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Spiati dalle smart tv? Fosse solo quello il problema…

Utenti spiati dalle smart tv, colpiti alcuni modelli di Sony Bravia

Così titolava Repubblica tre giorni fa, introducendo un articolo di Alessandro Longo relativo a tre vulnerabilità ai danni di alcuni modelli di smart tv della gamma Sony Bravia. Gli effetti di queste falle segnalate da Fortinet – che Sony dichiara di aver sanato con il rilascio degli opportuni aggiornamenti – vanno dalla possibilità di controllo totale dell’apparecchio (e quindi ad esempio della webcam, da cui si potrebbe essere spiati e registrati) al malfunzionamento di alcune applicazioni disponibili sul dispositivo.

Come detto sopra, rilevato il problema e individuata la soluzione, il produttore rilascia gli aggiornamenti di sicurezza, ma il dispositivo resta vulnerabile se questi update non vengono scaricati e installati: è quindi vitale verificare le impostazioni del sistema affinché vengano applicati automaticamente appena disponibili.

La gamma Bravia è solo l’ultima (scoperta) tra le possibili vittime di questo tipo di bug: per rimanere in tema di prodotti molto diffusi, in febbraio Consumer Reports aveva illustrato altre criticità per televisori Samsung, TCL e device Roku. Alla base del problema c’è il fatto che i dispositivi connessi alla rete sono sostanzialmente “esposti” e ciò implica la necessità che tale collegamento avvenga in un contesto controllato e consapevole. Dall’altra parte della connessione, infatti, è molto semplice e agevole monitorare gli utenti dei dispositivi connessi, e non importa che si tratti di TV, computer, sistemi di automazione domestica o industriale, smartphone.

Anni fa ho avuto occasione di evidenziare un esempio di quanto Google fosse in grado di controllare gli spostamenti degli utenti attraverso la Location History (cronologia delle posizioni). Quanti, oggi, ne sono consapevoli? Davvero dal Datagate non abbiamo imparato nulla, con tutte le tracce che lasciamo in rete?

 
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Pubblicato da su 15 ottobre 2018 in news

 

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Windows 10 October Update, prima dell’aggiornamento fate un backup

Stando a un buon numero di segnalazioni, vari utenti che hanno provveduto in anticipo all’aggiornamento di Windows 10 lamentano la sparizione di file dalle cartelle Documenti e Immagini, a causa di un bug legato a OneDrive.

L’update verrà rilasciato dalla piattaforma di aggiornamenti automatici Microsoft a partire da martedì 9 ottobre, ma è già possibile ottenerlo direttamente dal sito Microsoft. Onde evitare sorprese, probabilmente è invece opportuno aspettare il normale roll-out. In ogni caso, se non forzate l’aggiornamento, prima del 9 ottobre fate un backup dei vostri dati!

Chi volesse posticipare l’aggiornamento può sospenderlo, aggirando gli automatismi impostati nel sistema operativo: dato che questo update comporta un download piuttosto corposo, è possibile bloccare questo e altri download di dimensioni “importanti” configurando in Windows le impostazioni della connessione a consumo. L’operazione va fatta con la consapevolezza che potrebbero essere impediti aggiornamenti importanti anche per altre applicazioni installate. Chi volesse effettuarla, deve andare su Impostazioni e selezionare Rete e Internet. Dalla colonna sinistra è necessario selezionare Ethernet oppure Wi-Fi (in funzione di quella che si sta utilizzando). Fatto questo, bisogna cliccare sul nome della rete utilizzata per approdare alla pagina delle proprietà. Al paragrafo Connessione a consumo, c’è un interruttore. Attivandolo, si bloccherà il download degli update corposi (come l’October Update).

UPDATE: Microsoft sospende e ritira l’October Update, sia dagli aggiornamenti automatici che dal sito web, che ora è tornato a proporre Windows 10 April 2018 Update

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Pubblicato da su 5 ottobre 2018 in news

 

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La cucina è una scienza, ma Google News ha preso un altro granchio

CraccoScienzaTecnologiaQualcuno è in grado di spiegarmi perché Google News inserisce in Scienze e tecnologia l’apertura del ristorante di Carlo Cracco in Galleria a Milano?

Un granchio può sempre capitare, lo so… ciò non toglie che Google News rimarrà sempre beta nell’anima.

 
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Pubblicato da su 16 luglio 2015 in news, News da Internet

 

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Google Talk può sbagliare numero. Anzi, username

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Utilizzate Google Talk (sistema di comunicazione VoIP e Instant Messaging confluito in Google+ Hangouts)? Fate attenzione: alcuni utenti riferiscono infatti che la piattaforma recapita messaggi a destinatari errati. Il problema sembra colpire proprio gli utenti che non hanno fatto l’upgrade a Hangouts (non è una giustificazione, ma solo la spiegazione di un possibile effetto collaterale). Per risolvere il problema, comunque, lo staff tecnico di Google dichiara di essere già all’opera.

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Pubblicato da su 26 settembre 2013 in Internet, tecnologia

 

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Ebbrezza primaverile

Oggi mi trovavo dentro Facebook e, istigato dal sodale cugino Luca che aveva scoperto un “quantomeno bizzarro” conteggio degli amici in comune con il sottoscritto, ho dato un’occhiata al suo diario (l’odiata e a tutt’oggi irreversibile timeline). Tra gli amici di Luca ho trovato anche me stesso. Niente di insolito, chiaramente, tranne due cose: il numero di amici in comune e l’invito sottostante.

Lasciando perdere la stupefacente rivelazione di quanti amici ho in comune con me stesso (!), ho selezionato Aggiungi agli amici per vedere fino a che punto l’ebbrezza primaverile avesse afflitto Facebook. Al fatidico click, ecco il fulmineo ritorno di lucidità:

In realtà si tratta solo di uno dei tanti bug del diario-timeline (alcun noti, altri no). Nella cara, vecchia bacheca (che gli utenti ancora privi di diario avranno la fortuna di mantenere fino al 30 marzo), tutto questo non accade: il pulsante “Aggiungi agli amici” compare solo sugli utenti con cui non si ha alcun collegamento, gli amici vengono contrassegnati come tali e l’utente che ritrova il proprio nome nel novero degli amici dell’amico non ha alcun pulsante per auto-aggiungersi.

In conclusione, non si può che confermare quanto già scritto su Quora dal buon Evan Priestley, che dentro Facebook ha lavorato da ingegnere:

Facebook è il più bacato tra i software che utilizzo regolarmente, con un ampio margine [sugli altri software, ndD]. Producono un software che ha tutti questi problemi e hanno anche un successo enorme. E’ per questo motivo che dico che non hanno bisogno di produrre software di qualità superiore.

In altre parole (considerazione priva di deontologia professionale): è un software pieno di bug, ma… visto il successo mondiale che riscuote, chi glielo fa fare, di migliorare la qualità del software?

 
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Pubblicato da su 21 marzo 2012 in curiosità, Internet, social network

 

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