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Messaggi di Facebook e conferme di visualizzazione

Con colpevole ritardo segnalo una cosa che ho notato nel sistema di messaggistica (chat e mail) di Facebook, una nuova arma a doppio taglio per quanto riguarda la privacy degli utenti. Si tratta della conferma di visualizzazione: inviando un messaggio a uno o più utenti, il sistema ora segnala a che ora è stato visualizzato e da chi.

E’ come la conferma di lettura dei messaggi di posta elettronica, che però è un’opzione che deve scegliere il mittente e il destinatario può sempre scegliere di non inviarla. Questa conferma di visualizzazione invece è attivata di default da Facebook, che non consente al destinatario di evitarla, ed è prevista per tutti i messaggi da telefono o da web.

Su Facebook, chat e mail convergono in un’unica piattaforma. Si potrebbe considerare che questa feature è utile nella chat perché offre all’utente una conferma in tempo reale: nella risposta alla FAQ relativa a questa funzione, Facebook precisa che “i messaggi sono contrassegnati come visti se la persona è impegnata in una chat o verifica i propri messaggi”.

In questo automatismo, tuttavia, si aggiunge invece un problema di attendibilità, che non si pone per la convenzionale conferma di lettura: normalmente, ricevendo un messaggio di posta elettronica con la richiesta di conferma di lettura, il destinatario sceglie se inviarla. La conferma non significa “l’ho ricevuto”, ma “l’ho letto” e chi la invia ne è consapevole. Invece, un utente potrebbe trovarsi in una stanza,  e avere in un altro locale il computer aperto su Facebook: se in quel momento un amico gli scrive in chat un messaggio, l’utente non vede nulla, ma l’amico si tranquillizza perché Facebook gli dice “visualizzato da…”.

Tra l’altro, in caso di chat che coinvolge più utenti, ho riscontrato anche il problema opposto: in una conversazione con cinque persone, ho scritto un messaggio e ho ricevuto il “visualizzato” da due di loro. La risposta immediatamente successiva mi è stata scritta da un terzo che aveva ovviamente letto il mio messaggio, ma di quell’utente non avevo ricevuto alcuna conferma di visualizzazione.

 
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Pubblicato da su 12 settembre 2012 in news, social network

 

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Social campus

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Il titolo crolla, gli investitori se ne vanno, un social network cinese lo accusa di plagio. Al quartier generale di Facebook sembra esserci molta carne al fuoco, che potrebbe essere abbastanza alto da farla bruciare, e Mark Zuckerberg di cosa si preoccupa? Del progetto per la realizzazione del nuovo campus, affidato al primo che gli è venuto in mente (incidentalmente, uno dei più celebrati architetti contemporanei).

 
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Pubblicato da su 25 agosto 2012 in curiosità, Mondo, news, social network

 

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Facebook ha bisogno di aria nuova?

In alcuni articoli su Computerworld e Mashable si ipotizza per Facebook uno scenario che vede Mark Zuckerberg lasciare la poltrona di CEO, per via di alcuni recenti accadimenti non proprio esaltanti.

In primis, i risultati negativi registrati dopo la quotazione in borsa dell’azienda, il cui titolo azionario è giunto oggi ad un valore pari alla metà di quello del collocamento.

Va tutto bene al quartier generale di Menlo Park? Due recenti notizie stanno scuotendo Facebook in questi giorni, e potrebbero appesantire ulteriormente l’atmosfera.

La prima ha come protagonisti due personaggi di spicco del mondo di Facebook, Peter Thiel – probabilmente il più importante investitore e socio di Zuckerberg – e il co-fondatore Dustin Moskovitz, che in questi giorni stanno mollando cedendo buona parte delle loro quote azionarie: il primo ha venduto 20 milioni di azioni (valore attuale, 400 milioni di dollari), il secondo ne ha cedute 450mila (circa 9 milioni di dollari). Vendere azioni quando sono in calo – e ad un valore pari alla metà di quello del collocamento – può significare scarsa fiducia nella ripresa del titolo e la volontà di realizzare qualcosa prima di soffrire ulteriori perdite.

