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Informazioni su db

Tecnico informatico, sono stato consulente aziendale per la gestione dei sistemi informativi e di telecomunicazioni e ho lavorato in realtà di ogni dimensione (dalle PMI alle multinazionali). Attualmente mi occupo dei sistemi informativi e di telecomunicazioni di un gruppo industriale. Oltre alla mia attività professionale, collaboro con varie testate e siti di informazione tecnologica. Computerworld e Punto Informatico sono le testate specialistiche con cui in passato ho collaborato molto frequentemente, mentre ora mi occupo sempre di tematiche tecnologiche per The New Blog Times, il primo blornale italiano dedicato a tecnologia e scienza, e per il Corriere delle Comunicazioni in relazione all'iniziativa AgendaDigitale.eu. Collaboro con RCI Radio.

IVA al 21%, idee confuse?

Questo è uno di quei rari post in cui scrivo un’informazione non propriamente tecnologica, ma che molti troveranno comunque utile in seguito all’introduzione della nuova aliquota IVA al 21% in vigore da sabato 17 settembre, novità che anche tra vari colleghi ha generato dubbi e false convinzioni.

Il principio di base è che, a partire da quella data, tutte le prestazioni o cessioni con aliquota ordinaria andranno fatturate con IVA al 21%, ma esistono fattispecie particolari.

  • Fatture di acconto: se un acconto è stato incassato prima del 17 settembre, l’emissione della relativa fattura deve avvenire con aliquota al 20%, mentre la fattura di saldo – se emessa dal 17 settembre in poi – dovrà essere emessa con IVA al 21%.
  • Fatture differite: se la merce è stata consegnata con DDT entro il 16 settembre, la relativa fattura dovrà essere emessa con aliquota al 20%, proprio perché – per il principio seguito dalla norma – è la data di consegna dei beni che fa fede.
  • Note di credito: si applica sempre l’aliquota che era in vigore al momento dell’operazione oggetto di variazione (il 20% per fatture emesse con IVA al 20%).
Le tre fattispecie indicate sopra riguardano le operazioni di cessioni di beni mobili, in cui fa fede la data di consegna del bene. Per le cessioni di beni immobili, a far fede è la data della stipula. Per le prestazioni di servizi, invece, fa fede la data del pagamento o della fatturazione (se avvengono entro il 16 settembre, IVA al 20%, altrimenti IVA al 21%). Se un professionista emette una nota che anticipa una parcella (proforma, preavviso, o altra forma di comunicazione non formale che “non costituisce fattura o altro documento fiscale”), ovviamente fa fede la data della fattura che sarà emessa.
Non poche persone trascurano il fatto che l’aliquota del 21%  non viene applicata su tutto ciò che si acquista o si vende. Esistono infatti anche l’aliquota minima del 4%, che si applica ai cosiddetti beni di prima necessità (tra i quali alcuni generi alimentari, stampa quotidiana o periodica, fertilizzanti, mangimi vegetali; case non di lusso ad uso di abitazione principale, costruzioni rurali destinate ad uso abitativo, apparecchi di ortopedia, protesi, poltrone e veicoli simili per invalidi, alimenti e bevande somministrati nelle mense o in distributori automatici, eccetera) e l’aliquota ridotta del 10% (che riguarda ad esempio altri generi alimentari, acqua, legna da ardere, energia elettrioca ad uso domestico, gas metano  per usi civili fino a 480 metri cubi annui, affitto di abitazioni in edilizia convenzionata, eccetera).
Inutile dire che, a mio avviso, tutti i servizi di telecomunicazioni (telefonia, accesso ad Internet, eccetera), essendo di prima necessità andrebbero fatturati per legge al 4%.
Altre indicazioni utili si possono trovare ad esempio su Leggioggi.it, Fiscoetasse.com ed Ecodeldenaro.it.
 
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Pubblicato da su 20 settembre 2011 in business, news

 

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La finestra sul tablet

Con il nuovo Windows 8 – il cui rilascio al pubblico è previsto per il prossimo anno – Microsoft si orienta con decisione verso il mondo dei tablet.

Windows 8, la sfida di Microsoft ad Apple – The New Blog Times

 

 
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Pubblicato da su 15 settembre 2011 in computer, Internet, Mondo, news, News da Internet, tablet, tecnologia

 

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Però non ha il parcheggio

Bologna, via Rizzoli 16

Finalmente in Italia aprono un Apple Store fuori da un centro commerciale.

 
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Pubblicato da su 13 settembre 2011 in business, curiosità, Mondo, news, tecnologia

 

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Ma non dovevamo vederci più?

