RSS

Archivi categoria: tecnologia

Meglio tardi che mai?

Si sbagliava, chi credeva che il Garante della Privacy si fosse dimenticato dell’indagine aperta in maggio per far luce, anche sul fronte italiano, sull’inconsapevole raccolta di dati effettuata da Google dalle reti WiFi aperte. Dopo quattro mesi l’indagine è sfociata in ben due azioni: una richiesta ufficiale a Google di sospendere ogni attività di trattamento sui dati raccolti dalle Google-car e l’invio del fascicolo dell’indagine alla magistratura.

Ma che effetti avranno queste azioni? Sulla prima, Google ha già risposto:

Come già dichiarato in precedenza, siamo molto dispiaciuti per l’errore che ha portato alla raccolta accidentale di questi dati. Non appena ci siamo resi conto dell’accaduto abbiamo interrotto immediatamente la raccolta di tutti i dati WiFi attraverso le vetture di Street View e informato le autorità competenti.

Il Garante, in effetti, ha chiesto a Google di fare una cosa che è già stata fatta ancor prima che il Garante stesso aprisse l’istruttoria, aggiungendo oggi la sua ramanzina ad un coro di lamentele partito in maggio.

Da domenica 3 ottobre, inoltre, entreranno in vigore le nuove regole di Google per la privacy, annunciate mentre firmava, virtualmente, un assegno di 8.5 milioni di dollari per chiudere un contenzioso aperto per questioni di privacy legato a Google Buzz.

 
Commenti disabilitati su Meglio tardi che mai?

Pubblicato da su 22 settembre 2010 in Internet, news, privacy, tecnologia

 

Apple socializza e rilancia la sua TV

Aria di novità nell’Apple Event di ieri: iOS 4.2, un nuovo volto per iTunes che entra nel mondo dei social network grazie a Ping, con cui gli utenti potranno entrare in relazione anche con gli amici e i profili degli artisti preferiti, condividendone contenuti e informazioni pubblicate. Tutto sarà fruibile da iPod (di cui sono stati presentati i nuovi Shuffle, Touch e Nano, ora anch’esso multitouch), iPhone e iPad.

La novità introdotta dal classico “one more thing” consiste, dopo circa quattro anni dalla sua prima versione, nella nuova formula pensata per la Apple TV, un piccolo dispositivo da collegare al televisore di casa e a Internet. In pratica una pay-internet-tv che consentira di vedere programmi televisivi e film, grazie ad una partnership siglata con Rupert Murdoch e Netflix.

Tutto ciò che passerà dalla Apple TV sarà fruibile in streaming e ciò comporta l’obbligo di disporre di una connessione broad band di qualità. Per questo motivo, tutto bellissimo, ma temo che in Italia – viste le condizioni attuali della rete – potrebbe avere qualche difficoltà a sfondare.

 
Commenti disabilitati su Apple socializza e rilancia la sua TV

Pubblicato da su 2 settembre 2010 in cellulari & smartphone, Internet, media, Mondo, news, tecnologia, Tv & WebTV

 

Ciskype?

Che ci fa Cisco con Skype? chiede Michael Corkery dal suo blog sul Wall Street Journal. La notizia è che i piani di Skype per una IPO prevista per il prossimo autunno potrebbero subire una deviazione: secondo una bene informata fonte citata da TechCrunch, infatti, Cisco sarebbe interessata all’acquisto e avrebbe messo sul piatto circa 5 miliardi di dollari.

Praticamente un compralo subito, per usare parole note agli utenti di eBay (gruppo di cui Skype ha fatto parte fino all’anno scorso), anticipando l’ingresso in borsa di Skype.

La risposta alla domanda (retorica) posta da Corkery sembra scontata: Cisco è interessata ad integrare il proprio know how con quello di Skype per sviluppare soluzioni di telecomunicazioni su Internet da proporre al mondo business. Una volta sul mercato, il prezzo di Skype potrebbe cambiare e acquistarne le azioni potrebbe rivelarsi più oneroso.

