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Obama vieta Facebook alle figlie (e allora? Fa bene)

La notizia del divieto di iscrizione a Facebook  deciso da Barack Obama per le proprie due figlie mi sembra un argomento abbondantemente sopravvalutato dai media.

In primo luogo perché la figlia minore – che ha dieci anni – non potrebbe nemmeno iscriversi, dato che Facebook, nel rispetto della legge federale, impone il requisito dell’età minima di tredici anni compiuti. Certo, questo limite può essere aggirato semplicemente dichiarando il falso (e da una ricerca al riguardo è emerso che più della metà dei minori di tredici anni che si sono iscritti lo hanno fatto con la collaborazione dei genitori), ma dalla famiglia del Presidente degli Stati Uniti è lecito attendersi un comportamento esemplare, ossia di esempio.

In secondo luogo, credo che dalla famiglia del Presidente degli Stati Uniti sia semplicemente ovvio attendersi una certa cautela in materia di condivisione di informazioni personali. Non penso al rapporto tra utilizzo di Facebook e rendimento scolastico (da un recente studio di Reynold Junco emerge infatti che utilizzano il social network per condividere informazioni e relazionarsi con altre persone ottengono risultati migliori di coloro che si limitano ad aggiornare il proprio status), ma alle verosimili implicazioni in materia di sicurezza: evitare la pubblicazione di commenti e foto che riguardano vita privata, spostamenti, incontri e altri avvenimenti (che potrebbero avere risvolti non immediatamente percepibili) è semplicemente saggio, dal momento che ci sono dei rischi anche laddove i genitori esercitano un controllo.

In realtà la notizia sembra avere un altro obiettivo. Perché renderla “notizia”, ossia perché Barack Obama ha voluto rendere pubblico il fatto di aver impedito alle proprie figlie di iscriversi a Facebook? Io credo abbia voluto trasmettere un messaggio, diretto ai genitori americani e non, una sorta di esortazione all’educazione alla responsabilità e alla consapevolezza. C’è anche la possibilità che abbia voluto trasmettere un’immagine di rigore da buon padre di famiglia, che può solo giovare In questa notizia non serve spingersi a leggere una doppia morale: è vero che Obama, sia durante che dopo la sua campagna elettorale, ha sempre fatto largo uso di Internet e dei social network come strumento di comunicazione per raggiungere anche la popolazione più attenta alle nuove tecnologie, ma questo non significa l’inesistenza di limiti ragionevoli entro i quali muoversi.

 
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Pubblicato da su 19 dicembre 2011 in Internet, news, privacy, social network

 

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Caro Diario di Facebook…

Rivoluzione natalizia, su Facebook: annunciata oggi e presentata come Il tuo nuovo diario, sta arrivando per tutti gli utenti la Timeline, la nuova pagina che riorganizza i contenuti condivisi dagli utenti seguendo l’ordine cronologico.

Considerando inoltre che nel team di Facebook stanno migrando gli sviluppatori di Gowalla, presto potrebbero maturare i tempi per tentare nuovamente un nuovo attacco ai servizi geolocalizzati, per contrastare la leadership detenuta da Foursquare.

 
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Pubblicato da su 15 dicembre 2011 in social network

 

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Faccia da Google

Nella competizione tra Facebook e Google+ c’è sempre da aspettarsi qualche novità, anche se il primo – nato sette anni fa, al momento giusto – è difficilmente raggiungibile nel campo dei social network generalisti (ossia non orientati ad una particolare fascia di mercato). Il secondo, comunque, ha un enorme margine di crescita e studia ogni occasione per conquistare utenti. L’ultima novità si chiama Find my face (trova la mia faccia) e permette ad un utente di trovare, nelle cerchie del social network, le foto che lo ritraggono. Guardando più in là del proprio naso (e avendo già superato quello di Facebook, che aveva introdotto la stessa funzione inaspettatamente senza pensare alla privacy degli utenti), Google ha pensato bene di mantenere questa opzione disabilitata per default.

