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Archivi categoria: News da Internet

Sulle orme di Yōko

Notizia di oggi:

Da un garage in California spunta intervista perduta di Steve Jobs

E’ il filmato di un colloquio tra il guru Apple e l’esperto di tecnologia Cringely. Risale al 1995, sarà al cinema

Madrid, 4 mag. (TMNews) – Un’intervista “perduta” di Steve Jobs, un filmato lungo un’ora circa, è stato ritrovato in un garage californiano e sarà trasmessa nei cinema dopo essere stato acquistato dalla casa di produzione americana Magnolia.

Si tratta di un colloquio tra l’esperto di tecnologia Robert X Cringely (al secolo Mark Stephens) e Jobs, risalente al 1995. Originariamente l’intervista doveva essere inserita in una serie Tv di Channel 4, “Il trionfo dei nerds”, dedicata al mondo dei computer.

Ora mancano solo altri inediti da raccogliere in una Steve Jobs Anthology, l’intitolazione a suo nome di un aeroporto, la dedica di un monumento…

 
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Pubblicato da su 4 Maggio 2012 in News da Internet

 

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Google Drive

E’ arrivato il cloud storage di Google Drive, che offre agli utenti un servizio di archiviazione dati su Internet – che qualcuno potrebbe chiamare chiavetta virtuale – che entra in diretta concorrenza con Microsoft SkyDrive e Dropbox.

Nello spazio offerto da Google in the cloud è possibile trasferire documenti, immagini, video e quant’altro sia necessario memorizzare in uno spazio extra: chi si iscrive può usufruire gratuitamente di 5 GB, ma se non fossero sufficienti è possibile richiedere un’espansione a 25 GB (per un canone mensile di 2,49 dollari), a 100 GB (4,99 dollari/mese) o a 1 TB (49,99 dollari/mese). Chi usufruisce di questi spazi a pagamento, vedrà ampliarsi in egual misura anche il proprio spazio Gmail.

Chi apre un account su Google Drive vi troverà integrato anche Google Docs e avrà la possibilità di condividere via Gmail o su Google+, a propria discrezione, i file contenuti nello storage. Sempre in Drive l’utente troverà la tecnologia OCR (Optical Character Recognition) per identificare i vocaboli in un documento sottoposto a scansione e potrà installarvi app di terze parti scaricate dal Chrome Web Store.

L’accessibilità sarà garantita da qualsiasi dispositivo: il servizio è oggi fruibile da computer Windows, tablet e smartphone Android e computer Mac, ma è già prevista un’apposita app per device Apple con iOS. Sempre in tema di accessibilità, gli utenti non vedenti potranno utilizzarlo mediante uno screen reader.

La genericità dei termini di servizio – recentemente uniformati per buona parte delle soluzioni offerte da Google sul web – dovrebbe essere superata da questa promessa (pubblicata alla pagina Norme e princìpi):

Il nostro obiettivo è garantirti la massima trasparenza e offrirti la massima possibilità di scelta attraverso prodotti come Google Dashboard e Gestione preferenze annunci, insieme ad altri strumenti. I nostri princìpi sulla privacy restano gli stessi. Non venderemo mai le tue informazioni personali e non le condivideremo senza la tua autorizzazione (tranne in rare circostanze quali richieste legali valide).

 
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Pubblicato da su 24 aprile 2012 in news, News da Internet

 

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Tanto per essere chiari

 
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Pubblicato da su 13 aprile 2012 in News da Internet

 

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Navigare in cattività

In seguito ad alcune notizie rimbalzate in tutto il mondo circa la presunta intenzione – da parte del governo dell’Iran – di inibire l’accesso al World Wide Web agli utenti locali, il ministro Reza Taghipour ha ufficialmente smentito l’iniziativa. La precisazione del ministro sembra però legata al momento attuale e non smentisce nulla in merito al progetto Clean Internet, una intranet nazionale che – secondo quanto riferito da alcune news – sarà ultimata entro i primi mesi del 2013 e, una volta a regime, bloccherà l’utilizzo di siti stranieri come Google, Gmail, Google Plus, Yahoo e Hotmail.

