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Un vero mago e maestro di vita

Così si faceva chiamare Mario Pacheco do Nascimiento prima di comparire, invitato da Vanna Marchi e Stefania Nobile, nelle trasmissioni televisive in cui si vendevano numeri da giocare al lotto. E ciò che è avvenuto in questi giorni conferma che lui è effettivamente:

  • mago, perché il 30 maggio 2003 è stato condannato, in contumacia, a 4 anni di reclusione per associazione a delinquere finalizzata a truffa ed estorsione. Grazie al rito abbreviato aveva beneficiato dello sconto di un terzo della pena. Grazie all’indulto ha usufruito di 3 anni di condono. Rimarrebbe un annetto da scontare in galera, qualora rimettesse piede in Italia o venisse estradato. Ma come scrive il Corriere, “in concreto nessuno più si prenderà la briga di tentare di riportare in un carcere italiano il 40enne «mago» che in Brasile, a Salvador de Bahia, «Striscia la notizia» nel luglio scorso ha ritrovato parrucchiere affannato.
  • maestro di vita, perché a questo punto può dare insegnamenti a tutti coloro che vivono di espedienti: nonostante una condanna pendesse sul suo capo, è riuscito a non trascorrere neanche un giorno di galera. Tanto c’è l’indulto.
 
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Pubblicato da su 4 novembre 2006 in news

 

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Il TAR boccia Alice 20 Megabit

Con una sentenza depositata ieri (ma decisa il 26 ottobre), il TAR del Lazio ha bocciato l’offerta Alice 20 Mega, l’offerta con cui Telecom Italia intende portare nelle case degli italiani intrattenimento e servizi a valore aggiunto. Il veicolo principale per Alice Home TV, nonché uno dei presupposti per poter diffondere trasmissioni televisive in alta definizione via broadband.

Ne da’ notizia Giurdanella.it, sito curato dallo Studio Legale Giurdanella che ha assistito la società Telvia srl nel ricorso che questa ha presentato all’Agcom, impugnando il provvedimento con cui l’Authority aveva approvato l’offerta di Telecom.

Questa la spiegazione del fatto fornita dallo stesso studio legale:

Come e’ noto alcuni operatori di TLC, tra i quali Telvia s.r.l., assistita dallo studio Giurdanella, avevano impugnato il provvedimento autorizzatorio dell’offerta Alice 20 Mega in quanto lesivo del principio di replicabilità dell’offerta. In particolare l’offerta wholesale “Managed IP”, corrispondente ad Alice 20 Mega, precludendo l’accesso disaggregato alla rete di Telecom Italia e, quindi, non consentendo un’effettiva differenziazione del servizio, trasformava gli operatori alternativi in meri rivenditori dell’incumbent.
A questo punto l’AGCOM dovrà intervenire nuovamente per assicurare che anche l’offerta Alice 20 Mega rispetti il principio di replicabilità.

 
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Pubblicato da su 3 novembre 2006 in news

 

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Asta la balena siempre

UN’ASTA PER SALVARE LA VITA DI UNA BALENA
Il denaro raccolto sarà versato al governo islandese
Roma, 1 nov. (Apcom) – La Società mondiale per la protezione degli animali (World Society for the protection of the animals, WSPA) ha deciso di indire un’asta per raccogliere 95 mila sterline da versare al governo islandese in cambio della vita di una balena, dopo che il governo di Reykiavik ha autorizzato la caccia a 34 cetacei.

L’asta prenderà il via domani su eBay. E potrebbe anche avere successo. Volete partecipare? La donazione minima è di 10 sterline.

P.S. nr.1: Ma la balena, poi, che fine fa?

P.S. nr.2: lo so, si scrive hasta.

 
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Pubblicato da su 1 novembre 2006 in Mondo

 

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Come va la TV mobile?

Mauro Vergari, di Adiconsum, dichiara oggi di aver concluso la sua “prova su strada” – durata 56 giorni – del TVfonino di 3 (Tre).

