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Informazioni su db

Tecnico informatico, sono stato consulente aziendale per la gestione dei sistemi informativi e di telecomunicazioni e ho lavorato in realtà di ogni dimensione (dalle PMI alle multinazionali). Attualmente mi occupo dei sistemi informativi e di telecomunicazioni di un gruppo industriale. Oltre alla mia attività professionale, collaboro con varie testate e siti di informazione tecnologica. Computerworld e Punto Informatico sono le testate specialistiche con cui in passato ho collaborato molto frequentemente, mentre ora mi occupo sempre di tematiche tecnologiche per The New Blog Times, il primo blornale italiano dedicato a tecnologia e scienza, e per il Corriere delle Comunicazioni in relazione all'iniziativa AgendaDigitale.eu. Collaboro con RCI Radio.

Forse non tutti gli utenti di Android sanno che…

Due terzi delle applicazioni disponibili su Android Market possono costituire un rischio per la privacy degli utenti che le utilizzano. Lo sottolinea una ricerca condotta da un team formato da ricercatori provenienti dalla Duke University e dalla Penn State University in collaborazione con Intel Labs su un campione di software diffusi dalla piattaforma riservata agli smartphone dotati del sistema operativo made by Google.

Tra le applicazioni da analizzare sono state scelte quelle che richiedono l’accesso a dati personali e quelle di geolocalizzazione (una trentina di applicazioni in tutto sulle 358 selezionate fra le più diffuse), che spesso hanno come effetto collaterale l’invio frequente di informazioni a server esterni. Un’attività di cui l’utente finale, spesso, non è affatto consapevole.

L’analisi è stata svolta con l’utilizzo di TaintDroid, una soluzione che consente di tenere sotto controllo le applicazioni e le informazioni che trasmettono fin dal momento della loro installazione, che ha fatto emergere come determinati software acquisiscano e trasmettano numeri di telefono, ID dell’apparecchio, posizionamento dell’utente.

La giustificazione di Google – che si discolpa trasferendo all’utente la responsabilità della fuga indesiderata di informazioni a causa di applicazioni da lui stesso scelte – non sembra sufficiente ai ricercatori, che auspicano maggiore trasparenza sulle dinamiche di funzionamento delle applicazioni.

Sul piano formale, a mio avviso, Google e il team di sviluppo di Android possono al massimo essere ritenuti corresponsabili, insieme agli sviluppatori delle applicazioni: questi ultimi dovrebbero dare modo agli utenti di conoscere le implicazioni derivanti dall’utilizzo dei loro programmi; l’Android Market, dal canto suo, potrebbe imporre questa trasparenza e fissarla come requisito indispensabile per ottenere la distribuzione delle applicazioni.

Chi fosse curioso di vedere TaintDroid al lavoro può dare un’occhiata qui:

 
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Pubblicato da su 1 ottobre 2010 in Buono a sapersi, cellulari & smartphone, Internet, Life, Mondo, news, privacy, security, tecnologia, telefonia

 

Geolocalizzatevi con prudenza

Facebook Places, a un mese dal lancio USA, è sbarcato in Italia come Luoghi di Facebook. Tutti gli appassionati sono attesi al check-in. Leggere attentamente le avvertenze e le modalità d’uso. In ogni caso, localizzatevi con prudenza 😉

 
 

Facebook e Skype hanno stretto amicizia

Nel panorama del Web mancava proprio questa sana alleanza tra due aziende che hanno centinaia di milioni di utenti: Facebook e Skype ieri si sono stretti la mano e ora, da buoni amici, cammineranno insieme verso nuovi orizzonti, integrandosi reciprocamente (e intrecciando i contatti accumulati dagli utenti condivisi) cercando di allungare le distanze da Google.

 
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Pubblicato da su 30 settembre 2010 in business, Internet, Life, Mondo, news, privacy

 

TechCrunch è di AOL

La trattativa di cui parlava Om Malik è andata in porto:  TechCrunch è stata acquisita da AOL e quindi ora è sorella di Engadget.

 
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Pubblicato da su 29 settembre 2010 in Internet, media, Mondo, news

 

Playbook, il tablet secondo BlackBerry

Alla fine il tablet di BlackBerry si chiamerà PlayBook e arriverà nel 2011:

Playbook, un BlackBerry amplificato – The New Blog Times

Ecco il tablet della famiglia BlackBerry: un ufficio in miniatura con tanto di videoconferenza, intrattenimento multimediale e spazio per i libri. Pardon, e-book

 
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Pubblicato da su 29 settembre 2010 in news

 

WWW: World Wide Wiretrapping

USA/ Il governo vuole intercettare tutto – The New Blog Times:

Gli Stati Uniti hanno in itinere una proposta di legge alquanto minacciosa per le libertà fondamentali dei cittadini: vogliono poter intercettare tutte le comunicazioni, comprese le email scambiate tramite smartphone e il traffico tra social network, insomma tutto ciò che passa per Internet.

Le autorità, infatti, ritengono che criminali e terroristi vadano “cacciati” proprio laddove hanno trovato rifugio per sottrarsi alle intercettazioni ordinarie. Proprio per questo, stando a un circostanziato rapporto pubblicato dal New York Times, vogliono avere il potere di spingere il wiretapping in quelle aree attualmente ritenute un autentico paradiso per le comunicazioni “segrete”.