 
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Pubblicato da su 11 aprile 2012 in news, News da Internet

 

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…e Microsoft compra Netscape e altri brevetti da AOL

Nelle stesse ore in cui Facebook ha ufficializzato l’accordo per l’acquisizione di Instagram per la modica somma di un miliardo di dollari, un’altra azienda si prepara a scucire la stessa cifra, con altri obiettivi: Microsoft infatti ha reso pubblica un’operazione di acquisto di 800 brevetti da AOL. Tra questi, anche quelli relativi a Netscape, che negli anni ’90 fu protagonista con Internet Explorer  della famosa guerra dei browser.

Qualcuno si chiederà cosa farà Microsoft di questi brevetti, legati anche (ma non solo) al suo competitor del secolo scorso. Nella certezza che non lo vorrà riportare in vita, è opportuno ricordare che tra le proprietà intellettuali del “mondo Netscape” – oggi nella disponibilità di Microsoft – ci sono alcuni mattoncini fondamentali del web che si chiamano Secure Socket Layers (SSL), i cookies, e JavaScript, sul cui utilizzo nessuno si è mai sognato di chiedere i diritti, ma a questo punto sarebbe interessante chiedersi se Microsoft abbia intenzione di continuare su questa strada, oppure cambiare rotta per aprire un’altra guerra dei browser, magari contro il sempre più rampante Google Chrome.

 
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Pubblicato da su 10 aprile 2012 in business, news, News da Internet

 

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Google: Motorola non serve per la TV su Internet

Google non vuole più i set-top-box di Motorola. L’acquisizione di Motorola Mobility aveva fatto ipotizzare un certo interesse, da parte del gruppo di Mountain View, a quel settore che poteva diventare strategico nel business della TV su Internet. Un articolo del New York Post spiega invece che Google intende liberarsi di quell’attività. Questo significa che Google si servirà di altre tecnologie per arrivare al business della TV su Internet (e forse la notizia, tra le righe, è che queste tecnologie le ha già trovate) e che Motorola le serve per i suoi numerosissimi brevetti nel campo della telefonia mobile.

 
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Pubblicato da su 8 marzo 2012 in business, cellulari & smartphone, News da Internet

 

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Notizie contaminate da bufale

La cosiddetta “notizia” che parla di ostie allucinogene distribuite dal parroco don Achille alla Comunione durante una messa celebrata nella “Chiesa del Santo Spirito” di Campobasso ha tutti gli elementi di una discreta bufala. Uno su tutti: che quel parroco e quella chiesa non esistono.

 
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Pubblicato da su 23 febbraio 2012 in News da Internet, truffe&bufale

 

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Rai: canone ordinario solo per il televisore

E’ in due comunicati stampa diffusi nelle scorse ore che la RAI spiega la propria posizione in merito alla recente querelle sul canone da far pagare anche per strumenti diversi dagli apparecchi televisivi.

Questo il primo:

Con riferimento alla questione relativa al pagamento del canone di abbonamento alla tv, si precisa che le lettere inviate da Rai non si riferiscono al canone ordinario (relativo alla detenzione dell’apparecchio da parte delle famiglie) ma si riferiscono specificamente al cosiddetto canone speciale cioe’ quello relativo a chiunque detenga – fuori dall’ambito familiare (es. Imprese, societa’, uffici) – uno o più’ apparecchi atti o adattabili alla ricezioni di trasmissioni radiotelevisive.

Cio’ in attesa di una più’ puntuale definizione del quadro normativo-regolatorio.

Precisazione resa opportuna probabilmente da un maldestro passaparola precedente (dicono), giacché anche gli spot televisivi (comunque fuorvianti, per aver mostrato i moderni dispositivi mobili tra i presupposti del pagamento del canone) facevano riferimento al canone speciale.

Questo è il secondo:

La Rai, a seguito di un confronto avvenuto questa mattina con il Ministero dello Sviluppo Economico, precisa che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone.

La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali  imprese, società ed enti abbiamo già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più’ televisori. Cio’ quindi limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (BBC…) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone.

Si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore.

Sul sito della RAI, nella sezione dedicata al canone speciale, si legge:

Cos’è e chi deve pagare

Devono pagare il canone di abbonamento speciale coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto. R.D.L.21/02/1938 n.246 e D.L.Lt.21/12/1944 n.458

Quindi per quanto riguarda il canone ordinario, quello pagato dai nuclei familiari, è tutto chiaro: si paga solo per il possesso del televisore domestico. Il canone speciale deve essere pagato solo dalle aziende che hanno una TV o utilizzano dispositivi differenti allo stesso scopo (un esempio di digital signage: monitor, display o video wall che diffondono segnali televisivi – ricevuti anche via web – presenti nelle reception, nelle sale mensa o in altre aree di un’azienda).