Le sue “impressioni di guida” sono tutte in questo post del suo blog, che vi lascio leggere. Una riflessione:

Se decidiamo di andare in giro per la città,  a piedi o in macchina o sui mezzi pubblici allora, occorre rassegnarsi a seguire i programmi ad INTERMITTENZA. Non è sicuramente piacevole perdersi un calcio di punizione o la sparatoria di un film o anche la notizia di un TG. Occorrerebbe fermarsi dove si riceve bene e seguire il programma, ma che tv mobile è allora?? Infatti le insufficienze sono tutte per la ricezione del segnale. Al chiuso è quasi impossibile vedere qualcosa, ma “3” informa con chiarezza in merito. Ma anche per la visione all’aperto “3” dovrebbe informare il consumatore che non si garantisce la visione continuativa.

Visto che mi è capitato, in qualche occasione, di vedere trasmissioni televisive da autobus granturismo (in movimento, dotati di un’antenna a boomerang che permetteva di ricevere in mobilità un segnale televisivo analogico terrestre) e di non avere riscontrato problemi di fluidità e continuità delle immagini, direi che l’osservazione e il disappunto sull’intermittenza sono piuttosto pertinenti.

E sono condivise da altri utenti, che hanno potuto saggiare la bontà del servizio, che è davvero sorprendente nel suo complesso, ma che è molto migliorabile per quanto riguarda la ricezione in casi che un utente non definirebbe particolari (in casa, passeggiando all’aria aperta, in treno).

Le varie osservazioni, di cui il resoconto di Mauro Vergari è un compendio esemplificativo, evidenziano che il vantaggio dato dal TVfonino non è la possibilità di vedere la TV costantemente mentre ci si muove, ma è di avere con se’ un piccolo televisore per poter vedere programmi televisivi dove si vuole (ossia fuori di casa), ma senza spostarsi troppo dalla zona in cui si ha una buona copertura di segnale.

Cosa che può anche andare bene all’utente, purché lo sappia.

 
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Pubblicato da su 31 ottobre 2006 in news

 

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La TV di oggi è spazzatura?

Forse non tutta, ma senz’altro ce n’è tanta.

Un applauso alla scelta di Claudio Lippi di lasciare Buona Domenica (era ora), trasmissione che peraltro non seguo mai, per scelta o differenti opportunità di svago domenicale (famiglia, lago, montagna…), ma di cui mi tocca spesso sorbire i momenti peggiori, riproposti da Striscia La Notizia o da Blob, dove ci sono ospiti e improbabili personaggi della TV che si sfidano a chi si insulta nel modo peggiore, e la domanda sorge spontanea: ma chi da’ retta alle panzane che si dicono questi signori? E chi sono costoro per guadagnarsi la ribalta televisiva? Ovviamente non generalizzo e parlo solo di alcuni di quei personaggi che prendono parte alle sfide verbali che vanno in scena sul ring della trasmissione, ma a quale titolo certi opinionisti partecipano a questi programmi?

E poi, opinionisti de che? E’ una qualifica, un titolo, una professione?

Ha fatto bene Lippi ad andarsene, mi chiedo come abbia fatto a resistere finora con quell’olezzo di spazzatura intorno a lui…

Le trasmissioni in cui Lippi mi è sembrato essere un gran personaggio televisivo vanno dallo Sprolippio, passando per tutti i quiz che ha condotto, più varie edizioni di Giochi Senza Frontiere, fino a Mai dire Gol. E poi la puntata di Buona Domenica in cui ha lasciato la trasmissione, chiamandosi fuori da una TV spazzatura, trash e thrash.

Mi auguro di vederlo in una trasmissione davvero degna di lui e del pubblico che lo ammira. Magari un programma musicale, date i suoi trascorsi di cantante. In bocca al lupo!

