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Anniversari

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Il logo di Google oggi celebra lo scienziato e inventore scozzese Alexander Graham Bell (nato il 3 marzo 1847), proponendone un simpatico ritrattino con il telefono in mano. Ovviamente mi aspetto che il 13 aprile ci sia un richiamo almeno analogo ad Antonio Meucci.

UPDATE: Marco Molinari propone, per il 13 aprile 2008 (bicentenario della nascita dell’inventore), il Meucci Blog Day 

13 aprile 2008

MEUCCI BLOG DAY 

 
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Pubblicato da su 3 marzo 2008 in Mondo, telefonia

 

WiMax, adesso inizia il bello?

Questa settimana si è conclusa la gara per l’assegnazione delle licenze WiMax. Dal punto di vista dello svolgimento, è stata una gara piena di sorprese:

  • nonostante i timori iniziali, giustificati almeno in teoria, le licenze non sono state assegnate ai “soliti noti”;
  • ha riscosso un successo inaspettato, raccogliendo oltre 136 milioni di euro (+176% sulla base d’asta);
  • Telecom Italia si trova solo al quarto posto nella claissifica degli investitori.

Nel mio articolo ho già avuto modo di dire come AriaDSL, ritenuto un outsider, abbia avuto in realtà un ruolo da protagonista, forte del supporto finanziario del fondo Gilo Ventures dell’israeliano Davidi Gilo, imprenditore che nel 1999 vendette per 1,6 miliardi di dollari la sua DSP Communications (con sede a Cupertino) ad Intel, consentendole di accelerare lo sviluppo di chipset 3G per la telefonia mobile. Il finanziere sembrerebbe avere dunque il pallino delle TLC, anche se ha cambiato settore.

La leggenda narra che mister Gilo ami l’Umbria e vi trascorra da anni le proprie vacanze. Volendo dotare la propria abitazione di connettività broad band, si sarebbe rivolto ad AriaDSL. Evidentemente un abbonamento non gli deve essere sembrato sufficiente e così ha rilevato il 75% del capitale dell’azienda.  

Battute a parte, è lecito chiedersi se il mattatore del WiMax sia davvero Davidi Gilo con la “sua” AriaDSL, oppure se il suo provvidenziale intervento sia l’espressione dell’interesse di altri soci nel business del broad band wireless italiano.

Staremo a vedere. Così come assisteremo con attenzione al modo in cui gli aggiudicatari delle licenze concretizzeranno i loro programmi e manterranno la promessa di portare il broad band laddove oggi non c’è. E, soprattutto, a quali condizioni (tecniche ed economiche) si proporranno agli utenti.

 
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Pubblicato da su 29 febbraio 2008 in Internet, media, tecnologia, telefonia, TLC

 

Lettera aperta a Bruno Vespa

Dopo la puntata del 21 febbraio di Porta a Porta, la Rete ha profondamente riflettuto e oggi risponde con una lettera aperta a Bruno Vespa.

Oggetto: Lettera aperta su Blog, Internet e mass media

Egregio Dott. Vespa,

Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,

In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d’espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.

Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; piu’ del 25% della popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a “reti sociali” basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza non adolescenti ma giovani e adulti. Sono noti blogger anche alcuni esponenti politici italiani (ricordiamo tra i vari l’on. Gentiloni, l’on. Di Pietro, l’on. Letta, l’on Pecoraro Scanio, l’on Lanzillotta, l’on Storace, l’on. Santachè, …), inclusi candidati premier alle prossime elezioni, e ben un terzo dei parlamentari britannici (incluso il primo ministro).

Ci sembra che demonizzare i blog e il social networking, che sono fondamentalmente espressione di libertà, di democrazia e di socializzazione, sia negativo e antistorico. Ancora peggio è criminalizzare i blog – come cercano talora di fare i paesi autoritari per giustificare le loro censure – solo perchè alcuni – giovani o no – lo usano male. Ci sembra che la trasmissione da lei curata del 21 febbraio 2008, peraltro dedicata ad un altro tema, abbia purtroppo (crediamo involontariamente) generato un sospetto generalizzato verso i blog e il social networking, se non addirittura verso la comunicazione via Internet. Sarebbe, a nostro parere, un errore grave analogo a quello di alcuni intellettuali aristocratici che, tanto tempo fa, condannavano in blocco la televisione perchè … fa male ai bambini e toglie anche del tempo prezioso agli adulti per leggere libri e giornali…

