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Tecnico informatico, sono stato consulente aziendale per la gestione dei sistemi informativi e di telecomunicazioni e ho lavorato in realtà di ogni dimensione (dalle PMI alle multinazionali). Attualmente mi occupo dei sistemi informativi e di telecomunicazioni di un gruppo industriale. Oltre alla mia attività professionale, collaboro con varie testate e siti di informazione tecnologica. Computerworld e Punto Informatico sono le testate specialistiche con cui in passato ho collaborato molto frequentemente, mentre ora mi occupo sempre di tematiche tecnologiche per The New Blog Times, il primo blornale italiano dedicato a tecnologia e scienza, e per il Corriere delle Comunicazioni in relazione all'iniziativa AgendaDigitale.eu. Collaboro con RCI Radio.

Alternative interessanti per dare… “un aiuto subito”

In rete e sulla carta stampata è in corso un’interessante discussione sulla destinazione delle donazioni elargite attraverso gli SMS solidali attivati per l’emergenza causata dalle scosse di terremoto in pianura padana. Il Post ha pubblicato un articolo che illustra il percorso seguito dalle donazioni trasmesse nel 2009 all’epoca del terremoto in Abruzzo.

E’ bene sapere, comunque, che alcuni comuni colpiti dall’emergenza di questi giorni hanno aperto dei conti correnti bancari ad hoc, offrendo una possibilità di donazione in più, che potrebbe rappresentare uno strumento di aiuto ancor più immediato. Questi sono gli IBAN (le coordinate su cui è possibile effettuare un bonifico bancario) di cui ho avuto notizia finora, in caso di novità aggiornerò l’elenco.

  • Comune di Cavezzo: IT52J0503466720000000032456 (causale: emergenza terremoto)
  • Comune di Concordia sulla Secchia: IT57H0538766730000000944949
  • Comune di Novi di Modena: IT38N0200866903000100560218
  • Comune di San Felice sul Panaro: IT84X0503466980000000000100
  • Comune di Sant’Agostino: IT92F0611567340 000000251631 (causale: donazione a favore delle popolazioni colpite dal sisma del 20 maggio 2012)
Anche l’ANCI ha aperto un c/c, denominato “Terremoto Emilia e Mantova”. L’IBAN: IT20N0623003202000057138452

Vita ha inoltre pubblicato una vera e propria mappa di raccolta fondi con le coordinate bancarie dei conti attivati, con le stesse finalità, da CAI, Caritas diocesane delle zone colpite dall’emergenza, Croce Rossa Italiana, Misericordie, Gruppo Cooperativo CGM, Unitalsi, ANMVI, Mani Tese ONG, CGIL-CISL-UIL, Confindustria, USB, istituzioni, quotidiani e catene della grande distribuzione.

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2012 in news

 

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Nano-SIM, approvate come nuovo standard

Con un comunicato pubblicato in data 1 giugno, l’ETSI (European Telecommunication Standards Institute) rende nota l’approvazione di un nuovo formato di SIM per la telefonia mobile.  In virtù delle loro ridottissime dimensioni, inferiori del 40% rispetto al più piccolo formato oggi esistente, potranno essere utilizzate in nuovi dispositivi mobili oggi in progetto.

I formati esistenti – e utilizzati – finora erano tre: la SIM full-size è quella che ha dimensioni vicine a quelle di una carta di credito, e che veniva infilata nei cellulari di grandi dimensioni in uso una ventina di anni fa. Il formato oggi più utilizzato – un ritaglio molto ridotto della versione full-size – corrisponde alla Mini-SIM (che proprio per la sua diffusione viene oggi chiamata SIM), le cui dimensioni sono idonee agli alloggiamenti previsti anche da apparecchi di piccole dimensioni. Il terzo formato è la Micro-SIM, il cui utilizzo è iniziato con iPhone 4 e iPad, per poi proseguire con altri smartphone (alcuni Nokia e Sony Xperia di ultima generazione, l’HTC One X e il nuovo Samsung Galaxy SIII). I tre formati hanno una sola misura in comune, lo spessore pari a o,76 mm.