La seconda è la denuncia della società cinese Cubic Network, che ha creato il social network L99 (a noi sconosciuto, ma noto essenzialmente nel Paese più popoloso al mondo), e che rivendica la paternità della Timeline, il “diario” che in Facebook è stato introdotto nel 2011. Xiong Wanli, numero uno dell’azienda cinese, nel video di una conferenza organizzata alcuni anni fa presso l’Università di Stanford, sottolinea nel pubblico la presenza di un interessatissimo Mark Zuckerberg proprio durante la presentazione della Timeline di L99.

Sulla base degli aspetti finanziari (già al momento dell’IPO il titolo era apparso decisamente sopravvalutato a molti osservatori e addetti ai lavori), alcuni giornali d’oltreoceano si chiedono quanto sia salda in questo momento la posizione di Zuckerberg, che mantiene comunque una quota di controllo (57%) delle azioni dell’azienda che ha fondato e fatto crescere.

Facebook, secondo Mashable, trarrebbe grandi vantaggi dall’ingresso di un nuovo CEO, e cita illustri precedenti di aziende (Apple, Google, Microsoft) in cui l’avvento di un amministratore delegato che non identificabile con il fondatore fu foriero di svolte benefiche.

Ma proprio il CEO di Mashable, Pete Cashmore, ieri su Facebook ha scritto che i discorsi su Zuckerberg che cede la poltrona di amministratore delegato sono delle stupidaggini, perché l’azienda non ha mai smesso di innovare, è leader nel proprio settore e la vendita di azioni da parte di “investitori a breve termine” non deve destare preoccupazioni.

Certo, molti tra coloro che in questo periodo stanno vendendo le azioni di Facebook sono investitori a breve termine, trader e gente che gioca in borsa. Ma persone come Thiel e Moskovitz no: sono persone che hanno una visione concreta e reale dell’azienda, sono soci di un certo peso (quelli veri) e hanno indubbiamente informazioni più complete di altri trader e investitori occasionali.

Facebook è effettivamente leader nel proprio settore. Ma è ancora capace di innovare? Sicuramente ha saputo apportare innovazioni significative nella comunicazione, nel marketing e nella pubblicità, essendo una piattaforma potentissima e straordinariamente convergente: in essa confluiscono i contenuti condivisi dagli utenti, l’attività di profilazione degli stessi utenti iscritti e le inserzioni pubblicitarie mirate sulla base proprio di questa profilazione. Le recenti novità introdotte, però, sono migliorie apportate a caratteristiche di base già consolidate. In questo senso appare forse più innovativo Google+, con la sua integrazione spinta con le varie Google Apps e con lo stesso motore di ricerca (i risultati di una ricerca effettuata su Google da un utente di Google+ possono contenere materiali condivisi da altri utenti del social network).

Non so se la possibilità che Zuckerberg lasci la poltrona di comando sia davvero una stupidaggine, come pensa Pete Cashmore, ma è una possibilità da non sottovalutare. D’altra parte, Google ha avuto per circa dieci anni un CEO come Eric Schmidt (proveniente da Sun), prima che quel posto fosse “finalmente” occupato da Larry Page (co-fondatore xon Sergey Brin), dimostrando che un fondatore e maggior azionista di un’azienda può comunque delegarne l’amministrazione a chi ne sa più di lui…

 
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Pubblicato da su 22 agosto 2012 in Internet, news, News da Internet, social network

 

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Il nuovo social fa selezione all’ingresso

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Si chiama App.net, è un nuovo servizio social che non ha nulla a che fare con il business della pubblicità e si propone quindi come un’innovazione nel mondo dei social network, per il suo deciso orientamento verso gli utenti (a cui viene garantita la titolarità e la libera gestione dei propri dati personali) e gli sviluppatori.

Il funzionamento di App.net fa pensare ad una via di mezzo tra FriendFeed e Twitter: l’utente condivide ciò che vuole (testi, link a contenuti multimediali) concentrandolo in una lunghezza massima di 256 caratteri (un tweet non va oltre i 140 caratteri), dall’interno del proprio profilo, non molto diversamente da Facebook o Google+ (o dallo stesso Twitter).