Tentando di anticipare la quotazione in borsa, Cisco punta a fissare l’entità di un investimento che potrebbe avere sbocchi interessanti: le aziende, soprattutto di questi tempi, sono alla continua ricerca di soluzioni che consentano di risparmiare (anche) sulle spese di comunicazione e Cisco vuole certamente muoversi in questa direzione, andando ben oltre un semplice rapporto di partnership e puntando a lanciare sul mercato enterprise una declinazione professionale delle soluzioni integrate di audio e videocomunicazione via Internet oggi utilizzate da 560 milioni di utenti di Skype.

 
Commenti disabilitati su Ciskype?

Pubblicato da su 31 agosto 2010 in business, Internet, Mondo, news, tecnologia, telefonia, TLC, VoIP

 

Blockbuster, fine di un’epoca

La crisi di Blockbuster sembra insanabile: gli amministratori dell’ex leader della distribuzione di home video presenteranno istanza di fallimento a metà settembre.

A chi attribuisce la colpa di questa situazione a Internet ripeto quanto già scritto mesi fa in proposito:

a mio avviso, la catena è rimasta vittima della propria immobilità e dall’incapacità di comprendere e cavalcare il cambiamento del mercato: NetFlix, RedBox e video on demand disponibili da iTunes, Amazon e dalle tv via cavo sono soluzioni che si sono conquistate una loro fetta di mercato, in cui anche Google intende entrare e dire la propria. Mentre la concorrenza innovativa cresceva, Blockbuster ha perso l’occasione di innovarsi in modo efficace e competitivo: se l’accordo con Motorola non sembrava già in partenza una scelta particolarmente azzeccata (per partner e soluzione), il lancio del suo set-top-box appare ora un goffo tentativo di salire in corsa su un treno già partito da tempo.

Dal punto di vista del consenso del pubblico, la prospettiva attuale rende alquanto claudicante anche il futuro della piattaforma DVDsByMail lanciata poche settimane or sono in partnership con Comcast. Un tentativo di salvare il salvabile che potrebbe rivelarsi estremamente tardivo.

 
Commenti disabilitati su Blockbuster, fine di un’epoca

Pubblicato da su 30 agosto 2010 in Internet, Life, media, Mondo, news, tecnologia

 

Dal 15 settembre, Diaspora

In maggio – l’ultima volta in cui ne ho parlato – era ancora un progetto. Ma nel campo della tecnologia, e soprattutto in Internet, lo sviluppo dei progetti può essere breve e ora Diaspora sembra già maturo per partire: presentato come social network innovativo,  open source, che consente all’utente un reale controllo delle proprie relazioni in una piattaforma di condivisione trasparente, prenderà il via il 15 settembre.

Come spiegano i quattro studenti Ilya, Raphael, Maxwell e Daniel – che si erano prefissati l’obiettivo di raccogliere almeno 10mila dollari attraverso Kickstarter per finanziare l’avvio del progetto –  il codice è pronto, i test (condotti dai quattro studenti e da un gruppo di amici) sono stati soddisfacenti e presto si potrà contare su una degna interfaccia utente. Il 15 settembre sarà il giorno in cui verrà reso pubblico il codice e si darà avvio alle iscrizioni al nuovo social network. Con il plus di poter scegliere, di volta in volta,  chi tra gli “amici” potrà vedere che cosa, senza alcun rischio di consegnare dati personali al mondo del marketing.

La partenza è promettente per due fattori fondamentali: i primo è che Diaspora, con queste premesse, sembra rispondere alle esigenze dei detrattori di social network come Facebook, sempre più orientato al business derivante dalla monetizzazione delle relazioni dei propri iscritti. Il secondo è il consenso finora riscosso dal progetto: a fine agosto, i 10mila dollari fissati come primo traguardo sono stati ampiamente superati – scrive Dave Rosenberg su Cnet – da un capitale raccolto pari a 200mila dollari. 

Curiosamente, tra i primi donatori figura anche un certo Mark Zuckerberg, il papà di quel Facebook che, secondo il Financial Times, oggi vale 33,7 miliardi di dollari. Il fatto è curioso proprio perché l’inaspettato consenso conseguito dal progetto Diaspora sembra essere in buona parte legato all’insoddisfazione degli utenti per la percepita disattenzione verso la loro privacy da parte di Facebook e altri social network.