Internet, il social networking e i blog non sono solamente un fenomeno sociale, culturale e politico di enorme importanza. Sono anche diventati i servizi trainanti di un settore economico centrale e strategico per lo sviluppo economico delle economie avanzate: le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni sono infatti da un lato un settore a sè stante – che di per sè porta ricchezza e occupazione qualificata e genera fenomeni finanziari economici di prima grandezza – e dall’altro sono un fattore propulsivo decisivo per l’economia nel suo complesso, e in particolare per la diffusione dell’innovazione presso le aziende e le famiglie.

La Commissaria UE Viviane Reding ha piu’ volte ricordato che ben il 50% della crescita del PIL europeo e’ legata allo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. Anche il recente rapporto Attalì per lo sviluppo economico della Francia è pervaso da iniziative di impulso alle tecnologie della informazione e telecomunicazione.

In Italia purtroppo l’economia cresce meno dei nostri omologhi europei anche perché le telecomunicazioni sono nelle posizioni di coda nelle graduatorie internazionali, come del resto lo è la televisione digitale (terrestre, via Internet e via satellite). La scarsa diffusione della banda larga è forse l’indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle tlc.

Secondo i recentissimi dati diffusi dall’organizzazione degli operatori TLC europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:

1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19,8) ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e sociale.

2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.

I dati italiani sono gravi non solo perché riflettono una situazione peggiore di altri paesi, ma anche perché indicano la difficoltà del Paese nel recuperare il gap. Anzi, la distanza con il resto d’Europea si va accentuando.

Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e all’informatica con ricadute positive per l’intero sistema.

Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet. Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l’uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.

Discutere pubblicamente dei problemi sociali che Internet inevitabilmente riflette e, fortunatamente, spesso svela al pubblico, è importante ma va fatto mettendo nella giusta relazione gli effetti e le loro cause ed evitando considerazioni semplicistiche e condanne aprioristiche del mezzo.

Secondo noi è importante che non si criminalizzi la rete e che anzi se ne promuova l’uso e la diffusione estesa. La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli effetti con le cause e non permette di affrontare adeguatamente i problemi negativi – sociali o criminali – che tutti desideriamo combattere. Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la diffusione presso il pubblico competente ma ne frenerà l’adozione e la conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso di informazione, spostando in là nel tempo l’occasione di far crescere questo Paese.

Viceversa, una corretta e approfondita informazione può contribuire decisivamente a massimizzare i benefici di Internet e a ridurre invece gli effetti negativi dei nuovi sistemi di comunicazione.

Fiduciosi che in futuro vorrà considerare anche i benefici di Internet e delle telecomunicazioni e non solo i problemi sociali, anche gravi, che essa rivela, le manifestiamo fin d’ora la nostra disponibiiltà a partecipare a un confronto su questi temi che a nostro parere sarebbe importante trattare in maniera approfondita e positiva in una delle prossime trasmissioni che a nostro parere sarebbe opportuno programmare e alla quale, se lei desidera, siamo pronti a dare il nostro contributo di esperienza e competenza.

