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Informazioni su db

Tecnico informatico, sono stato consulente aziendale per la gestione dei sistemi informativi e di telecomunicazioni e ho lavorato in realtà di ogni dimensione (dalle PMI alle multinazionali). Attualmente mi occupo dei sistemi informativi e di telecomunicazioni di un gruppo industriale. Oltre alla mia attività professionale, collaboro con varie testate e siti di informazione tecnologica. Computerworld e Punto Informatico sono le testate specialistiche con cui in passato ho collaborato molto frequentemente, mentre ora mi occupo sempre di tematiche tecnologiche per The New Blog Times, il primo blornale italiano dedicato a tecnologia e scienza, e per il Corriere delle Comunicazioni in relazione all'iniziativa AgendaDigitale.eu. Collaboro con RCI Radio.

Rai: canone ordinario solo per il televisore

E’ in due comunicati stampa diffusi nelle scorse ore che la RAI spiega la propria posizione in merito alla recente querelle sul canone da far pagare anche per strumenti diversi dagli apparecchi televisivi.

Questo il primo:

Con riferimento alla questione relativa al pagamento del canone di abbonamento alla tv, si precisa che le lettere inviate da Rai non si riferiscono al canone ordinario (relativo alla detenzione dell’apparecchio da parte delle famiglie) ma si riferiscono specificamente al cosiddetto canone speciale cioe’ quello relativo a chiunque detenga – fuori dall’ambito familiare (es. Imprese, societa’, uffici) – uno o più’ apparecchi atti o adattabili alla ricezioni di trasmissioni radiotelevisive.

Cio’ in attesa di una più’ puntuale definizione del quadro normativo-regolatorio.

Precisazione resa opportuna probabilmente da un maldestro passaparola precedente (dicono), giacché anche gli spot televisivi (comunque fuorvianti, per aver mostrato i moderni dispositivi mobili tra i presupposti del pagamento del canone) facevano riferimento al canone speciale.

Questo è il secondo:

La Rai, a seguito di un confronto avvenuto questa mattina con il Ministero dello Sviluppo Economico, precisa che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone.

La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali  imprese, società ed enti abbiamo già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più’ televisori. Cio’ quindi limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (BBC…) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone.

Si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore.

Sul sito della RAI, nella sezione dedicata al canone speciale, si legge:

Cos’è e chi deve pagare

Devono pagare il canone di abbonamento speciale coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto. R.D.L.21/02/1938 n.246 e D.L.Lt.21/12/1944 n.458

Quindi per quanto riguarda il canone ordinario, quello pagato dai nuclei familiari, è tutto chiaro: si paga solo per il possesso del televisore domestico. Il canone speciale deve essere pagato solo dalle aziende che hanno una TV o utilizzano dispositivi differenti allo stesso scopo (un esempio di digital signage: monitor, display o video wall che diffondono segnali televisivi – ricevuti anche via web – presenti nelle reception, nelle sale mensa o in altre aree di un’azienda).

Tutto tranquillo, dunque? E’ da vedere, e vedremo se la risposta ad alcune interrogazioni parlamentari in materia sarà esaustiva. Nel frattempo, nelle FAQ del sito RAI in cui si parla di canone, si dice tutt’altro

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2012 in news, News da Internet

 

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Cosa (mi) resterà di #Sanremo 2012

Anche se la kermesse più opinabilmente seguita dal pubblico italiano si concluderà domani sera, so già perfettamente quali momenti mi resteranno più impressi  😉

Il primo: Brian May che, con la sua Red Special (leggendaria quanto lui), rende indimenticabile l’esibizione di Kerry Ellis & Irene Fornaciari e una citazione della versione “musical” di We will rock you (si noti la partecipazione del pubblico)

Il secondo: Patti Smith con i Marlene Kuntz in Impressioni di settembre e Because the night

 
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Pubblicato da su 17 febbraio 2012 in Life, Mondo

 

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Tradotta alla maniera dei cani

Leggendo il post di Max che ha evidenziato l’indolente traduzione in inglese che si può tuttora trovare sul sito del MIUR – sezione bandi – ho capito che, per le nostre istituzioni, l’agenda digitale è una misura necessaria, ma non può prescindere dal buon senso.

Una persona “poco smaliziata” potrebbe leggere quella traduzione come “Dalla pecora allo stile canino” e chiedersi che c’azzecca il cane con la pecora, il pecorino e la tracciabilità. Il fatto che Doggie style – che potremmo tradurre con “alla maniera dei cani” – è la locuzione inglese che corrisponde al nostro concetto di pecorina, fa emergere una traduzione letterale alquanto maldestra (tra l’altro anche Google Translate fa di meglio, con l’intera frase, mentre cade in errore utilizzandolo per tradurre i singoli vocaboli) e la dice lunga sulla necessità di dover partire dall’ABC.

