Si prevedeva di raccogliere 2,4 miliardi di euro, ma si sono sfiorati i 4 miliardi: l’asta per le frequenze 4G – che permetteranno alle reti di telefonia mobile italiana di allargare la banda disponibile – porterà nelle casse dello Stato un po’ di risorse finanziarie in più. E speriamo che vengano davvero impiegate nelle tecnologie che spingeranno la crescita.
Archivi categoria: cellulari & smartphone
iDate
La chiamata è precisa: martedì 4 ottobre, ore 10 al nr. 1 di Infinite Loop a Cupertino (California – USA, quindi alle 19 ore italiana). Tema: iPhone.
La spia nel palmo della mano
Si stava meglio quando si stava peggio: quando si diffuse la notizia della memorizzazione frequente e costante, a bordo di iPhone e iPad, della posizione dell’utente in un file non criptato e accessibile senza troppi artifici, molti puntarono il dito contro Apple, accusandola di spiare gli utenti. Poi si è scoperto che anche Google ha inserito in Android una funzione analoga, e allora tutti a dare degli spioni anche a loro, e ad interrogarsi su chi giocasse sporco.
“Sta’ a vedere – mi ha detto un giorno un amico – che l’unica a salvarsi da queste accuse è Microsoft… su Windows Phone non si sono mai sentite ‘ste cose“. Adesso sì.
Moleskine 2.0
All’IFA di Berlino, Samsung ha presentato il Galaxy Note, un dispositivo mobile provvisto di pennino, che per le sue dimensioni (ha un display touchscreen da 5,3 pollici) si posiziona a metà strada tra lo smartphone e il tablet. Il pennino serve a riprodurre su questo “coso” una user experience tradizionalista: toccando il display con lo stilo, è possibile scrivere come su un blocco note.
L’apparecchio, con questa taglia conformata, ricorda lo Streak 5 di Dell. Che, a onor del vero, è sparito dalla circolazione proprio perché non era ne’ carne (smartphone) ne’ pesce (tablet). Samsung, con questo form factor da taccuino e il pennino, saprà fare di meglio?
Il clone migliore (finora)
A chi non capisce tutto il clamore suscitato dal lancio dello smartphone cinese Xiaomi M1, clone low-cost dell’iPhone, ecco qualche caratteristica che potrebbe indurre a pronosticarne il successo: sistema operativo Android 2.3.4 con interfaccia MIUI, display Sharp da 4 pollici (480×854 pixel), processore Qualcomm MSM8260 dual-core da 1.5Ghz con GPU Adreno220 da 266Mhz, RAM da 1 GB di RAM, memoria interna da 4 GB (ma con una MicroSD si può arrivare a 32 GB), WiFi, Bluetooth, GPS, fotocamera da 8 Megapixel.
Somiglia molto al device Apple, ma anche ad un Samsung Galaxy e a molti altri touch-phone. Ok, non ha il Retina display dell’iPhone 4, ma è una “lacuna” su cui si può soprassedere, visto che tutto il resto costa meno di 200 euro…
Il PC ha gli anni contati
HP cambia strada, si dichiara pronta ad abbandonare il mondo dell’hardware e a passare a nuovi business. Da leader mondiale nella produzione di personal computer, è stata protagonista del mercato movimentandone l’ultimo decennio: nel 2002 si è fusa con Compaq (che quattro anni prima aveva acquisito Digital), nel 2008 ha acquistato Electronic Data Systems, nel 2010 3Com e Palm. Nel 2011 la svolta, con l’annuncio di voler cancellare smartphone e tablet con WebOS (il sistema operativo lanciato da Palm), un progetto di scorporo delle attività legate ai PC e una nuova acquisizione: Autonomy Corporation, azienda specializzata nello sviluppo di infrastrutture software e di analisi dei dati.
La strada sembra la medesima percorsa da un altro leader, IBM, che prima ha affidato la produzione dei PC ad un’altra azienda (Lenovo) ma mantenendo il proprio brand e poi ha completamente lasciato quel settore per concentrare altrove le proprie risorse (infrastrutture corporate, microprocessori, software e altro) e – insieme alla crescente espansione del mondo di smartphone e tablet – conferma ancora una volta l’inizio del processo di estinzione dei PC, che qualcuno chiama “era post-PC” per non chiamarla “era wireless computer” (che altrimenti verrebbe abbreviata come era WC).
Google mette le mani su Motorola Mobility
E’ stato ufficializzato oggi l’accordo per l’acquisizione, da parte di Google, di Motorola Mobility, la business unit del gruppo americano che si occupa di telefonia mobile. La cifra messa sul piatto dal colosso di Mountain View ammonta a 12,5 miliardi di dollari. L’ingresso effettivo di Motorola Mobility nel gruppo Google è previsto per fine 2011/inizio 2012, dopo il buon fine dell’iter autorizzativo che prevede l’approvazione delle Authority competenti in materia di antitrust.