Restiamo a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento e approfondimento e nel frattempo Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Marco Camisani Calzolari, Blogger, Imprenditore, Chairman Speakage
Gildo Campesato, Giornalista, Direttore del Corriere delle Comunicazioni
Mario Citelli, Blogger, Imprenditore, Direttore Beltel – Mensile di attualità per l’industria ICT
Lele Dainesi, Blogger, Giornalista, Executive Communication Cisco Systems Italy
Luca De Biase, Blogger, Giornalista, Caporedattore Nova24 – Settimanale di innovazione de Il Sole 24 ore
Juan Carlos De Martin, Blogger, Docente Politecnico di Torino – Responsabile italiano Creative Commons
Michele Ficara, Blogger, Imprenditore, Presidente Assodigitale – Associazione Italiana Industria Digitale
Paolo Forcellini, Imprenditore, Segretario Generale Consulta Digitale Assocomunicazione – Confindustria
Alfonso Fuggetta, Blogger, Docente Politecnico di Milano
Enrico Gasperini, Blogger, Imprenditore, Presidente Audiweb – Joint Industry Committee per la rilevazione delle audience online
Enrico Grazzini, Blogger, Analista, Collaboratore Corriere Economia – Settimanale Economico Corriere della Sera
Marco Montemagno, Imprenditore, Conduttore Reporter Diffuso – Sky TG24
Layla Pavone, Blogger, Dirigente, Presidente IAB Forum – Interactive Advertising Bureau
Marco Palombi, Blogger, Imprenditore, Fondatore 1st Generation Network – Associazione imprenditori di prima generazione
Stefano Quintarelli, Blogger, Imprenditore, Past president AIIP – Associazione Italiana Internet Provider
Francesco Sacco, Blogger, Docente e Managing Director EntER – Centro studi per l’imprenditorialità – Università Bocconi
Francesco Siliato, Blogger, Docente Economia dei Media – Politecnico di Milano
Gigi Tagliapietra, Blogger, Imprenditore, Presidente Clusit – Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica
Guido Tripaldi, Blogger, Imprenditore, Presidente Voipex – Consorzio per l’interoperabilità dei servizi Internet

P.S: Ovviamente la Rete intelligente e pensante non è composta solo da questo manipolo di illustri rappresentanti, ma i firmatari di questa lettera sono fra le persone che sanno esprimerne l’essenza costruttiva. E’ possibile sottoscriverla su firmiamo.it.

 
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Pubblicato da su 27 febbraio 2008 in Internet, media, Mondo

 

Phishing dell’altro mondo

Secondo voi, il mittente di questa mail (cliccare sull’immagine per ingrandire):

  1. è un’organizzazione extraterrestre
  2. è Oronzo Canà
  3. è uno sfigato

posteitaliene.jpg

Come ho già avuto modo di dire in occasioni del genere… non serve aggiungere che Poste Italiane non manda questo genere di messaggi con link assurdi, vero?

UPDATE: forse queste ridicolaggini presto spariranno e il phishing ci spiezzerà in due.

 
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Pubblicato da su 25 febbraio 2008 in Internet, truffe&bufale

 

Notizie scioglilingua

Da una notizia dell’AGI:

PORNOPROF CONTRO PEDOPROF “IO ANCORA SOSPESA”

“E’ una vergogna’” Questo il perentorio commento di Anna Ciriani, la “pornoprof” di Pordenone, sul reintegro a scuola di M. F. di 45 anni, il professore di musica che e’ tornato a insegnare dopo una condanna per divulgazione e diffusione di materiale pedopornografico a 2 anni di reclusione e 3 mila euro di multa (continua)

E’ vero, è una vergogna. Ma non sarebbe meglio astenersi dal fare confronti infelici?

 
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Pubblicato da su 24 febbraio 2008 in news

 

Confusione diffusa “Porta a Porta”

Lo ammetto: non guardo mai Porta a Porta di Bruno Vespa. Non l’ho guardato nemmeno ieri sera, e non so se rammaricarmene o rallegrarmene. Marco Camisani Calzolari però lo ha fatto e ne è rimasto nauseato. In sintesi, spiega MCC, nella trasmissione di ieri sera:

– Si è associato il disagio giovanile con Internet.
– Si è parlato di blog come qualcosa di folle che fanno solo i ragazzini.
– E’ stato affermato più volte e da più ospiti che i blog sono scritti da ragazzi affetti da problemi di personalità multipla.
– Che i blog e le perversioni sessuali sono strettamente collegati.
– E’ stato fatto intendere che le ragazze che hanno un blog sono al primo passo verso la prositutizione.
– Hanno equiparato myspace a un luogo di esibizionisti con gravi problemi (facendo vedere la pagina della presunta assassina Amanda Knox), ma poi qualcuno ha affermato che myspace è un sito “legale”… Come dire che gli altri non lo sono…
– Il padre del presunto assassino ha detto che lui aveva la password del blog e tutti, dal padre a Vespa, hanno continuato a intendere che solo grazie alla password si può entrare in un blog.
– Uno dal pubblico per screditare un’informazione citata da un ospite ha detto “Non so dove avrà trovato questa notizia, è falsa, l’avrà trovata su Internet…”
– Il presentatore che va in onda tutti i giorni su milioni di teleschermi si interrogava su quale perversione mentale poteva spingere tutti questi ragazzi ad esporsi e a volersi far vedere a tutti i costi.
– Che non capisce tutta questa voglia di protagonismo.

