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Attivate? Richieste? Certificate?

Nella homepage del sito postacertificata.gov.it – dati aggiornati ad oggi, ore 9.30 – sono state dichiarate 63.373 caselle di Posta Certificata attivate, su un totale di 204.856 richieste. Nel blog del ministro Renato Brunetta – in un post pubblicato alle 9.42 di oggi – si legge invece: “sono 197.412 le caselle di Posta elettronica certificata (Pec) attivate dai cittadini fino ad oggi”.

Soprassedendo sul fatto che non si tratta precisamente di una casella PEC – come spiegato qui – ma volendo comunque ricevere una notizia attendibile da fonte autorevole, quale dobbiamo prendere?

 
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Pubblicato da su 18 Maggio 2010 in Mondo, news

 

ZombieTV

La città in cui vivo è annoverata tra i comuni lombardi in cui oggi – entro le 10.00 – Rai2 e Rete4 sarebbero dovuti passare definitivamente al digitale terrestre. Questo, almeno, è quanto mi risulta.

Per quale motivo stasera, a casa mia, vedo ancora benissimo entrambi i canali con segnale analogico?

 
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Pubblicato da su 18 Maggio 2010 in media, news, tecnologia

 

Táonews

La conferma che l’Apple MacBook sta per essere aggiornato arriva ancora una volta dal Vietnam, con uno scoop che proviene dal forum Tinhte, lo stesso su cui è comparso l’iPhone 4G qualche giorno fa.

 
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Pubblicato da su 17 Maggio 2010 in computer, Internet, Mondo, news

 

Street View: volti, targhe, reti WiFi

Negli ultimi anni, il nome di Street View – il servizio panoramico di Google Maps – è stato spesso legato, non a torto, a problemi di privacy. Ne sa qualcosa chi ha visto in Internet i dettagli di casa propria, e chi – osservando le foto in rete – si è addirittura riconosciuto. Il servizio si è guadagnato l’attenzione anche di alcune istituzioni, come la Swiss Federal Data Protection and Information Commission, che si era opposta all’accesso delle auto di Google alle strade elvetiche, motivando la propria contrarietà con problematiche di riservatezza per la facile identificabilità di volti e targhe di automobili.

In definitiva, molti si erano accorti dei rischi legati all’indiscrezione di Street View. Ma non tutti sapevano che la curiosità di Google si spingeva oltre:

Street View memorizza dati wi-fi aperte . ANSA

Il servizio di Google Street View ha raccolto ‘per errore’, per 3 anni, mail, password e altre informazioni scambiate su reti Wi-Fi aperte. Lo ammette il colosso del web, spiegando come il servizio che offre mappe fotografiche navigabili abbia carpito tramite le Google Street View Car questi dati, in totale circa 600 gigabytes, pero’ ‘mai stati utilizzati in nessuno dei prodotti di Google’. L’azienda californiana intende cancellarli e assicura di non avere memorizzato dati di reti protette.

Bellissima questa precisazione letta in una news Reuters:

L’azienda ha detto di essere in contatto con le autorità di regolamentazione di diversi importanti Paesi tra i quali Stati Uniti, Germania, Francia, Brasile e Hong Kong in Cina, per stabilire come disfarsi di questi dati, che Google dice di non aver mai usato.

Le dichiarazioni ufficiali non permettono di capire se l’interruzione delle intercettazioni sia avvenuta in seguito allo stop da parte di un’autorità che si è accorta della reiterata violazione o per un ravvedimento operoso (per il quale sarebbe da riconoscere la trasparenza di Google per aver ammesso l’errore).

 
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Pubblicato da su 17 Maggio 2010 in Internet, news, privacy

 

La privacy diminuisce, Facebook rallenta

Le continue evoluzioni del sistema e la disinvoltura con cui Facebook tratta il tema della privacy dei propri utenti iniziano a stufaresecondo Danny Sullivan di Search Engine Land la crescita sta rallentando e la partecipazione degli utenti sta diminuendo.

 
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Pubblicato da su 14 Maggio 2010 in Internet, news, privacy, social network

 

Non solo peerateria

Tra i tantissimi esempi di impiego professionalmente utile del peer-to-peer, eccone uno fresco fresco: oggi non riuscivo a collegarmi in remoto con un PC di un’altra sede collegata ad Internet, a cui – normalmente – riesco ad accedere da una normale VPN. Dopo alcuni tentativi di bypassare il problema, grazie ad un amico ho provato con successo Hamachi, un sistema per creare una VPN gestita centralmente, e ho risolto il problema.