Carol Bartz non è più CEO di Yahoo!, il presidente Timothy Morse l’ha chiamata al telefono per licenziarla e lei si congeda dai colleghi via mail.

[via Manteblog]

 
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Pubblicato da su 7 settembre 2011 in business, curiosità, news, News da Internet

 

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Hanno ammazzato il SISTRI, il SISTRI è vivo. Forse

Ho parlato troppo presto. Ma è sempre così, quando una notizia soffre di recentismo e non ha carattere definitivo: in ogni momento può accadere tutto e il contrario di tutto. Accade così anche nel caso di leggi in discussione al Parlamento: finché non vengono promulgate ed entrano effettivamente in vigore, può accadere di tutto. Così si possono verificare eventualità impensabili, come la cancellazione del SISTRI nella manovra bis varata a Ferragosto, e l’approvazione del suo ripristino con un emendamento approvato dalla Commissione  Bilancio del Senato.

Resta comunque ancora tutto da confermare, in attesa della conversione in legge del decreto di Ferragosto, che ne certificherà la morte effettiva o la sua… rianimazione.

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2011 in business, Mondo, news, News da Internet

 

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Smarrito un iPhone 5, trovato un iPhone 6

Dopo il secondo presunto smarrimento di un modello di iPhone non ancora in vendita, qualcuno ha pensato bene di anticipare tutti, presentando la sesta generazione del melafonino, dotata di feature incredibilmente innovative, una delle quali – molto opportuna – evita al suo possessore la necessità di recarsi al bar (luogo in cui abitualmente vengono smarriti i prototipi Apple) 😉

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2011 in news, News da Internet, scherzi

 

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Accorrete! Irripetibile offerta normale

Tra le proposte del giorno di un sito web che propone sconti incredibili fino al 90%, ci sono anche inviti ad affrettarsi (dai! sbrigati!) ad acquistare oggetti offerti al prezzo di listino, che si può trovare in qualunque altro sito o punto vendita.

 
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Pubblicato da su 6 settembre 2011 in business, curiosità, Internet, Mondo

 

Celebrazioni

Google ricorda Freddie Mercury, che oggi compirebbe 65 anni.

 
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Pubblicato da su 5 settembre 2011 in curiosità, Mondo

 

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Moleskine 2.0

All’IFA di Berlino, Samsung ha presentato il Galaxy Note, un dispositivo mobile provvisto di pennino, che per le sue dimensioni (ha un display touchscreen da 5,3 pollici) si posiziona a metà strada tra lo smartphone e il tablet. Il pennino serve a riprodurre su questo “coso” una user experience tradizionalista: toccando il display con lo stilo, è possibile scrivere come su un blocco note.

L’apparecchio, con questa  taglia conformata, ricorda lo Streak 5 di Dell. Che, a onor del vero, è sparito dalla circolazione proprio perché non era ne’ carne (smartphone) ne’ pesce (tablet). Samsung, con questo form factor da taccuino e il pennino, saprà fare di meglio?

 
 

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Il clone migliore (finora)

A chi non capisce tutto il clamore suscitato dal lancio dello smartphone cinese Xiaomi M1, clone low-cost dell’iPhone, ecco qualche caratteristica che potrebbe indurre a pronosticarne il successo: sistema operativo Android 2.3.4 con interfaccia MIUI, display Sharp da 4 pollici (480×854 pixel), processore Qualcomm MSM8260 dual-core da 1.5Ghz con GPU Adreno220 da 266Mhz, RAM da 1 GB di RAM, memoria interna da 4 GB (ma con una MicroSD si può arrivare a 32 GB), WiFi, Bluetooth, GPS, fotocamera da 8 Megapixel.

Somiglia molto al device Apple, ma anche ad un Samsung Galaxy e a molti altri touch-phone. Ok, non ha il Retina display dell’iPhone 4, ma è una “lacuna” su cui si può soprassedere, visto che tutto il resto costa meno di 200 euro

 
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Pubblicato da su 31 agosto 2011 in cellulari & smartphone, news, News da Internet, tecnologia, telefonia

 

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Macchine del tempo… andato

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Succose novità dal mondo dei motori. Dopo aver lanciato sul mercato la Freemont – sostanzialmente una Dodge Journey del 2008 ritoccata con alcune modifiche – il Gruppo Fiat si accinge a presentare un’ammiraglia con il marchio Lancia: riciclerà il nome Thema dall’omonimo e fortunato modello che debuttò nel 1984, mentre buona parte del resto proverrà dalla Chrysler 300C (un’auto del 2004, con una meccanica basata su una versione aggiornata del Pianale LX  sviluppato da Mercedes Benz nel 1995).

