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Indagini 2.0

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Come è riuscita la polizia di Brooklyn ad arrestare la gang dei Brower Boys? Pedinamenti? Intercettazioni? Poliziotti infiltrati?

No, più semplicemente – visto che non si trattava di personaggi molto attenti alle aperture dei social network – dopo aver individuato i sospettati, ha chiesto loro l’amicizia su Facebook ed è stata attenta agli status update e ai messaggi che si scambiavano tra loro, con luoghi e dettagli delle prossime mosse. Mai sottovalutare la potenza informativa dei social network…

 
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Pubblicato da su 7 giugno 2012 in curiosità, Internet, social network

 

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Facebook pensa ad un social-phone?

Mentre Mark Zuckerberg è in viaggio di nozze (ma sulla sua pagina non ha ancora condiviso nemmeno una foto, come sottolinea @Mante su Twitter) in rete corre voce che Facebook stia lavorando al progetto di un proprio smartphone. Agli occhi degli utenti, non sembrerebbe che il più grande social network del mondo ne senta la necessità: il numero di iscritti si avvicina al miliardo di utenti, e già oltre la metà si connettono tramite dispositivi mobili.

Dopo il recente (e finora deludente) ingresso in borsa, è obbligata a cercare nuove possibilità di business. Per questo motivo, avere un Face-phone  – più che per conquistare nuovi utenti – potrebbe rivelarsi funzionale a conquistare una fetta del mercato della telefonia mobile, su cui si sta spostando un numero sempre maggiore di utenti. D’altro canto anche Google ha sempre avuto questo obiettivo, ben testimoniato dal fatto che prima si è buttata nel campo dei sistemi operativi con Android e poi ha rilevato Motorola Mobility.

Facebook non ha un know-how specifico nel campo dei dispositivi mobili e potrebbe muoversi nello stesso modo, mettendo a segno l’acquisizione di un produttore, oppure aprire un centro di sviluppo, arruolando tecnici esperti nel settore (cosa che pare stia già facendo, con ingegneri provenienti da Apple). Per entrare in questo mercato, però, dovrebbe poter offrire una gamma di smartphone in grado di accogliere tutte le applicazioni maggiormente utilizzate dagli utenti, ma al tempo stesso dovrà essere per tutte le tasche, dato che  il mondo di Facebook è molto eterogeneo. Credo che nel breve o medio termine sentiremo novità interessanti su questo argomento.

 
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Pubblicato da su 28 Maggio 2012 in business, cellulari & smartphone, Internet, social network

 

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Facebook sperimenta una nuova timeline

Facebook fa esperimenti anche sulle nuove interfacce e pare che fra questi ci sia una nuova versione della contestatissima timeline (il diario).

La novità immortalata qui sopra riguarda un test che è in corso su alcuni profili selezionati dal social network: ha un aspetto leggermente diverso, forse touch-oriented (ossia pensato per un utilizzo agevole anche su smartphone e tablet con display touchscreen), con le informazioni dell’utente sovrapposte all’immagine di copertina che sovrasta una barra di icone con contatori che sostituiscono le immagini utilizzate oggi per le sezioni amici, foto, mappa e per i mi piace (che però in inglese viene indicata come Favorites, le preferenze), con l’aggiunta di un summary che – se cliccato – mostra i più importanti aggiornamenti relativi all’utente.

 
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Pubblicato da su 26 Maggio 2012 in news, News da Internet, social network

 

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Facebook, Wall Street non apprezza

Al tiepido esordio di Facebook a Wall Street sta facendo seguito un percorso in discesa: dall’avvio delle contrattazioni, avvenuto venerdì con un prezzo di collocamento fissato in 38 dollari, il titolo è arrivato ai 30,98 dollari di ieri sera, che in termini di capitalizzazione significa che dal valore iniziale di 104 miliardi di dollari è piombata in pochi giorni a quota 90 miliardi di dollari.

Questo fa accendere i riflettori sulla banca d’affari americana Morgan Stanley (sottoscrittrice insieme a JP Morgan e Goldman Sachs) responsabile dell’elevato prezzo di collocamento e dell’altrettanto alto ammontare delle azioni offerte, nonostante le stesse banche – riferisce un report di Reuters – su input di alcuni top manager di Facebook avessero rimensionato l’outlook, cioè le stime sui ricavi del social network, nelle stesse ore del debutto in borsa.