Però non sarebbe una cattiva idea dare una controllatina ogni tanto a ciò che si pubblica sul sito web di un ministero… e magari – visto che ci arriva a cascata, senza filtri – anche su quello della Commissione Europea

 
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Pubblicato da su 16 febbraio 2012 in brutte figure, Internet

 

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Esegesi di Angry Birds

Nell’intervista a Ville Heijari (Rovio) c’è la chiave di interpretazione di un giochino che sta spopolando in tutto il mondo. Per chi non l’avesse compresa, la riporto qui:

Ma si può dire che i maiali siano una società gerarchica e sottomessa e che gli uccellini siano invece democratici? 
Sì. Gli uccellini non hanno un vero capo, c’è quello rosso che ne è l’icona, il più rappresentativo, un leader, ma non c’è un capo riconosciuto. I maiali invece hanno un re per il quale devono rubare le uova, poi nella piramide ci sono maiali autoritari più vicini al re, quelli coi baffoni arancioni ad esempio, e ancora più sotto i molti sudditi.

E io che pensavo fosse solo questione di superare livelli sempre più difficili 😉

 
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Pubblicato da su 14 febbraio 2012 in cellulari & smartphone, News da Internet

 

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Motorola è ufficialmente di Google

L’operazione annunciata lo scorso agosto è stata approvata dalle Authority UE e USA: ora i google-phone saranno realtà.

 
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Pubblicato da su 13 febbraio 2012 in business, cellulari & smartphone, Internet

 

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La Stampa che cambia

Giunto alla veneranda età di 145 anni, il quotidiano La Stampa annuncia la creazione di tre nuovi ruoli:

  • il Digital Editor (Marco Bardazzi), che coordinerà tutta l’attività digitale della redazione
  • il Web Editor (Dario Corradino) cui farà capo il sito lastampa.it
  • il Social Media Editor (Anna Masera), punto di riferimento sui social media (Facebook, Twitter, eccetera) per la divulgazione dei contenuti della testata e lo scambio con la comunità dei lettori

La novità di spicco è forse proprio quest’ultima funzione, che rappresenta un passo importante nell’evoluzione del giornale. In bocca al lupo ai nuovi Editor.

 
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Pubblicato da su 7 febbraio 2012 in Internet, news, News da Internet

 

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Yes, they can. No, we can’t

Mentre l’Italia è stata costretta a varare una norma per la semplificazione e la crescita, che punta al digitale passando per l’istituzione di una cabina di regia per lo sviluppo del broad band, per l’ingresso dell’open data, l’utilizzo del cloud e gli incentivi alle smart communities (va tutto bene, ma è tutta roba ancora là da venire), oltreoceano il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha organizzato un collegamento in live streaming su YouTube attraverso Hangouts, la funzionalità di Videoritrovi di Google+.

Ok, c’è la campagna elettorale e a Obama conviene mostrarsi forte anche sul fronte della tecnologia e di Internet, per riscuotere consensi e fondi. Però, al netto di questo, per tutti i nostri limiti (non solo tecnologici) e l’arretratezza che caratterizza una cospicua parte del Paese, una cosa del genere qui da noi sarebbe impensabile.

 
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Pubblicato da su 1 febbraio 2012 in news, News da Internet

 

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Se Sherlock Holmes avesse avuto Evernote…

Sherlock Holmes aveva sviluppato la sua eccezionale memoria – soprattutto fotografica – educandola a scartare i particolari non significativi e quindi a liberare spazio per più importanti ricordi futuri. Se avesse avuto a propria disposizione un secondo cervello, il limite della capacità mnemonica non sarebbe esistito. Prima che vi (e mi) chiediate di cosa sto parlando, vi chiarisco che questa citazione mi serve soltanto a segnalare questa interessante intervista a Phil Libin, CEO di Evernote, applicazione di note-taking nata nel 2007, pensata in primis per i dispositivi mobili, che si propone non solo come memoria esterna permanente, ma come una sorta di “secondo cervello” dell’utente, che potrà usare la piattaforma per memorizzare e gestire ogni tipo di ricordo.

Se ancora non lo conoscete, tenetelo d’occhio e ricordatevene 😉

 
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Pubblicato da su 30 gennaio 2012 in News da Internet

 

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Aspettando i fatti

A me fa ovviamente piacere se un governo si dota di un provvedimento mirato alla semplificazione e allo sviluppo del Paese. Però, prima di saltare di gioia e cantare Alleluja davanti a titoli come “Meno burocrazia, più Internet” (che comunque si riferiscono all’obiettivo – finalmente dichiarato – di puntare sul digitale), aspetterò di vedere i fatti, cioè la traduzione concreta di questi intenti dichiarati. Per il momento, incasso con soddisfazione l’eliminazione degli obblighi relativi al DPS per tutti i soggetti interessati.

