne l´attività ( soprattutto se il giornalista è un precario e l´imprenditore è azionista della testata)

     
  6. Ermanno

    23 settembre 2007 at 20:08

    Blogger come giornalisti piu’ liberi?
    Anche questo e’ un bel concetto 😉

     
  7. Bob

    24 settembre 2007 at 08:53

    Però anche tra i “bloggher” c’e’ qualcuno che non rispetta le regole. Eccone un paio, che preferiscono non citare le fonti da cui hanno appreso le notizie, neanche la scoperta fosse loro:
    http://blog.quintarelli.it/blog/2007/09/la-fia-i-segret.html
    http://www.maxkava.com/2007/09/pdf-con-pecette-la-fia-non-ricorda.html

     
  8. Bob

    24 settembre 2007 at 08:57

    x Oscar Ferrari

    d’accordo su quanto dici tu ma stai parlando di un concetto diverso: quello è liberta’ d’informazione e diritto di cronaca.
    Qui invece si parla dei media convenzionali che arrivano tardi sulla notizia e non riconoscono i meriti della rete, che ne sta offuscando l’attendibilita’ e sempre piu’ spesso anche l’autorevolezza.

     
  9. Alan

    24 settembre 2007 at 15:27

    @ Bob

    va be’, hai citato Quintarelli e Cavazzini, due eclatanti esempi di persone che se ne stanno sul loro piedistallo e non interagiscono con il prossimo se non per interesse… 😦

     
  10. massimo cavazzini

    24 settembre 2007 at 17:25

    Bravo Dario, bel post 🙂
    In linea generale sono d’accordo con quanto scrivi, ma bisogna cmq considerare che i tempi di pubblicazione di una testata on line non possono essere quelli di un blog (testata per altro prestigiosa e a cui collaborano numerosi esterni, il che allunga ulteriormente i tempi). Il blog sarà sempre in anticipo, vuoi perchè più flessibile, vuoi perchè non ha i vincoli tipici delle testate (banalmente, la verifica accurata delle fonti, l’approvazione del caporedattore, ecc).

    @Bob: io la fonte della notizia l’ho citata. Se non ho letto la news sul sito X e Y ma su quello Z, non credo sia una colpa… Concetto estendibile a tutti: una persona può leggere un numero limitato di fonti e generalmentre legge quelle che ritiene affidabili/interessanti/credibili. Se X fa lo scoop ma io non leggo X, leggerò su Y e citerò Y. C’est la vie 🙂

    @Alan: mi spiace, ma se scrivi certe cose vuol dire che proprio non mi conosci (Stefano si difenderà da solo se vorrà, ma sono certo che non conosci nemmeno lui…). Ad ogni modo, io sono interattivo da anni…

     
  11. db

    24 settembre 2007 at 20:22

    per Massimo Cavazzini
    il blog vince sicuramente in tempestività, ma se 36 ore le possiamo (oggi) accettare per l’edizione cartacea di un quotidiano, le 24 di distacco tra TheRegister e Corriere.it non sono comunque poche.
    Resta comunque saldo il principio della correttezza in merito alla fonte. Ma ovviamente non mi riferisco a te o a Stefano, siete stati chiamati in causa in modo inappropriato e improprio 😉

    per Bob+Alan
    piacere di conoscervi ragazzi. Allora, quella a cui state accedendo – prendete nota – è la Rete, e vi state accedendo attraverso un computer… sì, insomma, quel freddo marchingegno con quello schermo a colori e quella piatta macchina da scrivere appena lì sotto. Tutto chiaro? Bene, proseguiamo: questo sito, Maxkava.com e Quintarelli.it sono due blog, per la cui definizione vi suggerisco questo indirizzo: http://it.wikipedia.org/wiki/Blog
    Ma non voglio sembrarvi supponente con queste nozioni: del resto, se siete arrivati fin qui e siete stati in grado di postare un commento vi posso considerare utenti mediocremente evoluti. Quello che manca al completamento della vostra formazione online è un annetto di navigazione passiva. Quando avete imparato, potete tornare a postare commenti dove vi pare.

     
  12. Sally

    25 settembre 2007 at 08:12

    mmm su come ha dato la notizia cavazzini nulla da dire, lui una fonte originale l’ha citata, e in effetti di solito si comporta da netiquette. l’altro post preso ad esempio da bob in effetti e’ scritto come se lo scoop fosse nato da li’, senza citare alcuna fonte. ma in questo caso chi se ne importa?

     
 
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