E’ giunta nelle scorse ore la notizia del completamento del già preannunciato acquisto di Skype da parte di una cordata di investitori privati (Silver Lake Partners, Index Venture e al board di Canada Pension Plan Investment). E’ quindi durato tre anni il matrimonio di interesse con eBay che, per l’operazione, intascherà circa 1,9 miliardi di dollari cash, più un credito di circa 125 milioni di dollari, mantenendo una quota azionaria del 30%.
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Facebook, in Italia è il media preferito
Parola del Censis:
Facebook il più popolare (conosciuto dal 90,3% dei giovani), YouTube il più utilizzato (dal 67,8%)
Anche Massimo Mantellini oggi ne ha avuto una conferma piuttosto diretta:
Quando: questa mattina
Dove: Universita’ degli studi di Milano
Chi: Corso di laurea in Scienze Politiche, un centinaio di studenti.
Cosa: Seminario sui rapporti fra nuovi e vecchi media rappezzato del tenutario qui
Numero di mani alzate alla domanda: “Avete/Usate…”
“Avete un blog?”= zero
“Usate Friendfeed?”= zero
“Usate Twitter?”= zero
“Usate Facebook?”= tutti
Estranei a partire da dicembre
Time Warner ha deciso di liberarsi di AOL (America OnLine), che da dicembre verrà spinoffata dal gruppo da lei stessa incorporato nel 2000 (per 182 miliardi di dollari) dopo un periodo di straordinaria crescita, arrestatasi proprio dopo la fusione.
La notizia non è una sorpresa, dal momento che era stata preannunciata in maggio, ma segna una nuova svolta per uno dei grandi nomi che hanno caratterizzato la storia del web degli anni scorsi, la cui sorte sta per essere affidata ai mercati finanziari, e conferma che anche per Time Warner content is king.
Grandi speranze
Dal Corriere della Sera:
«Banda larga, niente stop» Il governo rilancia sulla rete
In discussione sarebbero due ipotesi: la prima è quella di una rete fissa, con la necessità d’installare i cavi in fibra ottica, la seconda invece è quella di affidarsi al solo segnale radiomobile, che richiede investimenti di gran lunga inferiori.
Dopo le molte polemiche sull’annunciato congelamento degli investimenti sulla banda larga e un’interrogazione parlamentare, arrivano dunque notizie incoraggianti con buone intenzioni dichiarate sul fronte della banda larga. Resta da capire quale direzione verrà presa (quando parlano di segnale radiomobile parlano di Hiperlan?), con quali tempistiche e su quali risorse finanziarie si potrà contare per gli investimenti necessari. Attendiamo fiduciosi.
Internet rules
Nelle notizie diffuse da stampa e TG in questi giorni non si può fare a meno di notare quanto Internet, nelle sue varie sfaccettature, invada la cronaca e stia diventando ormai un elemento di rilievo sociale. Qualche news a caso:
Accusato di furto, scagionato da Facebook (LaStampa.it) – E’ il caso del giovane newyorkese Rodney Bradford, prosciolto da un’accusa di furto perché la difesa è riuscita a dimostrare che nel momento in cui avveniva il fatto lui era su Facebook, in chat con la sua ragazza, chiedendo notizie dei suoi pancake.
Filma la prof, il video su YouTube: ai genitori multa da 20mila euro (Corriere.it) – Fa sempre piacere che qualcuno riconosca l’imbecillità di certi giovani d’oggi, che si vantano delle proprie idiozie e le pubblicano su YouTube: in questo modo è più facile individuarli e punirli come meritano.
Fiumicino, Alitalia: da domani check-in telematico sul Roma-Milano (Repubblica.it) – Da domani basta code per il check-in, almeno per i voli Fiumicino-Milano (e viceversa). Prende il via il servizio di Mobile Check-In che permette di ricevere la carta d’imbarco su callulari e smartphone con accesso a Internet. Finalmente, in UE se ne parla da più di un anno e negli USA si usa già da tempo.
Banche: ABI, 14,5 mln conti operano via Internet e telefono (MF-DowJones) – Meno code agli sportelli bancari: il 42% dei conti correnti attivi in Italia è abilitato all’utilizzo via Internet. Il 46% delle famiglie italiane utilizza Internet, telefono e cellulare per operare con la propria banca.
Sono solo piccoli esempi che i demonizzatori della tecnologia e della Rete generalmente ignorano, ma che dimostrano quanto Internet – per aspetti seri, ma anche faceti – sia ormai un elemento fondamentale e sempre più presente nella vita di tutti.
LinkedIn e Twitter: attenzione all’integrazione
L’alleanza stretta tra LinkedIn (il social network professionale) e Twitter (la piattaforma di microblogging) sembra finalizzata a dare al mondo del social networking un volto diverso da quello proposto da Facebook, leader indiscusso del settore.
