In Australia il governo federale sta per concretizzare un progetto di cybersecurity avviato da qualche tempo, grazie ad un progetto di legge che prevede il filtraggio di siti web ritenuti illegali e inclusi in una misteriosa lista nera compilata dalla locale Authority delle comunicazioni. Contro questo provvedimento, da oggi e per quattro giorni, ha preso il via The Great Australian Internet Blackout.
Haiti, solidarietà in rete (ma non solo)
Come ho già avuto modo di ricordare lo scorso aprile, ricordo che sugli SMS solidali non viene applicato alcun tipo di tassazione. Detto questo, segnalo qui due numeri utili per dare un contributo agli aiuti destinati alla popolazione di Haiti colpita dal terremoto di martedì:
- da numeri fissi Telecom Italia e numeri di cellulari TIM e Vodafone è possibile spedire un SMS al 48541 donando due euro ad AGIRE;
- da numeri di cellulare 3 Italia e Wind è possibile spedire un SMS al 48540 donando due euro alla Croce Rossa Italiana.
AGIRE (Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, formata da queste organizzazioni) è in grado di raccogliere contributi anche attraverso le seguenti modalità:
- donazione con carta di credito, chiamando il numero 800.132870, oppure online, (anche attraverso wallet Bank pass web o conto Paypal);
- versamento sul conto corrente postale n. 85593614 intestato ad AGIRE onlus – via Nizza 154 – 00198 Roma, causale Emergenza Haiti;
- versamento con Bancomat del circuito Quimultibanca: selezionare Pagamenti e Ricariche e digitare il codice 111 (l’operazione è effettuabile presso gli sportelli Bancomat delle banche indicate in questo elenco);
- bonifico bancario sul conto BPM – IBAN IT47 U 05584 03208 000000005856, causale Emergenza Haiti;
- assegno bancario non trasferibile intestato ad AGIRE onlus, da inviare in busta chiusa a: AGIRE onlus, via Nizza 154 – 00198 Roma.
Medici Senza Frontiere ha lanciato una raccolta fondi straordinaria e raccoglie donazioni:
- con carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55, o allo 06.44.86.92.25, oppure online sul sito web di MSF.
- con bonifico bancario sull’IBAN IT58D0501803200000000115000;
- con versamento sul conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus, causale Terremoto Haiti.
Tra le organizzazioni italiane che si mobilitano per questa emergenza credo meriti di essere segnalata la Fondazione Francesca Rava, che rappresenta in Italia N.P.H., un’organizzazione umanitaria internazionale presente in Haiti da 22 anni con numerosi progetti in aiuto all’infanzia, a cui è possibile effettuare donazioni per sostenere la ricostruzione dell’ospedale pediatrico Saint Damien (l’unico dell’isola e il più grande dei Caraibi), oltre ai soccorsi medici d’emergenza e gli scavi delle macerie per salvare i dispersi. A questo indirizzo potrete trovare tutte le iniziative intraprese dall’organizzazione e le modalità di donazione.
Nobel per la Pace: Internet si batterà contro…
Un post su Wired.it illustra alcune possibili candidature al premio Nobel per la Pace: fra gli illustri sfidanti del candidato Internet, supportato da Wired e da altri endorser, si annoverano Michael Jackson, Silvio Berlusconi, Fidel Castro, Gino Strada.
Anno nuovo, problemi vecchi
Nel giorno in cui il Presidente della Repubblica, nel pronunciare il consueto messaggio di fine anno, inaugurava il nuovo canale aperto dal Quirinale su YouTube (annunciato da un comunicato in cui ha trovato posto la massima “Le nuove tecnologie non conoscono né barriere né frontiere”), sulla Gazzetta Ufficiale veniva pubblicato il testo del decreto milleproroghe, nei cui 11 articoli e 77 commi il Governo ha rinviato una lunga teoria di scadenze come i termini per aderire allo scudo fiscale, quelli degli studi di settore e di altre misure di indirizzo fiscale, nonché i termini legati ai vincoli all’accesso ad Internet via WiFi definiti dalla Legge Pisanu (salvabile per alcuni aspetti, ma da rendere meno farraginosa).
