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Informazioni su db

Tecnico informatico, sono stato consulente aziendale per la gestione dei sistemi informativi e di telecomunicazioni e ho lavorato in realtà di ogni dimensione (dalle PMI alle multinazionali). Attualmente mi occupo dei sistemi informativi e di telecomunicazioni di un gruppo industriale. Oltre alla mia attività professionale, collaboro con varie testate e siti di informazione tecnologica. Computerworld e Punto Informatico sono le testate specialistiche con cui in passato ho collaborato molto frequentemente, mentre ora mi occupo sempre di tematiche tecnologiche per The New Blog Times, il primo blornale italiano dedicato a tecnologia e scienza, e per il Corriere delle Comunicazioni in relazione all'iniziativa AgendaDigitale.eu. Collaboro con RCI Radio.

Trappole da ignorare nei social network

ChiHaGuardaato

Ma quando siete su Facebook e venite indotti (su invito di amici, ma soprattutto per curiosità) ad utilizzare un’applicazione che si chiama “Chi ha visionato il tuo profilo?”, dopo aver letto una simile serie di richieste di consenso (incluso quello alla ricezione di spam), per quale irrazionale motivo dovreste cliccare su consenti?

Per quale brama di audience varrebbe la pena cedere all’illusione di scoprire  chi ha dato un’occhiata al vostro profilo?

 
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Pubblicato da su 22 ottobre 2013 in social network

 

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Promemoria sui biscottini dagli sconosciuti

Quando navigate in Internet, avete idea di come potete essere tenuti sotto controllo, per essere profilati a scopo di marketing e, conseguentemente, ricevere pubblicità su misura, oppure fare inconsapevolmente parte di un campione statistico?

Con l’ausilio di un’estensione denominata DoNotTrackMe (disponibile per vari browser) potreste scoprire verità forse impensabili. Quello che segue è un esempio di quanto accade quando fate innocentemente visita al sito web di alcune fra le più popolari testate giornalistiche (doppio click per ingrandire l’immagine).

DoNotTrackMeGiornali

Nei dettagli, in queste analisi ricorrono con frequenza i nomi di Google +, Twitter e Facebook (che sono lì per consentirvi di condividere sui social network un determinato articolo, pubblicizzandolo presso i vostri amici/follower), a cui su aggiungono Real Media, Visual Revenue, Google Analytics, Omniture, Netratings Site Census, New Relic. Un gruppo che ha occhi ben aperti sulla nostra navigazione, pronti a contare i nostri click, vedere dove navighiamo, ed elaborare tutte queste informazioni a beneficio proprio, degli inserzionisti pubblicitari e dei clienti, partendo da innocenti cookies (biscottini).

Le informazioni ricavate in questo modo, seppur asettico, prese nel loro complesso sono molto più attendibili di quelle che potrebbero essere ottenute attraverso un’intervista o indagine di mercato (in cui si può rispondere ciò che si vuole). Il problema è che si tratta di informazioni che riguardano noi e – forse – preferiremmo di gran lunga esserne noi i primi destinatari, anziché consegnarle inconsapevolmente a qualcun altro, allo scopo di alimentare il suo business.

Secondo l’articolo 122 del Decreto Legislativo 196/2003 (il Codice della Privacy), il consenso dell’utente all’utilizzo dei cookies non è necessario quando essi hanno una finalità tecnica (ad esempio per identificazione degli utenti, nell’ambito di una sessione, per agevolare transazioni), mentre è necessario negli altri casi (in cui rientrano quelli utilizzati a scopo di marketing e profilazione). Quindi, come sempre, l’importante è sapere che ci sono, per poter scegliere se accettarli o rifiutarli.

 
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Pubblicato da su 22 ottobre 2013 in Internet

 

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Essere o non essere (online)

CorrierePubblicità

Il Comitato di redazione del Corriere della Sera, prima di capire cosa significhi “essere online”, nell’ottobre 2013 ha scritto questa lettera al proprio direttore:

Caro direttore, abbiamo visto con stupore che il nostro sito online ospita addirittura un link a un altro sito. Ci sembra una iniziativa incomprensibile, specie in un momento in cui stiamo discutendo, con tutte le difficoltà che conosci, su come rendere più redditizio il nostro di sito. Ti chiediamo, dunque, di interrompere quest’operazione che ha disorientato la redazione e che per altro è stata assunta senza neanche informare il Cdr, come invece è previsto dal Contratto.  In caso contrario non riusciamo proprio a capire di che cosa dovremmo continuare a discutere. Un caro saluto

Personalmente, rimango dell’opinione che una testata giornalistica – soprattutto nell’edizione web – non possa esimersi dal pubblicare i link non solo ad inserzionisti pubblicitari, ma anche alle fonti da cui la notizia è stata tratta, o ai siti a cui una notizia fa riferimento, e ben venga il fatto che il collegamento porti al sito di un’altra testata (in questo caso si parla di un box che portava al sito Linkiesta, finito sulla homepage di Corriere.it per motivazioni non ancora chiarite, ma non per questo ingiustificate o illegittime). Sono convinto sia più redditizio nei confronti dei propri lettori, che torneranno su quelle pagine proprio perché sapranno di trovare in esse un valore aggiunto rispetto all’edizione cartacea. Nonostante quel cornicione pubblicitario che circonda il Corriere (e altre testate) affinché sia più redditizio, ma che per utenti come me è addirittura controproducente, perché crea un inquinamento visivo che mi fa desistere dal visitare il sito.