Quello approvato nei giorni scorsi dall’ETSI è dunque un formato di dimensioni ancora inferiori (12,3 x 8,8 mm), che grazie al suo ridotto spessore (0,67 mm) troverà impiego in nuovi apparecchi per la telefonia mobile, che potranno essere ancor più sottili e avere un design sempre più light. Qualcuno potrebbe persino arrivare a pensare di impiantarsi una di queste SIM sotto pelle: se c’è chi ha provato a farsi un piercing tecnologico con i supporti per potersi portare al polso l’iPod senza cinturino, l’ipotesi non è così inverosimile.

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2012 in cellulari & smartphone, tecnologia

 

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Terremoti e altri eventi nell’era di Internet

Negli ultimi giorni, con il terremoto che ha colpito (e continua a colpire) la pianura padana e in particolare l’Emilia, emerge con molta energia anche l’informazione veicolata da Internet, soprattutto attraverso Twitter, i cui utenti danno aggiornamenti attraverso brevi messaggi. Anche l’INGV – il cui Centro Nazionale Terremoti ha un proprio sito web e recentemente ha aperto anche un blog – utilizza questo canale per comunicare, nel più breve tempo possibile, intensità e coordinate degli eventi che si verificano sul territorio.

Nell’enorme flusso di tweet contraddistinti dall’hashtag #terremoto c’è di tutto, da chi condivide informazioni utili nell’emergenza a chi scrive solo per richiamare su di se’ un po’ di attenzione. Nei primi istanti che seguono una scossa di rilievo, la maggior parte degli utenti scrive per verifica (chi si trova nelle vicinanze dell’epicentro non ha dubbi, mentre gli utenti più distanti chiedono conferme a chi li segue) e l’insieme dei primi messaggi alimenta mappe come questa (composta con Trendsmap), in cui le località che risultano maggiormente evidenti sono quelle in cui ricorre il maggior numero di messaggi contraddistinti dallo stesso hashtag (click per visualizzare l’ingrandimento in un’altra pagina web):

Al di là delle rappresentazioni grafiche, l’insieme dei dati utili veicolati da Twitter – al netto dei tweet più trascurabili – costituisce un utilissimo insieme di informazioni, assolutamente da raccogliere e conservare, anche per obiettivi pratici: alcune indicazioni e raccomandazioni che qualcuno ha trasmesso sono vere e proprie procedure da seguire in caso di emergenza.

In un eventualità come questa, con le reti di telecomunicazioni che possono risentire di difficoltà piuttosto serie, mi ha favorevolmente sorpreso constatare che alcune compagnie telefoniche – sempre da Twitter – hanno spiegato agli utenti come rimuovere le password di accesso ai loro router (per consentire l’accesso alle reti wireless a chiunque avesse necessità di comunicazione e fosse in grado di utilizzarle), suggerendo di posizionare gli apparati su davanzali o balconi per ampliarne le potenzialità.

Chi ha uno smartphone con fotocamera e modulo GPS ha anche la possibilità di collaborare con la Protezione Civile:

Da pochi giorni il team geoSDI ha reso disponibile in rete sul sito dedicato al progetto (www.geosdi.org) una applicazione Android geoSDIcollect che consente a chiunque abbia uno smartphone Android dotato di fotocamera e ricevitore GPS, di segnalare un punto di interesse (con il modello della scheda danno della regione) e quindi scattare una foto ed associare posizione e notizie relative (tipo di danno, numero coinvolti, note, etcc). L’applicativo permette di rilevare in pochi secondi un punto, di archiviarlo e di inviarlo (in tempo reale o dopo quando la connessione alla rete è disponibile) al sistema che lo pubblica e lo rende immediatamente visibile in mappa e quindi utile alla community. 

Coinvolgere la popolazione, i tecnici e ciunque abbia qualcosa da segnalare è un modo di porsi in modo proattivo nei confronti della macchina dell’emergenza e le attività che in questi giorni si stanno svolgendo nell’area del sisma hanno tanto bisogno di cooperazione, coordinamento e soprattutto di conoscere la reale situazione in modo sempre più specifico. 

Con questo progetto, l’IMAA (Istituto di metodologie per l’analisi ambientale) del CNR, attraverso il gruppo di ricercatori geoSDI, ha in pratica aperto al pubblico il proprio sistema informativo territoriale per la raccolta di informazioni. L’applicativo per smartphone Android è disponibile per il download dal sito www.geosdi.org/geoSDIcollect.apk 

Piccola riflessione a corollario dell’argomento: queste e altre possibilità si scontrano, ovviamente, con i limiti derivanti dal digital divide, ossia dallo squilibrio tecnologico che interessa il nostro Paese, in cui esistono aree dove le reti di telecomunicazioni (fissa e mobili) non offrono la possibilità di connessioni in banda larga. Come ho detto in altre occasioni, il Digital divide non è solo un fattore infrastrutturale: consiste anche nella diversa capacità di utilizzare le tecnologie disponibili da parte delle persone (c’è un gap molto evidente tra utenti esperti, o comunque “smaliziati”, e persone digiune di tecnologia, per propria volontà o per cause di forza maggiore).

