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Informazioni su db

Tecnico informatico, sono stato consulente aziendale per la gestione dei sistemi informativi e di telecomunicazioni e ho lavorato in realtà di ogni dimensione (dalle PMI alle multinazionali). Attualmente mi occupo dei sistemi informativi e di telecomunicazioni di un gruppo industriale. Oltre alla mia attività professionale, collaboro con varie testate e siti di informazione tecnologica. Computerworld e Punto Informatico sono le testate specialistiche con cui in passato ho collaborato molto frequentemente, mentre ora mi occupo sempre di tematiche tecnologiche per The New Blog Times, il primo blornale italiano dedicato a tecnologia e scienza, e per il Corriere delle Comunicazioni in relazione all'iniziativa AgendaDigitale.eu. Collaboro con RCI Radio.

Body scanner nelle stazioni?

L’intento dichiarato dal ministro Roberto Maroni di installare body scanner anche nelle stazioni ferroviarie mi lascia molto perplesso, e questo credo valga per chiunque abbia una vaga idea di cosa significhi accedere ad una stazione per partire (o per arrivare) in treno. Vedo molti fattori critici che renderebbero poco efficace questa contromisura, ma soprattutto poco verosimile la fattibilità di questa idea. Ovviamente questo è un parere del sottoscritto, che è stato ed è un viaggiatore e ha lavorato per un’azienda di produzione di veicoli ferroviari, ma temo che i problemi si moltiplichino agli occhi di chi si occupa professionalmente di organizzazione e gestione del traffico ferroviario e delle stazioni.

Già, le stazioni. Sono punti di accesso che consentono ai passeggeri di accedere ai treni. In Italia esistono 13 grandi stazioni (gestite dalla società Grandi Stazioni SpA) attraversate da 600 milioni di persone ogni anno e 103 stazioni di medie dimensioni (gestite dalla società Centostazioni SpA) frequentate da altri 500 milioni di persone. Pensare di dotare di body scanner solo le stazioni delle grandi città è limitativo, perché è vero che esistono luoghi a più alto rischio di altri, ma è altrettanto vero che un malintenzionato può salire su un treno accedendo alla rete ferroviaria da una qualunque delle oltre 2.270 stazioni presenti sul territorio, molte delle quali ad accesso libero per chiunque, ossia senza alcun filtro all’ingresso. Per non parlare del fatto che la rete è comunque fisicamente accessibile in virtù di numerose aperture, fisiologiche (ad esempio i passaggi a livello) e accidentali (recinzioni basse, divelte, danneggiate).

Per il considerevole volume di viaggiatori dato dai numeri citati sopra (sono tutti dati ufficiali dichiarati dalle società del gruppo Ferrovie dello Stato), credo che anche un numero adeguato di body scanner  installato in una stazione rappresenti un collo di bottiglia estremamente vincolante per la fluidità della circolazione dei passeggeri.

Questi sono, a mio avviso, impedimenti di carattere pratico e organizzativo alquanto limitanti. Non mi soffermo a parlare di quelli di carattere  tecnico, men che meno di quelli di tipo economico, che non si limiterebbero solamente alla copertura finanziaria per l’acquisto dei body scanner, ma anche all’adeguamento dell’infrastruttura ai requisiti di sicurezza. Ammesso e non concesso che il body scanner sia di per se’ efficace.

 
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Pubblicato da su 15 giugno 2010 in Mondo, privacy, security, tecnologia

 

Ci vorrebbe la fibra

Interessante analisi di Stefano sulla condizione della Rete in Italia e l’importanza – in termini tecnici, ma anche economici – di dotare il Paese di una rete in fibra:

(Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli from Stefano Quintarelli on Vimeo)

 
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Pubblicato da su 14 giugno 2010 in Life, Mondo, Net neutrality, tecnologia, TLC

 

Google, lo sfondo rimarrà un optional

La homepage di Google è tornata in bianco per default. Stando a quanto spiegato dal blog ufficiale, c’è stato un misunderstanding:

Today, we ran a special “doodle” that showcased this functionality by featuring a series of images as the background for our homepage. We had planned to run an explanation of the showcase alongside it—in the form of a link on our homepage. Due to a bug, the explanatory link did not appear for most users. As a result, many people thought we had permanently changed our homepage, so we decided to stop today’s series early. We appreciate your feedback and patience as we experiment and iterate.