Il requisito da soddisfare è che i due PC da collegare devono essere connessi a Internet, Hamachi (installato su entrambe le macchine) permette di instaurare un collegamento diretto anche in presenza di NAT. Grazie ad esso è possibile controllare un PC da remoto e condividere dati e risorse (come le stampanti), attraverso un traffico peer-to-peer cifrato (la sicurezza del collegamento è data dal fatto che, una volta stabilito il collegamento, la comunicazione tra i client è diretta e sul server non transitano altri dati).

Giudizio critico: consigliato, da provare.

 
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Pubblicato da su 14 Maggio 2010 in Internet, news, security, tecnologia

 

iMushrooms

La storia dell‘iPhone 4G misteriosamente sfuggito ad Apple in aprile (con lo scoop di Gizmodo, il furto seguito dal pagamento di una sorta di riscatto, il nebuloso episodio dello smarrimento in una birreria, la lettera di Apple che sottintendeva la conferma che si trattasse davvero di un prototipo), mi aveva indotto a ipotizzare che tutto potesse essere frutto di un’operazione di comunicazione e di marketing, perché sulla disattenzione dell’azienda di Steve Jobs nutrivo alcuni dubbi.

Ora che l’apparecchio è misteriosamente ricomparso due volte – una in Vietnam, nelle foto pubblicate da un forum e ampiamente riproposte in rete, e una in un video in cui viene smontato da Smartphonemedic – ho qualche dubbio in più. Anche stavolta l’hype aumenta e non è un caso che la Worldwide Developer Conference 2010 sia sempre più vicina: per l’inizio giugno, in occasione dell’evento che sarà ospitato al Moscone Center di San Francisco, si prevedono novità. Come il nuovo sistema operativo iPhone OS 4.0, verosimilmente presentato sull’ultimo modello dello smarphone Apple. Che potrebbe chiamarsi iPhone 4G, o iPhone HD.

 
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Pubblicato da su 13 Maggio 2010 in Internet, media, Mondo, news

 

Divergenza fisso-mobile in Vaticano

Due notizie dal Vaticano in tema di telecomunicazioni.

La prima riguarda la connettività:

Tlc: accordo Telecom-Vaticano – Mondo – ANSA.it.

(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 11 MAG -Un accordo di tre anni, rinnovabile per i successivi 5,lega da oggi la Telecom e la Citta’ del Vaticano in un’opera imponente. La realizzazione di oltre 400 chilometri di collegamenti in fibra ottica ad alta velocita’ tra il piccolo Stato e le sue sedi extraterritoriali, incluse le Ville pontificie di Castel Gandolfo e la stazione radio di Santa Maria di Galeria, in provincia di Roma. L’intesa – informa un comunicato congiunto- e’ stata firmata questa mattina in Vaticano.

La seconda riguarda la telefonia mobile:

TLC: Vaticano passa a Vodafone per gestione mobile
(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 11 MAG – Il Vaticano si appresta a cambiare gestore per la telefonia mobile, passando da Telecom a Vodafone. Lo hanno anticipato fonti vaticane, precisando che il relativo accordo sarà firmato tra pochi giorni, il 14 maggio e che la telefonia fissa resterà comunque alla Telecom. La Vodafone si è aggiudicata una regolare gara. Finora la Santa Sede il Governatorato aveva un unico contratto con Telecom per la gestione di tutta la telefonia e, proprio questa mattina, ha stretto con Telecom un nuovo accordo per la realizzazione di una nuova rete di comunicazione integrata in fibra ottica.

Telecom Italia compensa quindi la perdita del mercato della telefonia mobile (in crescita, anche in Vaticano), con l’opera imponente che porta la fibra nel piccolo Stato e che, come sottolinea Stefano, vale lo 0,000011% della rete in rame esistente.

 
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Pubblicato da su 12 Maggio 2010 in Internet, news, tecnologia

 

Sgomitate nel mercato

La notizia dell’avvenuto sorpasso di Android su iPhone OS deriva dai risultati di una ricerca condotta da NPD Group sui dati di vendita USA degli smartphone nel primo trimestre del 2010, in cui BlackBerry OS di RIM – ancora in cima alla classifica – ha visto comparire alle proprie spalle il sistema operativo made-by-Google, che ha rimesso in terza posizione quello che equipaggia i touch-phone di Apple.

L’azienda di Steve Jobs rivendica però la propria leadership e la vuole vedere riconosciuta: per bocca della portavoce Natalie Harrison ha infatti dichiarato che la ricerca NPD avrebbe molti limiti, nel ristretto campione intervistato, che non terrebbe conto degli 85 milioni di utenti di iPhone e iPod touch (su cui gira appunto l’iPhone OS), della crescita sul mercato mondiale e ancora bla bla bla.