 
Commenti disabilitati su Dal 15 settembre, Diaspora

Pubblicato da su 30 agosto 2010 in Internet, Life, media, Mondo, news, privacy, security, social network, tecnologia

 

Telefonarsi con Gmail

L’Ansa qualche ora fa annunciava (citando Cnet) l’ipotesi di una futura battaglia tra Google e Skype nel mercato VoIP:

Google, si legge, starebbe testando un servizio web che consentira’ di fare chiamate all’interno di Gmail. Per telefonare si usera’ la finestra della chat, in basso a sinistra nella pagina della posta.

Nel frattempo, nel mio account Gmail, faceva capolino questo nuovo box:

Siamo dunque ben oltre le ipotesi e i test: la nuova feature richiede il plug-in Google Voice and Video Chat. A installazione ultimata (e browser riavviato), la voce “call phone” che compare prima dei contatti nella colonna a sinistra dell’account Gmail consentirà di attivare il web-phone per telefonare (meglio selezionare prima la bandiera della nazione del numero da chiamare e poi comporre).

La chiamata così generata risulterà provenire da un nuovo numero telefonico. Nei miei test (sì, funziona già anche in Italia) il chiamante corrispondeva al numero +17607058888. Nel corso delle telefonate, che non sono state molto lunghe, ho rilevato un audio più che accettabile e con poca latenza. L’interfaccia è semplice e un po’ anonima, ma che importa?

Invitanti le tariffe, che nel mercato VoIP rappresentano il criterio fondamentale per la scelta di un servizio (a parità di qualità, ovviamente): chiamare in USA e Canada non comporta costi aggiuntivi, mentre telefonare su linea fissa in molti Paesi UE (Italia inclusa) costa 2 centesimi di dollaro al minuto.

Lo sviluppo di Google Voice ha indubbiamente beneficiato dell’arrivo in famiglia, lo scorso novembre, di Gizmo5.

Qualcuno potrebbe pensare che è un po’ tardi per dare filo da torcere a soluzioni come Skype, presente sul mercato da anni (e che oggi conta 590 milioni di utenti unici). Certo, sarebbe vero se Google Voice partisse da zero, ma la sua base di partenza corrisponde agli utenti di Gmail (circa 200 milioni, se non ricordo male). C’è inoltre da considerare la crescita del mercato della connettività su rete mobile e la prospettiva che smartphone e altri device portatili in grado di utilizzare Gmail (tablet, netbook, notebook), possano utilizzare Google Voice… operatore mobile permettendo.

 
 

Eppur si muove. Poco

Rallenta il tour del digitale terrestre: le regioni del Nord Italia interessate al previsto switch off di settembre dovranno aspettare molto di più. Pare che il Comitato nazionale italia digitale abbia deciso lo slittamento per garantire le condizioni necessarie perché sia possibile il passaggio alla nuova tecnologia in un’area tanto vasta e complessa.

Queste, dunque, le prossime tappe (salvo ulteriori variazioni, ovviamente):

  • dal 25 ottobre al 26 novembre, Piemonte orientale e Lombardia (incluse le province di Parma e Piacenza)
  • dal 27 novembre al 2 dicembre, Emilia Romagna
  • dal 30 novembre al 10 dicembre, Veneto (incluse le province di Mantova e Pordenone)
  • dal 3 dicembre al 15 dicembre, Friuli Venezia Giulia
  • primo semestre 2011, Liguria
 
Commenti disabilitati su Eppur si muove. Poco

Pubblicato da su 25 agosto 2010 in business, Life, media, news, tecnologia, TLC, Tv & WebTV

 

Cosmo in TV

Luca De Biase si preoccupa di darci un motivo in più per guardare la TV sabato sera

A mio avviso, con la nuova trasmissione televisiva Cosmo – siamo tutti una rete, Luca rischia di ottenere un risultato migliore di tante iniziative (pur buone) finalizzate a far conoscere e spiegare al pubblico i temi della scienza e dell’innovazione. Obiettivo non semplice, ma che a mio avviso sarà raggiunto perché la TV – per fortuna o purtroppo – è il media più capillarmente presente presso la popolazione ed è quello più seguito da chi oggi ha meno confidenza con la rete e con i media più innovativi.