In totale assenza di raccolta pubblicitaria, come sostentamento, il suo fondatore Dalton Caldwell (qualcuno ricorderà il suo Imeem) ha pensato innanzitutto a finanziare la propria attraverso il crowdfunding di Kickstarter, grazie al quale ha raccolto quasi 750mila dollari (andando abbondantemente oltre i 500mila previsti come base minima).

Per quanto riguarda gli utenti, l’iscrizione sarà a pagamento:

– con una quota minima di 50 dollari si diventa utenti della release alpha del servizio;

– chi versa una quota di 100 dollari beneficia di un account da developer;

– versando almeno mille dollari si ottiene addirittura il supporto telefonico e un colloquio con il signor Caldwell in persona.

Con le centinaia di milioni di iscritti ai vari social network disponibili in forma gratuita (in quanto foraggiati da inserzionisti che sfruttano la profilazione degli utenti per sottoporre loro pubblicità mirata e condizionarne le preferenze di acquisto), quanti sono disposti a pagare per accedere ad una nuova piattaforma che permette di fare più o meno le stesse cose, anche se probabilmente con una maggiore attenzione alla privacy?

I finanziamenti raccolti finora sono iscrizioni a tutti gli effetti, distribuite nelle tre tipologie previste. L’inizio dunque è incoraggiante e potrebbe essere il preludio di un proseguimento in grado di dare soddisfazione. Ma c’è una moltitudine di utenti che probabilmente non sarà interessata: sono persone ormai abituate alla gratuità di questo genere di soluzioni e sempre pronte a mettersi in vetrina, ma soprattutto a cedere almeno un click qua e là verso quelle proposte pubblicitarie che – guarda caso – sembrano pensate apposta per loro.

La vera innovazione – in campo social, ma non solo – dovrebbe consistere nel motivare tutti quegli utenti a riscoprire quanto vale la privacy di ognuno, trasmettendo loro un messaggio in grado di farne comprendere l’importanza. Chissà se App.net è un passo compiuto in questa direzione…

 
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Pubblicato da su 13 agosto 2012 in Internet, news, social network

 

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Cartoline da Facebook

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Facebook sta sperimentando le sue cartoline: l’utente prende una propria foto, seleziona l’opzione cartolina, la compila con i saluti e l’indirizzo civico del destinatario desiderato, poi la fa spedire.

Ovviamente, trattandosi di un servizio sperimentale, non é dato sapere il costo del servizio. Ma sarà interessante vedere se verrà proposto a tutti gli utenti e a quali condizioni.

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Pubblicato da su 9 agosto 2012 in business, news, social network

 

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Numeri e parole sono importanti

Investo un post sul tema dei fake users (utenti fasulli, per chi non rumina l’inglese) di Facebook solo per una piccola precisazione. Le notizie in circolazione evidenziano -soprattutto nei titoli – che l’8,7% degli utenti del social network sarebbero falsi. Prendendo la notizia pubblicata da CNET, ad esempio, basta abbassare gli occhi di un centimetro per leggere la composizione di quella fetta di utenti:

Facebook estimates that 4.8 percent are duplicate accounts, 2.4 percent are user-misclassified accounts, and 1.5 percent are undesirable accounts.

Quindi, traducendo e ricapitolando:

  • il 4,8% è costituito da “doppioni” (come quello dell’utente Pinco Pallino che, raggiunta la quota massima dei 5mila amici, crea un account Pinco Pallino oltre 5mila per non fare torto a nessuno, anche se in realtà chi è amico del secondo account si sente tardivo)
  • il 2,4% è composto da profili classificati in modo errato (ad esempio, profili personali che in realtà sono legati ad attività commerciali, aziende, o associazioni che dovrebbero invece aprire una fan page)
  • l’1,5% sarebbero account indesiderabili (?), utilizzati dagli utenti per condividere contenuti spam

Sono utenti veri? Se per veri intendiamo “utenti unici in carne ed ossa che si iscrivono con un profilo privato”, effettivamente non lo sono.