Per questi e altri motivi, quando tra le problematiche che affliggono il nostro Paese si annoverano situazioni critiche e si parla anche di digital divide, nonché della necessità di investimenti per ridurlo (sia sul piano delle infrastrutture che su quello culturale), sarebbe opportuno che tutti – istituzioni in primis – non ne sottovalutassimo l’importanza.

 
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Pubblicato da su 4 giugno 2012 in comunicazione, Internet, Mondo, tecnologia

 

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Apple fa acquisti in Italia

Redmatica è un’azienda di Correggio (RE) che produce software e applicazioni per la musica digitale (composizione, sintesi sonora, editing), tra cui Keymap Pro. Non è un colosso, ma ad Apple evidentemente interessava per il suo know how nel settore, e così – come si legge nell’ultimo bollettino pubblicato dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato – se l’è comprata.

 
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Pubblicato da su 30 Maggio 2012 in business, news

 

Groupon nel mercato dei pagamenti elettronici

Da Assodigitale (via VentureBeat +Engadget)

Grande passo in avanti di Groupon dopo la recente debacle dei suoi conti commerciali.
Probabilmente ora Groupon cerca di correre velocemente ai ripari entrando nell’arena dei pagamenti mobili e confrontandosi in campo aperto con colossi quali Square PAYPAL e VISA. 
Il suo asso nella manica, saranno o almeno così sembra, le provvigioni sulle transazioni molto più basse, quasi la metá dei concorrenti.
Sarà una battaglia molto interessante da osservare.
La società ha dato il via ad una fase sperimentale, distribuendo – ad alcuni commercianti selezionati di San Francisco che già collaborano con Groupon – un lettore di carte di credito della Infinite Peripherals. Il suo sistema farà concorrenza diretta a sistemi come Square e PayPal: unendo il vantaggio di commissioni inferiori a quelle applicate dai competitor all’integrazione del servizio Groupon Now (che permette agli utenti di raccogliere buoni sconto e coupon tramite smartphone), potrebbe trainare il rilancio dell’azienda, che in questo periodo ha qualche difficoltà sui mercati finanziari.
 
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Pubblicato da su 28 Maggio 2012 in business, cellulari & smartphone, Internet, News da Internet

 

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Facebook pensa ad un social-phone?

Mentre Mark Zuckerberg è in viaggio di nozze (ma sulla sua pagina non ha ancora condiviso nemmeno una foto, come sottolinea @Mante su Twitter) in rete corre voce che Facebook stia lavorando al progetto di un proprio smartphone. Agli occhi degli utenti, non sembrerebbe che il più grande social network del mondo ne senta la necessità: il numero di iscritti si avvicina al miliardo di utenti, e già oltre la metà si connettono tramite dispositivi mobili.

Dopo il recente (e finora deludente) ingresso in borsa, è obbligata a cercare nuove possibilità di business. Per questo motivo, avere un Face-phone  – più che per conquistare nuovi utenti – potrebbe rivelarsi funzionale a conquistare una fetta del mercato della telefonia mobile, su cui si sta spostando un numero sempre maggiore di utenti. D’altro canto anche Google ha sempre avuto questo obiettivo, ben testimoniato dal fatto che prima si è buttata nel campo dei sistemi operativi con Android e poi ha rilevato Motorola Mobility.

Facebook non ha un know-how specifico nel campo dei dispositivi mobili e potrebbe muoversi nello stesso modo, mettendo a segno l’acquisizione di un produttore, oppure aprire un centro di sviluppo, arruolando tecnici esperti nel settore (cosa che pare stia già facendo, con ingegneri provenienti da Apple). Per entrare in questo mercato, però, dovrebbe poter offrire una gamma di smartphone in grado di accogliere tutte le applicazioni maggiormente utilizzate dagli utenti, ma al tempo stesso dovrà essere per tutte le tasche, dato che  il mondo di Facebook è molto eterogeneo. Credo che nel breve o medio termine sentiremo novità interessanti su questo argomento.