Tutto tranquillo, dunque? E’ da vedere, e vedremo se la risposta ad alcune interrogazioni parlamentari in materia sarà esaustiva. Nel frattempo, nelle FAQ del sito RAI in cui si parla di canone, si dice tutt’altro

 
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Pubblicato da su 21 febbraio 2012 in news, News da Internet

 

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Esegesi di Angry Birds

Nell’intervista a Ville Heijari (Rovio) c’è la chiave di interpretazione di un giochino che sta spopolando in tutto il mondo. Per chi non l’avesse compresa, la riporto qui:

Ma si può dire che i maiali siano una società gerarchica e sottomessa e che gli uccellini siano invece democratici? 
Sì. Gli uccellini non hanno un vero capo, c’è quello rosso che ne è l’icona, il più rappresentativo, un leader, ma non c’è un capo riconosciuto. I maiali invece hanno un re per il quale devono rubare le uova, poi nella piramide ci sono maiali autoritari più vicini al re, quelli coi baffoni arancioni ad esempio, e ancora più sotto i molti sudditi.

E io che pensavo fosse solo questione di superare livelli sempre più difficili 😉

 
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Pubblicato da su 14 febbraio 2012 in cellulari & smartphone, News da Internet

 

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La Stampa che cambia

Giunto alla veneranda età di 145 anni, il quotidiano La Stampa annuncia la creazione di tre nuovi ruoli:

  • il Digital Editor (Marco Bardazzi), che coordinerà tutta l’attività digitale della redazione
  • il Web Editor (Dario Corradino) cui farà capo il sito lastampa.it
  • il Social Media Editor (Anna Masera), punto di riferimento sui social media (Facebook, Twitter, eccetera) per la divulgazione dei contenuti della testata e lo scambio con la comunità dei lettori

La novità di spicco è forse proprio quest’ultima funzione, che rappresenta un passo importante nell’evoluzione del giornale. In bocca al lupo ai nuovi Editor.

 
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Pubblicato da su 7 febbraio 2012 in Internet, news, News da Internet

 

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Yes, they can. No, we can’t

Mentre l’Italia è stata costretta a varare una norma per la semplificazione e la crescita, che punta al digitale passando per l’istituzione di una cabina di regia per lo sviluppo del broad band, per l’ingresso dell’open data, l’utilizzo del cloud e gli incentivi alle smart communities (va tutto bene, ma è tutta roba ancora là da venire), oltreoceano il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha organizzato un collegamento in live streaming su YouTube attraverso Hangouts, la funzionalità di Videoritrovi di Google+.

Ok, c’è la campagna elettorale e a Obama conviene mostrarsi forte anche sul fronte della tecnologia e di Internet, per riscuotere consensi e fondi. Però, al netto di questo, per tutti i nostri limiti (non solo tecnologici) e l’arretratezza che caratterizza una cospicua parte del Paese, una cosa del genere qui da noi sarebbe impensabile.

 
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Pubblicato da su 1 febbraio 2012 in news, News da Internet

 

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Se Sherlock Holmes avesse avuto Evernote…

Sherlock Holmes aveva sviluppato la sua eccezionale memoria – soprattutto fotografica – educandola a scartare i particolari non significativi e quindi a liberare spazio per più importanti ricordi futuri. Se avesse avuto a propria disposizione un secondo cervello, il limite della capacità mnemonica non sarebbe esistito. Prima che vi (e mi) chiediate di cosa sto parlando, vi chiarisco che questa citazione mi serve soltanto a segnalare questa interessante intervista a Phil Libin, CEO di Evernote, applicazione di note-taking nata nel 2007, pensata in primis per i dispositivi mobili, che si propone non solo come memoria esterna permanente, ma come una sorta di “secondo cervello” dell’utente, che potrà usare la piattaforma per memorizzare e gestire ogni tipo di ricordo.

Se ancora non lo conoscete, tenetelo d’occhio e ricordatevene 😉

 
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Pubblicato da su 30 gennaio 2012 in News da Internet

 

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Titoli contro

Ho i miei dubbi che Facebook causi un terzo dei divorzi, come annuncia l’ANSA commentando i risultati di una ricerca di Divorce-Online. Ritengo molto più verosimile che il social network abbia portato a scoprire più agevolmente comportamenti o azioni che hanno portato a richieste di divorzio.