 
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Pubblicato da su 30 gennaio 2012 in istituzioni, news, tecnologia

 

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Non solo oggi

Il 27 gennaio 1945, un reparto della LX Armata del Primo Fronte Ucraino giunse nella città polacca di Oświęcim (in tedesco Auschwitz), scoprendo un campo di concentramento con circa 7mila prigionieri, che liberarono dopo l’abbattimento dei cancelli. Questa data è stata scelta per ricordare la persecuzione e lo sterminio del popolo ebraico, le leggi razziali, la deportazione, la prigionia e la morte di persone innocenti, “nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

Questa giornata deve essere un monito a non dimenticare, in tutta la nostra vita, la persecuzione e lo sterminio di milioni di persone innocenti.

 
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Pubblicato da su 27 gennaio 2012 in news

 

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Il tempo delle mele

Secondo quanto riferisce Gizmodo, il numero di iPhone venduti in un giorno da Apple (377.900) supera il numero di bambini nati nel mondo (371.000). Con numeri così importanti forse sarebbe il momento giusto per ridurre un po’ il listino prezzi, no?

 
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Pubblicato da su 26 gennaio 2012 in business, cellulari & smartphone

 

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Pubblicità contestuale cartacea

Una pubblicità “Win a dream holiday” sopra una foto del naufragio della Costa Concordia. Poi ci lamentiamo dei giornali italiani…

 
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Pubblicato da su 18 gennaio 2012 in media, Mondo, news

 

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Urge un’alfabetizzazione digitale

Ieri sera non ho avuto la possibilità di seguire Ballarò e mi sono perso l’episodio segnalato dall’amico Dario Denni (e apparentemente sfuggito a Termometro Politico) in cui il conduttore Giovanni Floris ha confuso il concetto di banda larga, scambiandolo per la questione delle frequenze televisive:

Il sottosegretario all’economia ha parlato di acqua, energia, trasporti e… Banda Larga come esempi in cui è meglio per la concorrenza e per i consumatori se chi gestisce la rete (ferrovie, acquedotti, reti elettriche e di telecomunicazioni) sia un soggetto diverso e separato da chi ci fa passare sopra i servizi (vagoni, acqua, elettricità, servizi TLC).

A questo punto Giovanni Floris, che conduce da anni la trasmissione, ha chiesto: ?”La banda larga è quella regalata a Mediaset e Rai?”. Dimostrando in questo modo di non sapere cosa è la banda larga.

Il sottosegretario all’economia ha quindi ribattuto: “No Floris, la banda larga è il problema legato a Telecom Italia e la rete ottica di nuova generazione”.

Floris, completamente disinteressato al problema della fibra ottica, ha chiesto se ci rientrava comunque il problema delle frequenze regalate a Mediaset.

Per completezza, ecco il video che ho trovato. Il “momento” è intorno al minuto 3.30:

In rete si scatenano polemiche e sfottò. Eppure non è la prima volta che se ne parla, nella trasmissione: la necessità di investire nel digitale e nella banda larga è stata sottolineata in varie occasioni e da molte persone intervenute. Per questo non voglio credere che Floris ignori il concetto, temo però (è solo la mia opinione e spero di essere contraddetto) che ne sottovaluti l’importanza per come ha smorzato l’argomento, e il motivo non è certo che parlandone si sarebbe andati fuori tema, perché non è vero: l’episodio di ieri è solo una piccola conferma del fatto che in Italia non esista una cultura digitale e non si pensi alla tecnologia come volano di sviluppo. Queste lacune portano – a torto – a dare poca importanza ad argomenti come banda larga e reti di nuova generazione, ma implicano una sempre più urgente necessità di dare al Paese una strategia digitale che, oltre alle aziende, deve essere promossa dalle istituzioni e da chi fa informazione.

Forse tutto questo avrà un risvolto positivo: sulla scia delle reazioni all’episodio di ieri sera, nel prossimo appuntamento di Ballarò si potrebbe finalmente parlare di banda larga. Speriamo che non si sprechi un’occasione.

 
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Pubblicato da su 11 gennaio 2012 in media, news

 

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Microsoft pronta a mangiarsi Nokia

Fonti bene informate riferiscono che Microsoft sarebbe pronta ad acquisire Nokia, o almeno la sua business unit che si occupa di smartphone.

Considerando che Google lo ha fatto con Motorola, non si può certo dire che il mercato non sia mobile

 
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Pubblicato da su 6 gennaio 2012 in news

 

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