Ah: che cos’è Cosmo? Centotrenta ore di girato. Due mesi di lavoro e ventimila chilometri percorsi per la realizzazione dei servizi. Tre giorni di riprese in studio con quaranta persone (tra le quali chi scrive). Dodici telecamere e macchine fotografiche ad alta definizione. Trenta ore di rendering. Centoquaranta ore di post produzione. E quattrocentosessanta litri di acqua minerale. Il tutto per Cosmo: un evento televisivo di due ore dedicate al futuro che stiamo costruendo per i giovani di questo pianeta. La trasmissione, voluta da Raitre e realizzata dalla Hangar di Gregorio Paolini, in programma per sabato 4 settembre, è pensata per ricostruire una visione di prospettiva sulle conseguenze della scienza e della tecnologia e contribuire alla comprensione dell’evoluzione del corpo umano, dell’intelligenza, dell’ambiente naturale. Per prendere coscienza di come le nostre scelte di oggi definiscano il mondo nel quale vivremo domani.

P.S.: Avete davvero consumato solo quattrocentosessanta litri di acqua? A me sembrano pochi, in tutte quelle ore, con tutte quelle persone…

 
1 Commento

Pubblicato da su 25 agosto 2010 in Internet, Life, media, Mondo, news, tecnologia, TLC, Tv & WebTV

 

iTunes, cocktail di scam con phishing

Utenti iTunes, attenzione: fonti bene informate segnalano che ha preso il via un’operazione di scam mirata a prosciugare gli account PayPal.

Da PayPal informano della serietà della questione e sulla possibilità di risarcimento per gli utenti, benché dichiarino che i malintenzionati abbiano approfittato di un problema di sicurezza della piattaforma iTunes e a questo siano da imputare le frodi denunciate dagli utenti derubati (uno di essi ha scoperto un addebito di 4.700 sollari sul proprio account).

Apple non conferma, ma consiglia agli utenti iTunes di rivolgersi alla banca per adottare provvedimenti cautelativi, come il blocco del conto corrente o la modifica delle password di accesso e gestione del conto. Sono infatti stati segnalati casi di phishing, con e-mail apparentemente inviate da PayPal che segnalavano addebiti relativi ad acquisti su iTunes. Alcuni utenti PayPal messi in guardia da queste segnalazioni fasulle sono cascati nel tranello, hanno cliccato il link segnalato nella mail (un sito PayPal anch’esso fasullo) e servito i propri dati (username e password) su un piatto d’argento ai malintenzionati, consentendo loro di accedere agli account e effettuare acquisti o addebiti.

 
Commenti disabilitati su iTunes, cocktail di scam con phishing

Pubblicato da su 25 agosto 2010 in cellulari & smartphone, Internet, Life, media, Mondo, security, tecnologia, truffe&bufale

 

Da antenna a ghigliottina

Gli ormai famosi problemi di ricezione dell’antenna dell’iPhone 4, nonostante qualcuno li abbia ritenuti scempiaggini, hanno un capro espiatorio: Mark PapermasterSenior Vice President of Device Hardware Engineering di Apple, è scomparso dall’organigramma aziendale dopo soli due anni di onorata collaborazione.

 
Commenti disabilitati su Da antenna a ghigliottina

Pubblicato da su 9 agosto 2010 in cellulari & smartphone, Life, Mondo, news, tecnologia

 

Il Codice Azuni

Ha preso il via oggi – 4 agosto 2010 – l’iniziativa Codice Azuni varata dal ministro Renato Brunetta con lo scopo dichiarato di  favorire un dibattito nazionale e internazionale sul tema della governance di Internet, con un approccio “dal basso”, ispirato al metodo seguito dal giurista sardo Domenico Azuni che raccolse norme, costumi e consuetudini per costituire il Sistema universale dei principi del diritto marittimo d’Europa.

L’idea dovrebbe raccogliere idealmente la proposta lanciata nel 2007 da Vinton Cerf, in occasione dell’Internet Governance Forum allo scopo di aprire un primo dibattito sulla governance di Internet con contributi alla riflessione “sulle problematiche, sulle sfide e sulle opportunità che Internet pone”.

