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Attenzione agli acquisti online su siti sconosciuti (sempre, ma soprattutto in questo periodo)

Attenzione agli acquisti online su siti sconosciuti (sempre, ma soprattutto in questo periodo)

In questo periodo di emergenza sanitaria, social network e siti web pullulano di pubblicità di mascherine in vendita online, indicate – in modo da ingolosire potenziali acquirenti interessati – in quantità limitata e con promesse di consegna rapida. Gli annunci sono tutti abbastanza simili e si impegnano a decantare con enfasi le caratteristiche del prodotto nello stesso modo (approssimativo). Incuriosito da questa uniformità di presentazione, come già fatto in altre occasioni precedenti, ho seguito i link di alcuni di questi negozi online per controllarne le condizioni generali di vendita. Leggendole, non mancano le sorprese:

Non siamo responsabili se le informazioni disponibili su questo sito non sono accurate, complete o aggiornate. Il contenuto di questo sito è fornito solo a scopo informativo e non deve essere considerato come l’unica fonte di informazioni per prendere decisioni senza aver prima consultato fonti di informazione più accurate, complete e aggiornate. Se decidete di affidarvi ai contenuti presentati su questi sito, lo fate a vostro rischio è pericolo.

Ma stiamo scherzando? E chi ne deve essere responsabile? Io???

Questo sito può contenere alcune informazioni preliminari. Queste informazioni di base sono, per loro natura, obsolete e vengono fornite solo a scopo informativo.

Ma de che? In un altro sito ho trovato una variante con diversa traduzione:

Questo sito può contenere determinate informazioni storiche. Le informazioni storiche, necessariamente, non sono aggiornate e vengono fornite solo come riferimento.

E-commerce apparentemente differenti, con prodotti simili e condizioni di vendita (o termini di servizio) che sembrano frutto di copia+incolla con traduzione approssimativa. Già solo per queste condizioni un sito di commercio elettronico dovrebbe essere ignorato e non ritenuto affidabile: non può essere considerato accettabile che le condizioni contrattuali (perché di questo si tratta) indichino ad un potenziale acquirente che le informazioni potrebbero non essere accurate e che “se decidete di affidarvi ai contenuti presentati su questi sito, lo fate a vostro rischio e pericolo”. Non è diverso dal dichiarare che le informazioni sul prodotto offerto non sono attendibili, pertanto non c’è alcuna certezza che l’acquisto risponda alle esigenze dell’utente che lo sta effettuando. In parole ancora più semplici: se si sceglie un prodotto in quel sito, lo si mette nel “carrello” e lo si paga, non è detto che l’utente riceva a casa propria ciò che crede di aver acquistato.

Non acquistate da siti non affidabili. Leggete condizioni di vendita e termini di servizio, che solitamente in quei siti sono indicate con un link a fondo pagina. La raccomandazione è attuale e opportuna: sicuramente molti utenti la troveranno superflua, ma in questo periodo molte persone cercano di effettuare acquisti online avventurandosi sul web, facendo ricerche sui social network o attraverso piattaforme mai usate in precedenza e potrebbero cadere in qualche “trappola per principianti”. Fate attenzione, c’è gente senza scrupoli là fuori.

 
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Pubblicato da su 16 marzo 2020 in news

 

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Fiat, una vetrina su Amazon più trasparente di quella dell’autosalone

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Non so quanto sia rivoluzionario scegliere un’auto tramite Amazon per poi ultimarne l’acquisto e ritirarla presso l’autosalone del concessionario scelto dall’acquirente (ovviamente non era pensabile che le auto partissero da quel magazzino da alta pressione che inibisce i lavoratori di Amazon all’uso della toilette). Sicuramente si tratta di una novità – anche se poi, si tratta di acquistare un’auto a prezzo scontato grazie ad un coupon – ma rimango leggermente perplesso da questa dichiarazione:

“Assieme ad Amazon innoviamo perché crediamo necessario un nuovo modo di vendita più trasparente e chiaro per i clienti”
(Gianluca Italia, responsabile FCA per il mercato italiano)

Quindi FCA ritiene sia meglio acquistare via web perché il tradizionale rapporto tra cliente e concessionario in autosalone non è abbastanza trasparente e chiaro? Questa è (s)fiducia 🙂

 
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Pubblicato da su 22 novembre 2016 in news

 

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Edicola Italiana, per molti ma non per tutti

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Definita chiosco della stampa digitale (ma anche chiosco digitale della stampa non sarebbe male), Edicola Italiana apre i battenti e si presenta come un servizio online dove è possibile acquistare quotidiani e riviste (e anche con abbonamento) attraverso smartphone, tablet e PC. Un’edicola digitale nata dalla collaborazione di vari editori – riuniti sotto il cappello del Consorzio Edicola Italiana – con l’azienda Premium Store.

Le testate disponibili (tra quotidiani e periodici) sono oltre 60. L’utente può provare il servizio per una settimana, leggendo il proprio quotidiano gratuitamente, e accedendo a mensili e settimanali attraverso abbonamenti All you can eat.

Non ho la possibilità di fare un test completo, ma – stando a quanto descritto – trovo molto interessante poter disporre dell’edizione digitale integrale di un giornale. Dalla lettura delle Faq, tuttavia, mi pare di capire che – nel Paese che vanta più smartphone che cittadini – la fruibilità sia un po’ limitata:

Su quali dispositivi è possibile leggere i contenuti di Edicola Italiana? 

