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WWDC, si attende Steve Jobs con iCloud

Steve Jobs, da qualche tempo, ha abbandonato ogni incarico operativo che aveva nella sua Apple per dedicarsi ai propri problemi di salute. Questo non gli impedisce di essere presente in occasioni importanti, come l’edizione 2011 della WWDC (Worldwide Developers Conference) che avrà luogo tra qualche ora a San Francisco e sul cui palco salirà – questo è ciò che tutti si attendono – per presentare iCloud, oltre alle novità sui nuovi sistemi operativi Mac Os X Lion e iOS 5 (qualcuno spera anche di vedere il nuovo iPhone 5, benché in Rete circolino indiscrezioni che escludono questa possibilità).

iCloud dovrebbe rappresentare l’evoluzione di Mobile.Me che vuole rivoluzionare la user experience degli utenti, offrendo loro l’opportunità di utilizzare dispositivi con funzione di terminale – anziché computer dalle piccole o grandi prestazioni – sempre collegati alla cloud in Internet per fruire di contenuti multimediali (musica e video), prodotti editoriali (e-book e magazine), ma anche di strumenti per la produttività (elaborazione testi, fogli di calcolo, database, eccetera).

Attendiamo e vediamo. Intanto, ecco una sorta di “anteprima” di iOS 5 su iPad realizzata dal prestigiatore tedesco Simon Pierro, credo possa ottenere una audience molta più vasta dei video delle presentazioni tratte dalla WWDC di oggi 😉

 
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Pubblicato da su 6 giugno 2011 in Internet, Life, Mondo, news, News da Internet, tecnologia

 

Una mail per salvare la cabina telefonica

 

La cabina telefonica e – più in generale – il telefono pubblico, sono un pezzo di storia contemporanea. La prima in Italia fu installata nel 1952  in piazza san Babila a Milano dalla Stipel (nome della concessionaria che negli anni ’60, insieme a Telve, Timo, Teti e Setcon sarebbe confluita nella Sip Elettrica, che a sua volta – con Iritel, Italcable, Telespazio e SIRM – negli anni ’90 avrebbe contribuito alla nascita di Telecom Italia).

Con l’avvento della telefonia mobile, l’utilizzo dei telefoni pubblici si è ridotto drasticamente e oggi, rispetto a 10 – 15 anni fa, si stima che il crollo sia pari al 90%: significa che, in una cabina telefonica in cui un tempo si facevano 100 telefonate, oggi se ne fanno 10. Da questa constatazione trova motivazione il piano di smantellamento delle cabine telefoniche di cui si legge in questi giorni, partito in realtà l’anno scorso, in seguito ad una delibera dell’AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (pubblicata nella gazzetta ufficiale numero 77 del 2 gennaio 2010) che autorizza Telecom Italia alla rimozione dei telefoni pubblici ritenuti in esubero ad eccezione degli impianti presenti in scuole, ospedali e caserme.

Lo smantellamento è progressivo e sulle cabine telefoniche che Telecom Italia intende eliminare viene apposto un cartello rosso come quello riportato nella figura, che indica la data di disattivazione e un indirizzo e-mail, a cui i cittadini si possono eventualmente rivolgere per chiedere la grazia:

Questa cabina sarà rimossa dal giorno gg/mm/aaaa
Gentile cittadino, per chiedere che questo telefono pubblico resti attivo, puoi inviare una mail all’indirizzo cabinatelefonica @ agcom.it entro 30 giorni dalla data di affissione di questo avviso, indicando i tuoi dati, un recapito, l’indirizzo della cabina e le motivazioni della richiesta.

 

 

 
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Pubblicato da su 31 Maggio 2011 in Life, Mondo, news, News da Internet, telefonia

 

eG8: e quindi?

Ha chiuso i battenti il primo eG8 forum, che secondo il presidente francese Sarkozy è stato il primo G8 di Internet.

Vi hanno preso parte i protagonisti politico-economici della Rete, ma non vi hanno partecipato le associazioni degli utenti, ne’ gruppi come il Civil Society Internet Governance Caucus (IGC), che hanno lamentato la prevalenza di interlocutori “di parte”, ad eccezione forse di Lawrence Lessig (il suo intervento è nel video inserito a fine post).

