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Facebook attiva il suo money-transfer

Facebook Messenger è pronto ad offrire ai propri utenti un vero e proprio servizio di money transfer e fare concorrenza a sistemi di pagamento online come PayPal: con la nuova opzione sarà possibile effettuare transazioni tra utenti dell’app che siano anche titolari di una carta di debito, i cui dati devono ovviamente essere memorizzati.

Il servizio è al momento disponibile solo per utenti di carte di debito MasterCard o Visa emesse negli Stati Uniti e si basa sulla stessa piattaforma di pagamento che Facebook utilizza per gestire le transazioni con gli inserzionisti pubblicitari. Non è un caso che il responsabile di Messenger sia oggi David Marcus, già presidente proprio di PayPal.

Concettualmente non è molto diverso da quanto è possibile fare già oggi con servizi come ClickandBuy (attraverso l’applicazione Buxter) o alcune banche (ad esempio Banca Sella, che anziché prevedere la carta di debito lavora direttamente con l’IBAN del conto corrente), sembra anzi che Facebook abbia pensato di entrare in prima persona in un settore di mercato già aperto da terze parti.

Assenza di commissioni, connessioni sicure, dati crittografati sono i vantaggi dichiarati del servizio attivato dal social network. Che, visto che per gli utenti sarà a costo zero, la domanda è: chi glielo fa fare, a Facebook, di attivare questo servizio?

In altri termini: dov’è la convenienza nel fare da intermediario in questo sistema di pagamento peer-to-peer? Se il servizio rimanesse a questo livello, la convenienza non si intravedrebbe… Ma questo potrebbe essere solo il primo step di un progetto più ampio, in cui Facebook preveda – più avanti – altre opportunità. Ad esempio potrebbe consentire agli utenti di effettuare acquisti online direttamente da un negozio virtuale aperto dagli inserzionisti del social network, che potrebbero quindi essere incentivati ad estendere la propria presenza pagata su Facebook.

Un business vero. Un altro mondo, rispetto ai Facebook Credits!

 
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Pubblicato da su 18 marzo 2015 in news

 

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Bancomat, ok ai pagamenti online da marzo 2015

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Da marzo 2015 sarà possibile utilizzate il Bancomat per effettuare pagamenti online per operazioni di e-commerce. Appena letta la notizia ho immaginato che per la transazione fosse necessario inserire la tessera in un lettore di smart card e digitarne il PIN, ma proseguendo la lettura ho scoperto che andrà in un altro modo:

“Non ci sarà bisogno di inserire il numero identificativo della carta o dei codici di sicurezza on line. Una volta attivata in banca la funzione web sulla propria carta, non sarà necessario digitare il proprio pin ma al momento dell’acquisto si verrà reindirizzati al sito delle propria banca. Dopo le verifiche scatterà il via libera all’acquisto”

Quindi è una forma di Internet banking limitato ad operazioni di pagamento veicolate dalla piattaforma PagoBancomat.

 
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Pubblicato da su 1 dicembre 2014 in News da Internet

 

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POS obbligatorio, alcuni chiarimenti

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Il 30 giugno è arrivato, ma restano i dubbi legati all’introduzione dell’obbligo di accettazione dei pagamenti con carta di debito tramite POS, che scatta appunto da domani, per commercianti, professionisti e artigiani, per importi superiori ai 30 euro.

In sintesi: da domani, per tali importi (da Eur 30,01 in su), il cliente di un attività commerciale, di un artigiano (anche un riparatore di elettrodomestici), di un professionista o di un’impresa avrà la possibilità di chiedere di effettuare il pagamento con carta di debito, come la tessera bancomat, che comporta l’adozione di un POS. Nella formulazione iniziale (poi modificata) la legge prevedeva questo onere per chi aveva un fatturato annuo superiore ai 200mila euro, ma ora non esistono più soglie minime.

In realtà non esiste l’obbligo di pagare con bancomat tramite POS ogni importo superiore di 30 euro: per essere precisi, la legge impone di accettare pagamenti di questo tipo se il cliente lo richiede. Ma se il cliente non lo chiede ed è disponibile a pagare in altro modo, non esiste alcun problema. La legge consente ancora pagamenti in contanti fino ad importi pari a 999,99 euro.

Fermo restando il principio secondo il quale il cliente deve sempre avere la possibilità di scegliere come pagare, è opportuno che sia debitamente informato delle modalità di pagamento disponibili prima che l’obbligazione si costituisca. Più o meno come quando, entrando in un ristorante, l’avventore vede sulla porta di ingresso le indicazioni sulle carte di credito o di debito accettate nel locale. Si tratta di un’informativa molto essenziale, ma chiarificatrice. Se vede il logo del bancomat o della propria carta di credito ha la certezza he quei determinati strumenti di pagamento siano accettati.

Tuttavia, chi non si dota di POS non incorre in alcuna sanzione, perché al momento la Legge non le prevede. Naturalmente il debito del cliente deve sempre essere saldato (nessuna legge lo esclude), ma se il cliente pretendesse di pagare con carta di debito (o non avesse altra possibilità in quanto perché sprovvisto di contanti), la conseguenza sarebbe un caso di mora del creditore (impossibile chiedere interessi per il pagamento effettuato in ritardo). 

Il problema di adozione del POS non è tanto tecnico – sul mercato esistono soluzioni di POS fisso e mobile offerte da compagnie telefoniche e istituti bancari – quanto economico. La gestione degli incassi tramite POS, soprattutto nel nostro Paese e non altrove, ha un costo rilevante a causa dei costi di attivazione, delle commissioni mensili e di quelle applicate su ogni transazione (al netto dei costi di comunicazione: le transazioni vengono veicolate da chiamate telefoniche). Il nuovo obbligo entra quindi in vigore incompleto, dopo una gestazione supplementare di due anni, durante i quali nessuno ha pensato ad una ragionevole rivoluzione di questi servizi, ad una regolamentazione oculata delle tariffe e – soprattutto – ad emanare un provvedimento completo e privo di lacune strutturali.

 

 
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Pubblicato da su 30 giugno 2014 in news

 

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Groupon nel mercato dei pagamenti elettronici

Da Assodigitale (via VentureBeat +Engadget)

Grande passo in avanti di Groupon dopo la recente debacle dei suoi conti commerciali.
Probabilmente ora Groupon cerca di correre velocemente ai ripari entrando nell’arena dei pagamenti mobili e confrontandosi in campo aperto con colossi quali Square PAYPAL e VISA. 
Il suo asso nella manica, saranno o almeno così sembra, le provvigioni sulle transazioni molto più basse, quasi la metá dei concorrenti.
Sarà una battaglia molto interessante da osservare.
La società ha dato il via ad una fase sperimentale, distribuendo – ad alcuni commercianti selezionati di San Francisco che già collaborano con Groupon – un lettore di carte di credito della Infinite Peripherals. Il suo sistema farà concorrenza diretta a sistemi come Square e PayPal: unendo il vantaggio di commissioni inferiori a quelle applicate dai competitor all’integrazione del servizio Groupon Now (che permette agli utenti di raccogliere buoni sconto e coupon tramite smartphone), potrebbe trainare il rilancio dell’azienda, che in questo periodo ha qualche difficoltà sui mercati finanziari.
 
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Pubblicato da su 28 maggio 2012 in business, cellulari & smartphone, Internet, News da Internet

 

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