Però la cosa mi convince poco: Facebook ha oltre 300 milioni di utenti, mentre LinkedIn (che ha una vocazione più specialistica) è poco oltre i 50 milioni, e Twitter (che ne ha qualcuno in più di LinkedIn) è… un’altra cosa (è microblogging, ma sta virando verso il social search). E’ vero, potenzialmente l’integrazione può dare vantaggi (ad esemio si potrebbe anche cercare una figura rofessionale via Twitter), ma a mio avviso il problema è un altro: quanto può aver senso condividere nel mondo di LinkedIn – dove i contatti sono di carattere prettamente professionale – i tweets informali scambiati con gli amici?
Su LinkedIn molti utenti intrattengono contatti con colleghi, superiori, dipendenti, partner, clienti, fornitori, e spesso non è facile mantenere in equilibrio questi rapporti, che potrebbero essere facilmente precipitare a causa di un tweet incauto e informale.
Se dunque pensate di integrare le due piattaforme, aggiornando su Twitter gli status di LinkedIn o girando su quest’ultimo tutti i cinguettii che pensate di sparare in Rete, pensateci bene: come ho scritto oggi su The New Blog Times, il gioco di mettere a rischio la propria privacy, a volte, non vale la candela.
Google dovrà dare 500mila dollari a Barrichello
Per i numerosi profili-utente aperti su Orkut (social network che fa capo a Google, molto popolare in Brasile) che ne sfruttavano il nome indebitamente. Da WebNews:
Alcuni utenti hanno registrato il proprio account su Orkut usando il nome di Barrichello o addirittura spacciandosi per tale, ed è qui ha avuto origine la denuncia depositata già nel Giugno del 2006. La Corte di San Paolo ha dato ragione al pilota, riconoscendogli il diritto di non veder usata la sua immagine sul social network, e pertanto Google è stata condannata ad una penale la cui entità non è però chiara. La notizia, infatti, giunge su vari media indicando una sanzione base da 500 mila dollari a cui però si aggiunge una cifra di 590 dollari per ogni singolo giorno di violazione prima della rimozione dei 300 account additati dall’accusa (non è però data a sapersi la decorrenza individuata per il calcolo).
Se la condanna venisse confermata in appello, però, ci sarebbe un altro risvolto non trascurabile: passerebbe infatti il principio che Google, e più in generale ogni sito di social network, detiene la responsabilità delle azioni compiute dai propri iscritti.
Il business è mobile (e Google lo sa)
Internet è sempre più mobile, nel senso che c’è un numero sempre maggiore di utenti che naviga online dal proprio cellulare o smartphone. Per cui non c’è nulla di strano nel fatto che Google (papà di Android, il sistema operativo per smartphone) voglia mettere le mani sul promettente business dell’advertising mobile con l’acquisizione di AdMob per 750 milioni di dollari in azioni. Reuters riferisce:
AdMob produce tecnologia per grafici di servizio, inserzioni pubblicitarie sul cellulari e mantiene una rete che consente agli inserzionisti di piazzare pubblicità su siti web per il mobile e direttamente all’interno di certe applicazioni per gli smartphone.
L’attuale opportunità di ricavi è ancora modesta per gli standard di Google – l’analista di J.P. Morgan Imran Khan stima i ricavi annuali di AdMob tra i 45 e i 60 milioni di dollari – ma gli analisti dicono che l’accordo sottolinea la convinzione da parte di Google che il mercato è pronto a crescere.
Ai tecnoburloni piace
Dopo essere divenuto inconsapevolmente protagonista di un fenomeno Internet come il Rickrolling, il cantante inglese Rick Astley torna in questi giorni – sempre suo malgrado – sotto i riflettori della ribalta tecnologica: un suo ritratto fa infatti capolino sugli iPhone jailbroken (ossia crackati) colpiti dal worm iKee e la notizia fa il giro del mondo.
Il cantante, che vanta un’ospitata da Carlo Conti in settembre, non ha ancora commentato l’insano gesto dell’autore del worm.
Banda larga, attendere prego
Il 18 ottobre, cioè 19 giorni fa, riportavo qui le dichiarazioni del ministro Brunetta in merito al futuro del broad band italiano, di cui avevo evidenziato la frase“Conto di avere due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010″, un obiettivo ambizioso per i tempi (ristretti) e per il budget (sì, anch’esso ristretto) previsto a livello governativo in 800 milioni di euro, in merito al quale avevo scritto “cifra che auspico resti destinata allo scopo dichiarato”.
Ed ecco la batosta di questi giorni, che pesa come un macigno sul capo di chi nutriva speranze (derivate da fonti istituzionali) sulla dichiarata possibilità di riduzione ed eliminazione del digital divide: gli investimenti previsti rimarranno congelati fino alla fine della crisi perché “il governo ha cambiato l’ordine delle priorità” e quindi – ha spiegato il sottosegretario Gianni Letta – il Governo ha dovuto “riconsiderare le cose per dare la precedenza a questioni come gli ammortizzatori sociali perché l’occupazione è la nostra principale preoccupazione”.
La crisi, però, c’era anche venti giorni fa, prima delle promesse del ministro Brunetta. Non lo avevano informato di nulla?