In effetti, come si legge nel comunicato stampa del sito inglese – anch’esso dotato di un titolo più sensazionalistico che realistico – il 33% delle richieste di divorzio contengono la parola “Facebook”, perché ha portato a svelare l’esistenza di un rapporto extraconiugale, o con il quale qualcuno ha pubblicato commenti negativi sul proprio partner.

D’altro canto, se una ragazza legge la corrispondenza che il proprio fidanzato o marito scambia con l’amante – e quindi scopre una relazione clandestina – la causa del divorzio è l’infedeltà del partner o la posta?

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2012 in news, News da Internet, social network

 

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Italia-programmi, se lo conosci lo eviti

Ha senso pagare denaro per ottenere qualcosa che già è disponibile gratuitamente? Ovviamente no. Quindi, se navigando in Internet vi siete imbattuti nel sito Italia-programmi e siete stati anche lievemente tentati di iscrivervi, ignoratelo e andate oltre senza indugi.

Si tratta di un portale che propone ai propri iscritti il download di software gratuiti. Unica condizione, appunto, l’iscrizione, che comporta la sottoscrizione di un abbonamento della durata di due anni al costo di 8 euro al mese, con pagamento anticipato della quota annuale (96 euro). Italia-programmi sta mietendo numerose vittime facendo leva sulla genuina, innocente e legittima ignoranza (intesa come mancanza di conoscenza) di coloro che non hanno molta confidenza con alcune dinamiche elementari di Internet e non conoscono, ad esempio, concetti come shareware, freeware o open source, oppure – cosa più frequente di quanto non si pensi – non comprendono la differenza tra la barra degli indirizzi di un browser e la casella di ricerca di un motore di ricerca.

Italia-programmi sembra voler raccogliere l’eredità del suo predecessore Easy Download, gestito dalla società Euro Content Ltd che – avendo operato con modalità pressoché identiche – nel 2010 fu colpita da una sanzione di 960mila euro per pratiche commerciali scorrette. Molti utenti di Italia-programmi (a cui l’Antitrust ha già intimato la sospensione dell’attività) nei mesi scorsi si sono iscritti nella convinzione di non dover pagare nulla (in effetti il sito riporta chiaramente le condizioni di iscrizioni solo dal mese di settembre) e hanno ricevuto una richiesta di pagamento dal gestore Estesa Ltd (con sede a Mahe, Repubblica delle Seychelles). Che fare? Semplice: non pagare nulla. E se avete ricevuto una lettera di sollecito che minaccia azioni legali nei vostri confronti non fatevi intimorire, non vi accadrà nulla: la Polizia di Stato sa già che si tratta di richieste indebite, come ha segnalato nel sito Commissariato di P.S. online, precisando che “è comunque in atto un’azione coordinata tra Postale, Procura e Antitrust per tutelare, nel rispettivo ambito di competenza, gli interessi di coloro che sono stati coinvolti nella vicenda”.

Chi avesse già pagato la propria quota, come vittima di una pratica commerciale scorretta ha tutto il diritto di pretendere la rescissione del contratto, scrivendo a Italia-Programmi.net a cui sarà opportuno allegare la comunicazione dell’Authority del 25 Agosto 2011. In mancanza di riscontri, volendo comunque tutelare i propri interessi, dovrà presentare alla Polizia una denuncia nei confronti della società che gestisce il sito.

AGGIORNAMENTO: La società è stata multata dall’Antitrust per 1,5 milioni di euro

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2012 in News da Internet, truffe&bufale

 

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Anche gli iPhone nel loro piccolo si incazzano

Secondo un articolo del Sun, un iPhone 4S dotato dell’assistente vocale Siri avrebbe insultato un ragazzino che gli aveva chiesto quante persone esistono al mondo:

A LAD of 12 who tried out the new iPhone 4S in Tesco was stunned when it told him: “Shut the f*** up, you ugly t***.”

The phone’s Siri system, which answers spoken questions, came back with the foul-mouthed insult when Charlie Le Quesne asked: “How many people are there in the world?”

Da una verifica sarebbe però emerso che non si è trattato della scoperta di un easter egg di cattivo gusto, ma solo dello scherzo di un buontempone che aveva memorizzato quella frase al posto dello username che SIRI pronuncia nel rispondere all’utente.

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2012 in News da Internet

 

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