 
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Pubblicato da su 12 dicembre 2011 in Internet, news, News da Internet, privacy, social network

 

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Facebook arruola i cervelli di Gowalla

Gowalla chiuderà i battenti a fine gennaio 2012. Mark Zuckerberg ha pensato di prosciugarla: non la acquisisce, ma ha convinto i fondatori del servizio di geosocial networking ad unirsi al team di sviluppo di Facebook. L’obiettivo potrebbe essere quello di dare nuova linfa al fallimentare servizio Places, oppure per integrare la nuova Timeline.

Agli utenti di Gowalla, il CEO Josh Williams ha promesso di fornire presto uno strumento che consentirà loro di esportare tutti i dati relativi ai propri account. Probabilmente sarà possibile importarli in Facebook altrettanto agilmente, se serviranno ancora a qualcosa…

 
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Pubblicato da su 6 dicembre 2011 in Internet, News da Internet, social network

 

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Facebook promette il massimo rispetto della privacy. Ma a quanti utenti interessa davvero?

 

In un lungo post pubblicato poche ore fa sul blog di Facebook, il fondatore ufficiale Mark Zuckerberg si produce in una lunga teoria di giustificazioni riguardo all’approccio adottato finora in tema di privacy.

Esordendo con la frase “Ho fondato Facebook sull’idea che le persone vogliano condividere e connettersi con altre persone nella loro vita, ma per farlo tutti hanno bisogno di un controllo completo su cosa si condivide e con chi, in ogni momento”, Zuckerberg ripercorre le evoluzioni del social network, dalla prima versione – privata, riservata e facilmente controllabile – a quelle successive, sempre più ricche di strumenti e caratteristiche, che portano gli utenti a poter condividere molte più cose, ma anche a dover prestare più attenzione.

Un percorso che non sempre è stato facile (“Sono il primo ad ammettere che abbiamo fatto un sacco di errori” che “hanno spesso messo in ombra gran parte del buon lavoro che abbiamo fatto”) e che a questo punto rende necessaria la formalizzazione di un impegno sul rispetto della privacy degli utenti, che sarà oggetto di attenzione da parte di un management dedicato con due nuovi Chief Privacy Officer: Erin Egan per le politiche (seguirà gli aspetti legati a regolamentazione, legislazione curando i rapporti con esperti e accademici) e Michael Richter per i prodotti (a lui va il compito di “ampliare, migliorare e formalizzare” il programma di revisione interna privacy, per garantire che i principi di controllo utenti, privacy e trasparenza siano integrati in modo coerente sia nei processi di sviluppo del prodotto che nel prodotto stesso).

In sintesi, Zuckerberg dice: chiediamo scusa per il passato, ora faremo i bravi, rispetteremo la vostra privacy e ci impegneremo al massimo per farlo. E dopo tutta questa tattica prolissità, non priva di esternazioni amichevolmente interessate, dopo questa mano tesa verso gli utenti, uno che risposte ottiene dopo pochi secondi?

 
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Pubblicato da su 30 novembre 2011 in business, Internet, Life, Mondo, News da Internet, social network

 

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LinkedIn ha aperto un ufficio in Italia

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E’ stato ideato negliUSA nel 2002, lanciato online il 5 maggio del 2003, e nel 2011 è sbarcato con una vera e propria filiale in Italia, con una decina di persone guidate da Marcello Albergoni: LinkedIn è un social network più vecchio di Facebook, ma con un’impronta più seria perché dedicato al mondo del lavoro. Nonostante non accolga applicazioni di gioco e si presti poco al cazzeggio, vanta oltre 135 milioni di utenti. Tra questi, più di 26 milioni sono europei, oltre 2,5 milioni gli utenti italiani. Un mercato interessante e da sviluppare:

”Con la crisi economica la competizione nel lavoro e’ diventata piu’ intensa e mai come ora e’ importante per i professionisti, anche in Italia, avere un punto di riferimento come LinkedIn – spiega all’ANSA Ariel Eckstein, amministratore delegato per Europa, Africa e Medio Oriente di LinkedIn -. Gli italiani sono ‘social networkers’ avidi, abbiamo superato i due milioni e mezzo di iscritti. I piu’ numerosi sono a Milano, Roma e Bologna. In pratica, un terzo dei professionisti italiani crede che i social media siano importanti per far progredire la loro carriera”.