Sono informazioni utili? Sono utili a chi investe in Facebook, cioè a chi ne segue l’andamento borsistico e a chi si avvale del social network come piattaforma pubblicitaria, che ha tutto l’interesse a capire la composizione del bacino di utenza. Infatti si tratta di stime basate sui numeri contenuti in un rapporto trasmesso alla SEC da Facebook (la SEC è omologa della Consob).

Per questo motivo ritengo che non sia necessario che le testate giornalistiche riservino una posizione di rilievo a questa specifica notizia sui fake users, ma che sia dato il dovuto risalto – a beneficio di coloro che sono realmente interessati – a tutte le informazioni utili contenute in quel documento, da cui emergono molte altri dati, ben più significativi, sull’andamento della società.

Anche gli operatori di telecomunicazioni sono parte interessata, perché hanno ben donde di capire come si muove l’utenza, quella vera. Tanto per fare un esempio, il trend della connettività mobile, in crescente espansione anche nell’ambito di un social network che muove quasi un miliardo di persone, è un dato che ha un’importanza strategica.

 
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Pubblicato da su 3 agosto 2012 in business, social network

 

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Cambiamenti (social) epocali

Questa notizia potrebbe non interessarvi, ma se vi interessa, quasi certamente non vi piacerà. Vi interessa se siete iscritti a Facebook e con il vostro profilo siete rimasti saldamente ancorati al Wall, cioè alla cara, vecchia Bacheca.

Perché, secondo quanto riferisce il Telegraph, a partire dall’8 agosto, ogni profilo non ancora allineato sarà convertito alla Timeline (Diario). Mi spiace.

 
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Pubblicato da su 2 agosto 2012 in Internet, social network

 

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Social lifting in arrivo per LinkedIn

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È in arrivo la nuova versione di LinkedIn e qualcosa ci dice che sarà ancora più social:

We’ve revamped the entire Homepage experience with a new look and feel to make it easier to scan and find the information that matters most to you. This simpler and cleaner design makes it easier to navigate the page and quickly find the updates you’re looking for – whether that’s a news article your boss has recently shared or it’s to see who has just started a new job.

Ma soprattutto, porte aperte alla condivisione e ai commenti su contenuti condivisi e conversazioni tra amici contatti professionali. Ci sarà persino un omologo del like di Facebook e del +1 di Google Plus

It’s also easier for you to see what your connections are talking about and engage in these professional conversations by liking, commenting or sharing the updates that are most important to you.

 
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Pubblicato da su 16 luglio 2012 in Internet, news, social network

 

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BlackBerry al bivio

RIM (Research In Motion) è in serie difficoltà, sta vivendo un periodo estremamente negativo e – dato che urgono contromisure molto importanti – sta pensando a tagli consistenti.

Con i suoi BlackBerry, RIM – come fu Palm – è una delle aziende che per prime hanno cavalcato il cambiamento del mercato della telefonia mobile, intercettando un’esigenza di evoluzione del “telefonino” che – da semplice strumento di comunicazione voce+SMS – si è trasformato in uno strumento multifunzione.

La strategia dell’azienda ha sempre avuto – come Palm – il proprio focus sulla clientela business, ma i tempi sono cambiati: l’evoluzione è proseguita in un percorso tracciato da altre aziende, che hanno avuto in Apple la capofila e che negli ultimi anni hanno reso lo smartphone uno strumento per tutti. Le ultime notizie non sono confortanti: le perdite registrate nel secondo trimestre sono state di 192 milioni di dollari (nel primo trimestre 125 milioni di dollari), il nuovo BlackBerry 10 (smartphone con display multitouch esteticamente molto simile all’iPhone), che doveva essere l’arma giusta per fronteggiare un mercato sempre più agguerrito, non arriverà prima del 2013. La quota di mercato di RIM sta crollando (anche sul fronte della clientela corporate) e nel tentativo di contenere i costi l’azienda ha pianificato di lasciare a casa 5mila dipendenti (complessivamente ne ha circa 16.500).