Mancava solo che dicessero che Internet è il Male, insomma. Stefano Quintarelli commenta:

“Prima ti ignorano. Poi ridono di te. Poi ti combattono. Poi tu vinci.” (Gandhi).
Sembra che siamo al passo 3 di 4.

Probabilmente è così. Ma trovo comunque piuttosto sconcertante, ma soprattutto non accettabile, che in un programma di informazione trasmesso dalla TV di Stato passino dei concetti trattati in un modo superficiale, errato e fuorviante.

Ancora una volta si è creata l’occasione per mostrare al pubblico lucciole per lanterne e spesso gli spettatori meno preparati in materia non sono in grado di difendersi dalla disinformazione. E’ grazie a questo genere di episodi che si fatica molto a far capire quanto bene possa essere fatto attraverso Internet, che nella nostra era ricopre realmente il ruolo di motore per l’informazione e per lo sviluppo sociale, politico ed economico.

Si parla tanto di malasanità, perché non di malatevisione?

 
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Pubblicato da su 22 febbraio 2008 in (dis)informazione, media, news

 

Elitel / ViveLaVie, cosa risulta ad Agcom

ATTENZIONE: questo post è del 20 febbraio 2008, sulla vicenda Elitel c’è un aggiornamento pubblicato in un post del 18 marzo 2008

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Ringrazio Emanuela che mi ha segnalato una puntata (che mi ero perso) della trasmissione La Radio ne parla (del 5 febbraio) che riporta la testimonianza di un’utente che ha avuto per anni la carrier pre-selection con Lombardiacom (operatore poi confluito in Elitel). Riassumo la vicenda (raccontata nel dettaglio qui): tutto è andato bene fino al 10 luglio 2007, data in cui il servizio si è interrotto. L’utente è rientrata in Telecom (disattivando l’utenza Elitel seguendo le istruzioni ricebute da Telecom), ma da ottobre Elitel ha ricominciato a mandarle le bollette.

Nella puntata, tra i vari interventi, ho trovato molto interessante quello dell’avvocato Enrico Maria Cotugno, funzionario della Direzione tutela dei consumatori dell’Agcom. Dopo aver spiegato all’utente l’iter da seguire per inoltrare reclamo, il funzionario dell’Authority ha dichiarato (cito testualmente, ipse dixit):

Elitel è in amministrazione controllata. È stata rilevata da Vive la Vie che ha fatto – tra settembre e novembre – un’operazione di immigrazione dei clienti Elitel in altri gestori. Il problema è che in questa migrazione non sono andati per il sottile e la hanno imposta, senza comunicarla agli utenti, anche a chi era tornato a Telecom o aveva comunque cambiato gestore. Le persone coinvolte devono fare reclamo. L’Agcom è già andata da ViveLaVie che ha assicurato lo storno delle bollette a tutti quelli che fanno reclamo.
Già all’epoca, l’Autorità aveva fatto un ordine sia a Telecom sia e Elitel di porre fine alle condizioni lesive degli utenti. Inoltre ha fatto obbligo a Telecom di informare gli utenti della possibilità di cambiare gestore e di telefonare con un altro gestore anteponendo un prefisso (il 1033).
È stato l’unico tra gli operatori di un certo rilievo coinvolto in un caso di questo tipo, e l’unico totalmente senza preavviso.

Da queste parole si deduce che l’Authority si è dunque mossa in seguito alla vicenda, essendole nota (era quindi legittimo attendersi che facesse qualcosa). Trovo però che ci sia qualche criticità in questo modus operandi: il fatto che l’operatore non sia andato “per il sottile” imponendo agli utenti una migrazione non richiesta – per usare le parole dell’avvocato Cotugno – non rappresenta una violazione, anche dal punto di vista delle regole di mercato e di leale concorrenza?

 
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Pubblicato da su 20 febbraio 2008 in telefonia, TLC

 

Quale Internet per gli italiani?