Ma come riusciranno a ispezionare le conversazioni con soluzioni peer-to-peer come Skype?

 
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Pubblicato da su 28 settembre 2010 in Mondo, Net neutrality, news, security

 

Io l’avrei chiamato TabletBerry

Se è vero ciò che anticipa il Wall Street Journal, a breve dovremmo vedere il tablet di BlackBerry, che molti già chiamano BlackPad (visto il dominio che il produttore RIM ha recentemente acquistato), evidenziando l’assonanza con l’iPad di Apple, o Surfbook (visto il marchio registrato in Canada sempre dal produttore).

Mi incuriosisce, anche se intravedo già alcuni limiti, come l’assenza di connettività 3G (c’è però il WiFi), per la quale sarebbe costretto ad avvalersi di uno smartphone (ovviamente Blackberry) che funga da modem.

 
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Pubblicato da su 23 settembre 2010 in cellulari & smartphone, computer, Internet, Life, Mondo, news, tablet

 

Meglio tardi che mai?

Si sbagliava, chi credeva che il Garante della Privacy si fosse dimenticato dell’indagine aperta in maggio per far luce, anche sul fronte italiano, sull’inconsapevole raccolta di dati effettuata da Google dalle reti WiFi aperte. Dopo quattro mesi l’indagine è sfociata in ben due azioni: una richiesta ufficiale a Google di sospendere ogni attività di trattamento sui dati raccolti dalle Google-car e l’invio del fascicolo dell’indagine alla magistratura.

Ma che effetti avranno queste azioni? Sulla prima, Google ha già risposto:

Come già dichiarato in precedenza, siamo molto dispiaciuti per l’errore che ha portato alla raccolta accidentale di questi dati. Non appena ci siamo resi conto dell’accaduto abbiamo interrotto immediatamente la raccolta di tutti i dati WiFi attraverso le vetture di Street View e informato le autorità competenti.

Il Garante, in effetti, ha chiesto a Google di fare una cosa che è già stata fatta ancor prima che il Garante stesso aprisse l’istruttoria, aggiungendo oggi la sua ramanzina ad un coro di lamentele partito in maggio.

Da domenica 3 ottobre, inoltre, entreranno in vigore le nuove regole di Google per la privacy, annunciate mentre firmava, virtualmente, un assegno di 8.5 milioni di dollari per chiudere un contenzioso aperto per questioni di privacy legato a Google Buzz.

 
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Pubblicato da su 22 settembre 2010 in Internet, news, privacy, tecnologia

 

Sul broad band sventola bandiera bianca

Dopo gli auspicati obiettivi del ministro Renato Brunetta (“Conto di avere due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010″), il Piano Romani che prevede(va) investimenti per 800 milioni di euro per la banda larga, il suo congelamento (“ma i fondi stanno lì”, disse Gianni Letta) la probabilità di un successivo scongelamento, l‘aggiunta di altri 600 milioni di euro da parte degli enti locali annunciata da Mario Valducci (presidente della commissione Trasporti e Telecomunicazioni della Camera), un periodo di silenzio sull’argomento specifico, ecco cosa il Sole 24 Ore ci racconta:

Meno fondi alla banda larga: solo 100 milioni

Sul piano per la banda larga il governo lancia un sos alle regioni. Le risorse scarseggiano, così l’unica speranza di salvare almeno una parte del progetto di riduzione del “digital divide” è coinvolgere i governatori, già interpellati formalmente nella riunione della sede stabile di concertazione che si è svolta al ministero dello Sviluppo economico. Del piano nazionale sulla banda larga da 800 milioni si è nel tempo persa traccia e l’orientamento, di fronte all’esiguità dei fondi, sarebbe quello di concentrarsi soltanto sui distretti industriali. Con una dote, però, di soli 100 milioni divisi equamente tra finanziamento statale e cofinanziamento regionale.

Carmine Fotina, sempre dal Soleprecisa:

Il ministero fa “moral suasion” affinché le regioni, che entro ottobre dovranno presentare i bandi per accedere al cofinanziamento nazionale, prediligano tra i progetti quelli orientati alla diffusione della banda larga. Non che ci siano tanti soldi a disposizione, anzi: per tutte le regioni ci sono in palio circa 100 milioni divisi equamente tra finanziamento statale e cofinanziamento regionale. Molto meno delle ambizioni iniziali, fissate in 800 milioni e via via ridimensionate con il dirottamento di gran parte di questa dote verso diverse esigenze dettate dalla crisi economica.

I quattro signori ritratti sopra sono quelli che pubblicamente hanno più speso, in promesse, a favore della banda larga nell’ultimo anno. Certo, il periodo non è dei migliori, ma quelle promesse sono state formulate meno di un anno fa, nel bel mezzo di quella crisi economica le cui esigenze ora sembrano aver provocato il “dirottamento” di quella piccola dote prevista per la banda larga. Una visione più globale dei problemi e un impegno concreto per valicare il cumulo delle parole sarebbero i migliori presupposti per affrontare l’argomento.