A questo punto ci si potrebbe spingere ben oltre. Io proporrei un modello sportivo: recupererei gli stampi della carrozzeria della Dodge Charger del 1969 (il Generale Lee del telefilm Hazard) e li utilizzerei per produrre una nuova coupé Alfa Romeo da chiamare con un nome storico, magari come Giulia Sprint

Una volta, queste cose, era la Fiat a farle, con i Paesi dell’est: le linee di produzione – già ammortizzate – di auto che qui erano giunte a fine carriera venivano cedute ad esempio a produttori di Russia (Lada-Vaz) e Turchia (Tofas, filiale locale dell’azienda torinese), che potevano così produrre auto a basso costo e motorizzare la popolazione. Ora, forse, quelli che hanno bisogno di tecnologia siamo noi 😦

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2011 in business, curiosità, Life, motori, news, tecnologia

 

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Deals e Places, cessata attività

In questo mese le novità nel mondo tecnologico sono state molte. Prima che agosto ci lasci, eccone un’altra: dopo quattro mesi di test – definiti “una bella esperienza” – Facebook chiude Deals, dopo aver deciso di cassare Places. 

 
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Pubblicato da su 30 agosto 2011 in business, Internet, Life, Mondo, news, News da Internet, social network, tecnologia

 

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SISTRI, amen

Dopo oltre un anno di rinvii, lamentele e autoritarie prese di posizione del Governo, il Sistri – la cui entrata in vigore era prevista a partire dal prossimo settembre – è stato abolito con il decreto n. 138/2011, fatto annegare insieme ad altre Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo. Con esso vanno a fondo tutta la piattaforma SISTRI, con l’infrastruttura hardware e software sviluppata negli ultimi anni, il sistema di rilevazione GPS, le black-box con le SIM, le chiavette USB, i corsi di aggiornamento e la pazienza delle imprese iscritte.

Il decreto è in vigore, deve ancora essere convertito in legge (e ciò può avvenire anche con variazioni sul testo del provvedimento), ma attualmente la prospettiva è questa. E una domanda sorge spontanea: che fine fanno i contributi di iscrizione che le medesime imprese hanno dovuto – inutilmente – versare per gli anni 2010 e 2011?

 
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Pubblicato da su 29 agosto 2011 in Buono a sapersi, business, news

 

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Google TV sbarcherà in Europa nel 2012

Google TV prosegue la propria strada e, come ha dichiarato il presidente Eric Schmidt, sarà offerta sul mercato Europeo entro pochi mesi, ad inizio 2012. Oltreoceano non ha avuto vita facile: oltre ad essere afflitta da alcuni bug non risolti neppure dopo i test, la piattaforma di streaming fi Google è osteggiata anche dai vari media e network, che non la vedono di buon occhio, e a nulla è valso il tentativo di renderla più appetibile riducendo il presso del set-top-box (da 249 a 99 dollari).

Alle spalle del percorso di Google TV vedo un propulsore che fino a poco tempo fa non c’era: l’acquisizione di Motorola Mobility. L’azienda è famosa soprattutto per la produzione di dispositivi mobili (cellulari e smartphone, che molti hanno individuato come obiettivo primario di Google per lo sviluppo di nuove soluzioni Android-based), ma forse non tutti sanno che è attiva anche sul mercato dei set-top-box (altrimenti chiamati decoder televisivi): l’operazione, dunque, è verosimilmente un importante tassello del puzzle che l’azienda di Mountain View sta componendo per portare Chrome nei televisori e permettere agli utenti di utilizzare un motore di ricerca di contenuti multimediali (programmi televisivi), a cui si potrà accedere cercando il nome di una trasmissione, di un personaggio televisivo, di una squadra di calcio (per accedere allo streming della partita), di un cantante (per assistere il suo concerto).

Non bisogna dimenticare che sul mercato ci sarà da considerare anche la presenza di Apple TV, e di chissà quali altre soluzioni. Al momento, ognuna ha il proprio set-top-box, mentre sarebbe auspicabile che ognuna di esse fosse fruibile attraverso un dispositivo multistandard, per consentire la massima flessibilità (e, agli utenti, la libertà di scelta, e di cambiare idea senza necessariamente dotarsi di altri apparecchi).

 
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Pubblicato da su 29 agosto 2011 in Internet, Life, media, Mondo, news, News da Internet, tecnologia, Tv & WebTV

 

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