Dubbi sulla supervalutazione del prezzo iniziale erano stati sollevati fin da subito da più parti, con alcuni operatori che ritenevano che il debutto “piatto” del primo giorno fosse da imputare a una serie di concause, tra cui problemi tecnici patiti all’apertura del Nasdaq di venerdì scorso (ritardata di mezz’ora) e la notizia del ritiro, da parte di General Motors, di tutte le inserzioni pubblicitarie pubblicate su Facebook, ritenute non efficaci forse anche sulla scorta delle non confortanti stime sui ricavi, basate sul presupposto che l’utenza di Facebook sta migrando verso il mondo della connettività mobile, attualmente meno remunerativa in termini di traffico e pubblicità.

Chissà cosa ne pensa Alisher Usmanov, il finanziere russo che possiede una quota azionaria di Facebook pari a circa il 5,5% tramite Digital Sky e del 2,3% attraverso Mail.ru., e che in seguito a questo trend negativo avrebbe perso finora circa 300 milioni di dollari.

 
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Pubblicato da su 23 Maggio 2012 in mumble mumble (pensieri), news, News da Internet

 

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Numbers enlargement

Mancano poche ore al debutto in borsa di Facebook e la rete pullula di notizie che riguardano il più affollato social network del mondo. Questa operazione fa notizia per tanti motivi: il prezzo iniziale di collocamento al NASDAQ fissato a 38 dollari (che si traduce in una valutazione della società che tocca quota 104 miliardi di dollari) la porta a conquistare il primo posto tra le IPO (Initial public offering) relative ad aziende del web e il secondo posto assoluto tra quelle nella storia di Wall Street.

Nel presentarsi sul mercato finanziario, Facebook ha dichiarato – tra l’altro – un bacino pari a 901 milioni di utenti attivi mensilmente. Tra questi, oltre la metà (500 milioni) si connettono da un dispositivo portatile (smartphone, tablet, laptop…). Niente male, per un’azienda nata nel 2004 dalla internetizzazione del concetto di annuario scolastico, declinato poi in una piattaforma di socializzazione e di condivisione di dati personali, rivelatisi un patrimonio appetibile per pubblicitari e inserzionisti.

Ma è davvero così? I punti di vista sono vari e contrastanti, tuttavia ci sono alcuni aspetti su cui è opportuno riflettere, e a questo proposito citerò due notizie: la prima è l’annuncio formulato da General Motors, che ha deciso di ritirare tutte le pubblicità presenti su Facebook, per il semplice motivo che per la casa automobilistica – terzo inserzionista americano – l’investimento profuso finora (10 milioni di dollari) non ha avuto riscontri significativi (evidentemente GM si attendeva di vendere molte più auto grazie al veicolo Facebook).

La seconda è che su piattaforme come Twitter e Facebook è possibile barare, millantando un seguito di numerosi followers e fans che in realtà non esistono, ma figurano nei contatori degli utenti perché è possibile acquistarli, peraltro a prezzo vile. Marco Camisani Calzolari in settimana ha fatto la spesa sul sito seoclercks.com: spendendo complessivamente 50 dollari ha comprato 50mila followers per il suo account Twitter e 6mila likes per la propria fanpage su Facebook, dimostrando che anche nel mondo dei social network, in mezzo alle molte agenzie che lavorano seriamente, possono annidarsi procacciatori di doping, la cui presenza (così come nell’ambito sportivo) deve essere resa riconoscibile affinché questi soggetti possano essere isolati e ridotti all’impotenza, anche per non infangare la reputazione di chi lavora onestamente. Come detto in altre occasioni e altri ambiti, la migliore arma è la consapevolezza.

(pubblicato dal sottoscritto su The New Blog Times)

 
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Pubblicato da su 18 Maggio 2012 in news

 

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Donatori di organi su Facebook

Da oggi Facebook ha attivato una nuova opzione, valida solo per Stati Uniti e Regno Unito, che permette agli utenti di dichiararsi donatori di organi nel proprio profilo, per sensibilizzare gli iscritti sull’argomento della donazione di organi e creare un canale informativo aggiuntivo. Secondo quanto risulta da una ricerca effettuata dal New York Times, l’utilizzo di questa opzione potrebbe veicolare notevolmente un messaggio di sensibilizzazione sul tema.

