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Treccani 2.0

Era ora che la Treccani sbarcasse sul web. Del resto, come ha considerato l’amministratore delegato Francesco Tatò, le nuove frontiere aperte dal web evidenziano un forte interesse verso il sapere e la ricerca, decisamente un’ottima base sulla quale operare. La sfida consiste nel dotare potenzialità della rete, praticità di consultazione e velocità di aggiornamento di significativi strumenti per un’adeguata validazione delle fonti.

Ritengo che lo sforzo sia apprezzabile, ma sono certo che qualcuno penserà ad una sconfitta, quando scoprirà che l’Enciclopedia degli Italiani ha scelto di aggiungere voci e immagini di Wikipedia per completare i risultati delle ricerche effettuate online. Sulla velocità di aggiornamento, però, ci sono margini di miglioramento: per deformazione professionale ho consultato alcune voci legate al mondo della tecnologia, scoprendole ferme al 2008…

"iPhone": la Treccani sa cos'è, conosce anche l'esistenza dell'iPod, ma ignora l'iPad e anche l'iPhone 4 usciti lo scorso anno

“Windows”: per la Treccani l’ultima edizione è Vista, derivata da W. NT
 
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Pubblicato da su 18 marzo 2011 in Internet, Mondo, news, News da Internet, tecnologia

 

Google apre i circoli?

Pare che Google intenda giocarsi una nuova carta sul tavolo dei social network. Non c’è due senza tre: dopo Wave e Buzz (sostanzialmente due flop), sarebbe quindi il turno di Circles

Google Profile

L’ultima soluzione di social networking con cui Google – probabilmente da maggio – (ri)tenterà di entrare nel mercato dominato da Facebook prevede una suddivisione dei rapporti di amicizia in sottoinsiemi diversi per categoria (questi dovrebbero essere i circoli, o cerchi). Questi sono gli unici dettagli, se così possono essere chiamati, diffusi in rete sul nuovo progetto del gruppo.

Per saperne di più è meglio aspettare la presentazione… buttata lì in questo modo, non mi sembra niente di più promettente dei precedenti, ma non credo che Google voglia ricadere nello stesso errore per la terza volta. Sarebbe autolesionismo.

 
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Pubblicato da su 13 marzo 2011 in Internet, news, News da Internet, social network

 

Una nuova poltrona per Napoletone

Dall’ANSA:

Accordo raggiunto tra i soci Telco: Franco Bernabe’ sara’ presidente esecutivo di Telecom Italia con deleghe sulle operazioni straordinarie, finanza, rapporti con le authority e comunicazione istituzionale. Marco Patuano sara’ il nuovo amministratore delegato e Luca Luciani direttore generale.

Tra le righe si coglie una svolta significativa nella governance della più importante compagnia telefonica italiana: l’America Latina diventa una macroarea di riferimento e qualche osservatore già parla di sudamericanizzazione dell’azienda.

Tra l’altro, non sfugga che la delega alla responsabilità di questa area viene assunta dal nuovo direttore generale, il già presidente di TIM Brasil Luca Luciani. Sì, quello che parlò di Napoletone – con la T – che scambiò Austerlitz con Waterloo, poco storico, poco grammaticato, ma molto determinato:

UPDATE: Neanche il tempo di stappare lo spumante e qualcuno già gli rovina la festa

 
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Pubblicato da su 13 marzo 2011 in news

 

Breaking news

L’essenzialità della homepage di google.com permette alle poche righe dedicate al terremoto in Giappone e all’allarme tsunami nel Pacifico di calamitare l’attenzione degli utenti.

 
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Pubblicato da su 11 marzo 2011 in news, News da Internet

 

Cellulari: la Tassa di Concessione Governativa c’è ancora

Corre voce, da alcuni giorni, che sia possibile chiedere il rimborso della Tassa di Concessione Governativa applicata sui contratti di telefonia mobile. Fermo restando che chiedere è sempre lecito, allo stato attuale è opportuno tenere presente che la richiesta potrebbe verosimilmente cadere nel vuoto perché la TCG non è mai stata abolita e va tuttora corrisposta.