A Mountain View avevano dunque previsto di pubblicare una spiegazione della nuova opzione, mediante un link nella homepage, ma a causa di un bug, quel link non è stato visto da tutti gli utenti. “Di conseguenza, molti hanno ritenuto che avessimo definitivamente cambiato la homepage, quindi abbiamo deciso di interrompere prima del previsto la serie di oggi (la serie di immagini che avevano previsto di pubblicare nella giornata, ndD)”.

In effetti ieri ho intravisto quel link quando ho utilizzato Safari, meravigliandomi del fatto che fosse l’unico dei miei cinque browser a permettermi di vedere la home di Google con sfondo bianco. Ma resta il fatto che il processo di Bingizzazione continua…

 
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Pubblicato da su 11 giugno 2010 in Internet, Mondo, news

 

Google in bianco

Trovo legittimo che si effettuino ricerche su Google dalla home page del motore di ricerca anziché dall’apposita casella inserita in qualche toolbar. E’ legittimo anche il fatto che Google abbia voluto ancora una volta Binghizzarsi e proporre un’immagine di sfondo nella homepage di Google.it.

A beneficio di chi – come il sottoscritto – preferisce la cara, vecchia, pulita homepage con background bianco, nello stesso stile in cui oggi si trova anche la home di google.com (ma declinata in italiano), segnalo un indirizzo da salvare nei preferiti: http://74.125.43.104/

 
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Pubblicato da su 10 giugno 2010 in Internet, Mondo, news

 

iPhone 4G: videochiamate e pubblicità interattiva

100 nuove funzioni, molte più istruzioni per i programmatori. In realtà il nuovo iPhone 4G svelato ieri da un entusiasta Steve Jobs si presenta con alcune novità evidenti, come la possibilità di averlo anche nel colore bianco (che si affianca al nero già disponibile), la funzione FaceTime, ossia la videochiamata, feature che esiste da tempo sui cellulari 3G e che non ha mai avuto il boom auspicato dagli operatori. Il boss di Apple ora tenta di riportarla in auge sdoganandola via WiFi.

Tra le novità meno evidenti (ma forse più apprezzate dagli utenti) c’è la maggiore apertura al multitasking, per cui – come sentivo dire ieri sera in treno in un gustoso paradosso – ora mentre ascolti un brano MP3 puoi anche telefonare. Sarà invece sicuramente apprezzato da Steve Jobs iAd, il programma di pubblicità interattiva che aprirà ad Apple nuovi orizzonti di business.

 
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Pubblicato da su 8 giugno 2010 in Life, Mondo, telefonia

 

iPedestre

L’iPad è in vendita negli USA da poco più di un mese e in altre parti del mondo (Italia inclusa) da quasi una settimana. In Cina si è già materializzato il suo clone low-cost, con sistema operativo Android e cpu Intel. Si chiama (sigh) iPed, qui nel video di una TV giapponese.

 
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Pubblicato da su 1 giugno 2010 in computer, Life, tecnologia

 

Notizie tecnoscandalistiche

Ci sono molti criteri validi che è possibile seguire per il confezionamento di una notizia scientifica o di sapore scientifico. In ogni caso sarebbe anche importante non passare dalla scienza alla fantascienza, ma c’è chi lo fa senza accorgersene.

Un esempio è una notizia data da varie testate nei giorni scorsi, partita da BBC News, che giovedì scorso ha titolato First human ‘infected with computer virus’.

Ripresa con sollecitudine anche da noti giornali italiani come Repubblica e il Corriere della Sera, la notizia ha sostanzialmente trasmesso il messaggio che un uomo è stato infettato dal virus di un computer. Una notizia che descrive un’ipotesi improbabile e fuorviante, perché un tag RFID passivo può portare con se’ solo dati (pochi o tanti che siano) ed è dunque impossibile che esegua un’azione, ne’ malevola, ne’ benevola.