 
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Pubblicato da su 28 Maggio 2012 in business, cellulari & smartphone, Internet, social network

 

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Anche Google lancia l’operazione trasparenza

Google riceve una marea di istanze con cui titolari di copyright o istituzioni governative chiedono la rimozione di determinati contenuti. Nel Google Transparency Report, l’azienda di Mountain View pubblica ora un resoconto – con periodicità semestrale – di tutte queste richieste. Contiene molti numeri interessanti e c’è anche una mappa delle richieste ricevute dai governi.

 
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Pubblicato da su 28 Maggio 2012 in Internet

 

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Facebook sperimenta una nuova timeline

Facebook fa esperimenti anche sulle nuove interfacce e pare che fra questi ci sia una nuova versione della contestatissima timeline (il diario).

La novità immortalata qui sopra riguarda un test che è in corso su alcuni profili selezionati dal social network: ha un aspetto leggermente diverso, forse touch-oriented (ossia pensato per un utilizzo agevole anche su smartphone e tablet con display touchscreen), con le informazioni dell’utente sovrapposte all’immagine di copertina che sovrasta una barra di icone con contatori che sostituiscono le immagini utilizzate oggi per le sezioni amici, foto, mappa e per i mi piace (che però in inglese viene indicata come Favorites, le preferenze), con l’aggiunta di un summary che – se cliccato – mostra i più importanti aggiornamenti relativi all’utente.

 
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Pubblicato da su 26 Maggio 2012 in news, News da Internet, social network

 

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Una guida sulla pubblicità comportamentale online

IAB ha prodotto una guida molto utile per sapere tutto sulla gestione della propria privacy online e sulla pubblicità comportamentale. E’ interessante e da leggere con attenzione perché, come dico spesso, la consapevolezza aiuta a fare scelte migliori.

 
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Pubblicato da su 23 Maggio 2012 in Buono a sapersi, news, News da Internet

 

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Facebook, Wall Street non apprezza

Al tiepido esordio di Facebook a Wall Street sta facendo seguito un percorso in discesa: dall’avvio delle contrattazioni, avvenuto venerdì con un prezzo di collocamento fissato in 38 dollari, il titolo è arrivato ai 30,98 dollari di ieri sera, che in termini di capitalizzazione significa che dal valore iniziale di 104 miliardi di dollari è piombata in pochi giorni a quota 90 miliardi di dollari.

Questo fa accendere i riflettori sulla banca d’affari americana Morgan Stanley (sottoscrittrice insieme a JP Morgan e Goldman Sachs) responsabile dell’elevato prezzo di collocamento e dell’altrettanto alto ammontare delle azioni offerte, nonostante le stesse banche – riferisce un report di Reuters – su input di alcuni top manager di Facebook avessero rimensionato l’outlook, cioè le stime sui ricavi del social network, nelle stesse ore del debutto in borsa.

Dubbi sulla supervalutazione del prezzo iniziale erano stati sollevati fin da subito da più parti, con alcuni operatori che ritenevano che il debutto “piatto” del primo giorno fosse da imputare a una serie di concause, tra cui problemi tecnici patiti all’apertura del Nasdaq di venerdì scorso (ritardata di mezz’ora) e la notizia del ritiro, da parte di General Motors, di tutte le inserzioni pubblicitarie pubblicate su Facebook, ritenute non efficaci forse anche sulla scorta delle non confortanti stime sui ricavi, basate sul presupposto che l’utenza di Facebook sta migrando verso il mondo della connettività mobile, attualmente meno remunerativa in termini di traffico e pubblicità.

Chissà cosa ne pensa Alisher Usmanov, il finanziere russo che possiede una quota azionaria di Facebook pari a circa il 5,5% tramite Digital Sky e del 2,3% attraverso Mail.ru., e che in seguito a questo trend negativo avrebbe perso finora circa 300 milioni di dollari.

 
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Pubblicato da su 23 Maggio 2012 in mumble mumble (pensieri), news, News da Internet

 

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Googlerola

Incassata anche l’approvazione delle autorità cinesi, Google ha finalmente ufficializzato l’acquisizione di Motorola Mobility che era stata avviata lo scorso agosto.