Fermo restando che ora il milleproroghe seguirà l’iter parlamentare (nell’ambito del quale auspico qualche favorevole modifica), sono sempre dell’avviso che la normativa Pisanu rappresenti un esempio non certo positivo dell’approccio che le nostre istituzioni mostrano di avere verso Internet e la tecnologia. Fortunatamente, da qualche tempo, la Polizia delle Comunicazioni ha varato alcune procedure che hanno migliorato la situazione e introdotto agevolazioni sulle modalità di identificazione. Del resto, della necessità di agevolare l’accesso alla Rete e di una revisione della normativa ha parlato recentemente lo stesso Pisanu:
Non pensa che il decreto del 2005 sui punti Internet pubblici e in particolar modo sul Wi-Fi sia da modificare in senso meno restrittivo?
Ritengo di sì, tenendo conto, da un lato, che le esigenze di sicurezza sono nel frattempo mutate e, dall’altro, che l’accesso ad internet come agli altri benefici dello sviluppo tecnologico deve essere facilitato.
Ho sempre ritenuto, inoltre, che le briglie imposte dalla legge Pisanu tendessero a tutelare,per alcuni aspetti, il business dei grandi nomi del mercato italiano delle TLC e proprio per questo motivo, per il 2010, l’Italia avrebbe potuto cogliere l’occasione di lasciarsi alle spalle il problema pensando, appunt, ad una revisione. Tuttavia, per la proroga dei termini di questa normativa non trovo ci sia da strapparsi i capelli, non è una gran sorpresa – come scrive onestamente Dario Denni – ma soprattutto, allo stato attuale, non mi sembra così tragicamente deleteria come appare a coloro che la vedono come una muraglia a cui imputare il mancato decollo del libero accesso alla Rete.
Ritengo che le cause siano varie, una delle più importanti è l’immaturità digitale del nostro Paese e un dato di fatto riscontrato anche (ma non solo) dal sottoscritto è che l’opportunità di avere un accesso WiFi in un esercizio pubblico ha riscosso finora un tiepido interesse su più fronti. Nell’ambito della clientela di un esercizio, purtroppo gli utenti interessati a questo tipo di servizio rappresentano ancora oggi una minoranza e questo fattore non ne incentiva ne’ la domanda, ne’ l’offerta. Esiste inoltre un altro freno, non trascurabile, rappresentanto dalle pratiche burocratiche da espletare e dagli oneri che un esercente deve sostenere per offrire questi servizi. Per non parlare di certi esercenti che non doteranno mai il proprio locale di accesso WiFi perché non vedono di buon occhio un avventore che, dopo la consumazione, tiene occupato il tavolo perché si intrattiene a navigare con il proprio laptop (senza consumare altro e impedendo che quello stesso tavolo possa accogliere nuovi avventori e favorire nuove consumazioni).
Molto spesso chi propugna la massima libertà di accesso a Internet anche via WiFi cita l’esempio degli USA, dove questa tecnologia ha una maggiore diffusione, e di altri Paesi europei in cui non esistono restrizioni come quelle imposte in Italia. Ma non va dimenticato che ora anche oltreoceano si sta pensando ad una proposta di legge mirata proprio all’autenticazione degli utenti su Wifi con conservazione dei log e che – come rileva oggi Massimo Mantellini – ad eccezione dell’esempio francese (in cui c’è una certa diffusione di network attivati da alcuni operatori), nel Vecchio continente le reti WiFi sono scarsamente diffuse.
Io credo che si potrebbe puntare su altri obiettivi e uno potrebbe essere quello di favorire la connettività internet su rete mobile con piani tariffari flat più abbordabili per connessioni con tecnologie UMTS, HSPA e – inun futuro prossimo – LTE.
A reti unificate
Domani, 31 dicembre, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano terrà come di consueto il suo messaggio di fine anno, che sarà trasmesso dalle principali emittenti televisive. E, per la prima volta, anche attraverso il nuovo canale aperto dal Quirinale su YouTube e attivo proprio da domani.
Ci sono tutte le premesse perché parli della Rete in modo costruttivo e propositivo. Speriamo che le aspettative non rimangano disattese.
Da scoop a bufala in poche ore
Potenza della rete: il clamoroso scoop di TMZ, la foto che avrebbe potuto cambiare la storia, illustrata (con il supporto di esperti) come un momento di relax di John Fitzgerald Kennedy in barca con quattro donne nude negli anni ’50, è stato smascherato come bufala nel giro di poche ore.
