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Google punta sui mouse

La profilazione degli utenti tramite le ricerche effettuate attraverso Internet potrebbe presto lasciare il posto ad un più innovativo metodo di analisi: Google ha infatti registrato un brevetto denominato “System and method for modulating search relevancy using pointer activity monitoring”, cioè “Sistema e metodo per modificare la pertinenza dei risultati della ricerca mediante ‘attività di monitoraggio del puntatore”, laddove per puntatore si intende un dispositivo di puntamento come mouse, trackball e affini.

Significa che a Mountain View hanno sviluppato un sistema che traccia ed elabora movimenti e click effettuati dall’utente con il mouse, interpretandoli per capire ad esempio quanto vale un contenuto pubblicato via web, non solo dal numero di click che ottiene – quando si tratta di un link – ma anche da quanto tempo, ad esempio, l’internauta lo punta letteralmente con il mouse, oppure se quel contenuto viene puntato, copiato o incollato.

Google avrebbe quindi sviluppato uno strumento per tentare di capire che tipo di attenzione riscuote ciò che è stato pubblicato su una pagina web e non è affatto inverosimile pensare che questo possa essere utilizzato, ancora una volta, per veicolare presso gli utenti i messaggi pubblicitari dei propri inserzionisti.

 
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Pubblicato da su 16 luglio 2010 in Buono a sapersi, computer, Internet, Life, Links, Mondo, mumble mumble (pensieri), news, tecnologia

 

Cupertino, abbiamo un problema…

In seguito ai noti (e chissà da quanto) problemi di ricezione rilevati da più parti sull’iPhone 4, Apple ha battuto varie strade. Indubbiamente ha studiato il problema, ma a quello tecnico se n’è affiancato un altro, da affrontare con urgenza: la gogna mediatica, che fino a qualche giorno fa era all’orizzonte e che invece ora si sta avvicinando pericolosamente, con risvolti non trascurabili anche sotto il profilo finanziario, in virtù delle fluttuanti reazioni del mercato azionario.

Allo scopo di attutire il brusìo dell’opinione pubblica, a Cupertino avevano pensato di scrivere una lettera, per spiegare agli utenti che “prendere in mano quasi ogni telefono cellulare in un certo modo ne riduce la sua ricezione di 1 o più tacche”, ma soprattutto che “dopo alcune indagini, siamo stati sbalorditi dallo scoprire che la formula che usiamo per calcolare le barre che segnalano la potenza del segnale da visualizzare è completamente sbagliata”, un errore di calcolo che persiste “dal modello originale di iPhone”, assicurando infine che “le prestazioni wireless di iPhone 4 sono le migliori che abbiamo mai fornito”.

Certezze demolite dal test pubblicato da Consumer Reports, che ha confermato l’entità dei problemi di ricezione del nuovo iPhone dovuti all’antenna, come rilevato da vari utenti e osservatori in giugno. Una notizia che ha fatto rumore e ingigantito le proporzioni di un problema comunque non risolto, costringendo Apple ad affrettare il passo e adottare un approccio diverso: al momento non è possibile sapere che tipo di soluzioni saranno adottate, ma l’azienda ha convocato per domani una conferenza stampa presso la sede di Cupertino (ore 10 locali, ore 19 ora italiana), che dovrebbe essere focalizzata sul problema di ricezione e le relative contromisure indicate dall’azienda.

Fra le ipotesi rumoreggiate, il richiamo degli apparecchi – operazione che qualcuno ha stimato possa costare ad Apple 1,5  milioni di dollari (75 dollari per ogni iPhone da sistemare, ma in ogni caso meglio farlo ora che gli iPhone non hanno raggiunto altri mercati nel mondo) – e la consegna gratuita di un bumper (una custodia che, avvolgendo il perimetro dell’iPhone come un guscio Meliconi, evita il disturbo di segnale) del valore di mercato di 30 dollari. Apple, però, nei giorni scorsi ha vietato ai rivenditori di regalare i bumper agli utenti che lamentavano problemi di ricezione. In effetti sarebbe un rimedio-pezza poco consono all’immagine dell’azienda…

Non resta che attendere domani. Per capire, come recita lo slogan italiano di Apple, se tutto cambierà. Di nuovo.

 
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Pubblicato da su 15 luglio 2010 in news

 

iPhone 4, quando arriva arriva

A me l’iPhone piace, è uno smartphone con qualche marcia in più rispetto alla concorrenza e certamente la sua quarta generazione non deluderà delle aspettative degli appassionati. Però, se anche desiderassi avere un nuovo iPhone 4, a me basterebbe (e avanzerebbe) sapere che in Italia sarà venduto a partire da fine luglio! Che si trattasse del 31, del 28 o di un altro giorno poco mi importerebbe. Eppure il balletto di notizie continua a fare notizia, perché molti non vedono l’ora di poterne avere uno tra le mani. E Apple non aspetta altro…

 
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Pubblicato da su 13 luglio 2010 in Life, Links, media, Mondo, news