Sappiamo tutti che fine ha fatto Palm: acquisita da HP nell’agosto 2010, è sparita nel giro di un anno. RIM si trova ora di fronte ad una scelta mirata alla sopravvivenza e tra le ipotesi in gioco c’è lo scorporo (con eventuale cessione) delle attività legate allo sviluppo e alla produzione dei BlackBerry dal business della messaggistica (la gestione dei network oggi utilizzati dal mondo BlackBerry).

A chi potrebbero interessare le attività hardware del mondo BlackBerry? Recentemente si è parlato di Amazon (in cerca di un partner per produrre un proprio smartphone da affiancare alla gamma Kindle), di Facebook (che pare orientata nella stessa direzione) e di Microsoft (che sta spingendo Windows 8 per Surface e Windows Phone 8 per gli smartphone). Google? No, ha già rilevato Motorola. Le novità, comunque, potrebbero arrivare presto…

 
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Pubblicato da su 29 giugno 2012 in news

 

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Facebook: dovevamo essere più chiari

Con un’incredibile applicazione del mai tempestivo (per sua natura) senno di poi, quelli di Facebook si sono resi conto di aver clamorosamente toppato con la sostituzione degli indirizzi e-mail degli utenti nel loro profilo, e anche con le spiegazioni ufficiali che in sostanza recitavano “avevamo annunciato in aprile che avremmo aggiornato gli indirizzi”, senza però chiarire agli utenti l’entità dell’aggiornamento, ne’ quando l’avrebbero fatto, ne’ tantomeno che il tutto sarebbe avvenuto “a loro insaputa”.

Dovevamo essere più chiari – spiegano ora, aggiungendo che l’aggiornamento è comunque annullabile. Altra toppata: l’aggiornamento (ossia la sostituzione dell’indirizzo dichiarato dall’utente con il nuovo indirizzo @facebook.com legato al suo profilo) dovrebbe essere annullato per default, lasciando all’utente la libertà di indicare ciò che preferisce. Tanto tutti hanno capito che questa operazione è stato un patetico tentativo di spingere gli iscritti all’utilizzo della Facebook mail, che nessuno si fila manco di pezza da quando è nata.

Forse il clamore suscitato dall’iniziativa ha ricordato a qualcuno in più che esiste anche questa mail, ma nell’opinione pubblica di centinaia di milioni di utenti è stata solo una picconata in più alla fiducia che gli utenti ripongono in Facebook…

 
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Pubblicato da su 27 giugno 2012 in News da Internet, social network

 

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Facebook cambia la mail nel profilo degli utenti

Siete iscritti a Facebook? Se nelle informazioni del vostro account avete reso pubblico il vostro indirizzo e-mail (potrebbe essere quello che avete utilizzato per iscrivervi), controllatelo: probabilmente troverete un altro indirizzo, con dominio @facebook.com.

A tutti gli utenti che avevano pubblicato un indirizzo e-mail tra le informazioni di contatto, Facebook l’ha sostituito con quello legato alla mailbox del social network, senza chiedere il permesso a nessuno e senza possibilità di modifica o eliminazione, almeno per il momento.

Gli indirizzi e-mail di Facebook sono nati a fine 2010 e sono legati al sistema di messaggistica utilizzato all’interno del social network, ma ora chiunque (anche se non iscritto a Facebook, ma dotato di una qualunque casella di posta elettronica) può spedire messaggi a tali indirizzi. E’ bene tenere presente che sulla gestione della posta ricevuta all’indirizzo @facebook.com non si può interferire più di tanto e questo potrebbe costituire un problema. Un esempio su tutti: ora lo spam può arrivare anche lì, e sarebbe interessante capire come Facebook si sia organizzata a questo proposito.

Questa notizia non interessa ovviamente gli utenti che non hanno reso visibile un indirizzo e-mail tra le informazioni del proprio profilo, ma potrebbe infastidire – e non poco – chi lo ha fatto, nella genuina e legittima convinzione che, avendo scelto un’informazione da rendere pubblica, non sarebbe mai stata modificata. A questi ultimi suggerisco di eliminare l’indirizzo dalle informazioni pubbliche: entrate nel vostro account Facebook, selezionate Informazioni, andate nel box Informazioni di contatto e cliccate modifica. In corrispondenza dei vostri indirizzi e-mail troverete l’opzione per renderlo non visibile. Selezionatela e salvate la nuova impostazione.