 
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Pubblicato da su 1 Maggio 2012 in social network

 

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Pinview, e il social network si Pinterestizza

Il mondo dei social network è in fermento: mentre si registra la promettente crescita di Pinterest (dedicato alla condivisione di fotografie e immagini), Google+ si è presentato con un nuovolook che – oltre ad essere maggiormente orientato all’immagine – strizza l’occhio anche a Facebook, che dal canto suo non starà certo a guardare dopo il recente acquisto di Instagram. In attesa di vedere gli effetti di questa operazione nell’ambito del social network più popolato del mondo ci si può divertire con Pinview…[Continua a leggere su The New Blog Times]

 
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Pubblicato da su 24 aprile 2012 in business, social network

 

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Il nuovo look di Google+

Al lancio di Google+ (o Google Plus) dissi:

Non ho alcun pregiudizio su Google+, ma a mio avviso oggi non c’è alcuna necessità di avere un altro Facebook (…) se Google+ non rappresenterà davvero qualcosa di nuovo, dubito che gli utenti sentiranno la necessità di gestire due account su due diversi social network, e dubito che chi si è insediato precedentemente su Facebook voglia migrare per fare le medesime cose su uno strumento simile.

La mia opinione non è cambiata, ma l’annuncio odierno dell’introduzione di novità e migliorie – che tendono a personalizzare la user experience – fa supporre che la direzione presa ora possa essere quella giusta, anche se le novità ammiccano non poco a Facebook, Twitter e anche a Pinterest, vista l’accresciuta attenzione verso le immagini: su tutte spiccano il dynamic ribbon (una barra laterale posta a sinistra), le applicazioni che possono essere posizionate o eliminate a piacimento, l’accresciuto spazio concesso a foto e video nelle pagine del profilo utente e nello stream, e un box dedicato ai trending topic. A proposito del profilo utente: la testata è in pratica un upgrade di quella del diario-timeline di Facebook, con la foto dell’utente – di maggiori dimensioni – posizionata a destra anziché a sinistra.

 
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Pubblicato da su 11 aprile 2012 in Internet, news, social network

 

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Facebook acquista Instagram

L’annuncio fa notizia fin da subito: Facebook acquista Instagram. Anche se Massimo Mantellini ha tutti i motivi per dire “Speriamo non faccia la fine di Friendfeed. (Sì, sì, ok, lo so: farà la fine di Friendfeed)”, io azzardo la previsione – forse ottimistica – che questa operazione non cambierà il percorso di Instagram, perché la vedo più funzionale a Facebook.

Un miliardo di dollari l’ammontare messo sul piatto per questa acquisizione, una cifra enorme. Ma è necessario considerare innanzitutto che in questo modo Facebook mette le mani su 30 milioni di utenti iPhone (quelli che già utilizzano Instagram, non un competitor di FB, ma una costola complementare), a cui si andranno presto a sommare gli utenti del mondo Android, nel cui marketplace Instagram è entrata da pochi giorni.

In secondo luogo, ma si tratta di un aspetto che è all’orizzonte e potrebbe essere “il padre di tutti gli obiettivi”, non dimentichiamo che il social network più affollato del mondo è pronto a quotarsi in borsa – probabilmente in maggio – e si parla di una IPO record (a inizio mese il valore della società di Mark Zuckerberg era stimato in 103 miliardi di dollari).

Operazioni di valore considerevole, come questa acquisizione da un miliardo di dollari, sembrano studiate appositamente per supportare le stime di crescita.

 
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Pubblicato da su 9 aprile 2012 in business, media, social network

 

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Faceskin, la visione social di Claudio Cecchetto

Claudio Cecchetto non sta mai fermo e in questi giorni ha lanciato pubblicamente il suo social network Faceskin, concretizzando un’idea che si basa sulla possibilità di conservare, nel profilo personale dell’utente, i percorsi di ricerca e i siti relativi a particolari tematiche, condivisibili con altri utenti.

La possibilità di conservare e condividere una weblist è interessante e quindi, a mio avviso, l’idea di partenza è buona, ma mi piacerebbe che fosse un punto di partenza per altri sviluppi. Ho un’opinione opposta sulla scelta del nome e della veste grafica: è molto spinto ed evidente il richiamo a Facebook (nome che ammicca e logo pressoché identico, anche nei colori), genera una somiglianza che io eliminerei al più presto, perché credo che il più affollato social network del mondo non abbia bisogno di imitatori, ne’ emulatori che lo pubblicizzino di rimbalzo. Volendo mantenere un legame che faccia traino in modo più efficace, piuttosto, renderei possibile l’iscrizione attraverso il collegamento ad un profilo-utente già esistente in altri servizi.