L’operazione avrà conseguenze in termini di occupazione, dato che la SEC ha ricevuto un documento relativo ad una ristrutturazione aziendale. Nell’annuncio di Larry Page c’è già il saluto al primo che se ne andrà: si tratta dell’amministratore delegato Sanjay Jha, che lascerà il posto a Dennis Woodside (definito un googler di lunga data).

 
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Pubblicato da su 22 Maggio 2012 in business, News da Internet

 

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Informazione, web e TV

Le vicende di questo week-end sono state oggetto di discussione e informazione, su Internet in generale e su Twitter in particolare. Sono state moltissime, infatti, le testimonianze dirette di coloro che hanno trasmesso contenuti a vari siti web (tra cui YouReporter.it, sempre più presente e utilizzato anche nei TG nazionali, sia per l’attentato di Brindisi che per il terremoto in Emilia)

In entrambi i casi la Rete è stata rapido veicolo di informazione e ha svolto un servizio pubblico sicuramente migliore di chi ne avrebbe titolo a livello istituzionale. A parte alcuni inutili tentativi di catturare visibilità (da parte di chi ha dichiarato che “la bomba era nell’aria” prima ancora di qualunque approfondimento e da chi ha fatto notare fantomatiche previsioni del sisma da parte dei Maya), credo però che il peggior episodio (a me pare un esempio di sensazionalismo applicato al giornalismo) si possa riscontrare nel servizio di Luca Ponzi del TG2, ostinatamente rimasto di fronte al municipio di Sant’Agostino per attenderne il crollo con le telecamere accese, quando l’area era stata evacuata da tempo per motivi di sicurezza

 
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Pubblicato da su 20 Maggio 2012 in News da Internet

 

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Numbers enlargement

Mancano poche ore al debutto in borsa di Facebook e la rete pullula di notizie che riguardano il più affollato social network del mondo. Questa operazione fa notizia per tanti motivi: il prezzo iniziale di collocamento al NASDAQ fissato a 38 dollari (che si traduce in una valutazione della società che tocca quota 104 miliardi di dollari) la porta a conquistare il primo posto tra le IPO (Initial public offering) relative ad aziende del web e il secondo posto assoluto tra quelle nella storia di Wall Street.

Nel presentarsi sul mercato finanziario, Facebook ha dichiarato – tra l’altro – un bacino pari a 901 milioni di utenti attivi mensilmente. Tra questi, oltre la metà (500 milioni) si connettono da un dispositivo portatile (smartphone, tablet, laptop…). Niente male, per un’azienda nata nel 2004 dalla internetizzazione del concetto di annuario scolastico, declinato poi in una piattaforma di socializzazione e di condivisione di dati personali, rivelatisi un patrimonio appetibile per pubblicitari e inserzionisti.

Ma è davvero così? I punti di vista sono vari e contrastanti, tuttavia ci sono alcuni aspetti su cui è opportuno riflettere, e a questo proposito citerò due notizie: la prima è l’annuncio formulato da General Motors, che ha deciso di ritirare tutte le pubblicità presenti su Facebook, per il semplice motivo che per la casa automobilistica – terzo inserzionista americano – l’investimento profuso finora (10 milioni di dollari) non ha avuto riscontri significativi (evidentemente GM si attendeva di vendere molte più auto grazie al veicolo Facebook).

La seconda è che su piattaforme come Twitter e Facebook è possibile barare, millantando un seguito di numerosi followers e fans che in realtà non esistono, ma figurano nei contatori degli utenti perché è possibile acquistarli, peraltro a prezzo vile. Marco Camisani Calzolari in settimana ha fatto la spesa sul sito seoclercks.com: spendendo complessivamente 50 dollari ha comprato 50mila followers per il suo account Twitter e 6mila likes per la propria fanpage su Facebook, dimostrando che anche nel mondo dei social network, in mezzo alle molte agenzie che lavorano seriamente, possono annidarsi procacciatori di doping, la cui presenza (così come nell’ambito sportivo) deve essere resa riconoscibile affinché questi soggetti possano essere isolati e ridotti all’impotenza, anche per non infangare la reputazione di chi lavora onestamente. Come detto in altre occasioni e altri ambiti, la migliore arma è la consapevolezza.