Gli utenti di telefonia cellulare titolari di un contratto di abbonamento sono tenuti a pagare un balzello mensile di importo fisso, pari a 5,16 euro per i privati e 12,91 euro per le imprese (anche individuali; quest’ultima è deducibile all’80%). La tassa fu introdotta nel 1995 (ma già esisteva, per gli apparecchi radiomobili) per colpire i consumi legati ad uno status symbol: all’epoca, infatti, il telefono cellulare aveva appena cominciato a diffondersi nel mondo italiano delle TLC ed era considerato un bene voluttuario, anziché uno strumento di comunicazione. E’ per questo motivo che in Italia prosperano le utenze prepagate, su cui non grava alcuna tassa (in virtù di una presunta assenza di vincoli tra utente e operatore di telefonia mobile).

Da tempo il presupposto di esazione della TCG è decaduto, giacché il telefonino non può più essere considerato un lusso, e da tempo si parla della necessità di abolirla: da parte delle istituzioni, l’intenzione dichiarata di eliminarla è stata espressa in più occasioni. Quando nel 2007 sono stati aboliti gli odiati costi di ricarica applicati dagli operatori sulle utenze prepagate, il tema guadagnò l’attenzione del Parlamento (a partire da un’interrogazione parlamentare) e dell’Agcom (l’abolizione fu esplicitamente chiesta anche dal commissario Enzo Savarese all’allora ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani,  esortato ”a trovare il modo di eliminare la tassa di concessione governativa, che non favorisce un sano equilibrio del mercato”).

Intenti dichiarati e rimasti senza seguito, ma per un motivo intuibilmente semplice e più che mai d’attualità: lo Stato non ha interesse ad abolire questa entrata che vale centinaia di milioni di euro, esattamente come non ha mai eliminato l’imposizione di accise dell’anteguerra sul prezzo della benzina. Da cosa sono state originate, dunque, le voci della possibilità di abolire l’odiata TCG? Alcune recenti sentenze della Commissione Tributaria Regionale del Veneto (che, a onor del vero, sono state precedute da altre sentenze analoghe emesse da altre Commissioni) hanno confermato l’illegittimità dell’applicazione della tassa per i comuni in quanto Amministrazioni pubbliche, in virtù di quanto stabilito dal Codice delle Comunicazioni che ha abrogato la licenza di esercizio (art 218).

Si tratta di sentenze, che valgono per i casi per cui sono state emesse: non costituiscono norma per tutte le fattispecie analoghe, dal momento che nell’ordinamento giuridico italiano un precedente giurisprudenziale non è assolutamente vincolante per un giudice.

Tutto ciò, comunque, non toglie valore alla campagnapromossa da ADOC contro l’applicazione della TCG, avviata proprio in seguito a tali sentenze. Nell’ambito dell’iniziativa, l’associazione invita i consumatori ad inviare al proprio gestore di telefonia mobile – che riscuotendo la tassa agisce da sostituto di imposta – una lettera di diffida con cui chiedere il rimborso della TCG corrisposta negli ultimi tre anni (per un massimo di 185,76 euro per i privati e di 464,76 per i titolari di contratti aziendali), scaricando di fatto sulle compagnie telefoniche l’incombenza di rivalersi sullo Stato.

A livello commerciale, per iniziativa unilaterale di operatori di telefonia mobile, esistono già piani tariffari (denominati ad esempio Tasso zeroNo Tax) che, nominalmente, prevedono uno sconto pari all’importo della TCG, che al cliente è certamente gradito, ma non c’è nessun regalo: dal momento che la compagnia è sempre obbligata a girare allo stato l’importo della tassa per ogni abbonamento sottoscritto, verosimilmente il piano tariffario ha una composizione tale da garantire comunque, con i consumi addebitati al cliente, la copertura dell’importo che viene formalmente defalcato a titolo di sconto.

Non esistendo oggi una norma che assicuri anche ad aziende e privati l’inapplicabilità di tale tassa, è facile prevedere che gli operatori lascino cadere nel vuoto ogni richiesta, nella certezza di non incorrere in alcuna illegittimità. Tuttavia è auspicabile, da parte loro, un impegno congiunto con le associazioni di difesa dei consumatori presso le istituzioni, affinché l’ingiustificata TCG venga definitivamente eliminata.

Inutile illudersi che ciò possa avvenire in tempi brevi, ma nella prospettiva che il sogno si possa concretizzare, è necessario fin da subito lavorare in previsione di una contromossa: l’eventualità di una rimodulazione fiscale (l’introduzione di una nuova imposta in seguito al contentino dato dall’eliminazione della TCG) è ampiamente prevedibile.