 
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Pubblicato da su 29 marzo 2012 in Internet, social network

 

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Ebbrezza primaverile

Oggi mi trovavo dentro Facebook e, istigato dal sodale cugino Luca che aveva scoperto un “quantomeno bizzarro” conteggio degli amici in comune con il sottoscritto, ho dato un’occhiata al suo diario (l’odiata e a tutt’oggi irreversibile timeline). Tra gli amici di Luca ho trovato anche me stesso. Niente di insolito, chiaramente, tranne due cose: il numero di amici in comune e l’invito sottostante.

Lasciando perdere la stupefacente rivelazione di quanti amici ho in comune con me stesso (!), ho selezionato Aggiungi agli amici per vedere fino a che punto l’ebbrezza primaverile avesse afflitto Facebook. Al fatidico click, ecco il fulmineo ritorno di lucidità:

In realtà si tratta solo di uno dei tanti bug del diario-timeline (alcun noti, altri no). Nella cara, vecchia bacheca (che gli utenti ancora privi di diario avranno la fortuna di mantenere fino al 30 marzo), tutto questo non accade: il pulsante “Aggiungi agli amici” compare solo sugli utenti con cui non si ha alcun collegamento, gli amici vengono contrassegnati come tali e l’utente che ritrova il proprio nome nel novero degli amici dell’amico non ha alcun pulsante per auto-aggiungersi.

In conclusione, non si può che confermare quanto già scritto su Quora dal buon Evan Priestley, che dentro Facebook ha lavorato da ingegnere:

Facebook è il più bacato tra i software che utilizzo regolarmente, con un ampio margine [sugli altri software, ndD]. Producono un software che ha tutti questi problemi e hanno anche un successo enorme. E’ per questo motivo che dico che non hanno bisogno di produrre software di qualità superiore.

In altre parole (considerazione priva di deontologia professionale): è un software pieno di bug, ma… visto il successo mondiale che riscuote, chi glielo fa fare, di migliorare la qualità del software?

 
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Pubblicato da su 21 marzo 2012 in curiosità, Internet, social network

 

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Facebook, licenza di leggere gli SMS (?)

Sul fronte della privacy si è aperta una nuova problematica per quanto riguarda gli utenti di Facebook: secondo quanto riportato dal Sunday Times, lo staff del social network avrebbe recentemente attivato un sistema per leggere gli SMS inviati o ricevuti attraverso gli smartphone Android degli utenti che utilizzano Facebook in mobilità. L’azienda che fa capo a Mark Zuckerberg nega e spiega:

“Non avviene alcuna lettura degli SMS. Sull’Android App Store l’applicazione Facebook comprende la richiesta di autorizzazione a leggere e scrivere SMS”, spiegano dal social network.

“La ragione – continua Facebook – consiste nell’aver svolto alcuni test (non con il pubblico) di prodotti che richiedono la funzionalità SMS degli smartphone per parlare con l’applicazione Facebook. A questo si riferisce la richiesta di accesso a tale funzione sia in lettura che scrittura, ossia la linea di comunicazione richiesta per integrare le due cose”.

“Molte comunicazioni impiegano queste richieste di permesso. Occorre pensare che esse possono agire come sostituti dei servizi di SMS incorporati negli smartphone. Ciò non è necessariamente l’oggetto del nostro lavoro attuale. Gli SMS possono essere impiegati per pagare tramite il proprio operatore cellulare (laddove l’utente acconsenta a pagare, in pratica, sulla propria bolletta) per esempio per l’acquisto di un’applicazione. Il Sunday Times ha invece concluso che si trattasse proprio di una caratteristica ben precisa”.

“In ogni caso – conclude Facebook – nessuna di queste funzioni è disponbile per il pubblico (dunque il Sunday Times sbaglia del tutto nell’affermare che Facebook stia leggendo gli SMS della gente. Sbaglia nei termini e sbaglia nell’effetto suggestivo che crea). Tuttavia, Facebook sta implementando questa funzionalità tramite i permessi delle App di Android in quanto le App hanno tecnicamente la possibilità di integrarsi con il sistema di gestione SMS degli smartphone, anche se, per ora, si tratta di sole prove”.

Tutto a posto? Forse…

[via The New Blog Times]

 
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Pubblicato da su 27 febbraio 2012 in cellulari & smartphone, security, social network

 

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Titoli contro – reloaded

(seguito del post precedente Titoli contro)

In questo caso, invece, non è colpa dei giornalisti, ma dell’Associazione Matrimonialisti, che scambia “causa” e “mezzo”: perché scaricare sul social network la responsabilità dell’insoddisfazione o dell’inadeguatezza umana?