 
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Pubblicato da su 31 ottobre 2006 in media, Mondo, news

 

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Un appello dai provider, che riguarda gli utenti

Quanto può essere definito libero il mercato dell’accesso a Internet in Italia? Obiettivamente molto poco (che equivale a niente affatto), e quello del broadband ancor di meno. In questo ambito, la posizione di Telecom Italia non può essere che definita dominante, benché formalmente si tratti dell’operatore ex monopolista.

Per questo motivo, l’AIIP (Associazione Italiana Internet Provider), ha deciso di rivolgersi ancora una volta all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e all’Antitrust con un appello finalizzato a sensibilizzare le Authority sulle reali condizioni in cui si trova il mercato affinché si prendano provvedimenti seri (e veri). L’appello proviene dai provider, ma leggendone bene il contenuto (lo so, l’ho già linkato, ma repetita juvant) possiamo comprendere che le considerazioni formulate dagli ISP riflettono le esigenze di utenti e consumatori, e quindi di tutti i fruitori dell’accesso a Internet.

Gli interessi sono comuni e lo si può capire piuttosto chiaramente leggendo il post dedicato da Stefano Quintarelli al tema, di cui mi permetto di citare le parti che mi sembrano esplicative.

La materia prima, in Italia, e’ al 98% in mano a Telecom, che vende anche al dettaglio (fa il pane e vende la farina agli altri panettieri).

Le regole dicono che il mercato della larga banda si regolamenta all’ingrosso, non al dettaglio. Cio’ che viene deciso all’ingrosso determina ciò che accadra’ al dettaglio.

Prima i prezzi all’ingrosso della farina venivano stabiliti togliendo dai prezzi al pubblico di Telecom i “costi evitabili” dai concorrenti (spese di commercializzazione, assistenza tecnica, costi di fatturazione, ecc).

Con le nuove regole, AGCOM “calcola” direttamente il costo della farina.

Costi della farina alti implicano costi del pane alti.

Varietà di farina limitate implicano varietà di pane limitate.

Quindi RIGUARDA TUTTI.

 
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Pubblicato da su 27 ottobre 2006 in media, Mondo, news

 

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La TV di domani

La tv di domani?

E’ già nata. E avrà poco a che vedere con quella di oggi. Si chiama IPTV e molti operatori puntano su di lei.

“La convergenza tra le tecnologie è una prospettiva ormai concreta, come per esempio tra telefoni, computer, televisioni e infrastrutture di rete. Su queste infrastrutture, oltre al traffico vocale ed a quello dati, transiteranno sempre più anche servizi televisivi. Noi abbiamo avuto già un aumento dei contenuti televisivi attraverso il digitale satellitare: prossimamente ne avremo uno ulteriore attraverso il digitale terrestre, che ha oltretutto il vantaggio di presentarsi con una formula gratuita e quindi socialmente importante, e avremo ancora un incremento di contenuti grazie alla televisione su protocollo internet che si diffondera’ nei prossimi anni”


Sono le parole del ministro delle comunicazioni Paolo Gentiloni, intervenuto in videoconferenza ad una tavola rotonda del Nokia Univerity Program.

Su un punto non mi sento molto d’accordo: sul continuare a credere nel digitale terrestre. L’intrattenimento televisivo sembra ormai intenzionato a migrare su Internet e sulla banda larga. Lo dimostra l’interesse degli operatori come Fastweb o Telecom Italia, lo dimostra l’orientamento della gente e il successo di YouTube e di MySpace. E ora sembra che anche Yahoo abbia messo gli occhi (e voglia metterci anche il portafogli) su un altro portale di social broadcasting, Facebook.

Ma in Italia non sembra esserci sufficiente maturità per pensare a questo. Il governo dichiara di pensarci, ma al momento non vediamo ancora nulla di concreto: la Rete è sfruttata da circa il 40% della popolazione. La banda larga conta 7,5 milioni di utenti, ma la rete attuale non è sufficiente all’allargamento del bacino di utenza. Ma finche’ il governo investe sul digitale terrestre, il processo di evoluzione rischia di essere piuttosto lento.
La chiave di volta che potrebbe fornire lo stimolo all’investimento potrebbe essere la pubblicità: l’advertising va dove lo porta il business e anche la TV, c’è da scommetterci, seguirà la stessa strada.

