Ho sempre letto con interesse ciò che scrive Alessandro Longo, perché cerca sempre – riuscendovi, a mio avviso – di far comprendere al lettore ciò di cui sta parlando, anche se l’argomento è intrinsecamente tecnico e il lettore non sempre lo è. Il fatto che ora assuma la guida di Tekneco in veste di direttore responsabile, mi spinge a mandare innanzitutto a lui un grosso in bocca al lupo, e a voi l’invito a leggerlo.
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FT fa suonare la sveglia per Telecom Italia
“Telecom Italia dovrebbe svegliarsi, sentire il profumo del caffé, accantonare le proprie tendenze monopolistiche e unirsi al consorzio”. Non lo dico (solo) io, ma un editoriale del Financial Times, a firma di Paul Betts. Il riferimento è al consorzio per la banda larga formato da Fastweb, Vodafone e Wind (a cui si è unita Tiscali), alla base del progetto Fibra per l’Italia e recentemente presentato a Bruxelles a Neelie Kroes, commissario UE per l’Agenda Digitale.
L’articolo evidenzia come, mentre in altri Stati ci siano risorse sufficienti per avere più reti di nuova generazione, l’Italia possa permettersene solo una. Il problema è che è necessario strutturare un progetto che non può e non deve essere in mano al solo ex monopolista, che sogna di realizzare sul territorio una propria rete (vincolata sull’utilizzo di una tecnologia mirato a favorire la propria posizione dominante).
Considerando che ha già difficoltà a mantenere efficiente la rete esistente, la scelta migliore nell’interesse di tutti (anche della stessa Telecom, è una questione di sopravvivenza) consisterebbe nell’aderire al patto siglato dagli altri competitor e dare il proprio contributo ad una rete efficiente, di nuova generazione, in fibra ottica, che può avere un ruolo di primo rilievo per lo sviluppo del Paese.
Mac Mini reloaded
Presa video HDMI, slot per memorie flash SD, alimentatore interno, scheda grafica Nvidia GeForce 320M. Con un telecomando, ecco pronto il Mac Mini da salotto da collegare ad uno schermo full-HD.
Altri sapidi dettagli (prezzi inclusi) su The New Blog Times.
Body scanner nelle stazioni?
L’intento dichiarato dal ministro Roberto Maroni di installare body scanner anche nelle stazioni ferroviarie mi lascia molto perplesso, e questo credo valga per chiunque abbia una vaga idea di cosa significhi accedere ad una stazione per partire (o per arrivare) in treno. Vedo molti fattori critici che renderebbero poco efficace questa contromisura, ma soprattutto poco verosimile la fattibilità di questa idea. Ovviamente questo è un parere del sottoscritto, che è stato ed è un viaggiatore e ha lavorato per un’azienda di produzione di veicoli ferroviari, ma temo che i problemi si moltiplichino agli occhi di chi si occupa professionalmente di organizzazione e gestione del traffico ferroviario e delle stazioni.
Già, le stazioni. Sono punti di accesso che consentono ai passeggeri di accedere ai treni. In Italia esistono 13 grandi stazioni (gestite dalla società Grandi Stazioni SpA) attraversate da 600 milioni di persone ogni anno e 103 stazioni di medie dimensioni (gestite dalla società Centostazioni SpA) frequentate da altri 500 milioni di persone. Pensare di dotare di body scanner solo le stazioni delle grandi città è limitativo, perché è vero che esistono luoghi a più alto rischio di altri, ma è altrettanto vero che un malintenzionato può salire su un treno accedendo alla rete ferroviaria da una qualunque delle oltre 2.270 stazioni presenti sul territorio, molte delle quali ad accesso libero per chiunque, ossia senza alcun filtro all’ingresso. Per non parlare del fatto che la rete è comunque fisicamente accessibile in virtù di numerose aperture, fisiologiche (ad esempio i passaggi a livello) e accidentali (recinzioni basse, divelte, danneggiate).
Per il considerevole volume di viaggiatori dato dai numeri citati sopra (sono tutti dati ufficiali dichiarati dalle società del gruppo Ferrovie dello Stato), credo che anche un numero adeguato di body scanner installato in una stazione rappresenti un collo di bottiglia estremamente vincolante per la fluidità della circolazione dei passeggeri.
Questi sono, a mio avviso, impedimenti di carattere pratico e organizzativo alquanto limitanti. Non mi soffermo a parlare di quelli di carattere tecnico, men che meno di quelli di tipo economico, che non si limiterebbero solamente alla copertura finanziaria per l’acquisto dei body scanner, ma anche all’adeguamento dell’infrastruttura ai requisiti di sicurezza. Ammesso e non concesso che il body scanner sia di per se’ efficace.