[pubblicata oggi dal sottoscritto su The New Blog Times]

 

Credibile come una moneta da quattro euro

Non sia mai detto che non vi rendo partecipi delle mie fortune:

In una mail ricevuta oggi (cliccandoci sopra potete vederla in dimensioni leggibili), il sedicente signor Eric Cheung, a me sconosciuto, apostrofandomi con irritante confidenza si qualifica come direttore di una banca di Hong Kong e mi butta lì l’allettante proposta di condividere una transazione d’affari di 15,5 milioni di dollari.

Ovviamente è phishing e l’oggetto del messaggio è una truffa (senza se e senza ma, come direbbe qualcuno), per cui se ricevete messaggi simili potete cestinare senza pietà. Se però Moreno Morello fosse interessato a proseguire la trattativa per un’indagine (con la prospettiva di una nuova corsetta), resto a disposizione 😉

 
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Pubblicato da su 9 marzo 2011 in Buono a sapersi, Life, Mondo, truffe&bufale

 

iShift

E tutto d’un tratto, l’iPad “prima versione” che potresti aver appena comprato qualche giorno fa, è già diventato vecchio. Per giunta, ora costa 120 euro in meno.

iPad 1, prezzi in vigore fino a febbraio 2011

iPad 1, prezzi in vigore da marzo 2011

 
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Pubblicato da su 3 marzo 2011 in computer, news, News da Internet, tablet, tecnologia

 

Chiamiamola Facebook

E’ egiziana, ha poche ore di vita e si chiama Facebook: il padre, il giovane egiziano Gamal Ibrahim, ha deciso di darle questo nome in onore del social network per i risultati conseguiti nelle proteste che hanno portato alla caduta di Hosni Mubarak.


Sallie Pisch/Bikya Masr

CNN
An Egyptian anti-government demonstrator holding a pro-Facebook sign during clashes with government forces in Cairo on February 3 (Picture: Getty)
Getty/Metro

 
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Pubblicato da su 22 febbraio 2011 in news

 

Indovina chi è venuto a cena

Ecco una foto che farà il giro del mondo: Barack Obama, in visita a San Francisco, a cena con i numeri uno della Silicon Valley. Alla sua destra, Mark Zuckerberg di Facebook, alla sua sinistra – di spalle, ma riconoscibile – Steve Jobs di Apple.

 

 
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Pubblicato da su 18 febbraio 2011 in Life, Mondo, news, News da Internet

 

Stop al televoto!

OpenSanremo 2011

Bando al televoto e alle giurie demoscopiche: con OpenSanremo (realizzato da busk.fm e applicabile a Facebook) è possibile esprimere le proprie preferenze e condividere giudizi e commenti via web. Il servizio è indipendente dall’organizzazione del Festival di Sanremo e quindi la classifica che ne scaturirà non ha nulla a che vedere con quella ufficiale, ma è un esperimento interessante.

 
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Pubblicato da su 17 febbraio 2011 in Internet, Mondo, news, News da Internet

 

Editori, Google promette di più (e chiede meno)

One Pass

Debutta One Pass, servizio di news a pagamento firmato Google e pensato in primis per la fruizione da applicazioni per smartphone e tablet, oltre che da qualunque dispositivo connesso al web. Reuters spiega:

Gli editori potranno far pagare per i contenuti in vari modi, tra cui l’abbonamento, l’accesso a tempo o la vendita di singoli articoli, come ha detto Google oggi in un post nel blog aziendale.

Il servizio, inoltre, consente agli editori di fornire agli abbonati al cartaceo il libero accesso ai contenuti digitali.

Google ha detto che “One Pass” è disponibile in Canada, Francia, Germania, Italia, Spagna, Gran Bretagna e Stati Uniti.

Per quanto riguarda l’aspetto del revenue sharing, il modello del sistema di abbonamenti prevede – leggo dal WSJ – che a Google spetti il 10% degli introiti, mentre il rimanente 90% rimanga nella tasca degli editori. Legato a CheckOut, il servizio richiede su ogni transazione una commissione pari al 2%.