(pubblicato dal sottoscritto su The New Blog Times)

 
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Pubblicato da su 18 Maggio 2012 in news

 

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Volunia: “grazie per averci aspettato”

Volunia è stato svelato ufficialmente tre mesi fa da Massimo Marchiori, l’autore di quel Hyper Search che a suo tempo ispirò Page & Brin allo sviluppo di PageRank (che oggi è un pilastro di Google). Le cronache ci raccontano che la presentazione di questo italico motore di ricerca di belle speranze ha avuto un risultato modesto (qualcuno non ha esitato a parlare delusione e di flop), mentre alcuni test drive hanno portato esiti contrastanti, che vanno dalla bocciatura alla promozione sulla fiducia. Tuttavia, dal momento che si tratta di un servizio non ancora aperto al pubblico e riservato ai power user selezionati tra gli utenti che si sono registrati (è quindi ancora un cantiere in sviluppo), tutto è rimasto un po’ sospeso, in attesa di future evoluzioni che – a quanto pare – sono finalmente in arrivo.

In tutta sincerità devo dire che la domanda “Che fine ha fatto?”, una volta me la sono posta, ma poi Volunia è rimasto lì, chiuso in uno dei miei tanti cassetti della memoria. , che si è riaperto stamattina, con una mail (che rappresenta anche il post inaugurale di blog.volunia.com) con cui il Team Volunia chiede scusa per il silenzio di questi mesi e annuncia imminenti e importanti novità:

Dal 18 maggio, infatti, i nostri Power User potranno testare con mano alcuni sostanziali cambiamenti, che consentiranno di comprendere ancora meglio l’identità, l’unicità di Volunia e le sue grandi potenzialità.

Ecco in anteprima qualche anticipazione:

  • Rafforzeremo le funzioni di ricerca attraverso l’integrazione nel sistema Volunia con uno dei principali motori di ricerca presenti sul mercato mondiale. Abbiamo deciso, pur continuando a portare avanti lo sviluppo del nostro motore, di mettere a vostra disposizione un motore di ricerca primario, per consentirvi di fruire di tutte le funzionalità di Volunia e di tutte le sue potenzialità.
  • Volunia avrà una nuova veste grafica, più funzionale e accattivante, pensata e realizzata anche grazie al Vostro contributo.
  • Metteremo a vostra disposizione documenti più chiari ed esaustivi riguardanti le politiche di privacy e i termini e condizioni di utilizzo del servizio Volunia.

Seguiranno – spiega ancora il team – ulteriori novità “a partire dal 21 maggio”, con la speranza “di riuscire a renderlo disponibile al pubblico entro il 14 giugno“.

“Grazie a tutti per averci aspettato”, conclude il post di Team Volunia. Confidando che gli utenti rimasti in attesa siano molti, e che le novità siano davvero interessanti… in bocca al lupo Volunia!

 
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Pubblicato da su 16 Maggio 2012 in Internet, news

 

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E’ online “Come funziona Internet”

Il Centro Nexa su Internet & Società del Politecnico di Torino (Dipartimento di Automatica e Informatica) presenta Come funziona Internet, la traduzione italiana di How the Internet Works, la guida alla Rete pubblicata due mesi fa da European Digital Rights (EDRi), associazione non profit con sede a Bruxelles. 

“Come funziona Internet” tratta dei seguenti argomenti:

INTERNET – Una rete di reti di computer
L’INDIRIZZO IP – Un indirizzo digitale
CRITTOGRAFIA – Riservatezza in una rete pubblica
IL DOMAIN NAME SYSTEM (DNS) – L’elenco telefonico di Internet
IL WORLD WIDE WEB – Connettendo la Società dell’Informazione
L’E-MAIL E LA SICUREZZA – La posta nel mondo digitale
DEEP PACKET INSPECTION – Sbirciando nel vostro traffico Internet
PEER-TO-PEER – Da me a te, con nessuno in mezzo
PUBBLICITÀ COMPORTAMENTALE – Personalizzando
MOTORI DI RICERCA – Un indice di Internet
CLOUD COMPUTING – Internet diventa il tuo computer
SOCIAL MEDIA – Dove ci incontriamo
INTERNET GOVERNANCE – Democrazia digitale

La traduzione italiana a cura del Centro Nexa è disponibile all’indirizzo:
http://nexa.polito.it/nexafiles/ComeFunzionaInternet.pdf

Il documento originale in lingua inglese è disponibile alla URL:
http://nexa.polito.it/nexafiles/HowTheInternetWorks.pdf

 
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Pubblicato da su 15 Maggio 2012 in Buono a sapersi, news

 

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