 
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Pubblicato da su 22 ottobre 2006 in media

 

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La banda iperlarga

Oggi su Repubblica.it Giuseppe Turani evidenzia che Telecom Italia sembra in procinto di perdere il treno della IPTV. Ma la cosa più significativa, almeno scorrendo l’articolo, è che l’azienda sta lavorando alla “Next Generation Network, per una soluzione cioè che consentirà di arrivare a casa degli utenti con una banda di 50100 megabit garantita, cioè sicura”.

Una connessione a 20 megabit (avercela!) è sufficiente per avere una buona – o almeno decente – ricezione della IPTV, un servizio esoso in termini di banda… mi chiedo cosa si possa fare con una banda iperlarga da 50100 megabit… :-O

 
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Pubblicato da su 16 ottobre 2006 in media

 

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Roberto Saviano non è solo

Che Gomorra sia un pugno nello stomaco della Camorra è dimostrato dal fatto che l’autore del libro, Roberto Saviano, dalla sua pubblicazione ha ricevuto minacce, lettere minatorie e sta subendo, come dice un articolo pubblicato da Repubblica, l’isolamento ambientale. Il suo caso è all’esame del Comitato Ordine e Sicurezza di Caserta, si sta valutando l’assegnazione di una scorta e il suo eventuale inserimento in un programma di protezione.

Sono nati un sito web e un blog che raccolgono le adesioni di chi vuole manifestare la propria solidarietà verso Roberto Saviano, perché intorno a lui non si crei un vuoto e sappia di non essere solo.

Vuoi firmare anche tu? Non è una petizione, è una stretta di mano.

 
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Pubblicato da su 15 ottobre 2006 in Mondo, news

 

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Agcom abbassa il volume degli spot

Eccezionale (!) presa di posizione della Commissione servizi e prodotti dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, che  ha approvato un provvedimento che (riporto testualmente una nota ufficiale) “detta misure urgenti per l’osservanza delle disposizioni in materia di livello sonoro delle trasmissioni pubblicitarie”. Che, in italiano corrente, dovrebbe significare che sarà presto introdotta una regolamentazione sul volume audio degli spot pubblicitari.  Bene. Però la nota dell’Authority prosegue con dichiarazioni che non ho ben compreso:

“I parametri individuati dall’AGCOM tengono conto dell’analisi tecnica condotta dall’Istituto Superiore del Ministero delle comunicazioni che ha individuato un’apposita metodologia per calcolare lo scostamento del livello del volume tra pubblicità e normale programmazione (e questo va bene). La differenza di potenza sonora fra spot e programmazione non potrà in ogni caso superare il limite di tolleranza del 15%”.

Domanda banale: perché non azzerare la differenza?

“Per le verifiche l’Autorità si avvarrà della collaborazione dell’Istituto Superiore delle Comunicazioni. Le emittenti avranno 30 giorni per adeguarsi. Successivamente in caso di accertate violazioni, l’AGCOM applicherà le sanzioni previste dall’art.’51 del Testo Unico della radiotelevisione in materia di pubblicità.
E’ prevista, inoltre, l’apertura di un tavolo tecnico con le parti interessate per stabilire, entro sei mesi, una serie di ulteriori parametri tecnici”.

Faccio una considerazione solo apparentemente fuori tema (ma in realtà centrata e mi spiegherò subito): la qualità delle trasmissioni televisive, negli ultimi tempi, è scaduta terribilmente. Non dico nulla di nuovo, ma nessuno può affermare che la causa sia la contrazione dei budget delle emittenti: il carico pubblicitario è sempre in crescita e quindi, correggetemi se sbaglio, più spot significa più fatturato.

