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Un appello dai provider, che riguarda gli utenti

27 Ott

Quanto può essere definito libero il mercato dell’accesso a Internet in Italia? Obiettivamente molto poco (che equivale a niente affatto), e quello del broadband ancor di meno. In questo ambito, la posizione di Telecom Italia non può essere che definita dominante, benché formalmente si tratti dell’operatore ex monopolista.

Per questo motivo, l’AIIP (Associazione Italiana Internet Provider), ha deciso di rivolgersi ancora una volta all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e all’Antitrust con un appello finalizzato a sensibilizzare le Authority sulle reali condizioni in cui si trova il mercato affinché si prendano provvedimenti seri (e veri). L’appello proviene dai provider, ma leggendone bene il contenuto (lo so, l’ho già linkato, ma repetita juvant) possiamo comprendere che le considerazioni formulate dagli ISP riflettono le esigenze di utenti e consumatori, e quindi di tutti i fruitori dell’accesso a Internet.

Gli interessi sono comuni e lo si può capire piuttosto chiaramente leggendo il post dedicato da Stefano Quintarelli al tema, di cui mi permetto di citare le parti che mi sembrano esplicative.

La materia prima, in Italia, e’ al 98% in mano a Telecom, che vende anche al dettaglio (fa il pane e vende la farina agli altri panettieri).

Le regole dicono che il mercato della larga banda si regolamenta all’ingrosso, non al dettaglio. Cio’ che viene deciso all’ingrosso determina ciò che accadra’ al dettaglio.

Prima i prezzi all’ingrosso della farina venivano stabiliti togliendo dai prezzi al pubblico di Telecom i “costi evitabili” dai concorrenti (spese di commercializzazione, assistenza tecnica, costi di fatturazione, ecc).

Con le nuove regole, AGCOM “calcola” direttamente il costo della farina.

Costi della farina alti implicano costi del pane alti.

Varietà di farina limitate implicano varietà di pane limitate.

Quindi RIGUARDA TUTTI.

 
5 commenti

Pubblicato da su 27 ottobre 2006 in media, Mondo, news

 

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5 risposte a “Un appello dai provider, che riguarda gli utenti

  1. aghost

    28 ottobre 2006 at 05:38

    dario, gli appelli a “sensibilizzare l’authority” dimostrano semplicemente, se mai ce n’era bisogno, che l’authority NON FA IL SUO MESTIERE.

    Un’authority che non interviene su una situazione di monopolio intollerabile in un paese moderno, che ha bisogno di essere “sensibilizzata” su una questione così fondamentale per il paese come la telefonia nazionale, è un’authority inutile, di pura facciata.

    E’ come fare un appello per sensisibilizzare gli ospedali a curare i malati 🙂

     
  2. aghost

    28 ottobre 2006 at 05:46

    aggiungo che il problema, come sempre, è politico: le zampe dei partiti controllano ovviamente anche le authority, che in Italia sono nate tardi, male e senza reali poteri. Guarda caso, cento anni dopo (cento!) la prima legge antitrust americana, lo Sherman Act del 1890 (avete letto bene, 1890!)

    ciao 🙂

     
  3. Ferd

    28 ottobre 2006 at 21:34

    Anch’io sono convinto, come voi, che l’AGCOM non sia in grado di fare il proprio mestiere.
    Non dico che non lo sappia fare, badate bene, dico solo che non lo riesce a fare. Per un monte di motivi, che non conosciamo.
    Problema politico? Forse, anzi quasi sicuramente. Ma lo Sherman Act, seguito dal Clayton Act e l’FTC Act sono stati emanati in una relatà in cui il mercato era già nato libero.
    Qui i mercati sono “diventati” liberi. In modo avventato, disarmonico, e pericoloso.

     
  4. massimo

    28 ottobre 2006 at 22:42

    sarebbe anche ora che l’agcom si svegliasse.
    ma in tutto questo dovrebbe avere un ruolo fondamentale anche il ministero delle comunicazioni.
    ma visto che si tratta di una questione di mercato, il primo responsabile dovrebbe essere l’antitrust.
    che come al solito dorme…

     
  5. orio

    29 ottobre 2006 at 20:22

    Si tratta,in ogni caso,di un problema serio che riguarda tutti,utenti e operatori.
    Mi piace molto il commento di S.Quintarelli:
    “Costi della farina alti implicano costi del pane alti.
    Varieta’ di farina limitate implicano varietà di pane limitate”

    Il paragone calza e ci fa capire che questo problema è delle autority ed e’ degli utenti.Tutti devono alzare la testa e farsi sentire.

     
 
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