Un virus, eventualmente, potrebbe colpire i dispositivi destinati a leggere tali informazioni, ma non l’essere umano che ospita il chip. Con molta chiarezza Graham Culey tecnology consultant di Sophos (azienda specializzata in soluzioni antivirus e di sicurezza) lo ha spiegato osservando: “Gli scienziati dovrebbero essere responsabili di come presentano la propria ricerca, invece di alimentare minacce per arrivare ai titoli sui giornali”.

Per la cronaca, il giornalista della BBC Rory Cellan-Jones – autore della notizia originale – in seguito alle critiche ricevute da esperti e addetti ai lavori si è premurato di scrivere alcune precisazioni, facendo sostanzialmente marcia indietro sui toni allarmistici utilizzati per parlare delle ricerche del dottor Gasson. Sulle testate che avevano citato la BBC non ho ancora visto nulla, auspicabilmente per mia disattenzione.

 
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Pubblicato da su 31 Maggio 2010 in (dis)informazione, Internet, Life, media, tecnologia

 

Careless fact checking

Internet può essere un’utilissima fonte di informazioni. Ma, come tutti gli strumenti, va utilizzata cum grano salis. Altrimenti si rischiano tremendi errori di superficialità, come quello commesso ieri dal TG1 (edizione delle 13.30): nel dare la notizia dei tre italiani arrestati in India ha mostrato la foto di una persona assolutamente estranea ai fatti. L’immagine è stata trovata su Facebook, nel profilo di un maresciallo dei Carabinieri in pensione, omonimo di uno dei tre:

Digitando il nome di Giovanni Cecconello su Facebook, appare la foto di un uomo con i baffi e una maglietta rossa, la stessa trasmessa dal tg1. “Ma quello è il maresciallo”, ha detto il suo legale, l’avvocato Gianfranco Ercolani, aggiungendo che Cecconello non usa mai Facebbok e che il suo profilo sul social network era stato “un regalo della figlia per Natale” (fonte)

Nel ragionevole dubbio che un’immagine non appartenga alla persona giusta – e in quel caso non poteva esservi alcuna certezza – si può benissimo scegliere di non utilizzarla. Salvando la (propria) faccia.

P.S: sì, nella citazione riportata sopra c’è un refuso che non ho corretto. Meglio errori come quello che uno scambio di persona in una notizia di cronaca

 
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Pubblicato da su 28 Maggio 2010 in (dis)informazione, Internet, news

 

L’iPad sbarca in Europa

Prende il via oggi la commercializzazione europea dell‘iPad di Apple. Chi fosse in procinto di recarsi in un Apple Store italiano può trovare qualche notiziola utile su The New Blog Times.

 
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Pubblicato da su 28 Maggio 2010 in Life, Mondo, news, tecnologia

 

A cosa serve un iPad?

 
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Pubblicato da su 27 Maggio 2010 in news

 

Social changing

Facebook inizia a tentare di porre rimedio a quel sacco di errori commessi sulla gestione della privacy, che Mark Zuckerberg ha riconosciuto qualche giorno fa: ieri sono state presentate le nuove impostazioni che nelle prossime settimane gli utenti potranno modificare, definendo – in modo dichiaratamente semplice – i dati e i contenuti che verranno resi pubblici e in quali direzioni (a tutto il social network, agli amici, agli amici degli amici, a siti Internet e applicazioni).

I criteri scelti dall’utente saranno applicati su tutto ciò che è stato pubblicato finora e anche “alle impostazioni dei nuovi prodotti che lanceremo”. Le novità non finiscono qui, dunque, anche se la cosa non ci stupisce: alle sorprese da parte di Facebook ci stiamo abituando, e proprio di questo – visto che spesso si sono tradotte in minacce alla riservatezza degli utenti – molti si stanno stancando, tanto da aver organizzato il Quit Facebook Day.

Mark Zuckerberg ha realizzato di non potersi permettere la diffidenza dei propri utenti, ci mette la faccia (in questo periodo si espone molto di più di quanto abbia fatto negli anni scorsi) e prova a correggere il tiro con l’obiettivo di placare critiche e proteste.