Stefano Quintarelli, che partecipa al tavolo di lavoro del progetto, spiega:

L‘idea è di iniziare a fare una raccolta di contributi dal basso per arrivare poi a una mappatura il più possibile sistematizzata dei problemi, le sfide che la rete pone, e delle opportunità che offre; successivamente come fece Azuni che raccolse le regolamentazioni di tutto il mondo, raccogliere le relative best practices regolamentari mondiali (o loro motivata assenza) e poi cecare di trarre da queste dei riferimenti regolamentari raccomandabili.

Questo primo dibattito (Codice Azuni beta) durerà un mese perché, verosimilmente, le argomentazioni raccolte saranno valutate per essere portate all’IGF che avrà luogo a metà settembre, ma l’iniziativa deve proseguire costruttivamente (e superare quindi la fase beta). Opinioni e contributi vengono raccolti attraverso una mailing list raggiungibile a questo indirizzo e pubblicati su http://mail.azunicode.it/pipermail/rfc/.

Come ha scritto Wolly, che ha realizzato il sito dell’iniziativa, “non lo so se è un operazione di facciata o se è una cosa seria, io propendo per la cosa seria e in ogni caso partecipare è un opportunità, viste le varie proposte di legge che si sono succedute negli anni”. Sottoscrivo, è per questo motivo che diffondo la notizia: il periodo di raccolta dei contributi coincide in pratica con il mese di agosto, intrinsecamente di scarsa attenzione per via delle vacanze estive, ma riuscire a far sentire la voce degli utenti sarebbe un bel goal.

Per governance non si deve intendere solamente un’imposizione legalizzata di muraglie, recinzioni, cancelli o strumenti di controllo: questa iniziativa potrebbe anzi essere un’occasione per trasmettere un orientamento opposto e far pensare a regole in ordine ai diritti degli utenti, alle pratiche applicate da operatori e altri fornitori di servizi, all’accesso ad Internet in banda larga (in Finlandia è un diritto riconosciuto dalla legge, in Italia stiamo ancora aspettando, nonostante una certa promessa formulata proprio del ministro Brunetta), al riconoscimento dei principi della neutralità della rete (in Cile è riconosciuta per legge, negli USA la FCC la sta promuovendo)…

 

Afghan Leakdown

Sono varie e contrastanti le conseguenze della pubblicazione di Afghan War Diary, 2004 – 2010 da parte di WikiLeaks e – a cascata – di New York Times, Guardian e Der Spiegel.

Da un lato c’è chi apprende nuove informazioni su ciò che sta accadendo in Afghanistan da sei anni a questa parte: è noto che ci sia una guerra in corso e che purtroppo durante le operazioni belliche possano verificarsi “errori”, meno nota è la loro entità e le reali conseguenze, dirette o indirette.

Dall’altra parte, chi sta conducendo questa guerra accusa WikiLeaks di aver commesso un atto che indebolisce la democrazia e di aver messo in pericolo altre persone (cosa che la guerra ha comunque già fatto). Posizione supportata anche da alcuni media (qui l’articolo del Washington Post che bolla Wikileaks come un’organizzazione criminale e auspica la sua eliminazione).

Limitarsi alle parole non è sufficiente, ma le autorità USA hanno cominciato a passare ai fatti e colto un’occasione propizia, prendendo la mira su Jacob Appelbaum, un collaboratore di WikiLeaks che – appena tornato negli USA dall’Olanda – ha subìto dagli ufficiali della dogana una perquisizione, un fermo con un interrogatorio mirato e il sequestro dei telefoni cellulari, ottenendo la promessa di subire il medesimo trattamento in occasioni analoghe. In seguito, un incontro con due persone presentatesi come agenti FBI.

Contromisura adottata da Wikileaks, verosimilmente approntata prima di questa vicenda, il file cifrato Insurance: 1,4 GB di informazioni riservate, pronte a fuoriuscire allargandosi a macchia d’olio qualora accadesse qualcosa a Julian Assange o alla stessa WikiLeaks. Linkato nella pagina web dell’Afghan War Diary, il file (molto più corposo di quanto già finora diffuso e pubblicato) è in circolazione sulle reti di condivisione Torrent e quindi disponibile per il download. In caso di switch-off forzato della piattaforma, un oceano di nuovi dati (in molteplice copia) è quindi pronto per essere diffuso anche senza il supporto di WikiLeaks. Basta una password.