Più pubblicità, meno qualità? E’ un’ipotesi, parliamone.

Intanto, a prescindere dalla constatazione che questo presupposto sia buono o cattivo, gli ulteriori parametri tecnici che proporrei io (e qui Aghost potrebbe trovarsi d’accordo con me, visto il commento che aveva lasciato a questo post) sono:

  1. riduzione del numero degli spot per ogni blocco pubblicitario inserito durante i film e qualunque altra trasmissione televisiva;
  2. riduzione del numero dei blocchi pubblicitari inseriti durante i film e qualunque altra trasmissione televisiva (durante i film, ne basterebbe uno tra il primo e il secondo tempo);
  3. realizzazione di appositi programmi-contenitori aventi ad unico oggetto la trasmissione di spot televisivi (io non seguo i programmi del digitale terrestre, ma credo che Mediashopping possa dare un esempio di quello di cui parlo, attendo riscontri).

In questo modo il numero degli spot televisivi (e il tempo ad essi dedicato da ogni emittente) non dovrebbe essere ridotto in assoluto, ma si consentirebbe ad autori e produttori delle trasmissioni televisivedi focalizzare la propria attenzione sulla qualità dei programmi anziché sulle esigenze degli inserzionisti.

 
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Pubblicato da su 12 ottobre 2006 in media

 

Sulla sostenibilità della rete

Stefano Quintarelli dedica  un post ad una tematica interessante e tosta: lo sviluppo sostenibile della rete. In cui spiega le ragioni per cui una delle soluzioni – forse l’unica – per raggiungere l’obiettivo passa dalla separazione orizzontale con una rete all’ingrosso.

Nonostante Stefano riconosca una certa densità del post, personalmente ritengo non debba essere riscritto (come invece ipotizza lui). I concetti sono espressi chiaramente, è il tema che è complesso…

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2006 in Mondo

 

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Quanti sono i Samsung bloccati?

Dal 10 agosto, giorno della sua pubblicazione, questo post (che faceva seguito ad un articolo di Punto Informatico)sul Samsung Z560 con il network lock è uno dei più letti in questo blog. Non passa giorno senza che un congruo numero di utenti non vi approdi.
Questo può far pensare che gli acquirenti di questo telefonino, inserito nel listino TIM, siano molti. Il produttore aveva fatto sapere che, dopo i primi lotti di vendita, l’apparecchio non era più stato commercializzato con il network-lock erroneamente attivato. Ma so che sono in molti, ancora oggi, a cercare in rete le informazioni su come rimuoverlo. Sono sempre quelli del primo lotto di vendita, oppure il nework-lock non è mai stato rimosso?

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2006 in Senza categoria

 

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Teletrasporto e comunicazioni quantistiche

Chi non ricorda, in Star Trek, quel mirabolante ed efficiente teletrasporto in grado di trasferire persone e oggetti? Bene, sappiate che presto (be’, comunque, in un prossimo futuro), il teletrasporto non potrà più essere considerato fantascienza, anche se verosimilmente non si tratterà di quello che i telefilm e i film ci hanno mostrato.

Un team di scienziati, i tedeschi dell’Istituto Max Planck e i danesi dell’Istituto Niels Bohr, hanno infatti pubblicato i risultati del loro ultimo esperimento, ripreso dalla rivista scientifica Nature e di cui da’ notizia anche Punto Informatico: “abbiamo dimostrato la possibilità di un teletrasporto (…) in cui una informazione quantistica integrata ad un impulso luminoso viene trasportata in un oggetto macroscopico (un insieme di 1012 atomi di cesio)”.

Stando a quanto dichiarato, si tratterebbe del primo caso di successo di teletrasporto tra due oggetti di natura diversa:

Il primo rappresenta un mezzo volatile (i fotoni), l’altro un mezzo stabile (gli atomi). I risultati sono di interesse non solo per la ricerca primaria ma anche e soprattutto per l’applicazione pratica nel dar vita a computer quantistici o a trasmettere informazioni cifrate (cifratura quantica).