Mentre Marco Montemagno (a blog unificati) si rivolge a Berlusconi e Veltroni chiedendo loro “quale è la vostra strategia, il Vostro programma Internet per l’Italia?” (per par condicio questa stessa domanda andrebbe rivolta a tutti i candidati premier, che ormai sono quasi una dozzina, giusto per non creare esclusioni a priori), un manipolo di imprenditori (Stefano Quintarelli, Gianmarco Carnovale, Francesco Face e Guido Tripaldi) ha creato l’agorà di Wikidemocracy, “un ambiente collaborativo e democratico che non si pone contro i partiti, ma che anzi si pone l’obiettivo di aumentare la partecipazione dal basso; usando gli strumenti che sono propri della rete, WikiDemocracy nasce per portare ai candidati le proposte programmatiche del “popolo della rete”.

Il discorso deve essere mantenuto caldo e portato alla più capillare diffusione perché, come scrive Luca De Biase centrando perfettamente (a mio avviso) la definizione:

Internet non è un medium come la tv e i giornali. E’ piuttosto un ecosistema complesso di persone che si esprimono, si connettono, conversano e si scambiano idee, notizie e approfondimenti. Dal punto di vista mediatico, internet muta profondamente forma e funzione a seconda del modo in cui viene concepita: può essere vista come uno strumento per diffondere messaggi, o come un sistema per organizzare campagne di opinione e di azione, o come un archivio di informazioni, o come una piattaforma di trasmissione per contenuti editoriali, o come un luogo nel quale si incontrano i cittadini per aiutarsi nel difficile compito di elaborare una visione dei fatti. È tutte queste cose insieme: ma è particolarmente efficace solo quando è concepito come uno strumento che, prima di tutto, serve a liberare le capacità di espressione dei cittadini.

 
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Pubblicato da su 17 febbraio 2008 in Internet, news, tecnologia

 

Refuso o delay?

Sul sito del Ministero delle Comunicazioni c’è l’aggiornamento della situazione sulla gara per l’assegnazione dei 35 diritti d’uso delle frequenze WiMax, giunta ieri alla sua terza giornata. Dal sito stesso, ripropongo il comunicato (con il piccolo ingrandimento di una riga evidenziando un dato):

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Mumble mumble… Il primo “martedì 18 febbraio” utile cadrà nel 2014. La settimana prossima, infatti, il 18 è un lunedì e martedì sarà quindi il 19. E’ un refuso o un modo originale per dirci che le cose andranno più lentamente di quanto ci si attende?

 
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Pubblicato da su 16 febbraio 2008 in Internet, media, news, tecnologia

 

Open Access. E’ uno scorporo? Ni.

Ecco una notizia che non può passare inosservata a chi si interessa di  rete e, di conseguenza, del mercato italiano delle TLC (e infatti fa il giro del mondo: CNN, Guardian e Forbes, ad esempio, sono subito sul pezzo). 13 febbraio, ore 17.46. Telecom Italia diffonde un comunicato stampa che dice:

TELECOM ITALIA VARA UNA RADICALE RIORGANIZZAZIONE
DELLE INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE E DI RETE

Obiettivo di questo intervento è aumentare l’efficienza, ridurre i costi e dare maggiore trasparenza alla rete d’accesso.

Nasce “Open Access”, la struttura che, all’interno della nuova direzione Technology & Operations, gestirà in modo indipendente e trasparente tutta la rete d’accesso di Telecom Italia.

L’attività di “Open Access” sarà completamente autonoma e separata da quella delle funzioni commerciali del Gruppo.

Creata la nuova figura del Chief Information Officer.

Open Access avrà dunque il compito di “garantire lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture della rete di accesso, nonché il presidio dei processi di delivery (attivazione) e assurance (assistenza) dei relativi servizi”; dovrà, quindi, “assicurare sia agli altri operatori sia ai clienti interni  un servizio sempre più efficiente e in linea con le aspettative del mercato e con le indicazioni più volte espresse dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni all’interno di un percorso che la stessa Autorità ha già delineato“.

E’ un taglio netto con il passato? E’ il tanto atteso scorporo della rete d’accesso? Ni, è una separazione funzionale e non societaria, ma potrebbe essere considerato un primo traguardo, molto importante.