Comunque – finché non verrà completamente eliminata – sul sito c’è ancora qualche traccia del presunto misfatto.

CorriereLinkiesta

 
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Pubblicato da su 21 ottobre 2013 in Internet, news, News da Internet

 

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Windows 8.1, è giunta la tua ora

Windows81download

Se siete utenti di Windows 8 e volete il ritorno della barra di avvio con il pulsante Start, un’interfaccia Start più flessibile, Internet Explorer 11, l’integrazione cloud di SkyDrive, un cestino di app gratuite (le nuove versioni di Fotografie e Fresh Paint, il nuovo Movie Moments per il montaggio di filmati), allora è venuto il momento di scaricare Windows 8.1.

 
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Pubblicato da su 17 ottobre 2013 in computer

 

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La nuova libertà di stampa di Glenn Greenwald

GlennGreenwald

Glenn Greenwald lascia il proprio incarico al Guardian per inseguire una “opportunità giornalistica da sogno”. Greenwald è l’avvocato-blogger-giornalista che ha raccolto le testimonianze di Edward Snowden e dato il via alle inchieste su NSA, PRISM e Datagate e il Guardian è il quotidiano britannico per cui ha lavorato finora.

Greenwald ha fatto questa scelta perché – spiega – gli è stata proposta “un’opportunità giornalistica da sogno, che capita solo una volta nella carriera e che nessun giornalista potrebbe rifiutare”. Si tratta di una nuova testata giornalistica “senza censure istituzionali predefinite”, che lo vedrà impegnato con un incarico di primissimo piano (direttore?) e che sarà sostenuta finanziariamente da Pierre Omidyar, filantropo, imprenditore, fondatore e presidente di eBay, fondatore di Democracy Fund, ed editore di Honolulu Civil Beat, una testata con sede alle Hawaii. Con la benedizione di WikiLeaks.

 
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Pubblicato da su 16 ottobre 2013 in comunicazione, Inchieste, news

 

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E l’iPhone 6 come sarà? (Uffa)

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I nuovi modelli iPhone saranno venduti in Italia da venerdì 25 ottobre, ma c’è già chi lancia pronostici sul prossimo modello (sì, quello che uscirà tra un anno), che qualcuno prevede dotato di un display più ampio, come quello di alcuni modelli di smartphone di Samsung, Nokia, LG, Sony eccetera.

Per la prossime settimane si attendono indiscrezioni centellinate su altre caratteristiche: risoluzione del display e/o della fotocamera e/o del proiettore integrato, spessore, altezza, durata della batteria, impermeabilità e proprietà ignifughe della scocca, tasto rosso “help” per utenti non autosufficienti, capacità del serbatoio dell’acqua per la mini-macchinetta del caffé con slot per minicialde, eccetera.

 
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Pubblicato da su 10 ottobre 2013 in cellulari & smartphone, facezie

 

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Google dixit

Ora che Eric Schmidt – presidente del consiglio di amministrazione di Google – ha detto «Google investirà in Italia per sostenere le eccellenze del Paese, ma il Governo dovrà garantire la banda larga veloce ovunque, nulla può accadere senza questo», mi aspetto che il digital divide che colpisce le nostre infrastrutture di telecomunicazioni sia estinto entro il prossimo Natale. Almeno, a suon di dichiarazioni provenienti da ogni direzione, sia economica che politica.

Due considerazioni su questa dichiarazione:

  1. all’Italia serve l’esortazione di Google per trovare motivazioni per promuovere la banda larga? Non ci basta la consapevolezza che una rete veloce e capillarmente disponibile offre un contributo irrinunciabile alla ripresa e alla crescita?
  2. solo io vi leggo la localizzazione italiana di un promo per l’iniziativa A4AI, che ha il nobile obiettivo dichiarato di abbattere il digital divide nel mondo?
 
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Pubblicato da su 9 ottobre 2013 in news

 

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Orange vende elettronica online in Italia

OrangeLogo

Arriva in Italia Orange, la compagnia di telecomunicazioni francese. Il primo passo nel Belpaese consiste nell’apertura di un negozio on-line con articoli di elettronica e prodotti tecnologici che vanno dai telefoni agli accessori, con il plus di un diritto di recesso entro 30 giorni e della consegna a domicilio a costo zero per spese superiori ai 100 euro.