Il concetto del congelamento dei fondi mi è chiaro, tiene fede alla dichiarata destinazione degli 800 milioni di euro, il cui investimento verrebbe rinviato a data da destinarsi, invece di essere impiegato fin da ora nello sviluppo e nella realizzazione di progetti di nuove infrastrutture di telecomunicazioni. Che avrebbero avuto, tra l’altro, riflessi immediati e tangibili anche sullo sviluppo occupazionale del settore…
Immagino dunque che il Governo, nel nuovo ordine di priorità, abbia pensato di favorire in modo duraturo l’occupazione di altri settori. La banda larga – con l’innovazione che può favorire – quanto dovrà aspettare, per essere seriamente presa in considerazione come volano dell’economia e della crescita del PIL? Speriamo poco.
eBay si apre agli annunci economici
Avete liberato la cantina, la soffitta, un ripostiglio o un armadio a muro? O comunque: vi siete ritrovati con uno o più oggetti che non sapevate più di avere e che state pensando di buttare via, ma sarebbe un peccato perché possono essere ancora utili? Provate a fare un annuncio su eBay, ma aspettate fino a martedì prossimo: dal 10 novembre, infatti, sarà possibile pubblicare sul noto portale di aste online anche annunci gratuiti nella sezione eBay Annunci.
Ovviamente in quel caso non si tratterà di un’asta al rialzo (accessibile dalla sezione eBay Classico), ma di una offerta da perfezionare in seguito, alla stessa stregua di quelle che si trovano in bacheche o pagine di giornali dedicate ai tradizionali annunci economici, per cui potranno riguardare anche (ad esempio) offerte e richieste di collaborazione.
eBay Annunci, per il momento, è accessibile da questo indirizzo.
Se un software può riparare i software
Un team di ricercatori (tra cui alcuni docenti di informatica del MIT e della Washington University) ha presentato ClearView, un’applicazione in grado di diagnosticare bug e anomalie che affliggono i software e di porvi rimedio, installando le patch necessarie senza la necessità di un intervento umano.
Nel parlarne su The New Blog Times, non ho sottolineato un aspetto: per assurdo, se questa applicazione dovesse dimostrarsi efficace per ogni tipo di software, si eliminerebbe la voce assistenza e manutenzione software dai contratti stipulati con i vendor (fatta eccezione per gli update richiesti dai cambiamenti delle normative). Per questo motivo, penso che ClearView potrebbe non avere vita facile sul mercato, qualora venisse commercializzato…
ClearView, il software che ripara i software – The New Blog Times
E il navigar m’è dolce in questo web
Riuscirà il nuovissimo Google Maps Navigation a dare filo da torcere ai vari TomTom, Garmin, Navigon e affini? Io credo che la chiave del successo possa essere nella possibilità di utilizzarlo su più sistemi operativi: oggi c’è solo su Android 2.0, ma se domani fosse disponibile per iPhone, Windows Mobile, Symbian e BlackBerry, le possibilità sarebbero molte e interessanti.
Sicuramente è da tenere d’occhio, perché questa nuova applicazione (funzionante solo se il dispositivo su cui opera è connesso a Internet) potrebbe precorrere feature che – prima o poi – potremmo ritrovare su altri navigatori GPS, come ad esempio il comando vocale e le esclusive modalità di navigazione che permettono dii visualizzare risultati con le foto satellitari di Google Earth o quelle panoramiche di Street View…
Fundraising 2.0, l’AIRC punta su Facebook
Cosa significa ricerca? Tantissime cose: per l’AIRC significa perseguire un obiettivo importante come promuovere la raccolta e l’erogazione di fondi a favore del progresso della ricerca oncologica, nonché diffondere una corretta informazione in materia. Negli anni, con questo obiettivo, l’associazione si è impegnata sia sul fronte della comunicazione che su quello economico, lanciando una serie di iniziative – che hanno ormai assunto carattere di tradizione (come la distribuzione delle arance o delle azalee) – che le hanno consentito di essere riconosciuta dal pubblico al pari di un’istituzione.
Fare ricerca significa evolversi anche in questa direzione e per questo motivo l’AIRC ha trovato in Internet un nuovo canale informativo e operativo, realizzato con il sito www.airc.it (con il primo esempio di donazione on line in Italia) e con iniziative ad hoc come UnbuonInvito.it. Ora l’associazione, capito il valore della presenza in un social network, ha aperto una propria fan page su Facebook in occasione della Giornata Nazionale sul Cancro 2009 in programma il 6 novembre. Più che una classica pagina per gli ammiratori, per l’AIRC si tratta della cornice per presentare e proporre una scpeiale applicazione UGC che consente agli utenti di Facebook di fare una donazione on line.
L’applicazione si chiama Siamo tutti ricercatori e permette all’utente di pubblicare una propria foto, scrivere un messaggio, ma soprattutto effettuare donazioni con carta di credito o conto Pay Pal. L’invito per chi ha un po’ di tempo da spendere su Facebook, ovviamente, è di investirne una parte sulla pagina dell’AIRC, utilizzare l’applicazione e dare un contributo alla ricerca.