Alla fine non mi è parso che siano state tratte conclusioni concrete: i difensori del copyright non si scollano da un modello di business che ormai ha segnato il passo; le aziende di telecomunicazioni continuano a pretendere dai grandi nomi di Internet (Google, Facebook, eccetera) di accollarsi gli investimenti in infrastrutture (che senza i servizi diffusi anche da quei big, però, non avrebbero ragione di esistere) e regolano, secondo i propri interessi, un mercato in cui nessuna istituzione è in grado di proporre una vera governance.

Nel seguito, l’intervento di Lawrence Lessig:

Da questo keynote emerge una certa diffidenza nei confronti delle istituzioni, che condivido soprattutto per i precedenti tentativi di regolamentazione attuati anche nel nostro Paese. Però personalmente, non escluderei a priori che un governo realmente competente (o ben supportato) in materia di Rete possa dare un contributo più collaborativo che distruttivo. Parlando del futuro, ovviamente.

 

 
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Pubblicato da su 26 Maggio 2011 in Life, Mondo, news, News da Internet, tecnologia

 

Current bandita da Sky?

Pare che Sky preveda di bandire Current dalla propria piattaforma. Chi volesse contribuire a bloccare questa rimodulazione, può seguire queste indicazioni:

P.S.: io sono convinto che Current rimarrà comunque su Sky, a prescindere. Se le cose andassero diversamente, le alternative non mancano, dal digitale terrestre alle piattaforme su Internet

 
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Pubblicato da su 19 Maggio 2011 in Life, media, Mondo, news, News da Internet

 

Quo vadis, SISTRI?

Una settimana dopo il “click day”, dopo i numeri e le valutazioni del Ministero che intende procedere fiducioso, ecco i numeri e le motivazioni delle imprese che chiedono di fermare il countdown:

La preoccupazione è fortissima e il malumore generalizzato. Dal prossimo primo giugno, 360.000 aziende non potranno infatti produrre, trasportare e smaltire i rifiuti se non utilizzando le nuove procedure informatiche, pena gravi e onerose sanzioni. Da diversi mesi le imprese testavano le nuove procedure, riferendone innumerevoli inconvenienti e malfunzionamenti. Per questo abbiamo verificato direttamente, in una giornata di test che si è svolta l’11 maggio, la situazione effettiva. Il 90% delle imprese ha denunciato disfunzioni di ogni genere:  inutilizzabilità dei dispositivi informatici forniti dal Ministero, ore e ore di impossibilità di accedere al sistema, interruzioni nei collegamenti, procedure lunghissime. Nell’insieme, la nostra valutazione è che il test ha dato un esito che difficilmente avrebbe potuto essere peggiore.

Visto le precedenti iniziative – non esattamente andate a buon fine – varate da Cina e Germania in sistemi di tracciabilità dei rifiuti, esprimo cauto pessimismo sul destino del SISTRI. Comunque il 1° giugno partirà senza ulteriori proroghe, il che (considerando il ponte del 2 giugno, festa nazionale della Repubblica) significherà che nessuno ci lavorerà fino a lunedì 6. Verosimilmente, dunque, nei primi cinque giorni di operatività è possibile che non vengano rilevati problemi. Dalla settimana successiva vedremo quanto realmente resisterà.

 
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Pubblicato da su 18 Maggio 2011 in Internet, Life, Mondo, mumble mumble (pensieri), news, News da Internet, tecnologia

 

Arrivano i Chromebook

E’ giunta l’ora dei Chromebook, ossia dei netbook quasi-notebook dotati di Chrome OS, il sistema operativo sviluppato da Google per lavorare completamente in cloud che andrà ad equipaggiare i Samsung Serie 5.

Prima riflessione: i prezzi non sono proprio popolari. 399 euro per la versione solo WiFi e 449 euro per la versione WiFi+3G. Ci sono netbook con scheda WiFi e con lo stesso display che hanno più RAM, hard disk più che dignitosi e la possibilità di lavorare anche offline.

Seconda riflessione: prima Android (per smartphone, tablet e netbook), poi Chrome (per i cloud netbook). A quando un sistema operativo per server, da usare anche su macchine da adibire a centralino?