Va da se’ che se è possibile trasportare in questo modo le informazioni (cosa che può avvenire anche in una rete, come Internet), la stessa strada potrebbe essere percorsa anche dalle comunicazioni.

In ogni caso, il primo traguardo da raggiungere sono gli elaboratori quantistici fotonici, dall’elevatissima velocità di calcolo. Ma è probabile che ci voglia ancora un po’ di tempo…

 
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Pubblicato da su 6 ottobre 2006 in Mondo, news

 

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Comunicare ciò che interessa ai contribuenti

Chissà perché, fra i tanti provvedimenti interessati dalla nuova Finanziaria, la stampa non lesina spazio alla tanto discussa imposta (tassa, bollo, balzello insomma) sui SUV (Sport Utility Vehicle). C’è una lacuna nella comunicazione intorno a questi provvedimenti e, come sempre, la mancanza di precisione fa avventurare la mente delle persone là dove non dovrebbe o non sarebbe necessario andare.

Così si scopre che non esiste nemmeno una definizione formale di SUV. Ovvero, come si identificano questi veicoli?

Tutti i fuoristrada? Ok, ma allora anche una Fiat Panda 4×4 è un SUV.

Solo quelli che hanno una determinata cilindrata, potenza o massa a vuoto? Va bene, ma quali sono i paletti?
Secondo alcune indiscrezioni, il disegno di legge di Bilancio e il decreto legge parlano di “autovetture e autoveicoli per trasporto promiscuo di peso complessivo superiore a 2600 kg con esclusione di quelli aventi un numero di posti uguale o maggiore a 8 oppure una portata uguale o maggiore a 400 kg”. Vale a dire? Che auto rientrano in questa categoria?

Forse una Hummer sì. Ma una Porsche Cayenne, che è forse il SUV per antonomasia, no (la versione Turbo pesa circa 2.430 kg).

In ogni caso, secondo me vale la pena soffermarsi su altri argomenti, se si vuole discutere della Finanziaria. Infrastrutture, Ambiente, Sanità, Welfare.

Io intanto annoto questa tra i miei ipse dixit:

Dopo anni di difficoltà sarà il ceto medio a guadagnare con questa finanziaria (…) ci saranno meno imposte per chi guadagna fino a 40 mila euro l’anno. Il 90% dei contribuenti, quindi, avrà un calo delle imposte (Romano Prodi).

 
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Pubblicato da su 2 ottobre 2006 in Mondo

 

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Warvideogames

Da Reuters:

 Videogame iraniano offre possibilità di affondare petroliera Usa

TEHERAN (Reuters) – Un nuovo gioco per computer iraniano consiste nel far saltare in aria una petroliera americana nel Golfo per bloccare la via del mare alla maggior parte delle scorte petrolifere del mondo, scriveva ieri un giornale. Il gioco, “Counter Strike”, invita i giocatori a piazzare due bombe sulla petroliera per affondarla e rendere inaccessibile lo Stretto di Ormuz, ha scritto il quotidiano Jomhouri-ye Eslami. Circa i due quinti del petrolio mondiale passano per il canale. Il gioco si rifà a un avvertimento del leader supremo iraniano, l’Ayatollah Ali Khamenei, che a giugno ha detto che le esportazioni di greggio nel Golfo potrebbero essere seriamente messe in pericolo se gli Stati Uniti facessero una mossa sbagliata con l’Iran. Il lancio del gioco arriva inoltre in un momento critico nei negoziati sul programma nucleare dell’Iran, che secondo gli Stati Uniti vuole procurarsi la bomba atomica, mentre Teheran dice di voler solo produrre elettricità. L’Iran rischia delle sanzioni se non sospenderà l’arricchimento dell’uranio.

A prescindere dalla fazione, preferivo i videogame estemporanei sulla testata mondiale di Zidane.

 
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Pubblicato da su 1 ottobre 2006 in media

 

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