Alfonso Fuggetta, a caldo, formula un’osservazione interessante:

Telefonica è contraria alla separazione e vuole fare l’OPA per comprarsi tutta Telecom. Bernabè ha riorganizzato l’azienda in funzione di un futuro scorporo. Ovviamente, non può affermare che si tratta di una separazione tipo Open Reach nè tantomento parlare di separazione societaria. Ma appare comunque un passo in quella direzione. Poi bisogna vedere come si mettono le elezioni. Il governo precedente probabilmente avrebbe sostenuto uno scorporo societario (un piano Rovati rivisto e aggiornato). Adesso si tratta di vedere che succederà.

“Il nostro approccio è il seguente” ha spiegato Bernabé in conferenza stampa: “noi siamo una grande società di TLC, disponiamo di una grande rete e vogliamo gestire attivamente il percorso di apertura, non vogliamo farci imporre il processo”.

Come a dire “la rete è mia e la gestisco io”, insomma, ma seguendo criteri alla luce del sole, se le cose andranno come ha spiegato l’amministratore delegato: “Poiché il processo di apertura della rete è comunque inevitabile vogliamo guidare noi il processo, vogliamo assumerci la responsabilità di guidarlo di investire sulla rete. Riteniamo che gli investimenti sulla rete li facciamo noi piuttosto che i nostri competitor, quello che mi preme ora è di gestire il rapporto coi nostri potenziali clienti in spirito di soddisfazione reciproca”.

 
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Pubblicato da su 13 febbraio 2008 in Ipse Dixit, news, telefonia, TLC

 

Microsoft? No, grazie. Almeno per ora…

“Dopo un’attenta valutazione il board ritiene che la proposta di Microsoft sottovaluti in modo sostanziale Yahoo! in termini di brand globale, audience mondiale, recenti significativi investimenti in piattaforme commerciali e in termini di prospettive di crescita, cash flow e utili potenziali cosi come in termini di sostanziali investimenti non consolidati”.

Così una nota diffusa da Yahoo motiva il rifiuto – da parte del secondo search engine del mondo – dell’offerta da 44,6 miliardi di dollari formulata da Microsoft

La domanda è: Yahoo sta puntando ad un offerta superiore (si rumoreggia su una cifra di 56 miliardi) o sputando sul piattone offerto dal gruppo di Redmond? Nella motivazione ufficiale, sostanzialmente, si legge che l’offerta di Microsoft è troppo bassa e questo porterebbe a pensare che Yahoo miri ad un rilancio. In rete circolano rumors su nuove trattative con AOL, Disney e (guarda un po’) Google, ma anche queste notizie, che per un verso potrebbero far credere che Yahoo voglia muoversi per la propria strada e con una propria strategia,  per un altro verso potrebbero in realtà nascondere una mossa per spingere Microsoft al rialzo.

Mi incuriosisce come proseguirà questa storia, ma comunque sia:

  • se Microsoft vuole contrastare la continua espansione di Google (il “se” iniziale è abbastanza superfluo) deve muoversi alla conquista di quote di mercato della Rete. Riuscire a mettere le mani su Yahoo significherebbe accaparrarsene utenti, azionisti e inserzionisti, oltre che guadagnare posizioni nei confronti di Google;
  • Yahoo ha bisogno di un partner. AOL può essere adatto? Preso da solo forse no, ma sfruttato come testa di ponte per avere un appoggio commerciale (e magari qualcosa di più) da parte di Google (che di AOL ha una piccola quota), chissà. Però potrebbe farsi tentare anche da qualcun altro… 
 
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Pubblicato da su 12 febbraio 2008 in Internet, media, Mondo, news

 

Elitel, update dell’8 febbraio 2008

ATTENZIONE: sull’argomento è stato scritto un post più recente.

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C’è un’altra crisi nell’aria. Alcuni lettori, utenti Elitel, mi scrivono che da un paio di giorni la posta elettronica legata a domini che fanno capo all’operatore (elitel.biz, flashnet.it) non risulta più consultabile. Parallelamente, sempre stando alle segnalazioni di altri utenti, risultano down anche i servizi VoIP.