 
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Pubblicato da su 13 Maggio 2011 in business, computer, Internet, Life, Mondo, news, News da Internet, tecnologia

 

Il web è come la piazza…

Sul SISTRI click day di ieri si registrano opinioni contrastanti, come nelle manifestazioni di protesta in piazza. Cambiano solo alcuni protagonisti: i numeri ufficiali della partecipazione non li fornisce la Questura, ma il Ministero dell’Ambiente, che dichiara il “pieno successo” dell’operazione.

Peccato che quei numeri richiedano una lettura meno superficiale: accesso e utilizzo esprimono concetti differenti.

 
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Pubblicato da su 12 Maggio 2011 in Internet, Life, Mondo, mumble mumble (pensieri), news, News da Internet, tecnologia

 

SISTRI click day

Oggi è il SISTRI click day, giornata che le aziende tenute all’utilizzo del nuovo Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti potranno dedicare alla prova generale del sistema per capire se dal 1° giugno – data definitiva di entrata in vigore del SISTRI – andrà tutto bene.

Il timore – molto diffuso e giustificato – è che questo innovativo sistema di informatizzazione e tracciabilità, introdotto dal Ministero dell’Ambiente nel 2009, non sia affatto pronto. Se dal test di oggi dovessero emergere feedback positivi, significherà che il sistema è stato messo a punto e dal 1° giugno si potrà partire regolarmente. Ma se il risultato del click day dovesse concretizzarsi in un gigantesco Denial of Service, sarà l’ennesimo esempio di malainnovazione (innovazione mal gestita) introdotta dalle istituzioni.

 
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Pubblicato da su 11 Maggio 2011 in business, Internet, Life, Mondo, mumble mumble (pensieri), news, News da Internet, tecnologia

 

Annunci economici (perché costano poco o nulla)

Dal Messaggero:

Brunetta: wi-fi in ogni scuola entro 2012
Il piano toccherà 10mila istituti in un anno

L’annucio del ministro alla 22esima edizione del Forum P. A.

Lodevole iniziativa, come sempre quando si tende a portare innovazione, benché condividere un accesso WiFi possa dare prestazioni inferiori alla disponibilità di un collegamento individuale via cavo. Al netto di questa considerazione, però, c’è un altro problema – anzi un insieme di problemi – parzialmente descritto nei commenti al medesimo articolo, che evidenzia la necessità di un riequilibrio delle risorse disponibili:

In ogni caso, mi risulta (e chi ne sa più di me è pregato di correggermi in caso di errore) che chi sovvenziona un istituto scolastico possa poi operare la relativa detrazione dalla propria dichiarazione dei redditi, purché il versamento sia effettuato in banca o in posta (in applicazione della Legge 40/2007, art. 13, comma 3).  Quindi non acquistare direttamente la carta, ma finanziarne l’acquisto, consentirebbe anche un vantaggio fiscale: non sarà una cifra considerevole, ma – come si dice da queste parti – meglio di due dita negli occhi…

 
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Pubblicato da su 9 Maggio 2011 in computer, Internet, Ipse Dixit, Life, Mondo, news, News da Internet

 

Nosy network (Facebook spia, ma gli utenti si espongono troppo)

A chi segue con un minimo di attenzione ciò che accade nel mondo e nella Rete, non servivano le dichiarazioni di Julian Assange per comprendere le potenzialità di Facebook come macchina di spionaggio: il database di informazioni personale è ricchissimo, ma ognuno di noi può scegliere di non iscriversi, oppure di farlo senza condividere informazioni personali, di registrarsi e selezionare con attenzione cosa condividere e cosa tenere per se’, o addirittura di eleggere il social network a diario personale, registrandovi vita, morte e miracoli.

In tutte queste opzioni non c’è davvero nulla di male: il male risiede ovviamente altrove, nelle intenzioni e negli obiettivi di chi potrebbe fare un uso non corretto, fraudolento, disonesto o morboso delle informazioni altrui, ed è per questo motivo che è necessario fare attenzione a ciò che si rende pubblico della propria vita privata.

Al netto delle considerazioni di Assange, disponibili nell’intervista da lui rilasciata a Russia Today , e degli ovviamente prevedibili disclaimer di Mark Zuckerberg – a cui conviene evidenziare la non pericolosità del social network che permette a lui e soci di campare più che dignitosamente – non si può non ricordare quanto rilevato tre anni or sono da Tom Hodgkinson sul Guardian in merito a chi effettivamente sostiene il business legato al network di cui Zuckerberg rivendica la paternità.