A parte il fatto che la ricerca NPD parla di sistemi operativi degli smartphone e l’iPod Touch è un lettore multimediale, si tratta di un’analisi condotta su un mercato eterogeneo: Apple vi prende parte con il suo iPhone, venduto negli USA in soli due modelli, vincolati – per scelta – alla rete AT&T; RIM è un produttore come Apple, che però ha in circolazione vari modelli di BlackBerry, collegati a più reti di telefonia mobile; Android gira sugli smartphone di vari produttori, operativi anch’essi su più reti mobili.

Volendo ritenere attendibili i dati NPD, alla fine – sul mercato degli smartphone – il “sorpasso” a livello di sistemi operativi potrebbe effettivamente essersi verificato. E’ però curioso che Apple si preoccupi solo ora di lamentarsi pubblicamente dell’attendibilità di una ricerca che viene aggiornata ogni trimestre: dopo i risultati dell’anno scorso non ho visto così tanti puntini sulle i. Forse ciò che le brucia di più è trovarsi alle spalle di Android, benché ciò non rappresenti affatto una debacle, visti i buoni risultati di vendita dei prodotti Apple.

 
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Pubblicato da su 12 Maggio 2010 in Life, Mondo, news, telefonia

 

Ehm, scusate… c’è un tecnico in rete?

Per adesso i costi sostenuti per tentare di arrestare la catastrofe della piattaforma di BP hanno raggiunto quota 350 milioni di dollari. E dal momento che finora non è stato possibile adottare alcuna soluzione efficace, la compagnia petrolifera ha deciso di raccogliere idee via Internet attraverso il sito deepwaterhorizonresponse.com.

L’immagine riportata qui sopra è stata scattata dalla ISS. Una photo-gallery sugli sviluppi del disastro è stata pubblicata dal Nasa Earth Observatory.

 
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Pubblicato da su 10 Maggio 2010 in Internet, Life, Mondo, news

 

Diaspora

Social network decentralizzato, su piattaforma open source, con dati personali protetti con crittografia. Questo e altro tra le feature di Diaspora, il nuovo servizio che – a metà strada tra Facebook e Twitter – potrebbe (o almeno vorrebbe) raccoglierne il testimone e traghettarne gli utenti su una nuova sponda social.

Per il momento è ancora un progetto, ma si prevede che debutti già dalla prossima estate. Appena esce proviamo a farci un giro e poi vediamo 😉

 
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Pubblicato da su 10 Maggio 2010 in Internet, media, news, privacy, social network

 

Google, il search ha un nuovo look

Un logo dai colori più vivi e il pannello che offre i risultati delle ricerche per categorie sono i più evidenti connotati della nuova interfaccia con cui Google si presenta agli utenti dopo quella che è stata annunciata come una metamorfosi di primavera. Con novità che arricchiscono le ricerche e, per alcuni aspetti, le avvicinano a quelle di Bing.

 
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Pubblicato da su 7 Maggio 2010 in Internet, Mondo, news

 

Wall Street precipita e risale. Colpa di un brutto typo?

Stando a quanto riferito da CNBC, il terremoto (finanziario) che si è verificato oggi a Wall Street ha avuto il suo epicentro sulla tastiera del pc di un trader:

According to multiple sources, a trader entered a “b” for billion instead of an “m” for million in a trade possibly involving Procter & Gamble, a component in the Dow. (CNBC’s Jim Cramer noted suspicious price movement in P&G stock on air during the height of the market selloff).

 
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Pubblicato da su 6 Maggio 2010 in media, Mondo, news

 

Facebook ha messo una patch alla chat

Chi usa Facebook per chattare, ieri potrebbe essersi accorto di un’interruzione del servizio, dovuta alla sistemazione di un bug che permetteva agli utenti di vedere le conversazioni intrattenute dagli amici. Messa in sicurezza, la chat è stata ripristinata. E speriamo che la soluzione sia definitiva, visto che presto anche Messenger la supporterà e che si tratta di un non trascurabile problema di privacy

 
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Pubblicato da su 6 Maggio 2010 in Internet, news, privacy, social network

 

E ora spiegatevi con l’Agcom

A fine marzo Telecom Italia ha annunciato agli utenti l’avvio di un test di sei mesi, limitato ad una ristretta cerchia di utenti, relativo all’introduzione di tecniche di network management.

Ora, dal momento che l’iniziativa non mostra di avere connotati molto trasparenti, l’Agcom – spinta da una segnalazione dell’AIIP – le chiede i necessari chiarimenti.

 
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Pubblicato da su 5 Maggio 2010 in Net neutrality, news, privacy, security, tecnologia, TLC