 
 

Hardware trojan horse

Con colpevole ritardo (che comunque non fa perdere il carattere d’attualità della notizia) segnalo un interessante post di Stefano che ci mette in guardia sui potenziali rischi di security derivanti da una gestione non pienamente consapevole di copiatrici e stampanti multifunzione:

La fotocopiatrice moderna: un colabrodo di dati

Perchè un hacker dovrebbe impiegare ore e ore del suo tempo cercando di penetrare i sistemi di una rete aziendale per carpirne i dati più sensibili e confidenziali, quando, con molto meno tempo e meno rischi di essere individuati, basta proporre un rimpiazzo economicamente vantaggioso di una fotocopiatrice?
Da poco meno di una decina d’anni, la maggior parte delle fotocopiatrici è dotata di un hard disk interno che, con l’opzione di default, consente la copia di ogni singola pagina fotocopiata e restituita all’utente su carta…
(continua a leggere)

Sull’hard disk installato su queste macchine possono dunque rimanere molte informazioni riservate, che nella migliore delle ipotesi è opportuno eliminare prima della dismissione (vendita in permuta, rottamazione) della copiatrice.

Elemento da non trascurare: la copiatrice multifunzione (con modulo stampante di rete, scanner, fax) può non essere di proprietà dell’azienda che la utilizza, data la crescente proposta di soluzioni di renting all-inclusive (l’azienda dispone della copiatrice come se fosse di sua proprietà, in virtù di un contratto di noleggio a lungo termine che prevede un canone mensile che include materiali di consumo e manutenzione, praticamente tutto tranne la carta; in questo modo l’azienda fruisce di un servizio e non gestisce la copiatrice come cespite).

Questo utilizzo ovviamente impedisce all’azienda di prendere l’hard disk e di passarlo sotto uno schiacciasassi, ma non di (far) eliminare tutti i dati in esso contenuti.

 
Commenti disabilitati su Hardware trojan horse

Pubblicato da su 21 luglio 2010 in computer, Life, news, privacy, security, tecnologia

 

Google punta sui mouse

La profilazione degli utenti tramite le ricerche effettuate attraverso Internet potrebbe presto lasciare il posto ad un più innovativo metodo di analisi: Google ha infatti registrato un brevetto denominato “System and method for modulating search relevancy using pointer activity monitoring”, cioè “Sistema e metodo per modificare la pertinenza dei risultati della ricerca mediante ‘attività di monitoraggio del puntatore”, laddove per puntatore si intende un dispositivo di puntamento come mouse, trackball e affini.

Significa che a Mountain View hanno sviluppato un sistema che traccia ed elabora movimenti e click effettuati dall’utente con il mouse, interpretandoli per capire ad esempio quanto vale un contenuto pubblicato via web, non solo dal numero di click che ottiene – quando si tratta di un link – ma anche da quanto tempo, ad esempio, l’internauta lo punta letteralmente con il mouse, oppure se quel contenuto viene puntato, copiato o incollato.

Google avrebbe quindi sviluppato uno strumento per tentare di capire che tipo di attenzione riscuote ciò che è stato pubblicato su una pagina web e non è affatto inverosimile pensare che questo possa essere utilizzato, ancora una volta, per veicolare presso gli utenti i messaggi pubblicitari dei propri inserzionisti.

 
Commenti disabilitati su Google punta sui mouse

Pubblicato da su 16 luglio 2010 in Buono a sapersi, computer, Internet, Life, Links, Mondo, mumble mumble (pensieri), news, tecnologia

 

Next car

Qualche giorno di vacanza al mare fa bene, ritempra e da’ la carica. Spesso rinfresca la mente e da’ una nuova ventata agli obiettivi che una persona insegue. Io – per amore dell’ambiente, della tecnologia e dei motori – ho cambiato l’auto dei miei sogni. E visto che sono di poche pretese, ora è questa:

 
Commenti disabilitati su Next car

Pubblicato da su 7 luglio 2010 in Life, Mondo, news, tecnologia