Oltre al finanziere Peter Thiel, ricorda l’autore dell’articolo, nel board dell’azienda che è alle spalle di Facebook siede anche Jim Breyer, che ha contribuito a finanziare il business con oltre 12 milioni di dollari. Uno dei contributi più significativi (27,5 milioni di dollari) proviene però dalla Greylock Venture Capital, il cui Advisory Partner Howard Cox figura anche nel team di direzione di In-Q-Tel, organizzazione la cui mission viene ostentata già dalla homepage del relativo sito web:

In-Q-Tel identifies, adapts and delivers innovative technology solutions to support the missions of the Central Intelligence Agency and the broader U.S. Intelligence Community.

Comprendendo che Central Intelligence Agency è l’acronimo di CIA e che si parla della più ampia U.S. Intelligence Community, potremmo dedurre l’esistenza di una sorta di legame, seppur non diretto ed esplicito, con i servizi di intelligence americani e concludere che, forse, dietro al business ufficiale del social network più grande del mondo si potrebbero nascondere altri occhi e altre orecchie.

Consideriamo però che, prima di tutto, dovrebbe essere il buon senso a suggerirci di muoverci ovunque, nel mondo reale come in Rete, con la dovuta cautela e senza dimenticare ciò che ci viene offerto al di fuori di Facebook: dai servizi di geolocalizzazione a Google e alla pubblicità contestuale, le dimostrazioni di una privacy sempre più difficile da difendere non mancano.

Il problema nasce – come molte altre cose – fuori dalla Rete: quanti di noi si sono mai fermati a pensare che alcuni momenti della nostra vita possono essere tracciati quotidianamente, ad esempio attraverso l’utilizzo delle carte fedeltà del supermercato, che consentono all’utente di accedere a sconti e promozioni, mentre chi le ha emesse può accede a una serie di preziose informazioni sulle abitudini di spesa degli utenti registrati?

L’aspetto “privacy fuori dal web”, che potrebbe apparire una divagazione, è invece molto pertinente al tema della spiabilità degli utenti di Facebook e di altri servizi disponibili via Internet: dal punto di vista dell’utente, si tratta pur sempre di informazioni condivise con altre persone, non sempre conosciute, ed è una condivisione che ha luogo a motivo di una scelta ben precisa, operata più o meno consapevolmente.

Talvolta, pertanto, prima di puntare il dito contro uno spione, sarebbe opportuno capire se non si è confidato qualcosa di troppo a chi non lo meritava, riflettere sulle conseguenze delle proprie scelte e, nel caso dei social network o di altre innovazioni che caratterizzano il cosiddetto web 2.0, capire cosa valga realmente la pena condividere con altri (dagli amici al mondo intero) e cosa sia meglio mantenere in un ambito più riservato.

[pubblicato oggi dal sottoscritto su The New Blog Times]

 
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Pubblicato da su 6 Maggio 2011 in Buono a sapersi, Internet, Life, mumble mumble (pensieri), news, News da Internet, privacy, security, social network, tecnologia

 

Smartphone spia?

Per impegni personali e di lavoro sono stato un po’ fuori dal blog, ma dal momento che qualcuno mi chiede informazioni sulla vicenda dgli smartphone che geolocalizzano gli utenti, ecco un riassunto indicativo e non esaustivo delle puntate precedenti:

  • Due esperti di sicurezza –  Pete Warden e Alasdair Allan – hanno scoperto e svelato al mondo che dentro iOS, il sistema operativo di iPhone e iPad, c’è un file non criptato denominato consolidated.db che contiene un database SQLite in cui sono memorizzate le coordinate geografiche in cui si è mosso il dispositivo. In pratica, c’è la storia dei movimenti dell’utente che possiede un iPhone o un iPad.
  • Il file – a detta di Steve Jobs – non viene trasmesso ad Apple, ma la memorizzazione è sempre attiva, anche se l’utente disattiva le funzioni di localizzazione.
  • Molti utenti e addetti ai lavori vogliono vederci chiaro e hanno denunciato Apple nella quale minacciando una class action e, già che ci sono, intendono chiedere un risarcimento danni per non avere ricevuto un’adeguata informazione preventiva; nel frattempo, dal Senato USA, una commissione ha fissato un’audizione per il 10 maggio, chiedendo chiarimenti ad Apple e Google (visto che l’argomento tocca anche il gruppo di Mountain View).
Il seguito alla prossima puntata.
 
