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Open Access. E’ uno scorporo? Ni.

13 Feb

Ecco una notizia che non può passare inosservata a chi si interessa di  rete e, di conseguenza, del mercato italiano delle TLC (e infatti fa il giro del mondo: CNN, Guardian e Forbes, ad esempio, sono subito sul pezzo). 13 febbraio, ore 17.46. Telecom Italia diffonde un comunicato stampa che dice:

TELECOM ITALIA VARA UNA RADICALE RIORGANIZZAZIONE
DELLE INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE E DI RETE

Obiettivo di questo intervento è aumentare l’efficienza, ridurre i costi e dare maggiore trasparenza alla rete d’accesso.

Nasce “Open Access”, la struttura che, all’interno della nuova direzione Technology & Operations, gestirà in modo indipendente e trasparente tutta la rete d’accesso di Telecom Italia.

L’attività di “Open Access” sarà completamente autonoma e separata da quella delle funzioni commerciali del Gruppo.

Creata la nuova figura del Chief Information Officer.

Open Access avrà dunque il compito di “garantire lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture della rete di accesso, nonché il presidio dei processi di delivery (attivazione) e assurance (assistenza) dei relativi servizi”; dovrà, quindi, “assicurare sia agli altri operatori sia ai clienti interni  un servizio sempre più efficiente e in linea con le aspettative del mercato e con le indicazioni più volte espresse dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni all’interno di un percorso che la stessa Autorità ha già delineato“.

E’ un taglio netto con il passato? E’ il tanto atteso scorporo della rete d’accesso? Ni, è una separazione funzionale e non societaria, ma potrebbe essere considerato un primo traguardo, molto importante.

Alfonso Fuggetta, a caldo, formula un’osservazione interessante:

Telefonica è contraria alla separazione e vuole fare l’OPA per comprarsi tutta Telecom. Bernabè ha riorganizzato l’azienda in funzione di un futuro scorporo. Ovviamente, non può affermare che si tratta di una separazione tipo Open Reach nè tantomento parlare di separazione societaria. Ma appare comunque un passo in quella direzione. Poi bisogna vedere come si mettono le elezioni. Il governo precedente probabilmente avrebbe sostenuto uno scorporo societario (un piano Rovati rivisto e aggiornato). Adesso si tratta di vedere che succederà.

“Il nostro approccio è il seguente” ha spiegato Bernabé in conferenza stampa: “noi siamo una grande società di TLC, disponiamo di una grande rete e vogliamo gestire attivamente il percorso di apertura, non vogliamo farci imporre il processo”.

Come a dire “la rete è mia e la gestisco io”, insomma, ma seguendo criteri alla luce del sole, se le cose andranno come ha spiegato l’amministratore delegato: “Poiché il processo di apertura della rete è comunque inevitabile vogliamo guidare noi il processo, vogliamo assumerci la responsabilità di guidarlo di investire sulla rete. Riteniamo che gli investimenti sulla rete li facciamo noi piuttosto che i nostri competitor, quello che mi preme ora è di gestire il rapporto coi nostri potenziali clienti in spirito di soddisfazione reciproca”.

 
4 commenti

Pubblicato da su 13 febbraio 2008 in Ipse Dixit, news, telefonia, TLC

 

4 risposte a “Open Access. E’ uno scorporo? Ni.

  1. Marco V. Principato

    14 febbraio 2008 at 18:37

    Aaaahh, ecco perche’, avendo chiesto una nuova ADSL per casa mia il 22 Ottobre 2007 ancora non me l’hanno attivata!… Erano troppo impegnati tra le coppie, a dire “questo e’ mio, questo e’ tuo, questo e’ mio…”.
    Se non si spicciano (ADSL ULL chiesta a Livecom, fornitore servizio e’ EUTELIA, la centrale telefonica dove mi trovo e’ una centrale ULL EUTELIA, nota bene), sentiranno parlare di me ben altrove. E con intenzioni molto meno pacifiche. Se solo riesco – e ci riesco – a creargli un danno di immagine tale da togliergli un centinaio di clienti, saro’ gia’ contento. Salva Livecom che, poveraccia, non ha colpe.

     
  2. db

    14 febbraio 2008 at 21:50

    MVP, non aspettare troppo a farti sentire da loro 🙂

     
 
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