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Body scanner nelle stazioni?

15 Giu

L’intento dichiarato dal ministro Roberto Maroni di installare body scanner anche nelle stazioni ferroviarie mi lascia molto perplesso, e questo credo valga per chiunque abbia una vaga idea di cosa significhi accedere ad una stazione per partire (o per arrivare) in treno. Vedo molti fattori critici che renderebbero poco efficace questa contromisura, ma soprattutto poco verosimile la fattibilità di questa idea. Ovviamente questo è un parere del sottoscritto, che è stato ed è un viaggiatore e ha lavorato per un’azienda di produzione di veicoli ferroviari, ma temo che i problemi si moltiplichino agli occhi di chi si occupa professionalmente di organizzazione e gestione del traffico ferroviario e delle stazioni.

Già, le stazioni. Sono punti di accesso che consentono ai passeggeri di accedere ai treni. In Italia esistono 13 grandi stazioni (gestite dalla società Grandi Stazioni SpA) attraversate da 600 milioni di persone ogni anno e 103 stazioni di medie dimensioni (gestite dalla società Centostazioni SpA) frequentate da altri 500 milioni di persone. Pensare di dotare di body scanner solo le stazioni delle grandi città è limitativo, perché è vero che esistono luoghi a più alto rischio di altri, ma è altrettanto vero che un malintenzionato può salire su un treno accedendo alla rete ferroviaria da una qualunque delle oltre 2.270 stazioni presenti sul territorio, molte delle quali ad accesso libero per chiunque, ossia senza alcun filtro all’ingresso. Per non parlare del fatto che la rete è comunque fisicamente accessibile in virtù di numerose aperture, fisiologiche (ad esempio i passaggi a livello) e accidentali (recinzioni basse, divelte, danneggiate).

Per il considerevole volume di viaggiatori dato dai numeri citati sopra (sono tutti dati ufficiali dichiarati dalle società del gruppo Ferrovie dello Stato), credo che anche un numero adeguato di body scanner  installato in una stazione rappresenti un collo di bottiglia estremamente vincolante per la fluidità della circolazione dei passeggeri.

Questi sono, a mio avviso, impedimenti di carattere pratico e organizzativo alquanto limitanti. Non mi soffermo a parlare di quelli di carattere  tecnico, men che meno di quelli di tipo economico, che non si limiterebbero solamente alla copertura finanziaria per l’acquisto dei body scanner, ma anche all’adeguamento dell’infrastruttura ai requisiti di sicurezza. Ammesso e non concesso che il body scanner sia di per se’ efficace.

 
4 commenti

Pubblicato da su 15 giugno 2010 in Mondo, privacy, security, tecnologia

 

4 risposte a “Body scanner nelle stazioni?

  1. Alf

    15 giugno 2010 at 18:50

    sono molto, molto scettico sull’opportnità di mettere i body scanner nelle stazioni fs. intanto perchè costano più di 100.000 euro l’uno, ma poi anche perchè effettivamente fermerebbero il traffico ferroviario: pensate ad una moltitudine di pendolari che ogni mattina devono passare attraverso questi gabbiotti in stazione termini a Roma o in centrale a Milano.
    e il treno sta lì ad aspettarli?

     
  2. Alessandro

    16 giugno 2010 at 19:41

    http://www.vita.it/news/view/99266

    Lecco è il collegio elettorale di Castelli, mi pare? Chi ci guadagnerebbe coi Body Scanner?

     
  3. Rocco Rattazzi

    16 giugno 2010 at 21:51

    @Alessandro

    sarebbe facile pensarlo, ma su questo argomento l’azienda di cui parli è fuori dai giochi, Castelli pure
    temo che i motivi siano altri e la direzione a cui volgere lo sguardo sia verso l’avvocato Maroni

     
 
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