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Archivi tag: polizia

Occhio al mittente (e al messaggio)

Sono anni che riceviamo messaggi palesemente malevoli come quello riportato in figura, eppure c’è ancora chi ci casca. Per cui nessuna meraviglia se c’è anche chi sprofonda nella trappola indicata oggi dalla Polizia delle Comunicazioni:

È in corso massiva attività di spamming a scopo estorsivo con l’invio di email in cui gli utenti vengono informati dell’hackeraggio del proprio account di posta elettronica ad opera di un gruppo internazionale di Criminali. L’account sarebbe stato hackerato attraverso l’inoculamento di un virus mentre venivano visitati siti per adulti. Da qui scaturisce la minaccia di divulgare a tutti il tipo di siti visitati e la conseguente richiesta di denaro in criptovaluta.

Il messaggio indicato dalla Polizia generalmente si presenta così:

Salve!

Come avrai già indovinato, il tuo account xxxxxxx è stato hackerato, perché è da lì che ho inviato questo messaggio  🙁

Io rappresento un gruppo internazionale famoso di hacker.
Nel periodo dal xx.yy.2018 al xy.yz.2018, su uno dei siti per adulti che hai visitato, hai preso un virus che avevamo creato noi.
In questo momento noi abbiamo accesso a tutta la tua corrispondenza, reti sociali, messenger.
Anzi, abbiamo i dump completi di questo tipo di informazioni.

Nel seguito del messaggio, arriva la richiesta di estorsione, pena la diffusine di tutte le peccaminose informazioni.

In realtà non c’è niente di vero in quelle mail. Quindi, chi ci casca? Un utente che, oltre a non essere troppo smaliziato da capire che si tratta di un’esca, ha visitato – magari una tantum – un sito per adulti. Si tratta di una possibilità ampiamente concreta, perché i siti web vietati ai minori sono tra i più frequentati al mondo. Pertanto, nell’affollato e pescoso mare degli utenti, non è affatto difficile trovare qualcuno che abbocchi facilmente al phishing (espediente per indurre un utente a compiere un’azione apparentemente innocua, ma in realtà foriera di disastri).

Non credete a tutto ciò che ricevete via mail, soprattutto quando l’utente è sconosciuto, o addirittura quando il mittente siete voi (e non vi risulta di aver spedito a voi stessi quel messaggio)! 


 
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Pubblicato da su 20 settembre 2018 in news

 

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In Svizzera c’è la polizia cantonese (Corriere dixit)


La scossa di terremoto in Svizzera ha scombussolato la redazione di Corriere.it.
Per la cronaca, la Polizia Svizzera è organizzata in tre divisioni: Federale, Cantonale, Regionale.

La polizia cantonese si trova a Canton, in Cina. Che risposte potrebbe aver dato a quella ventina di chiamate?

 
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Pubblicato da su 7 marzo 2017 in news

 

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Phishing, oltre quaranta arresti

45 arresti in Italia e all’estero: è il primo risultato dell’operazione Porte Chiuse condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni di Milano, Interpol e Polizia rumena. Dalla indagini risultano tutti far parte di un’organizzazione criminale specializzata in truffe attuate con attacchi di phishing che avrebbero coinvolto 600 titolari di conti correnti bancari e carte di credito. Il raggiro avrebbe potuto portare le rapine telematiche  a raggiungere un valore complessivo stimato in oltre 2 milioni di euro, ma che l’operazione avrebbe limitato a 300mila.  Dal comunicato della Polizia di Stato:

L’organizzazione criminale aveva realizzato una struttura, con sede all’estero, che si occupava di mandare delle e-mail “trappola” che inducevano i titolari di conti correnti a visitare siti clone in modo da poter sottrarre loro le credenziali di accesso di gestione dei conti.

I soldi illeciti venivano trasferiti su carte di credito ricaricabili e schede telefoniche oppure utilizzando i meccanismi di gioco online.

I componenti della banda infatti si erano resi conto che i canali di riciclaggio del denaro, via via si chiudevano grazie agli interventi delle banche; così si ingegnavano nel creare nuovi sistemi di spostamento di denaro come, appunto, il settore dei giochi online: chi perdeva era normalmente uno dei terminali della truffa che però faceva vincere un altro giocatore, complice.

Sono oltre 600 i correntisti colpiti, per un totale di 2 milioni di euro che però è stato limitato a circa 300 mila grazie all’intervento dei poliziotti.

L’indagine è partita a seguito di un controllo, effettuato da una Volante della questura di Milano, ad un cittadino che aveva con sé molte carte prepagate intestate a persone diverse.

Dalle prime indagini si è scoperto che l’organizzazione era di tipo verticistico: un primo gruppo, che operava principalmente nel Regno Unito, si occupava di accaparrarsi le credenziali di accesso dei conti correnti; un secondo gruppo, che agiva tra Italia e Svizzera, ripuliva il denaro sottratto, con l’acquisto di carte di credito o schede telefoniche; un terzo gruppo, con base in Romania, si occupava degli aspetti tecnici.

 
1 Commento

Pubblicato da su 26 giugno 2012 in news

 

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Indagini 2.0

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Come è riuscita la polizia di Brooklyn ad arrestare la gang dei Brower Boys? Pedinamenti? Intercettazioni? Poliziotti infiltrati?

No, più semplicemente – visto che non si trattava di personaggi molto attenti alle aperture dei social network – dopo aver individuato i sospettati, ha chiesto loro l’amicizia su Facebook ed è stata attenta agli status update e ai messaggi che si scambiavano tra loro, con luoghi e dettagli delle prossime mosse. Mai sottovalutare la potenza informativa dei social network…

 
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Pubblicato da su 7 giugno 2012 in curiosità, Internet, social network

 

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