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Pubblicato da su 26 aprile 2011 in cellulari & smartphone, Inchieste, Internet, Life, Mondo, mumble mumble (pensieri), news, News da Internet, privacy, security, social network, tecnologia, telefonia

 

Hai sei giorni per fare ogni tuo lavoro

Dopo aver visto questo articolo del Daily Mail (ripreso anche dal Corriere) ho la sensazione che il cartello “strada dissestata” in Giappone non esista.

In questa foto si vede un tratto di una strada tra Naka (prefettura di Ibaraki) e Tokyo, nelle condizioni in cui si trovava dopo il terremoto dell’11 marzo.

In quest’altra immagine, la situazione dopo quattro giorni.

Questa foto mostra lo stesso tratto di strada, ripristinato dopo sei giorni.

A onor del vero, va precisato che la stessa strada – in alcuni punti – mostra ancora le conseguenze di un altro terremoto, verificatosi lo scorso settembre, ma questo tratto (insieme ad altri punti critici) è stato ricostruito a tempo di record.

Ok, chi sta pensando all’asfalto sconnesso a pochi metri da casa o, più in generale, alle vergogne della rete stradale italiana, o ancora alle condizioni in cui versa da tempo la Salerno – Reggio Calabria?

 
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Pubblicato da su 25 marzo 2011 in Life, Mondo, news, News da Internet

 

Concentrazioni: AT&T mette le mani su T-Mobile USA

A volte, quando mi lamento della situazione del mercato italiano delle TLC, mi dimentico che non è detto che altrove le cose vadano meglio.

Da wpcentralAT&T buys T-Mobile US for $39 billion

Con questa operazione, sul mercato GSM d’oltreoceano, AT&T assume praticamente un ruolo da monopolista e, oltre ad estendere il proprio bacino di utenza da 95,5 a 129 milioni di abbonati (in valore assoluto supera anche Verizon Wireless che ne ha 102 milioni), diventa sostanzialmente anche l’operatore di riferimento per il roaming GSM degli utenti europei in viaggio negli USA.

Al fiducioso commento di Federico Rampini fanno eco i post di un forum dedicato agli utenti T-Mobile, dalla cui lettura si possono constatare l’evidente soddisfazione e le speranzose aspettative espresse dai clienti in seguito a questa operazione:

 

 

 

 

 
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Pubblicato da su 21 marzo 2011 in Life, Mondo, news, News da Internet, telefonia, TLC

 

Cellulari: la Tassa di Concessione Governativa c’è ancora

Corre voce, da alcuni giorni, che sia possibile chiedere il rimborso della Tassa di Concessione Governativa applicata sui contratti di telefonia mobile. Fermo restando che chiedere è sempre lecito, allo stato attuale è opportuno tenere presente che la richiesta potrebbe verosimilmente cadere nel vuoto perché la TCG non è mai stata abolita e va tuttora corrisposta.

Gli utenti di telefonia cellulare titolari di un contratto di abbonamento sono tenuti a pagare un balzello mensile di importo fisso, pari a 5,16 euro per i privati e 12,91 euro per le imprese (anche individuali; quest’ultima è deducibile all’80%). La tassa fu introdotta nel 1995 (ma già esisteva, per gli apparecchi radiomobili) per colpire i consumi legati ad uno status symbol: all’epoca, infatti, il telefono cellulare aveva appena cominciato a diffondersi nel mondo italiano delle TLC ed era considerato un bene voluttuario, anziché uno strumento di comunicazione. E’ per questo motivo che in Italia prosperano le utenze prepagate, su cui non grava alcuna tassa (in virtù di una presunta assenza di vincoli tra utente e operatore di telefonia mobile).

Da tempo il presupposto di esazione della TCG è decaduto, giacché il telefonino non può più essere considerato un lusso, e da tempo si parla della necessità di abolirla: da parte delle istituzioni, l’intenzione dichiarata di eliminarla è stata espressa in più occasioni. Quando nel 2007 sono stati aboliti gli odiati costi di ricarica applicati dagli operatori sulle utenze prepagate, il tema guadagnò l’attenzione del Parlamento (a partire da un’interrogazione parlamentare) e dell’Agcom (l’abolizione fu esplicitamente chiesta anche dal commissario Enzo Savarese all’allora ministro per lo Sviluppo economico Pierluigi Bersani,  esortato ”a trovare il modo di eliminare la tassa di concessione governativa, che non favorisce un sano equilibrio del mercato”).