 

Bollino di qualità per le blognews? No, grazie

Ritorna d’attualità la qualità dell’informazione. In realtà il tema non ha mai perso attenzione, ma in questa puntata della lunga webnovela che vede protagonista l’informazione e la sua autorevolezza si ventila l’ipotesi di istituire un bollino blu che certifichi l’attendibilità di quanto pubblicato sul web… (leggi l’articolo completo su The New Blog Times)

 
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Pubblicato da su 9 luglio 2010 in Internet, Life, media, Mondo, news

 

Spot

Non c’avrei creduto se non l’avessi visto dopo la segnalazione dell’amico (e omonimo) Dario, ma eccolo qua: lo spot per il turismo con la voce fuori campo di Silvio Berlusconi… La tua Magica Italia.

PS: essendo siglato “Ministro del Turismo”, io avrei inserito la voce di MVB

 
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Pubblicato da su 7 luglio 2010 in media, Mondo, news

 

Next car

Qualche giorno di vacanza al mare fa bene, ritempra e da’ la carica. Spesso rinfresca la mente e da’ una nuova ventata agli obiettivi che una persona insegue. Io – per amore dell’ambiente, della tecnologia e dei motori – ho cambiato l’auto dei miei sogni. E visto che sono di poche pretese, ora è questa:

 
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Pubblicato da su 7 luglio 2010 in Life, Mondo, news, tecnologia

 

Cosa cerca l’utente in Internet?

“Finalmente una classifica tecnologica nella quale noi italiani sappiamo farci valere” commenta Massimo Mantellini nell’esporre i numeri della ricercaThe State of Social Porn” pubblicata su Woork up da Antonio Lupetti.

Finalmente qualcosa in cui l’Italia può primeggiare, osserverà qualcuno…

 
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Pubblicato da su 25 giugno 2010 in Inchieste, Internet, Life, media, Mondo, mumble mumble (pensieri)

 

Perdonali, James…

L’aspetto più sapido nelle tracce dei temi della Maturità 2010 è dato dalla trasformazione del titolo di una mitica serie fantascientifica (televisiva e cinematografica) in un titolo degno di campeggiare sull’etichetta di un VHS pirata:

“Lo scenario futuro non somiglierà a quello consolante definito da Star Treck, di un universo popolato da molte specie di umanoidi, con una scienza ed una tecnologia avanzate ma fondamentalmente statiche. Credo che invece saremo soli e che incrementeremo molto, e molto in fretta, la complessità biologica ed elettronica”

(questa citazione estratta della traccia – che contiene cinque differenti citazioni – temo voglia essere un tentativo di sintesi più o meno fedele a questo discorso di Stephen Hawking, i cui contenuti sono richiamati nel libro “L’universo in un guscio di noce”. Dove però Star Trek è scritto correttamente).

 
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Pubblicato da su 22 giugno 2010 in Mondo, news

 

Ah, bene

Dobbiamo proprio ringraziare Google, che con il doodle di oggi ci segnala l’inizio dell’estate. Più astronomica che meteorologica, per il momento.

 
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Pubblicato da su 21 giugno 2010 in news

 

In bocca al lupo, Tekneco!

Ho sempre letto con interesse ciò che scrive Alessandro Longo, perché cerca sempre – riuscendovi, a mio avviso – di far comprendere al lettore ciò di cui sta parlando, anche se l’argomento è intrinsecamente tecnico e il lettore non sempre lo è. Il fatto che ora assuma la guida di Tekneco in veste di direttore responsabile, mi spinge a mandare innanzitutto a lui un grosso in bocca al lupo, e a voi l’invito a leggerlo.

 
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Pubblicato da su 17 giugno 2010 in Life, media, Mondo, news, tecnologia

 

FT fa suonare la sveglia per Telecom Italia

Telecom Italia dovrebbe svegliarsi, sentire il profumo del caffé, accantonare le proprie tendenze monopolistiche e unirsi al consorzio”. Non lo dico (solo) io, ma un editoriale del Financial Times, a firma di Paul Betts. Il riferimento è al consorzio per la banda larga formato da Fastweb, Vodafone e Wind (a cui si è unita Tiscali), alla base del progetto Fibra per l’Italia e recentemente presentato a Bruxelles a Neelie Kroes, commissario UE per l’Agenda Digitale.

L’articolo evidenzia come, mentre in altri Stati ci siano risorse sufficienti per avere più reti di nuova generazione, l’Italia possa permettersene solo una. Il problema è che è necessario strutturare un progetto che non può e non deve essere in mano al solo ex monopolista, che sogna di realizzare sul territorio una propria rete (vincolata sull’utilizzo di una tecnologia mirato a favorire la propria posizione dominante).

Considerando che ha già difficoltà a mantenere efficiente la rete esistente, la scelta migliore nell’interesse di tutti (anche della stessa Telecom, è una questione di sopravvivenza) consisterebbe nell’aderire al patto siglato dagli altri competitor e dare il proprio contributo ad una rete efficiente, di nuova generazione, in fibra ottica, che può avere un ruolo di primo rilievo per lo sviluppo del Paese.

