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Moleskine 2.0
All’IFA di Berlino, Samsung ha presentato il Galaxy Note, un dispositivo mobile provvisto di pennino, che per le sue dimensioni (ha un display touchscreen da 5,3 pollici) si posiziona a metà strada tra lo smartphone e il tablet. Il pennino serve a riprodurre su questo “coso” una user experience tradizionalista: toccando il display con lo stilo, è possibile scrivere come su un blocco note.
L’apparecchio, con questa taglia conformata, ricorda lo Streak 5 di Dell. Che, a onor del vero, è sparito dalla circolazione proprio perché non era ne’ carne (smartphone) ne’ pesce (tablet). Samsung, con questo form factor da taccuino e il pennino, saprà fare di meglio?
Google TV sbarcherà in Europa nel 2012
Google TV prosegue la propria strada e, come ha dichiarato il presidente Eric Schmidt, sarà offerta sul mercato Europeo entro pochi mesi, ad inizio 2012. Oltreoceano non ha avuto vita facile: oltre ad essere afflitta da alcuni bug non risolti neppure dopo i test, la piattaforma di streaming fi Google è osteggiata anche dai vari media e network, che non la vedono di buon occhio, e a nulla è valso il tentativo di renderla più appetibile riducendo il presso del set-top-box (da 249 a 99 dollari).
Alle spalle del percorso di Google TV vedo un propulsore che fino a poco tempo fa non c’era: l’acquisizione di Motorola Mobility. L’azienda è famosa soprattutto per la produzione di dispositivi mobili (cellulari e smartphone, che molti hanno individuato come obiettivo primario di Google per lo sviluppo di nuove soluzioni Android-based), ma forse non tutti sanno che è attiva anche sul mercato dei set-top-box (altrimenti chiamati decoder televisivi): l’operazione, dunque, è verosimilmente un importante tassello del puzzle che l’azienda di Mountain View sta componendo per portare Chrome nei televisori e permettere agli utenti di utilizzare un motore di ricerca di contenuti multimediali (programmi televisivi), a cui si potrà accedere cercando il nome di una trasmissione, di un personaggio televisivo, di una squadra di calcio (per accedere allo streming della partita), di un cantante (per assistere il suo concerto).
Non bisogna dimenticare che sul mercato ci sarà da considerare anche la presenza di Apple TV, e di chissà quali altre soluzioni. Al momento, ognuna ha il proprio set-top-box, mentre sarebbe auspicabile che ognuna di esse fosse fruibile attraverso un dispositivo multistandard, per consentire la massima flessibilità (e, agli utenti, la libertà di scelta, e di cambiare idea senza necessariamente dotarsi di altri apparecchi).
Steve Jobs non è più CEO di Apple
L’annuncio è stato ufficializzato poco fa. Jobs manterrà la carica di presidente, lasciando la guida dell’azienda a Tim Cook.
Tweet dal fronte
Chi fosse interessato a news e aggiornamenti su ciò che accade in queste ore in Libia dovrebbe prendere in considerazione anche i tweet di alcuni giornalisti reclusi nell’Hotel Rixos di Tripoli, come
Matthew Chance o Matthew Price.
Il PC ha gli anni contati
HP cambia strada, si dichiara pronta ad abbandonare il mondo dell’hardware e a passare a nuovi business. Da leader mondiale nella produzione di personal computer, è stata protagonista del mercato movimentandone l’ultimo decennio: nel 2002 si è fusa con Compaq (che quattro anni prima aveva acquisito Digital), nel 2008 ha acquistato Electronic Data Systems, nel 2010 3Com e Palm. Nel 2011 la svolta, con l’annuncio di voler cancellare smartphone e tablet con WebOS (il sistema operativo lanciato da Palm), un progetto di scorporo delle attività legate ai PC e una nuova acquisizione: Autonomy Corporation, azienda specializzata nello sviluppo di infrastrutture software e di analisi dei dati.