Ci vorrebbe la fibra
Interessante analisi di Stefano sulla condizione della Rete in Italia e l’importanza – in termini tecnici, ma anche economici – di dotare il Paese di una rete in fibra:
(Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli from Stefano Quintarelli on Vimeo)
iPedestre
L’iPad è in vendita negli USA da poco più di un mese e in altre parti del mondo (Italia inclusa) da quasi una settimana. In Cina si è già materializzato il suo clone low-cost, con sistema operativo Android e cpu Intel. Si chiama (sigh) iPed, qui nel video di una TV giapponese.
Notizie tecnoscandalistiche
Ci sono molti criteri validi che è possibile seguire per il confezionamento di una notizia scientifica o di sapore scientifico. In ogni caso sarebbe anche importante non passare dalla scienza alla fantascienza, ma c’è chi lo fa senza accorgersene.
Un esempio è una notizia data da varie testate nei giorni scorsi, partita da BBC News, che giovedì scorso ha titolato First human ‘infected with computer virus’.
Ripresa con sollecitudine anche da noti giornali italiani come Repubblica e il Corriere della Sera, la notizia ha sostanzialmente trasmesso il messaggio che un uomo è stato infettato dal virus di un computer. Una notizia che descrive un’ipotesi improbabile e fuorviante, perché un tag RFID passivo può portare con se’ solo dati (pochi o tanti che siano) ed è dunque impossibile che esegua un’azione, ne’ malevola, ne’ benevola.
Un virus, eventualmente, potrebbe colpire i dispositivi destinati a leggere tali informazioni, ma non l’essere umano che ospita il chip. Con molta chiarezza Graham Culey tecnology consultant di Sophos (azienda specializzata in soluzioni antivirus e di sicurezza) lo ha spiegato osservando: “Gli scienziati dovrebbero essere responsabili di come presentano la propria ricerca, invece di alimentare minacce per arrivare ai titoli sui giornali”.
Per la cronaca, il giornalista della BBC Rory Cellan-Jones – autore della notizia originale – in seguito alle critiche ricevute da esperti e addetti ai lavori si è premurato di scrivere alcune precisazioni, facendo sostanzialmente marcia indietro sui toni allarmistici utilizzati per parlare delle ricerche del dottor Gasson. Sulle testate che avevano citato la BBC non ho ancora visto nulla, auspicabilmente per mia disattenzione.
L’iPad sbarca in Europa
Prende il via oggi la commercializzazione europea dell‘iPad di Apple. Chi fosse in procinto di recarsi in un Apple Store italiano può trovare qualche notiziola utile su The New Blog Times.
Nokia offrirà servizi Ovi powered by Yahoo!
Il mercato dei servizi su rete mobile si arricchisce di una nuova alleanza: quella annunciata oggi tra Nokia e Yahoo, che si concretizzerà con il lancio di una nuova serie di servizi Ovi per quanto riguarda mappe, servizi di navigazione e geolocalizzazione, e-mail e chat, che saranno powered by Yahoo!
E’ un mercato in costante fermento, i competitor sono agguerriti e l’unione fa la forza: Nokia ha intorno a se’ produttori in grado di proporsi con dispositivi accattivanti e servizi innovativi, mentre Yahoo! ha di fronte a se’ un gigante come Google, che fa di tutto e di più, ma soprattutto ha già un piede nella telefonia mobile grazie ad Android.
In quest’ottica le alleanze diventano di vitale importanza (si veda quella già siglata da Yahoo con Microsoft), ma devono sfociare in progetti validi, per questo sarà interessante vedere cosa uscirà dal cilindro dei due partner.
La NGAN parte da Roma
Certo, è importante che partano. Speriamo non si fermino…
Telecom: partono a Roma servizi nuova generazione su fibra ottica – Adnkronos
Partono a Roma i servizi di nuova generazione su fibra ottica. Lo annuncia Telecom Italia. Gia’ oggi oltre 15 mila unita’ immobiliari del quartiere Prati sono raggiunte dalla rete in fibra e diventeranno oltre 80 mila entro l’anno interessando anche le zone servite dalle centrali di Belle Arti, Appia e Pontelungo. Nel biennio 2011/2012 la rete coprira’ le principali aree di centrale all’interno del raccordo anulare e circa 350.000 unita’ immobiliari saranno raggiunte dalla nuova rete in fibra. Questa iniziativa si inserisce nel piano di investimenti sulla fibra di Telecom Italia per la realizzazione della rete Ngan (Next Generation Access Network) che prevede di rendere disponibili i collegamenti in fibra a circa 1.300.000 clienti in 13 citta’ italiane entro il 2012 per arrivare ad oltre 10 milioni di clienti entro il 2016. A partire dalla prossima settimana un primo gruppo di clienti di Telecom Italia potra’ iniziare a sperimentare connessioni fino a 100 Megabit al secondo che rendono molto piu’ performanti gli attuali servizi a larga banda e abilitano nuovi servizi come ad esempio la Tv ad alta definizione, la domotica, la telepresenza (videocomunicazione di ultima generazione) e i servizi di cloud computing. L’obiettivo e’ quello di collegare progressivamente fino a 1.000 clienti sperimentali.