Ancora una volta Elitel, operatore legato a ViveLaVie SpA, si trova in serie difficoltà (dopo i disservizi precedentemente segnalati). Difficoltà che a cascata ricadono repentinamente sugli utenti che non sanno come risolvere i propri problemi di connettività e comunicazione. Anche questa volta, i blog Il Libro dei Saluti, Tutti contro uno e Class Action Elitel forniscono alcune spiegazioni sugli eventi dell’azienda e i disservizi più recenti.

 
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Pubblicato da su 8 febbraio 2008 in media, telefonia

 

Fa spendere anche da spento

Che un elettrodomestico lasciato in standby (ad esempio la TV spenta dal telecomando e non con l’interruttore) continui a consumare corrente è ormai risaputo. Ma che il PC ne consumasse anche da spento è un fatto decisamente meno noto, sottolineato dal numero di febbraio di AF Digitale.

“Nella stragrande maggioranza dei casi la motherboard finge solamente di essere spenta, ma mantiene attivi alcuni circuiti. Senza contare infine l’eventualità, non presa in considerazione in questa sede, della presenza di periferiche USB “poco intelligenti” sempre collegate al PC, che continuano imperterrite a esigere un approvvigionamento energetico nonostante il computer sia spento”.

Io da tempo utilizzo una “ciabatta” (presa multipla) con interruttore che blocca l’alimentazione a pc, periferiche e router.  Anche perché, come sottolinea AF Digitale, “i consumi da spento che abbiamo rilevato si aggirano mediamente sui 2-3 watt. Sempre volendo ragionare per ordini di grandezza, vuol dire che nella bolletta energetica italiana ci sono qualcosa come 30-40 megawatt impegnati per tenere spenti i circa 13 milioni di desktop installati: cioè 56 milioni di euro al vento”.

 
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Pubblicato da su 8 febbraio 2008 in computer, news, tecnologia

 

Per pagare c’è sempre tempo (2)

Conosco più di una persona che, da fine gennaio a oggi, non è riuscita a pagare il bollo della propria auto. Beninteso: nessuno di loro si è dimenticato di pagarlo. Semplicemente, non ci sono riusciti per problemi legati alla nuova piattaforma implementata da qualche settimana per la riscossione di questo tributo.

La stessa soluzione che – come ricorda Gaspar Torriero – è stata orgogliosamente presentata come il nuovo sistema informatico a prova di errore e che dichiara come inesistenti un buon numero di targhe automobilistiche, compresa la mia. La stessa orgogliosa presentazione del servizio a prova di errore fa però una precisazione un po’ sorprendente:

La novità del sistema informatico ha fatto registrare disguidi e problemi di messa a punto, di cui Lombardia Informatica, per bocca del suo consigliere delegato Giovanni Catanzaro, si scusa con i cittadini. “I disguidi – spiega Catanzaro – si sono verificati soprattutto con alcune delegazioni dell’Aci, per problemi tecnici di collegamento, legati alla necessità di allineare i dati anagrafici della banca dati di ACI con quelli di Regione Lombardia, ma li stiamo risolvendo”.

A prova di errore degli utenti, ma non di chi ha realizzato il sistema…

Il comunicato è stato pubblicato sul portale della Regione Lombardia il 24 gennaio, ma è datato 23. Per cui quel “li stiamo risolvendo” (gerundio presente) risale a 14 giorni fa. Ancora oggi, comunque, a molti automobilisti è impossibile pagare il bollo. E anche a me, come a Gaspar Torriero, un’agenzia di pratiche auto ha risposto “E’ possibile che per il 15 non riescano a risolvere il problema, quindi scatterà una nuova proroga, magari fino al 29 febbraio”.

E’ possibile, magari… L’importante è avere certezze. Quel che è certo è che questo nuovo efficientissimo sistema a prova di errore sarà costato non poco… e qui qualcuno ha pagato.

 
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Pubblicato da su 6 febbraio 2008 in tecnologia

 

Spammometro

Dice che il tasso di spam nei messaggi e-mail è mediamente del 78,5%. E io che mi lamentavo del mio 70% (media degli ultimi sei mesi).

 
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Pubblicato da su 6 febbraio 2008 in Internet, Mondo