I contenuti sono disponibili tramite pc, tablet Android e IPad.

 

 
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Pubblicato da su 21 gennaio 2015 in news

 

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Bancomat, ok ai pagamenti online da marzo 2015

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Da marzo 2015 sarà possibile utilizzate il Bancomat per effettuare pagamenti online per operazioni di e-commerce. Appena letta la notizia ho immaginato che per la transazione fosse necessario inserire la tessera in un lettore di smart card e digitarne il PIN, ma proseguendo la lettura ho scoperto che andrà in un altro modo:

“Non ci sarà bisogno di inserire il numero identificativo della carta o dei codici di sicurezza on line. Una volta attivata in banca la funzione web sulla propria carta, non sarà necessario digitare il proprio pin ma al momento dell’acquisto si verrà reindirizzati al sito delle propria banca. Dopo le verifiche scatterà il via libera all’acquisto”

Quindi è una forma di Internet banking limitato ad operazioni di pagamento veicolate dalla piattaforma PagoBancomat.

 
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Pubblicato da su 1 dicembre 2014 in News da Internet

 

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In Internet c’è poco “Made in Italy” (ma molto spazio per crescere)

Internet offre enormi possibilità di comunicazione ed è un eccellente veicolo pubblicitario, eppure in Italia – il cui tessuto economico è costituito in prevalenza da piccole e medie imprese – è decisamente sottosfruttato: secondo quanto rilevato da Google, solo il 34% delle PMI ha un sito web e tre su dieci si avvalgono di soluzioni di e-commerce. Niente di nuovo, quel 34% corrisponde a dati diffusi ad ottobre 2013 dopo un’indagine svolta da Doxa Digital per Google.

Poco importa che le PMI attive sul web siano un terzo o la metà, come invece è stato calcolato a fine 2013 sempre da Doxa per Groupon (il cui sondaggio non ha però coinvolto aziende di produzione), e credo sia poco rilevante che, pochi mesi fa, secondo  Eurostat le PMI con un proprio sito web fossero il 63% (dato quasi specularmente opposto a quello indicato da Google). Questo dimostra solo che ogni indagine fa emergere risultati che sono conseguenza del campione preso in esame, al netto del punto di vista di chi la conduce.

Al di là di quanto ha indicato Google e che molte testate riprendono – modificando qualche parola rispetto a ciò che somiglia molto ad un comunicato stampa – è importate rilevare che esiste un potenziale da sfruttare per il Made in Italy. Lo dimostrano aziende che hanno saputo cogliere questa occasione con una strategia vincente che ha permesso loro di incrementare produzione e fatturato e questo non riguarda solamente grandi nomi o aziende multinazionali. In questo senso sono molto interessanti, ad esempio, le storie di YourMurano (sito di e-commerce per il ricercato vetro di Murano certificato col marchio d’origine garantita, descritto in questo articolo con data futuribile) o della Torrefazione Caffè Carbonelli (passata da un mercato pressoché locale al mondo intero, moltiplicando il fatturato, grazie al commercio elettronico), che dimostrano che anche le realtà artigiane possono trovare spazio di crescita al di fuori dei loro confini.

 

 
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Pubblicato da su 20 giugno 2014 in business, news

 

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A mezzo drone

AmazonPrimeAir

Il progetto varato da Amazon per la consegna a domicilio di pacchetti di piccole dimensioni a mezzo drone (in questo caso un quadricottero) mi sembra un ottimo messaggio minatorio da trasmettere a spedizionieri e corrieri espresso, per spingerli a migliorare la qualità dei servizi offerti.

 
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Pubblicato da su 2 dicembre 2013 in news

 

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Orange vende elettronica online in Italia

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Arriva in Italia Orange, la compagnia di telecomunicazioni francese. Il primo passo nel Belpaese consiste nell’apertura di un negozio on-line con articoli di elettronica e prodotti tecnologici che vanno dai telefoni agli accessori, con il plus di un diritto di recesso entro 30 giorni e della consegna a domicilio a costo zero per spese superiori ai 100 euro.

Un concorrente in più per i vari negozi online già esistenti, magari in attesa di comparire tra i competitor delle compagnie telefoniche attive sul “libero” mercato italiano.

 
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Pubblicato da su 9 ottobre 2013 in business, cellulari & smartphone, Internet

 

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Amazon Fai da te

AmazonFaiDaTe

Amazon ha reso disponibile nel suo portale una nuova categoria di articoli. Il nuovo negozio online è stato chiamato Fai da te–beta, per evidenziare che il progetto è in fase di test.

Il fatto che il termine beta coincida con il nome di una famosa azienda brianzola che produce utensili non sembra intenzionale.

 
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Pubblicato da su 2 ottobre 2013 in business

 

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Leggere la carta di credito con lo smartphone

Chi fa acquisti online con lo smartphone spesso trova che pagare online con la carta di credito sia un’operazione scomoda. Un’azienda francese sta lanciando ScanPay, una soluzione per acquisire rapidamente i dati della carta di credito: basta fotografarla e i dati vengono trasferiti alla piattaforma di pagamento.

Fai acquisti con lo smartphone? La useresti?

 
2 commenti

Pubblicato da su 11 aprile 2013 in news, News da Internet, tecnologia, telefonia

 

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