Su The Smoking Gun i dettagli: la foto originale a colori, invecchiata con poca fatica prima di essere data in pasto a TMZ, faceva parte di un servizio pubblicato nel 1967 da Playboy.
USA, si fa strada Gov 2.0
Vi è mai capitato di viaggiare in treno, su una carrozza particolarmente affollata e calda da star male?
Be’, su un mezzo pubblico di San Francisco è capitato anche a Craig Newmark, fondatore di Craigslist, che invece di lamentarsi tra se’ e se’ – sterilmente – dell’inconveniente, ha sfoderato il suo iPhone, fotografato l’interno della carrozza e, con l’applicazione SeeClickFix, ha inviato un reclamo (con tanto di coordinate GPS) all’amministrazione municipale. Tempo una settimana e a Newmark giunge una cortese e-mail di risposta, in cui si legge che il problema è conosciuto e verranno prese le opportune contromisure.
E’ l’inizio di un interessante articolo pubblicato su CNN.com, intitolato Cities embrace mobile apps, ‘Gov 2.0’, che potrebbe offrire più di qualche spunto a chi sta pensando all’evoluzione del servizio pubblico del nostro Paese nell’era digitale…
La rete del riciclo natalizio
Notizia diffusa sabato dall’ANSA:
Francesi rivendono regali sul web
Videogames, dvd e libri non graditi finiscono subito online
I siti web francesi di vendita online sono stati presi d’assalto gia’ da ieri da chi vuole rivendere i regali di Natale non graditi. Il sito PriceMinister.fr, ad esempio, ha registrato un aumento degli annunci di vendita del 30% e una crescita del 35% dei suoi utenti rispetto al 25 dicembre 2008. I regali piu’ rivenduti sono i video-giochi, i dvd e i libri, soprattutto, sottolinea PriceMinister, ”quelli che hanno maggiore successo nel commercio tradizionale”.
Letta così sembrava una notizia curiosa anche perché proveniente da oltralpe. Tempo due giorni e arrivano i dati, tutt’altro che trascurabili, dal fronte italiano:
Natale: 5 mln mettono regali su eBayAumenta tentazione di ricavare qualcosa da presenti non graditiOltre che sulla scelta dei doni fatti, la crisi economica ora si riflette anche sulla destinazione dei doni ricevuti.
Sono infatti 13 milioni gli italiani che vorrebbero riciclare i regali trovati sotto l’albero e, tra questi, 5 milioni hanno intenzione di venderli utilizzando come canale preferenziale eBay.it. Lo rivela un’indagine condotta da Tns Italia per la stessa eBay.
Accadde oggi (2)
Altra osservazione degna di nota è che l’ampiamente prevista (quindi trattasi di una non-notizia) neve caduta oggi sull’Italia ha messo in crisi i trasporti: aerei e treni nel caos, alcune città paralizzate. Con tutto ciò che è accaduto (e chi è salito su un aereo o un treno ne è ben consapevole) c’è chi, in modo opinabilmente disinteressato, ha affermato coraggiosamente che “il sistema ferroviario italiano non ha registrato alcun blocco nonostante le eccezionali condizioni meteorologiche: non ci sono mai stati problemi di sicurezza e pur di evitare le cancellazioni si e’ preferito far viaggiare i treni in ritardo con un impegno di tutta l’azienda 24 ore su 24”.
Forse sarebbe da chiarire il concetto di blocco. Se qualcosa si ferma in modo imprevisto e poi riparte (magari anche dopo parecchio tempo), ciò che sta nel mezzo è un blocco. Come questo: Il Frecciarossa fermo per un’ora in galleria per il freddo. E a corollario delle notizie ufficiali, posso riportare varie testimonianze che oggi, sul medesimo treno (9603 Milano – Roma), già a Bologna si erano verificati un guasto all’impianto di riscaldamento e l’allagamento di una carrozza per la tracimazione di un gabinetto. E tutto ciò mina non poco la fiducia degli utenti a cui viene detto che certi malfunzionamenti sono imputabili alle condizioni meteo e non a negligenze di manutenzione.