Un concorrente in più per i vari negozi online già esistenti, magari in attesa di comparire tra i competitor delle compagnie telefoniche attive sul “libero” mercato italiano.

 
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Pubblicato da su 9 ottobre 2013 in business, cellulari & smartphone, Internet

 

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Samsung Galaxy Round ha il display curvo

SamsungGalaxyRoundInHand

Si chiama Galaxy Round il primo smartphone Samsung con display curvo Full HD (1080p) Super AMOLED. L’annuncio è stato pubblicato sul blog aziendale Samsung Tomorrow.

In verità il Round sembra un phablet (termine che indica l’anello di congiunzione tra lo smartphone e il tablet), vista la diagonale da 5,7 pollici. Oltre ad un ottimo grip, il produttore coreano ne decanta il Roll Effect, che consente all’utente di vedere, anche quando lo smartphone è in stadby, alcune “informazioni base” (ad esempio data, ora, chiamate perse, carica residua della batteria).

Interessanti le altre caratteristiche: processore quad core da 2,3 GHz, 3 GB di RAM, memoria interna da 32 GB, fotocamera principale da 13 Megapixel, batteria da 2.800mAh.

Verrà lanciato domani in Corea del Sud con Android 4.3 ad un prezzo sconosciuto.

 

 
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Pubblicato da su 9 ottobre 2013 in cellulari & smartphone, news

 

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America’, fàcce ride

Un simpatico estratto da un botta-e-risposta durante il Gartner Symposium ITxpo 2013 di Orlando:

David Willis (analista di Gartner):

Se intervistassimo persone di questo pubblico, direbbero che Google Android non è la loro piattaforma principale […] Quando si parla di Android, la gente dice “aspetta un minuto, Android non è sicuro”

Eric Schmidt (presidente di Google):

Non è sicuro? E ‘più sicuro di iPhone!

Hanno riso in molti. Ma c’era poco da ridere…

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2013 in news

 

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NSA, urgono ingegneri ed elettricisti

NSA-DataCenter-Diagram

Problemi elettrici per la NSA, l’Agenzia americana per la sicurezza nazionale che – dall’esplosione del Datagate ad opera di Edward Snowden– si è guadagnata la fama di Grande Fratello: il suo grande data center di Bluffdale, nello Utah, costato oltre un miliardo di dollari, ha l’impianto elettrico in tilt. Pare che guasti, incidenti ed episodi di corto circuito siano all’ordine del giorno, al punto che la struttura sarebbe pressoché inutilizzabile. I problemi sarebbero riconducibili ad una realizzazione non esattamente a regola d’arte, ma le imprese che hanno lavorato al cantiere – così come i tecnici dell’esercito – non sono ancora riuscite a venirne a capo.

Nel frattempo, però, potrebbero almeno modificare il messaggio di benvenuto che compare all’ingresso della struttura…

NSA-DataCenter-WelcomeSign

Chi tiene alla propria privacy sarà contento, chi deve tenere alla tutela della sicurezza nazionale americana un po’ meno.

 
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Pubblicato da su 8 ottobre 2013 in news

 

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Telecom Italia news

Franco Bernabé si è dimesso dalla presidenza di Telecom Italia. Lo ho appreso dai media, come lui.

 
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Pubblicato da su 3 ottobre 2013 in News da Internet

 

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Amazon Fai da te

AmazonFaiDaTe

Amazon ha reso disponibile nel suo portale una nuova categoria di articoli. Il nuovo negozio online è stato chiamato Fai da te–beta, per evidenziare che il progetto è in fase di test.

Il fatto che il termine beta coincida con il nome di una famosa azienda brianzola che produce utensili non sembra intenzionale.

 
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Pubblicato da su 2 ottobre 2013 in business

 

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Spam e phishing al tempo dei social network

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Da quando i messaggi di Facebook sono diventati a tutti gli effetti messaggi di posta elettronica (da fine 2010 chiunque può spedire messaggi a tali indirizzi), non c’è da stupirsi se nelle mailbox Facebook.com arriva spam, phishing e quant’altro rappresenti posta indesiderata.

Ricevete roba simile? Prima di cedere a qualsiasi tentazione, segnalatela.

 
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Pubblicato da su 30 settembre 2013 in news, security, social network, truffe&bufale

 

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Google Talk può sbagliare numero. Anzi, username

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Utilizzate Google Talk (sistema di comunicazione VoIP e Instant Messaging confluito in Google+ Hangouts)? Fate attenzione: alcuni utenti riferiscono infatti che la piattaforma recapita messaggi a destinatari errati. Il problema sembra colpire proprio gli utenti che non hanno fatto l’upgrade a Hangouts (non è una giustificazione, ma solo la spiegazione di un possibile effetto collaterale). Per risolvere il problema, comunque, lo staff tecnico di Google dichiara di essere già all’opera.

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Pubblicato da su 26 settembre 2013 in Internet, tecnologia

 

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