Evidente l’intento di proporre un’alternativa al sistema in-app sviluppato per iTunes, sia agli utenti Android – che possono acquistare anche un solo contenuto – che agli editori, a cui Apple lascia una percentuale inferiore, il 70%. Questo fattore, però, potrebbe non essere sufficiente a motivarli ad avvalersi unicamente della distribuzione tramite la piattaforma di Google preferendola a quella di Apple: la forte presenza sul mercato di dispositivi iOS (iPad, iPhone) si traduce in volumi di vendita potenzialmente interessanti e superiori a quelli che – per il momento – esprime il mondo Android. D’altro canto un editore che avesse scelto di operare su entrambi i canali non potrebbe nemmeno pensare di giocarsi la partita con prezzi più allettanti: gli accordi che Apple ha già siglato con molti editori prevedono che questi ultimi non possano praticare prezzi inferiori presso marketplace concorrenti (si veda la diatriba dello scorso anno con Amazon).

 
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Pubblicato da su 17 febbraio 2011 in cellulari & smartphone, Internet, Links, Mondo, news, News da Internet, tablet

 

Elementare, Watson…

Da Euronews:

Uomo contro macchina, il primo a dare la risposta corretta vince. L’arena è il quiz americano Jeopardy, dove lunedì il supercomputer Watson ha sfidato i due detentori dei record assoluti.

La difficoltà è rispondere in forma di domanda a risposte costruite su battute e giochi verbali. Una bella scommessa per gli ingegneri IBM.

Secondo me, se masticasse l’italiano, andrebbe comunque in tilt con due persone (dalle attitudini differenti): Bergonzoni e Marzullo.

Battute a parte, Watson si avvicina alle capacità di HAL 9000. Non a caso un tempo si credeva che il nome HAL nascesse da un gioco di parole con IBM (le due sigle sono composte da lettere che distano l’un l’altra per una lettera dell’alfabeto), ma sia il regista Stanley Kubrick che l’autore del romanzo Arthur Clarke smentirono (The Lost Worlds of 2001, 1972, pag. 78), confermando l’acronimo dichiarato fin dall’inizio, Heuristic ALgorithmic.

Il dubbio è sempre rimasto, almeno tra i più scettici. Ma che importa? Ciò che conta è che la realtà si sta avvicinando sempre di più alla fantascienza.

 
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Pubblicato da su 15 febbraio 2011 in news

 

Non è solo un’impressione

Riguardo all’iniziativa Agenda Digitale – che è un appello, non il programma strategico a cui essa tende – c’è un’interessante intervista su Punto Informatico, in cui Luca da’ spazio ad un approfondimento con il contributo di Alfonso Fuggetta e Layla Pavone, che da’ un’idea di come l’ira del ministro Romani potesse essere meglio indirizzata, e che le critiche mirate (non quelle sparate in aria) aiutino a diffondere il verbo e a prendere bene la misure per costruire meglio un progetto che ha un obiettivo dichiarato molto importante.

Basti vedere quanti Paesi, nel mondo, hanno già pensato (o stanno sviluppando) programmi e strategie in questo senso. Sono quelli raffigurati qui: in verde scuro ci sono i Paesi che li hanno già adottati, in verde chiaro chi li ha in sviluppo (fonte). Chi avesse l’impressione di non vedere bene in che condizione è l’Italia, può cliccare sull’immagine per ingrandirla.

 
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Pubblicato da su 9 febbraio 2011 in Internet, Mondo, news, News da Internet, tecnologia

 

Falso come una moneta da tre euro


Se ricevete un messaggio come questo (cliccatelo per ingrandirlo), cestinatelo. Non tanto perché ve lo sto dicendo io, ma perché una richiesta di dati dell’account Facebook proveniente da un mittente update+xtcrnivkaaat è decisamente poco attendibile…

 
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Pubblicato da su 3 febbraio 2011 in Internet, news, security

 

Dall’iPhone, foto da reflex. O quasi

Se siete possessori di un iPhone e la fotocamera in dotazione non soddisfa le vostre aspettative, SynthCam potrebbe fare al caso vostro: è una app, disponibile su App Store, che permette di scattare foto di qualità superiore, con soggetti messi perfettamente a fuoco e sfondi sfocati, grazie all’applicazione di tecnologie di fotografia computazionale.

Alcuni effetti, in certi casi, sono sorprendenti per una fotocamera da smarpthone. Con alcuni semplici accorgimenti è persino possibile ottenere immagini da cui spariscono le figure in movimento presenti in una foto scattata normalmente.

[via The New Blog Times + Marc Levoy]

 
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Pubblicato da su 2 febbraio 2011 in cellulari & smartphone, Life, Mondo, news, News da Internet, tecnologia