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Google plus vicino al tramonto, verrà limitato al mondo business

Google Plus verrà chiuso entro i prossimi dieci mesi. La decisione di staccargli la spina è giunta dopo l’amara constatazione che le sessioni della maggior parte degli utenti (90%) non durano oltre 5 secondi, troppo brevi per essere remunerative. C’è però un altro fattore, emerso recentemente: una vulnerabilità – scoperta lo scorso marzo – che avrebbe esposto i dati  di 500mila account (con profilo non pubblico) al rischio di accesso indesiderato.

L’annunciata chiusura di Google+ riguarda “solo” la parte consumer, mentre rimarrà in vita la versione business. L’azienda è convinta che il suo social abbia notevoli potenzialità per i clienti aziendali e a breve si capirà se il gruppo sarà in grado di ridargli linfa vitale in questa dimensione, oppure se si sarà trattato solo di accanimento terapeutico.

La sua chiusura era questione di tempo, ma va reso atto a Google di aver avuto il coraggio di investire risorse e “dire la sua” in un campo difficile da conquistare, perché già caratterizzato da una leadership consolidata. I tentativi precedenti non sono mancati, le tombe virtuali di Wave e Buzz lo testimoniano, e non è detto che la G non ricompaia nel mondo dei social network sotto nuove spoglie. Oppure – la butto lì – semplicemente nel revamping di YouTube.

 
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Pubblicato da su 9 ottobre 2018 in news

 

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Google Plus, Google Minus

Immagine originale tratta da: http://smallbiztrends.com

Nemmeno a Google tutte le ciambelle riescono col buco e il social network Google+ (Google Plus) non risulta appunto tra i progetti meglio riusciti del gruppo di Mountain View. i continui rimaneggiamenti del servizio ne sono la prova, ma le ultime notizie – a conferma di alcuni rumors in circolazione da tempo – sembrano preannunciarne la morte: le tre componenti Stream, Foto e Hangouts verranno presto scorporate per costituire servizi indipendenti.

Poco manca ad un annuncio di morte clinica di Google+. E non per dire ve l’avevo detto, ma in effetti ve l’avevo detto: è nato troppo tardi per fare concorrenza a Facebook senza avere reali caratteristiche distintive e, per come è stato realizzato ed evoluto (poco), non può che rimanere molte lunghezze alle spalle del leader, nonostante vanti comunque ammiratori che ne decantano intuitività e immediatezza (senza considerare che sono moltissimi gli utenti che risultano iscritti a Google+ senza nemmeno conoscerne l’esistenza, perché in molti si iscrivono ad un qualunque servizio Google acconsentendo ad agganciare il proprio account al social network).

 
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Pubblicato da su 12 marzo 2015 in news

 

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Google+, miliardi di utenti a loro insaputa?

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2,2 miliardi di utenti iscritti, oltre un miliardo di utenti attivi. Sono i numeri che Google snocciola per il suo social network Google+ (Google Plus) che – secondo un’analisi condotta dall’utente Edward Morbius e rilanciata da molte testate – potrebbe invece vantare solamente sei milioni di utenti realmente attivi.

In breve: dei 2,2 miliardi di iscritti, solamente il 9% avrebbe condiviso un contenuto pubblico sulla piattaforma. Di quel 9%, solamente il 6% avrebbe pubblicato qualcosa nel 2015. Metà di queste pubblicazioni sarebbero in realtà commenti a video pubblicati su YouTube, mentre la rimanente metà sarebbe per Morbius il volume di utenti effettivamente attivi del social network. In quest’ottica, ottimisticamente, non si andrebbe oltre i sei milioni.

L’analisi è dichiaratamente superficiale (non considera commenti o post di tipo non-public), ma l’autore la ritiene abbastanza indicativa dell’ordine di grandezza del volume di utenti. 

In realtà l’insieme degli utenti reali di Google+ è un’entità particolarmente difficile da quantificare, dal momento che esiste un profilo Google+ pronto (e spesso attivato inconsapevolmente) per ogni utente di ogni servizio Google, a partire da Gmail. Consideriamo inoltre che ogni utente Android – per sfruttare il marketplace Google Play Storedeve possedere un account Gmail e viene garbatamente invitato a far parte di Google+ (memtre configura lo smartphone e in altre occasioni).

Google+, semplicemente, potrebbe quindi rappresentare solo l’area social di un mondo effettivamente affollato di utenti. Ma, tra questi, è molto difficile identificare i dormienti e distinguerli dagli attivi.

 
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Pubblicato da su 27 gennaio 2015 in business, social network

 

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Apple Show 2014

Apple Watch Presentation

In ordine di rilevanza – per il sottoscritto – e non di apparizione, ecco le novità presentate oggi da Apple.