E’ un passo nella direzione giusta, ma Dick Costolo di Twitter è decisamente più avanti. E, a motivo di alcune novità che lo riguardano, anche Twitter è da tenere sott’occhio quanto a chiarezza e trasparenza (ma siamo ben lungi dai perplimenti problemi di privacy di Facebook): nelle nuove condizioni di servizio si prevede, con una certa vaghezza, la richiesta di un compenso per gli utenti (aziende) che utilizzeranno la piattaforma di microblogging per fare pubblicità e marketing. In sostanza c’è un’idea di estensione del business ancora da definire, fondamentalmente basata su un principio di revenue sharing., che potrebbe essere interessante analizzare nel prossimo futuro.

 
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Pubblicato da su 27 Maggio 2010 in Internet, Mondo, news, privacy, social network

 

Nokia offrirà servizi Ovi powered by Yahoo!

Il mercato dei servizi su rete mobile si arricchisce di una nuova alleanza: quella annunciata oggi tra Nokia e Yahoo, che si concretizzerà con il lancio di una nuova serie di servizi Ovi per quanto riguarda mappe, servizi di navigazione e geolocalizzazione, e-mail e chat, che saranno powered by Yahoo!

E’ un mercato in costante fermento, i competitor sono agguerriti e l’unione fa la forza: Nokia ha intorno a se’ produttori in grado di proporsi con dispositivi accattivanti e servizi innovativi, mentre Yahoo! ha di fronte a se’ un gigante come Google, che fa di tutto e di più, ma soprattutto ha già un piede nella telefonia mobile grazie ad Android.

In quest’ottica le alleanze diventano di vitale importanza (si veda quella già siglata da Yahoo con Microsoft), ma devono sfociare in progetti validi, per questo sarà interessante vedere cosa uscirà dal cilindro dei due partner.

 
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Pubblicato da su 24 Maggio 2010 in Life, Mondo, news, tecnologia, telefonia

 

Crediamoci

Mail scritta da M. Zuckerberg a R. Scoble

Resosi conto di qualche problemino di Facebook in ordine alla privacy, in una mail scritta a Robert Scoble, il fondatore Mark Zuckerberg ammette “Sappiamo di aver commesso un sacco di errori” e promette un’inversione di rotta già da questa settimana.

 
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Pubblicato da su 24 Maggio 2010 in Internet, news, privacy, social network

 

La NGAN parte da Roma

Certo, è importante che partano. Speriamo non si fermino…

Telecom: partono a Roma servizi nuova generazione su fibra ottica – Adnkronos

Partono a Roma i servizi di nuova generazione su fibra ottica. Lo annuncia Telecom Italia. Gia’ oggi oltre 15 mila unita’ immobiliari del quartiere Prati sono raggiunte dalla rete in fibra e diventeranno oltre 80 mila entro l’anno interessando anche le zone servite dalle centrali di Belle Arti, Appia e Pontelungo. Nel biennio 2011/2012 la rete coprira’ le principali aree di centrale all’interno del raccordo anulare e circa 350.000 unita’ immobiliari saranno raggiunte dalla nuova rete in fibra. Questa iniziativa si inserisce nel piano di investimenti sulla fibra di Telecom Italia per la realizzazione della rete Ngan (Next Generation Access Network) che prevede di rendere disponibili i collegamenti in fibra a circa 1.300.000 clienti in 13 citta’ italiane entro il 2012 per arrivare ad oltre 10 milioni di clienti entro il 2016. A partire dalla prossima settimana un primo gruppo di clienti di Telecom Italia potra’ iniziare a sperimentare connessioni fino a 100 Megabit al secondo che rendono molto piu’ performanti gli attuali servizi a larga banda e abilitano nuovi servizi come ad esempio la Tv ad alta definizione, la domotica, la telepresenza (videocomunicazione di ultima generazione) e i servizi di cloud computing. L’obiettivo e’ quello di collegare progressivamente fino a 1.000 clienti sperimentali.

 
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Pubblicato da su 24 Maggio 2010 in Internet, Ipse Dixit, news, tecnologia, telefonia, TLC

 

30 anni e non sentirli

Google festeggia il compleanno di Pac man con un logo dedicato. Attendendo un po’, o cliccando su insert coin (pulsante che sostituisce il solito “I feel lucky – Mi sento fortunato”), diventa anche interattivo e ci riporta al 1980.

 
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Pubblicato da su 21 Maggio 2010 in computer, Internet, Mondo, news