 
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Pubblicato da su 29 novembre 2011 in business, Internet, news, News da Internet

 

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Google+, pronto al social entertainment

Dopo dodici settimane, la fase sperimentale – o meglio, di field trial – è terminata: Google+, il social network lanciato da Mountain View per contrastare Facebook, da oggi è aperto al pubblico e non è più necessario accedervi attraverso il meccanismo degli inviti. I nuovi utenti beneficeranno dgli oltre 100 aggiornamenti apportati dallo staff di sviluppo in questo periodo, che suggellano l’ultima novità relativa a gli hangouts, cioè all’applicazione Videoritrovi.

La feature ora è pronta per smartphone e tablet, è già disponibile per quelli dotati di sistema operativo Android, (dalla versione 2.3), ma lo sarà a breve anche per iOS. Ma di cosa si tratta? A spiegarlo è Vic Gundotra, che a Mountain View ricopre la carica di Senior Vice President of Engineering e può essere considerato il papà di Google+:

I videoritrovi avvicinano le persone, facendole incontrare faccia faccia attraverso le videochiamate dal vivo. Fin dal primo giorno la community ha ridefinito e superato i limiti di questa funzionalità in modi strabilianti, offrendo lezioni di cucina, quiz o concerti. È nostra intenzione mantenere questo slancio e continuare a sviluppare nuovi modi di comunicare, pertanto ci auguriamo che apprezzerete la serie di novità apportate ai videoritrovi.

 Si tratta di una videochat multiutente, ma che – grazie ai nuovi videoritrovi in diretta – offre in più la possibilità di aprire la propria trasmissione ad una platea ancor più ampia di quella rappresentata dalle cerchie dell’utente. In pratica in Google+ ora è possibile aprire un canale visibile al pubblico e ciò significa che la piattaforma è pronta a fare il salto verso il social entertainment.

E’ verosimile immaginare, infatti, che questa funzione – oltre agli utilizzi domestici e familiari – possa essere vista con particolare interesse dalle community e dal mondo del business: la sua versatilità apre a vari impieghi, dalle videoconferenze aziendali alla trasmissione di contenuti multimediali.

Già mi sembra di intravedere all’orizzonte nuovi programmi televisivi (dai più casti ai più hot), ovviamente corredati da infiniti rulli di spot pubblicitari, e dal momento che esistono API (Application Program Interface) disponibili agli sviluppatori, sui Videoritrovi c’è la possibilità di costruire molto.

Lo sviluppo di Google+, quindi, è sempre in corso e in corsa. E solo ora si cominciano a vedere le prime vere innovazioni, che potrebbero dare seriamente fastidio alla concorrenza.

 

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Deals e Places, cessata attività

In questo mese le novità nel mondo tecnologico sono state molte. Prima che agosto ci lasci, eccone un’altra: dopo quattro mesi di test – definiti “una bella esperienza” – Facebook chiude Deals, dopo aver deciso di cassare Places. 

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2011 in business, Internet, Life, Mondo, news, News da Internet, social network, tecnologia

 

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Facebook, la concorrenza spinge al miglioramento

Benché la concorrenza (Google+  in primis) sia ancora distante da Facebook (e questo gap non sia facile da superare), il social network guidato da Mark Zuckerberg percepisce sul proprio collo il fiato degli inseguitori. Lo dimostrano le nuove evoluzioni sulle modalità di condivisione dei contenuti e silla privacy.

 
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Pubblicato da su 24 agosto 2011 in business, Internet, news, News da Internet, privacy, social network

 

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Google+, la crescita è segno dei tempi

Facebook è nato nel 2004, ma solo dall’11 settembre 2006 è stato aperto al pubblico (quello con età dai 13 anni in su). Da allora a oggi è arrivato a 750 milioni di utenti.