  1. Songs of Innocence: l’ultimo album degli U2 viene rilasciato a costo zero a tutti gli utenti di iTunes fino al 13 ottobre. Tim Cook & U2Poi si paga, ovviamente, ma nel giro di un mese l’ultima fatica della band irlandese potrà raggiungere 500 milioni di utenti della piattaforma Apple. Certamente tutto avverrà in un arco di tempo più ristretto. Forse sarà necessario rivedere il concetto di riconoscimento sulle vendite espresso con i vari dischi (di diamante, di platino, d’oro e d’argento). Comunque si vocifera che ad Apple il giochino sia costato 100 milioni di dollari (al netto di altri eventuali compensi direttamente elargiti agli U2).
  2. Watch: lo smartwatch secondo Apple non si chiama iWatch, ma solo Watch. Accidenti. Design accattivante, materiali ricercati, tecnologia al top, una cospicua dote di funzioni, sistema operativo Watch OS. Il difetto più evidente, che relega anche questo smartwatch a ruolo di companion è la necessità di restare sincronizzato (e quindi vincolato) all’iPhone, a cui deve rimanere sempre appiccicato. La vera novità di questo settore – se e quando verrà presentata – sarà lo smartwatch indipendente da qualunque altro device, con nano-Sim integrata (tecnicamente già fattibile). Questo, intanto, arriverà sul mercato nel 2015. Dopo Natale. Che delusione.
  3. Pay: è la nuova piattaforma di pagamento basata su tecnologia NFC, a cui Apple – fino a due anni fa – non intendeva ricorrere, ma che la concorrenza ha già introdotto da tempo nei propri smartphone; qui c’è la differenza di poter pagare con un dito.
  4. iPhone 6 / Iphone 6 Plus: la nuova generazione dello smartphone più desiderato al mondo. Due modelli, con display di maggiori dimensioni rispetto alle generazioni precedenti (4,7 e 5,5 pollici), contraddistinti da un design sottile (quasi da iPhone Air), più potenti, iOS 8… Sicuramente il top della gamma, ma per le esigenze (reali o indotte) dell’utente, la concorrenza è a livelli comparabili. Non siamo più nel 2007, quando l’iPhone era… qualcosa di completamente diverso.

 

 
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Pubblicato da su 9 settembre 2014 in cellulari & smartphone, news, tecnologia

 

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Google+ offre l’URL personalizzato gratis, per ora

GooglePlusURLpersonalizzato

Siete utenti di Google Plus? Avete ricevuto l’entusiasmante notizia sulla possibilità di avere l’URL personalizzato per il vostro account? Avete letto i termini di utilizzo di questa novità? Soprattutto sulla sua insindacabile precarietà e sul fatto che oggi è a costo zero, ma un giorno potrebbe diventare a pagamento?

 
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Pubblicato da su 30 ottobre 2013 in social network

 

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Il nuovo look di Google+

Al lancio di Google+ (o Google Plus) dissi:

Non ho alcun pregiudizio su Google+, ma a mio avviso oggi non c’è alcuna necessità di avere un altro Facebook (…) se Google+ non rappresenterà davvero qualcosa di nuovo, dubito che gli utenti sentiranno la necessità di gestire due account su due diversi social network, e dubito che chi si è insediato precedentemente su Facebook voglia migrare per fare le medesime cose su uno strumento simile.

La mia opinione non è cambiata, ma l’annuncio odierno dell’introduzione di novità e migliorie – che tendono a personalizzare la user experience – fa supporre che la direzione presa ora possa essere quella giusta, anche se le novità ammiccano non poco a Facebook, Twitter e anche a Pinterest, vista l’accresciuta attenzione verso le immagini: su tutte spiccano il dynamic ribbon (una barra laterale posta a sinistra), le applicazioni che possono essere posizionate o eliminate a piacimento, l’accresciuto spazio concesso a foto e video nelle pagine del profilo utente e nello stream, e un box dedicato ai trending topic. A proposito del profilo utente: la testata è in pratica un upgrade di quella del diario-timeline di Facebook, con la foto dell’utente – di maggiori dimensioni – posizionata a destra anziché a sinistra.

 
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Pubblicato da su 11 aprile 2012 in Internet, news, social network

 

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C’è poca privacy in quelle cerchie

Dite pure che sono all’antica, ma le Norme sulla privacy di Google+ a me sembrano un po’ nebulose e i punti che lasciano scoperti rappresentano problemi non trascurabili. Essendo però un inguaribile ottimista sono convinto che da Mountain View presto affronteranno queste problematiche e sistemeranno tutto, prima che le cerchie si trasformino in gironi.

 
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Pubblicato da su 12 luglio 2011 in Internet, Life, news, News da Internet, privacy, security, social network

 

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Forse è un po’ tardi…

Non ho alcun pregiudizio su Google+, ma a mio avviso oggi non c’è alcuna necessità di avere un altro Facebook.

Soprattutto, non credo che Google abbia oggi la possibilità di contrastare in modo significativo il social network più vasto del mondo, nato nel 2004. Prevedo una rapida crescita iniziale, dovuta principalmente ad entusiasmo e curiosità, con un trend meno ripido nel breve-medio termine. In seguito, se Google+ non rappresenterà davvero qualcosa di nuovo, dubito che gli utenti sentiranno la necessità di gestire due account su due diversi social network, e dubito che chi si è insediato precedentemente su Facebook voglia migrare per fare le medesime cose su uno strumento simile.

Tra l’altro, Google+ sta nascendo ora e presenta gli stessi problemi di privacy: guardate ad esempio i post pubblicati dall’utente Sergey Brin o quelli dell’utente Larry Page, potete anche vedere chi è incluso nelle loro cerchie (sigh) con i relativi profili.

 
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Pubblicato da su 3 luglio 2011 in Internet, Life, Mondo, news, News da Internet, social network

 

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