 
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Pubblicato da su 17 giugno 2010 in Internet, news, tecnologia, telefonia, TLC

 

Mac Mini reloaded

Presa video HDMI, slot per memorie flash SD, alimentatore interno, scheda grafica Nvidia GeForce 320M. Con un telecomando, ecco pronto il Mac Mini da salotto da collegare ad uno schermo full-HD.

Altri sapidi dettagli (prezzi inclusi) su The New Blog Times.

 
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Pubblicato da su 15 giugno 2010 in computer, news, tecnologia

 

Body scanner nelle stazioni?

L’intento dichiarato dal ministro Roberto Maroni di installare body scanner anche nelle stazioni ferroviarie mi lascia molto perplesso, e questo credo valga per chiunque abbia una vaga idea di cosa significhi accedere ad una stazione per partire (o per arrivare) in treno. Vedo molti fattori critici che renderebbero poco efficace questa contromisura, ma soprattutto poco verosimile la fattibilità di questa idea. Ovviamente questo è un parere del sottoscritto, che è stato ed è un viaggiatore e ha lavorato per un’azienda di produzione di veicoli ferroviari, ma temo che i problemi si moltiplichino agli occhi di chi si occupa professionalmente di organizzazione e gestione del traffico ferroviario e delle stazioni.

Già, le stazioni. Sono punti di accesso che consentono ai passeggeri di accedere ai treni. In Italia esistono 13 grandi stazioni (gestite dalla società Grandi Stazioni SpA) attraversate da 600 milioni di persone ogni anno e 103 stazioni di medie dimensioni (gestite dalla società Centostazioni SpA) frequentate da altri 500 milioni di persone. Pensare di dotare di body scanner solo le stazioni delle grandi città è limitativo, perché è vero che esistono luoghi a più alto rischio di altri, ma è altrettanto vero che un malintenzionato può salire su un treno accedendo alla rete ferroviaria da una qualunque delle oltre 2.270 stazioni presenti sul territorio, molte delle quali ad accesso libero per chiunque, ossia senza alcun filtro all’ingresso. Per non parlare del fatto che la rete è comunque fisicamente accessibile in virtù di numerose aperture, fisiologiche (ad esempio i passaggi a livello) e accidentali (recinzioni basse, divelte, danneggiate).

Per il considerevole volume di viaggiatori dato dai numeri citati sopra (sono tutti dati ufficiali dichiarati dalle società del gruppo Ferrovie dello Stato), credo che anche un numero adeguato di body scanner  installato in una stazione rappresenti un collo di bottiglia estremamente vincolante per la fluidità della circolazione dei passeggeri.

Questi sono, a mio avviso, impedimenti di carattere pratico e organizzativo alquanto limitanti. Non mi soffermo a parlare di quelli di carattere  tecnico, men che meno di quelli di tipo economico, che non si limiterebbero solamente alla copertura finanziaria per l’acquisto dei body scanner, ma anche all’adeguamento dell’infrastruttura ai requisiti di sicurezza. Ammesso e non concesso che il body scanner sia di per se’ efficace.

 
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Pubblicato da su 15 giugno 2010 in Mondo, privacy, security, tecnologia

 

Ci vorrebbe la fibra

Interessante analisi di Stefano sulla condizione della Rete in Italia e l’importanza – in termini tecnici, ma anche economici – di dotare il Paese di una rete in fibra:

(Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli from Stefano Quintarelli on Vimeo)

 
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Pubblicato da su 14 giugno 2010 in Life, Mondo, Net neutrality, tecnologia, TLC

 

Google, lo sfondo rimarrà un optional

La homepage di Google è tornata in bianco per default. Stando a quanto spiegato dal blog ufficiale, c’è stato un misunderstanding:

Today, we ran a special “doodle” that showcased this functionality by featuring a series of images as the background for our homepage. We had planned to run an explanation of the showcase alongside it—in the form of a link on our homepage. Due to a bug, the explanatory link did not appear for most users. As a result, many people thought we had permanently changed our homepage, so we decided to stop today’s series early. We appreciate your feedback and patience as we experiment and iterate.

A Mountain View avevano dunque previsto di pubblicare una spiegazione della nuova opzione, mediante un link nella homepage, ma a causa di un bug, quel link non è stato visto da tutti gli utenti. “Di conseguenza, molti hanno ritenuto che avessimo definitivamente cambiato la homepage, quindi abbiamo deciso di interrompere prima del previsto la serie di oggi (la serie di immagini che avevano previsto di pubblicare nella giornata, ndD)”.

In effetti ieri ho intravisto quel link quando ho utilizzato Safari, meravigliandomi del fatto che fosse l’unico dei miei cinque browser a permettermi di vedere la home di Google con sfondo bianco. Ma resta il fatto che il processo di Bingizzazione continua…

 
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Pubblicato da su 11 giugno 2010 in Internet, Mondo, news