 “Nel nostro Paese almeno il 20% delle crisi coniugali che arrivano in Tribunale – fa i conti il presidente dell’Ami – sono causate da Facebook (80% del totale) e da Twitter (20%). Si tratta di un fenomeno denunciato l’anno scorso dall’associazione dei matrimonialisti degli Usa e confermato dall’Ami. Le infedeltà riguardano coppie di tutte le età, anche quelle sposate da trent’anni e più. Facebook è virtuale solo all’inizio del rapporto, ma è poi occasione di incontri veri e propri (secondo il Centro Studi dell’Ami, il 70% si trasformano in scappatelle, il 30% diventano storie durature e parallele)”

Perché scaricare sul social network la responsabilità dell’insoddisfazione o dell’inadeguatezza umana? Se una persona – già impegnata con un partner – cerca e trova un altro partner, ovunque la cerchi, significa che qualcosa non va nel suo rapporto e la colpa è sua, oppure del partner.

Se la conosce al bar è colpa del bar? E se succede in metropolitana? O ad un matrimonio (stile L’ultimo bacio)?

 
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Pubblicato da su 4 gennaio 2012 in news

 

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Titoli contro

Ho i miei dubbi che Facebook causi un terzo dei divorzi, come annuncia l’ANSA commentando i risultati di una ricerca di Divorce-Online. Ritengo molto più verosimile che il social network abbia portato a scoprire più agevolmente comportamenti o azioni che hanno portato a richieste di divorzio.

In effetti, come si legge nel comunicato stampa del sito inglese – anch’esso dotato di un titolo più sensazionalistico che realistico – il 33% delle richieste di divorzio contengono la parola “Facebook”, perché ha portato a svelare l’esistenza di un rapporto extraconiugale, o con il quale qualcuno ha pubblicato commenti negativi sul proprio partner.

D’altro canto, se una ragazza legge la corrispondenza che il proprio fidanzato o marito scambia con l’amante – e quindi scopre una relazione clandestina – la causa del divorzio è l’infedeltà del partner o la posta?

 
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Pubblicato da su 3 gennaio 2012 in news, News da Internet, social network

 

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Senza, forse sarebbe stato più difficile

Come di consueto anche all’inizio di quest’anno, per forza di cose, sono ancora poche le novità targate 2012 e in questi giorni si parla di argomenti che, come la coda di una stella cometa, hanno le loro radici nel passato, anche il più recente.

E’ sufficiente scorrere le news in Internet per farsene un’idea e lo si può fare in un attimo, perché Internet è – prima di tutto – un grande strumento di comunicazione, costituito da tantissimi altri servizi e strumenti che, in funzione del loro utilizzo, possono contribuire a fare grandi cose, o a provocare danni.

Molto spesso ci soffermiamo a commentare con enfasi la seconda possibilità, soprattutto da quando esistono i social network che, per la loro natura di “strumenti di condivisione”, possono comportare problemi legati alla privacy di ognuno, o semplicemente distrarci con fastidiose “bufale”. Dal sottofondo di questi commenti, emerge sempre la considerazione che si potrebbe fare tranquillamente a meno di tutte queste cose.

E’ vero: dei social network si può fare a meno, al mondo ci sono milioni (se non miliardi) di persone che vivono serenamente senza nemmeno sapere che esistono Facebook, Twitter, LinkedIn, Badoo, Netlog, Google+ e via discorrendo, e va bene così. E’ anche vero che si tratta di servizi che, seppur basati su un utilizzo gratuito, sono nati per creare profitto, basato su un’attività pubblicitaria sempre mirata e non raramente subdola, di cui gli utenti devono essere assolutamente consapevoli.

Poi vieni a sapere di notizie come questa (o quest’altra che però è di due anni fa, o altre ancora dello stesso tenore) e pensi “be’, dopotutto con questi social network si riesce a fare anche qualcosa di buono”:

At her hospital bed at the University of Washington Medical Center, Allie Carr, 26, is recovering from surgery.  “I feel pretty good considering I just had a vital organ taken out of me,” she joked.

Carr donated her kidney to a man she met just five months ago on Facebook.

The man’s name was Dan Garrett – and the page read simply, “My husband needs a new kidney.”

Ricevere in donazione un rene da uno sconosciuto, grazie ad una richiesta pubblicata in uno di quei social network di cui tutti possono fare a meno, non è una cosa da tutti i giorni.

Buon 2012!

 
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Pubblicato da su 2 gennaio 2012 in news, News da Internet

 

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