L’obiettivo di Google in questa operazione è, ovviamente, conquistare sempre maggiori quote di mercato nel settore mobile (smartphone + tablet), dove il consumo di Internet si sta spostando sempre di più. E’ verosimile prevedere che i Google-fonini e i tablet che saranno lanciati sul mercato dal prossimo anno dalla Motorola di Google possano avere qualche marcia in più rispetto ai Motorola attuali (io ho provato un paio di smartphone e ne sono rimasto piuttosto deluso) e agli smartphone sviluppati dai partner attuali (Samsung, HTC, LG, eccetera). Ma nella produzione di Motorola Mobility non bisogna dimenticare anche il settore dei set-top-box, (decoder televisivi, per dirla in parole miserrime), a cui Google potrebbe essere interessata per la propria Internet TV…
C’è chi pensa ad un iPhone 4 light
Dal Vietnam trapelano rumors sulla possibilità che Apple in autunno lanci una versione low-cost dell’iPhone 4, in cui il cristallo – utilizzato per le parti anteriore e posteriore dell’involucro – dovrebbe essere sostituito dalla più economica plastica, più leggera e meno frangibile (ma auspicabilmente non troppo rigabile).
Aurasma punta a marketing e pubblicità
Prendere lo smartphone, fotografare un oggetto e creare animazioni, oppure inquadrare la locandina di un film per vederne immediatamente sul display il trailer o il sito web promozionale. Sono solo due delle innumerevoli possibilità offerte da Aurasma, una app dedicata all’augmented reality basata su una tecnologia che sta aprendo le porte su nuovi modelli di business per marketing e pubblicità.
[continua a leggere su The New Blog Times]
Provaci ancora, Nokia!
Non ha ancora un nome, ma sulle sue spalle grava già un compito importante: il primo cellulare Nokia con Windows Phone dovrà aprire all’azienda finlandese la strada della riscossa nel settore degli smartphone. Questa mission partirà in Europa a fine 2011, con un lancio iniziale sui mercati più promettenti, fra cui ci sarà anche l’Italia.
(continua a leggere su The New Blog Times)
iCloud, tutto sarà nella nuvola
Steve Jobs c’era, in (poca) carne e ossa, alla WWDC 2011 di San Francisco. E dopo le ultime novità sui sistemi operativi Lion (che sembra avere il potere di mandare in pensione il mouse) e iOS 5 (che sembra possa finalmente tagliare il cordone ombelicale tra iPhone e Mac) ha presidiato la scena da par suo, spiegando che iCloud – disponibile dal prossimo autunno – permetterà di rendere fruibile agenda, documenti, contenuti editoriali e multimediali tramite MacBook, iPhone, iPad e iPod (Touch). e sarà molto più che uno storage esterno. Certo, sarà la risposta agli analoghi servizi oggi resi disponibili da Google e Amazon, e (anche) per questo sarà una soluzione gratuita.
Il servizio si muoverà in un mercato enorme, i cui numeri sono stati snocciolati nel corso dell’evento: in poco più di un anno – 14 mesi – 15 miliardi di canzoni sono state vendute attraverso iTunes e 130 milioni di libri sono stati scaricati da iBooks Store. In quello stesso periodo sono stati venduti 25 milioni di iPad.
Il video dell’evento è all’indirizzo http://events.apple.com.edgesuite.net/11piubpwiqubf06/event/, mentre il preciso liveblogging di GadgetLab – Wired.com è qua: http://www.wired.com/gadgetlab/2011/06/live-blog-wwdc-2011/
Certezze potenziali (mah)
E’ allarme nel mondo wireless: da ieri sera le testate giornalistiche (televisive e non) ci stanno dicendo, con una certa perentorietà, che “i cellulari e il WiFi possono causare il cancro”, aggiungendo benzina su un fuoco acceso da anni su un argomento del quale si è detto tutto e il contrario di tutto
Tuttavia, lo studio dell’International Agency for Research on Cancer di cui si parla – partendo da risultanze e informazioni contenute in ricerche già condotte – suggerisce solo precauzioni note da tempo (hands-free device or texting, ma io da questi – tanto per aggiungere un’ulteriore elemento – escluderei gli auricolari bluetooth) e conclude che è necessario approfondire la questione, perché i dispositivi wireless potrebbero rientrare nel gruppo 2B della classificazione IARC degli agenti di rischio, in cui rientrano anche l’esposizione ad agenti chimici specifici, ma anche ad agenti legati ad alcune professioni, come quelli a cui sono soggetti i vigili del fuoco o chi lavora in particolari impianti di lavaggio a secco.
Pertanto è necessario stare attenti con certe parole e concordo con quanto sottolineato da Guido Romeo: “Ma soprattutto ci vuole cautela perché anche le istituzioni di ricerca non sono prive di interessi (uno per tutti: avere più fondi di ricerca…) e la storia di cosa è uscito dall’Iarc sulla relazione tra tumori e cellulari è perlomeno controversa come ha scritto L’Economist qualche anno fa nel suo “Mobile Madness” (qui una copia pdf) a seguito della pubblicazione dello studio Interphone, uno studio longitudinale drato 6 anni su 14mila pazienti”.