La strada sembra la medesima percorsa da un altro leader, IBM, che prima ha affidato la produzione dei PC ad un’altra azienda (Lenovo) ma mantenendo il proprio brand e poi ha completamente lasciato quel settore per concentrare altrove le proprie risorse (infrastrutture corporate, microprocessori, software e altro) e – insieme alla crescente espansione del mondo di smartphone e tablet – conferma ancora una volta l’inizio del processo di estinzione dei PC, che qualcuno chiama “era post-PC” per non chiamarla “era wireless computer” (che altrimenti verrebbe abbreviata come era WC).
Google mette le mani su Motorola Mobility
E’ stato ufficializzato oggi l’accordo per l’acquisizione, da parte di Google, di Motorola Mobility, la business unit del gruppo americano che si occupa di telefonia mobile. La cifra messa sul piatto dal colosso di Mountain View ammonta a 12,5 miliardi di dollari. L’ingresso effettivo di Motorola Mobility nel gruppo Google è previsto per fine 2011/inizio 2012, dopo il buon fine dell’iter autorizzativo che prevede l’approvazione delle Authority competenti in materia di antitrust.
L’obiettivo di Google in questa operazione è, ovviamente, conquistare sempre maggiori quote di mercato nel settore mobile (smartphone + tablet), dove il consumo di Internet si sta spostando sempre di più. E’ verosimile prevedere che i Google-fonini e i tablet che saranno lanciati sul mercato dal prossimo anno dalla Motorola di Google possano avere qualche marcia in più rispetto ai Motorola attuali (io ho provato un paio di smartphone e ne sono rimasto piuttosto deluso) e agli smartphone sviluppati dai partner attuali (Samsung, HTC, LG, eccetera). Ma nella produzione di Motorola Mobility non bisogna dimenticare anche il settore dei set-top-box, (decoder televisivi, per dirla in parole miserrime), a cui Google potrebbe essere interessata per la propria Internet TV…
Sbagliare è umano
Nella sede di Google è in corso da tempo la sperimentazione di un progetto che riguarda auto senza conducente, cioè che si guidano da sole. Sebastian Thrun, l’esperto in intelligenze artificiali che è a capo del progetto, ha sempre dichiarato che queste auto sono “un meccanismo perfetto” e sono già state riconosciute (e quindi possono circolarvi lecitamente) dallo stato del Nevada. Qualche giorno fa, nei pressi di Mountain View, queste Google Car sono rimaste coinvolte in un incidente.
Tuttavia non si può dare torto a Sebastian Thrun: alla guida della Prius di Google che ha causato il tamponamento – che ha riguardato in tutto cinque veicoli – in realtà non c’era una persona, ma un conducente in carne ed ossa.
Starbucks stacca la spina, ma non al WiFi
Chi conosce Starbucks probabilmente si ricorderà, oltre ai Frappuccino, ai Vivanno e altre originalità del menu, anche i clienti al lavolo con notebook, laptop, tablet e altri disposibivi, per via della possibilità di accedere ad internet in WiFi, senza limitazioni. Qualcosa però sta cambiando: a New York, alcune caffetterie appartenenti alla celeberrima catena hanno deciso di mettere in atto una politica restrittiva ed eliminato la possibilità di usare le prese di corrente (cortesia non certo obbligatoria). Ora, chi le sfruttava per stazionarvi ore o intere giornate per navigare in Internet con il proprio laptop dovrà cambiare abitudini (accontentandosi dell’autonomia delle batterie o recandosi altrove).
Il motivo è banalmente comprensibile: i clienti che si stanziano ai tavoli per ore – o per tutta la giornata – impediscono che altri avventori possano sedere ai medesimi tavoli per nuove consumazioni.
L’accesso WiFi nelle caffetterie Starbucks rimane disponibile, contrariamente a quanto riportato da molte testate italiane, ma evidentemente sarà possibile sfruttarlo solo finché la batteria del dispositivo utilizzato (smartphone, tablet, laptop).










