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Soccorso alpino: sì alla geolocalizzazione da cellulare

gps

Esiste almeno un’eventualità in cui poter essere (rin)tracciati senza dover esprimere un consenso preventivo è legale e verosimilmente gradito: la possibilità di geocalizzazione dei dispersi in montagna da parte del Soccorso Alpino. Il Garante della Privacy ha infatti approvato l’impiego di due nuove tecnologie mirate ad agevolare le operazioni di soccorso:

Il primo sistema si basa sulla possibilità di inviare all’utente alcuni specifici messaggi (sms di tipo “0”) i quali consentono l’installazione di applicazioni e la configurazione di una apposita stazione ricevente gestita dal CNSAS a cui trasmettere, in modalità automatica, il dato GPS raccolto dal terminale. Il secondo sistema, invece, fa uso di una ulteriore categoria di sms tecnici (Ping) i quali, una volta ricevuti dal terminale, innescano la trasmissione automatica alla centrale operativa del CNSAS dei dati relativi alle stazioni radio base visibili dal terminale stesso, anche se appartenenti a gestori diversi da quelli a cui l’utente riceve il servizio. In tal modo con tecniche di triangolazione rese più sofisticate dalla disponibilità di dati di geolocalizzazione delle stazioni base di diversi operatori è possibile individuare la posizione del terminale dell’utente disperso.

La geolocalizzazione di tali persone avverrebbe dopo che siano state attivate formalmente le ricerche da parte delle centrali operative 118 (Sanità), 115 (Vigili del Fuoco) o dell’Autorità di Pubblica Sicurezza preposta al fine di salvaguardare la vita o l’integrità fisica della persona stessa.

Si tratta di tecnologie che, rispetto a quelle autorizzate con il provvedimento del 19 dicembre 2008, hanno il pregio di non richiedere l’intermediazione dell’operatore telefonico e quindi di rendere ancora più rapide, efficienti e precise le operazioni di soccorso, senza che ci sia bisogno di una particolare configurazione del software del terminale in questione.

Sicuramente, meglio queste tecnologie – per queste finalità – di ogni altro check-in pubblicitario registrato da social network e affini a beneficio altrui…

 
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Pubblicato da su 24 febbraio 2015 in News da Internet

 

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Pericoloso il nuovo virus che colpisce Android

C’è un nuovo virus – un trojan in grado di infettare dispositivi che utilizzano il sistema operativo Android (smartphone e tablet, essenzialmente). Gli effetti di questo virus sono simpatici quanto avere un portafoglio bucato.

A quanto pare il veicolo di Obad – questo il suo nome, come segnalato da Kasperky – è un SMS che contiene un link. Cliccando su questo link si agevola l’installazione di un malware che, sfruttando due vulnerabilità del sistema operativo, ottiene i privilegi di amministratore del dispositivo ed invia ad un server remoto i dati identificativi dell’apparecchio (indirizzo delle schede di rete, IMEI, numero della SIM e altre informazioni riservate). Nel frattempo avvia la spedizione di SMS (contenenti il link incriminato) verso altri numeri telefonici e verso numeri “a valore aggiunto” (con tariffa maggiorata).

Evitate quindi di cliccare su link anomali ricevuti via SMS!

 
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Pubblicato da su 10 giugno 2013 in cellulari & smartphone, security, tablet

 

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Facebook, licenza di leggere gli SMS (?)

Sul fronte della privacy si è aperta una nuova problematica per quanto riguarda gli utenti di Facebook: secondo quanto riportato dal Sunday Times, lo staff del social network avrebbe recentemente attivato un sistema per leggere gli SMS inviati o ricevuti attraverso gli smartphone Android degli utenti che utilizzano Facebook in mobilità. L’azienda che fa capo a Mark Zuckerberg nega e spiega:

“Non avviene alcuna lettura degli SMS. Sull’Android App Store l’applicazione Facebook comprende la richiesta di autorizzazione a leggere e scrivere SMS”, spiegano dal social network.

“La ragione – continua Facebook – consiste nell’aver svolto alcuni test (non con il pubblico) di prodotti che richiedono la funzionalità SMS degli smartphone per parlare con l’applicazione Facebook. A questo si riferisce la richiesta di accesso a tale funzione sia in lettura che scrittura, ossia la linea di comunicazione richiesta per integrare le due cose”.

“Molte comunicazioni impiegano queste richieste di permesso. Occorre pensare che esse possono agire come sostituti dei servizi di SMS incorporati negli smartphone. Ciò non è necessariamente l’oggetto del nostro lavoro attuale. Gli SMS possono essere impiegati per pagare tramite il proprio operatore cellulare (laddove l’utente acconsenta a pagare, in pratica, sulla propria bolletta) per esempio per l’acquisto di un’applicazione. Il Sunday Times ha invece concluso che si trattasse proprio di una caratteristica ben precisa”.

“In ogni caso – conclude Facebook – nessuna di queste funzioni è disponbile per il pubblico (dunque il Sunday Times sbaglia del tutto nell’affermare che Facebook stia leggendo gli SMS della gente. Sbaglia nei termini e sbaglia nell’effetto suggestivo che crea). Tuttavia, Facebook sta implementando questa funzionalità tramite i permessi delle App di Android in quanto le App hanno tecnicamente la possibilità di integrarsi con il sistema di gestione SMS degli smartphone, anche se, per ora, si tratta di sole prove”.

Tutto a posto? Forse…

[via The New Blog Times]

 
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Pubblicato da su 27 febbraio 2012 in cellulari & smartphone, security, social network

 

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