Nessun blocco? Sarà… Io però ho avuto il privilegio di fruire dei servizi di Trenitalia proprio oggi e, francamente, ho perso il conto dei treni cancellati e soppressi di cui hanno dato notizia i display delle stazioni ferroviarie in cui sono transitato. Per non parlare di convogli che – causa malfunzionamenti dovuti a manutenzione carente aggravata dalle condizioni atmosferiche – hanno accumulato oltre 100 minuti di ritardo, che verosimilmente alla fine della giornata hanno ulteriormente ritardato o provocato la soppressione di altri treni.
In tutto questo bailamme, sono a l’unico a percepire un forte contrasto tra l’ottimismo dell’AD di Trenitalia Mauto Moretti e la realtà dei fatti? Ma soprattutto: se non si sono verificati blocchi (e i passeggeri che sono rimasti fermi ore su un treno fermo tra due stazioni hanno evidentemente avuto un incubo), qual è l’utilità di consigli del tipo “portatevi panini e coperte” elargiti dallo stesso Moretti?
Accadde oggi (1)
Per le news tecnologiche, vi rimando al numero di oggi del New Blog Times. L’altra notizia degna di nota è che dalle 21 di questa sera è online il sito web di Carlo Massarini, la cui homepage ha tutta l’aria di essere un aperitivo che prelude a contenuti succulenti e interessanti. Sul vostro browser, Mister Fantasy vale senz’altro un bookmark
Fastweb va incontro a BT Italia
BT Italia e Fastweb si parlano: tra le due aziende (entrambe operative sul mercato italiano, ma controllate da operatori stranieri) è in corso una trattativa per la cessione a Fastweb di una parte della clientela di BT (che probabilmente tratterrà i grandi clienti come Fiat, Ansaldo, BNL, Mediaset).
Si parla di servizi di connettività e telefonia fissa, ma anche mobile, dato che BT Italia opera come MVNO in partnership con Vodafone. Anche Fastweb è operatore virtuale, ma si appoggia alla rete di 3 Italia, pertanto è probabile che quella parte di clientela che dovesse passare a Fastweb migri tecnicamente verso H3G.
Fair play
Appena incassato l’apprezzamento di Asa Dotzler di Mozilla, che per quanto riguarda la privacy ha dichiarato di preferirlo a Google, Bing contraccambia con subliminale gratitudine:
(nella foto proposta oggi dal motore di ricerca di Microsoft, un bell’esemplare di Panda Rosso, in inglese Firefox).
Cinguettatore
Twitter parla italiano, nel senso che ora la sua interfaccia è fruibile anche nella nostra lingua. I followers sono rimasti tali, anche se – in applicazione alle regole dell’Accademia della Crusca – hanno perso la “s” del plurale, e forse è meglio così: il rischio poteva essere quello di incappare in “seguaci”e “seguiti”.
Cosa cambia e perché questa notizia è degna di nota? Per chi già utilizza questa piattaforma di microblogging non cambia nulla, perché questa novità ha un altro target: Twitter nel nostro Paese non ha ancora sfondato e tenta di accalappiare nuovi utenti che hanno poca (o nulla) familiarità con l’inglese e ambisce a diventare “una piattaforma di comunicazione globale”.
In realtà, trattandosi di uno strumento molto semplice, anche prima Twitter non richiedeva una gran dimestichezza con l’inglese, ma per molti utenti un sito che parla la loro lingua è un fattore che infonde maggiore sicurezza e dunque può senz’altro contribuire a far raggiungere l’obiettivo dichiarato.
Da più parti leggo che ora Twitter sarebbe in grado di sfidare Facebook sul mercato italiano. Io vedo la sfida semplicemente sul piano di un business da inseguire in parallelo, perché i due servizi non sono realmente in competizione tra loro: mentre Facebook è un vero social network, Twitter è microblogging, comunicazione spiccia a colpi di 140 caratteri per volta a beneficio dei follower(s).
Le due piattaforme hanno però in comune lo stream, che su Twitter ha carattere pubblico (perché permette di diffondere informazioni a chiccessia), mentre Facebook implica un link consensuale tra gli utenti prima di condividere le informazioni. E chissà che le future evoluzioni dello sviluppo di questi servizi non spingano per convergere in un’unica direzione.