Intenti dichiarati e rimasti senza seguito, ma per un motivo intuibilmente semplice e più che mai d’attualità: lo Stato non ha interesse ad abolire questa entrata che vale centinaia di milioni di euro, esattamente come non ha mai eliminato l’imposizione di accise dell’anteguerra sul prezzo della benzina. Da cosa sono state originate, dunque, le voci della possibilità di abolire l’odiata TCG? Alcune recenti sentenze della Commissione Tributaria Regionale del Veneto (che, a onor del vero, sono state precedute da altre sentenze analoghe emesse da altre Commissioni) hanno confermato l’illegittimità dell’applicazione della tassa per i comuni in quanto Amministrazioni pubbliche, in virtù di quanto stabilito dal Codice delle Comunicazioni che ha abrogato la licenza di esercizio (art 218).

Si tratta di sentenze, che valgono per i casi per cui sono state emesse: non costituiscono norma per tutte le fattispecie analoghe, dal momento che nell’ordinamento giuridico italiano un precedente giurisprudenziale non è assolutamente vincolante per un giudice.

Tutto ciò, comunque, non toglie valore alla campagnapromossa da ADOC contro l’applicazione della TCG, avviata proprio in seguito a tali sentenze. Nell’ambito dell’iniziativa, l’associazione invita i consumatori ad inviare al proprio gestore di telefonia mobile – che riscuotendo la tassa agisce da sostituto di imposta – una lettera di diffida con cui chiedere il rimborso della TCG corrisposta negli ultimi tre anni (per un massimo di 185,76 euro per i privati e di 464,76 per i titolari di contratti aziendali), scaricando di fatto sulle compagnie telefoniche l’incombenza di rivalersi sullo Stato.

A livello commerciale, per iniziativa unilaterale di operatori di telefonia mobile, esistono già piani tariffari (denominati ad esempio Tasso zeroNo Tax) che, nominalmente, prevedono uno sconto pari all’importo della TCG, che al cliente è certamente gradito, ma non c’è nessun regalo: dal momento che la compagnia è sempre obbligata a girare allo stato l’importo della tassa per ogni abbonamento sottoscritto, verosimilmente il piano tariffario ha una composizione tale da garantire comunque, con i consumi addebitati al cliente, la copertura dell’importo che viene formalmente defalcato a titolo di sconto.

Non esistendo oggi una norma che assicuri anche ad aziende e privati l’inapplicabilità di tale tassa, è facile prevedere che gli operatori lascino cadere nel vuoto ogni richiesta, nella certezza di non incorrere in alcuna illegittimità. Tuttavia è auspicabile, da parte loro, un impegno congiunto con le associazioni di difesa dei consumatori presso le istituzioni, affinché l’ingiustificata TCG venga definitivamente eliminata.

Inutile illudersi che ciò possa avvenire in tempi brevi, ma nella prospettiva che il sogno si possa concretizzare, è necessario fin da subito lavorare in previsione di una contromossa: l’eventualità di una rimodulazione fiscale (l’introduzione di una nuova imposta in seguito al contentino dato dall’eliminazione della TCG) è ampiamente prevedibile.

[pubblicata oggi dal sottoscritto su The New Blog Times]

 

Credibile come una moneta da quattro euro

Non sia mai detto che non vi rendo partecipi delle mie fortune:

In una mail ricevuta oggi (cliccandoci sopra potete vederla in dimensioni leggibili), il sedicente signor Eric Cheung, a me sconosciuto, apostrofandomi con irritante confidenza si qualifica come direttore di una banca di Hong Kong e mi butta lì l’allettante proposta di condividere una transazione d’affari di 15,5 milioni di dollari.

Ovviamente è phishing e l’oggetto del messaggio è una truffa (senza se e senza ma, come direbbe qualcuno), per cui se ricevete messaggi simili potete cestinare senza pietà. Se però Moreno Morello fosse interessato a proseguire la trattativa per un’indagine (con la prospettiva di una nuova corsetta), resto a disposizione 😉

 
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Pubblicato da su 9 marzo 2011 in Buono a sapersi, Life, Mondo, truffe&bufale