 
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Pubblicato da su 25 giugno 2012 in Buono a sapersi, privacy, social network

 

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Su Facebook arriva la geolocalizzazione degli amici

Facebook tenta ancora di foursquarizzarsi e ci riprova: ecco arrivare sul social network la geolocalizzazione degli amici con Find friends nearby (trova gli amici vicini):

Techcrunch: Facebook finds your friends nearby

 
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Pubblicato da su 25 giugno 2012 in business, cellulari & smartphone, Internet, social network

 

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Cosa significa “segnalare” su Facebook?

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Quando su Facebook si segnala un utente, o il contenuto di una pagina, in pratica lo si sottopone all’attenzione dello “staff di sorveglianza” del social network con un’azione assimilabile ad una denuncia. Ecco spiegato in questa infografica quali procedure si attivano in seguito alle segnalazioni.

 
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Pubblicato da su 19 giugno 2012 in news

 

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Facebook, pronta alla pubblicità geolocalizzata

Profilazione degli utenti, controllo della loro attività su Facebook, marketing e advertising mirato: è a tutto questo che punta Facebook con il nuovo servizio di pubblicità geolocalizzata che sta facendo testare da un paio di mesi ad un gruppo di utenti selezionati. Carolyn Everson, vice-presidente per le soluzioni di global marketing, lo ha spiegato a Bloomberg in un’intervista:

“Phones can be location-specific so you can start to imagine what the product evolution might look like over time, particularly for retailers. We’ve had offers being tested over the last couple of months.”

Niente di nuovo o rivoluzionario: è solo uno dei tanti aspetti che deriva dalle esigenze di monetizzazione dell’attività svolta dai propri utenti e rappresenta l’evoluzione naturale dell’advertising già oggi proposto agli iscritti che, nelle proprie informazioni personali, hanno inserito lo ZIP code (che equivale al nostro CAP, Codice di Avviamento Postale).

Il servizio – alla stessa stregua di ciò che già fanno altre realtà del web (come Google) – prevede che chi utilizza Facebook con uno smartphone localizzabile (tramite GPS, reperibilità data dal WiFi o cella) possa vedersi proporre dal social network offerte e promozioni di attività commerciali situate nel luogo in cui si trova in quel momento: imboccando ad esempio Viale Italia

Sicuramente, l’utente dovrà essere messo in grado di impostare il proprio account in modo tale da fornire informazioni sulla propria posizione solamente in modo consapevole.

 
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Pubblicato da su 19 giugno 2012 in business, News da Internet

 

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Dal Nasdaq un rimborsino dopo la IPO Facebook

Nasdaq Oxm Group (NOG), società americana che gestisce il listino tecnologico del NYSE , ha attivato un fondo per rimborsare le aziende che hanno lamentato danno emergente derivante dai problemi tecnici che si sono verificati a Wall Street nella mattinata del debutto di Facebook in borsa (sì, quando il felpato Mark Zuckerberg – tra applausi scroscianti – ha suonato la campanella di apertura del Nasdaq dal proprio quartier generale di Menlo Park).

La IPO più controversa del web era partita in ritardo a causa di alcuni disservizi (tra cui malfunzionamenti nel sistema made by IBM utilizzato per la gestione del listino e un temporaneo black out che ha rtiardato e impedito l’aggiornamento di quotazioni e transazioni), per le cui conseguenze NOG ha accantonato quaranta milioni: se la SEC darà il proprio benestare, 13,7 milioni verranno rimborsati cash, mentre oltre 26 milioni si trasformeranno in sconti sulle commissioni applicate sulle prossime transazioni.

Chissà se questa soluzione incontrerà il favore di Citadel Securities, CitigroupKnight Capital Ubs, quattro società che – dice Reuters – lamentano di aver perso 115 milioni di dollari.

 
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Pubblicato da su 7 giugno 2012 in business

 

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