PS: Questo post è stato scritto giovedì 16 settembre. Ma dato che è una brutta notizia che riguarda un Paese sconnesso, ma soprattutto sfigato, ho ritenuto opportuno postdatarlo simbolicamente a venerdì 17, per scaramanzia.

 
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Pubblicato da su 17 settembre 2010 in Buono a sapersi, computer, Internet, Life, Mondo, news, TLC

 

La metamorfosi di Twitter

Dai tweet da 140 caratteri alle foto (come quelle di Flickr) e ai video (come quelli di YouTube): Twitter, nel giro di qualche giorno, si trasformerà da piattaforma di microblogging a social network, anche se Evan Williams (uno dei papà di Twitter), rivendica l’originalità della formula: “non è un social network”. Però se farà condividere informazioni e contenuti, basandosi sul business della raccolta pubblicitaria, assomiglierà sempre di più alle piattaforme come Facebook.

 
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Pubblicato da su 16 settembre 2010 in business, Internet, Life, Mondo, news, social network

 

Microsoft Sicumera

I dipendenti Microsoft prevedono un colossale successo per Windows Phone 7, il nuovo sistema operativo per smartphone, al punto che hanno pensato di celebrare un funerale per quelli che sono considerati diretti concorrenti, cioè iPhone e BlackBerry, con carro funebre, feretri personalizzati e coreografia in stile Thriller:

Nel raccontare la tamarrata, TechCrunch evidenzia che l’iniziativa non menziona Android (presente però nello smartphone che ha immortalato alcuni momenti della toccante cerimonia).

Generalmente la sobrietà gioca a favore dei vincenti. Oltre che bizzarra, l’idea del funerale di due concorrenti – che al momento non sono nemmeno stati sfidati a duello – anticipa un po’ troppo i tempi. E chissà che il sogno dei dipendenti di Microsoft non allunghi invece la vita di chi vorrebbero vedere “defunto”…

 
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Pubblicato da su 13 settembre 2010 in cellulari & smartphone, Internet, Ipse Dixit, Life, Mondo

 

Nove anni fa

11 settembre 2001

 
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Pubblicato da su 11 settembre 2010 in Mondo

 

Analisti su Marte

Paolo Attivissimo, Marco Cagnotti del Corriere del Ticino e Claudia Di Giorgio su Le Scienze ci segnalano che la trasmissione di Rai2 Voyager ha ormai oltrepassato i confini della scienza per approdare con determinazione al delirio senza controllo.

Continuo infatti a non comprendere il motivo per cui nessuno controlli questo tipo di contenuti (molto fanta e per nulla scientifici) che trova ampio spazio sulla TV di Stato, che giustifica con il proprio nome una tassa annuale (Canone RAI) a carico di chiunque abbia un televisore o un qualunque altro strumento per ricevere segnali televisivi. Sarebbe ora di gratificare i contribuenti con programmi di valore, anziché offenderli con sensazionalismi costruiti superficialmente e mascherati da servizi scientifici.

L’alternativa c’è: mettere tutte queste panzane in un contenitore umoristico. Non ci sarebbe molta differenza tra Boyager e Kazzenger…  

 
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Pubblicato da su 11 settembre 2010 in (dis)informazione, media, Mondo

 

Record senza senso…

Visto che questa notizia è entrata – non si sa come – nella sezione Scienza e tecnologia di Google News, la cito per i miei due cent commento:

Due locali di piazza Bresca, a Sanremo, hanno realizzato, ieri sera (giovedì, ndb), il ‘mojito’ piu’ grande del mondo: 900 litri di cocktail, sbaragliando il precedente record registrato a Londra con 713 litri.

Oltre 900 litri del famoso cocktail nato a Cuba, miscelati a dovere in un’ora di lavoro fino a riempiere un bicchierone preparato con un telaio in ferro e vetro. Alla fine, sotto lo sguardo del notaio e’ sopraggiunto il verdetto favorevole. Ora si attende la ratifica dai vertici della Guinness World Records.

Bravi i barmen che lo hanno preparato in un bicchierone unico. Ma se è stato bevuto da più di una persona che senso ha? 😉

 
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Pubblicato da su 10 settembre 2010 in curiosità, Life, Mondo

 

Google Instant, un bel risparmio!?

Devo ancora capire se Google Instant è un’invenzione geniale o è soltanto qualcosa di più di un giochino divertente: il fatto che l’utente, mentre sta digitando l’oggetto della propria ricerca, possa già ottenere in forma dinamica i risultati che Google prevede possano interessargli, sembra una funzionalità sfiziosa, ma quali vantaggi reali porta?

Secondo le stime di Google, all’utente fa risparmiare mediamente dai due ai cinque secondi per ogni ricerca effettuata. Non trascurerei che allunga la vita del tasto Invio e dei pulsanti del mouse. E di questi tempi, si sa, ogni risparmio è un guadagno che non va buttato via.

Non so però come la prenderanno gli specialisti che ottimizzano la pagina web per un miglior posizionamento su Google..

 
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Pubblicato da su 9 settembre 2010 in Internet, Life, Mondo