Prima, i social network come li intendiamo oggi non esistevano, ad eccezione di realtà come LinkedIn – nato nel 2003 – che, però, per la sua natura professional (quindi più selettiva), ha sempre registrato una crescita di proporzioni inferiori: a fine 2008 sfiorava i 30 milioni, a maggio del 2010 (un anno e mezzo dopo) superava i 68 milioni. Lo scorso marzo  – come riferiscono i dati ufficiali – ha superato i 100 milioni di utenti, ora cresce a botte di un milione di iscritti a settimana, è quotata in borsa e se la passa discretamente bene.

A fare da propulsore di questa crescita, in parte, è stata proprio l’espansione di altre piattaforme di social network e di microblogging: c’è chi ha appreso dell’esistenza di LinkedIn da Facebook e chi l’ha conosciuto grazie a Twitter (con cui ha siglato una partnership a fine 2009). Il passaparola attuato tramite il social networking è indubbiamente un efficace veicolo di condivisione, che permette una rapida diffusione di notizie e informazioni.

Per questo motivo non credo ci sia da stupirsi del fatto che Google+, che si rivolge al mondo intero ed è basato su una soluzione finalmente valida (cosa che Wave e Buzz non erano), abbia registrato una crescita di 25 milioni di utenti in tutto il mondo in un mese di vita, come ha rilevato ComScore (che già il 22 luglio aveva pubblicato i numeri raggiunti in tre settimane). La rapidità impressionante di questa crescita – oltre al presupposto che si tratta di un servizio più accattivante del flop precedenti – mi sembra dovuta a fattori come la forza propulsiva del social networking e la solida base precostituita di utenti delle soluzioni Google (Gmail in primis). Senza contare il fatto che – secondo la classifica Top Sites di Alexa – Google è il sito web più visitato al mondo (il secondo è Facebook).

Con il tempo si vedrà quanti utenti, fra quelli affacciatisi a Google+ con entusiasmo e curiosità, gli resteranno fedeli e quanti invece chiuderanno la finestra per rimanerne fuori (o per non abbandonare la rete già costruita su Facebook).

 
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Pubblicato da su 5 agosto 2011 in business, Internet, Life, Mondo, news, News da Internet, social network

 

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Antisocial networking

La sorella di Mark Zuckerberg, Randi, che fino a qualche giorno fa si era fatta portavoce di una battaglia contro l’anonimato online (ritenuto reo di istigazione a bullismo e delinquenza), lascia il suo posto di direttore marketing di Facebook per lanciarsi in una nuova avventura social (che potrebbe concretizzarsi in una realtà chiamata RtoZ Media).

 
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Pubblicato da su 4 agosto 2011 in business, Internet, Mondo, news, News da Internet, social network

 

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Forse è un po’ tardi…

Non ho alcun pregiudizio su Google+, ma a mio avviso oggi non c’è alcuna necessità di avere un altro Facebook.

Soprattutto, non credo che Google abbia oggi la possibilità di contrastare in modo significativo il social network più vasto del mondo, nato nel 2004. Prevedo una rapida crescita iniziale, dovuta principalmente ad entusiasmo e curiosità, con un trend meno ripido nel breve-medio termine. In seguito, se Google+ non rappresenterà davvero qualcosa di nuovo, dubito che gli utenti sentiranno la necessità di gestire due account su due diversi social network, e dubito che chi si è insediato precedentemente su Facebook voglia migrare per fare le medesime cose su uno strumento simile.

Tra l’altro, Google+ sta nascendo ora e presenta gli stessi problemi di privacy: guardate ad esempio i post pubblicati dall’utente Sergey Brin o quelli dell’utente Larry Page, potete anche vedere chi è incluso nelle loro cerchie (sigh) con i relativi profili.

 
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Pubblicato da su 3 luglio 2011 in Internet, Life, Mondo, news, News da Internet, social network

 

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