Da Google, Sony e Intel nasce GoogleTV
Le mire espansionistiche di Google non conoscono confini e spingono gli interessi di business della profittevole raccolta pubblicitaria anche all’intrattenimento televisivo. D’altro canto, nonostante oggi sia possibile vedere la TV su vari dispositivi (dal PC allo smartphone), nulla batte la godibilità di uno schermo di dimensioni ragionevoli da godersi comodamente seduti.
Da questi interessi nasce la GoogleTV, un dispositivo HD prodotto dall’alleato Sony dotato di una CPU Atom di Intel (fa parte della stessa famiglia di processori che equipaggia i netbook) e un bel lettore per DVD e Blu-ray Disc. L’utente troverà a bordo il sistema operativo Android e il browser Chrome per accedere ad Internet e ovviamente ad Android Market, ricco di app, giochi e – verosimilmente – contenuti fruibili mediante il nuovo device.
Waterworld Revenge
Ai tempi di Waterworld, nel budget del film erano stati inclusi anche i costi per lo sviluppo e la realizzazione di un impianto per la depurazione dell’acqua marina. Kevin Costner, che fin da qull’epoca aveva contribuito a finanziare il team di ricercatori guidati dal fratello Dan entrando nella Ocean Therapy Solutions. Ora BP ha deciso di di utilizzare sei di quelle speciali centrifughe nel tentativo di porre parziale rimedio al disastro ambientale del Golfo del Messico.
ZombieTV
La città in cui vivo è annoverata tra i comuni lombardi in cui oggi – entro le 10.00 – Rai2 e Rete4 sarebbero dovuti passare definitivamente al digitale terrestre. Questo, almeno, è quanto mi risulta.
Per quale motivo stasera, a casa mia, vedo ancora benissimo entrambi i canali con segnale analogico?
Non solo peerateria
Tra i tantissimi esempi di impiego professionalmente utile del peer-to-peer, eccone uno fresco fresco: oggi non riuscivo a collegarmi in remoto con un PC di un’altra sede collegata ad Internet, a cui – normalmente – riesco ad accedere da una normale VPN. Dopo alcuni tentativi di bypassare il problema, grazie ad un amico ho provato con successo Hamachi, un sistema per creare una VPN gestita centralmente, e ho risolto il problema.
Il requisito da soddisfare è che i due PC da collegare devono essere connessi a Internet, Hamachi (installato su entrambe le macchine) permette di instaurare un collegamento diretto anche in presenza di NAT. Grazie ad esso è possibile controllare un PC da remoto e condividere dati e risorse (come le stampanti), attraverso un traffico peer-to-peer cifrato (la sicurezza del collegamento è data dal fatto che, una volta stabilito il collegamento, la comunicazione tra i client è diretta e sul server non transitano altri dati).
Giudizio critico: consigliato, da provare.
Divergenza fisso-mobile in Vaticano
Due notizie dal Vaticano in tema di telecomunicazioni.
La prima riguarda la connettività:
(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 11 MAG -Un accordo di tre anni, rinnovabile per i successivi 5,lega da oggi la Telecom e la Citta’ del Vaticano in un’opera imponente. La realizzazione di oltre 400 chilometri di collegamenti in fibra ottica ad alta velocita’ tra il piccolo Stato e le sue sedi extraterritoriali, incluse le Ville pontificie di Castel Gandolfo e la stazione radio di Santa Maria di Galeria, in provincia di Roma. L’intesa – informa un comunicato congiunto- e’ stata firmata questa mattina in Vaticano.
La seconda riguarda la telefonia mobile:
TLC: Vaticano passa a Vodafone per gestione mobile
(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 11 MAG – Il Vaticano si appresta a cambiare gestore per la telefonia mobile, passando da Telecom a Vodafone. Lo hanno anticipato fonti vaticane, precisando che il relativo accordo sarà firmato tra pochi giorni, il 14 maggio e che la telefonia fissa resterà comunque alla Telecom. La Vodafone si è aggiudicata una regolare gara. Finora la Santa Sede il Governatorato aveva un unico contratto con Telecom per la gestione di tutta la telefonia e, proprio questa mattina, ha stretto con Telecom un nuovo accordo per la realizzazione di una nuova rete di comunicazione integrata in fibra ottica.
Telecom Italia compensa quindi la perdita del mercato della telefonia mobile (in crescita, anche in Vaticano), con l’opera imponente che porta la fibra nel piccolo Stato e che, come sottolinea Stefano, vale lo 0,000011% della rete in rame esistente.



